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Un violento nubifragio si è abbattuto in nottata su Palermo dove i vigili del fuoco in tre ore, a partire dalle 4, hanno eseguito 27 interventi per soccorrere automobilisti rimasti intrappolati in strade e sottopassi. Ieri la Protezione Civile ha diramato un’allerta arancione su tutta la Sicilia settentrionale per rischio idrogeologico e temporali.

Gli interventi dei pompieri nel capoluogo, come succede sempre in questi casi, hanno interessato sopratutto la zona di viale Regione Siciliana, piazza Indipendenza davanti al palazzo della Regione, via Imera, via Re Ruggero e via Messine Marine davanti all’ospedale Buccheri La Ferla. Per liberare gli automobilisti sono intervenuti a supporto i sommozzatori, i pompieri del reparto fluviali e un mezzo anfibio. I vigili del fuoco da questa mattina sono inoltre impegnati ad eseguire oltre 30 servizi di controllo e verifiche in appartamenti e abitazioni dove la pioggia ha provocato infiltrazioni d’acqua e la presenza di crepe.

Il sindaco Matteo Ruvolo ha comunicato che a Ribera si registrano 3 nuovi casi di positività. Erano saliti a 6 i positivi ma è arrivata la conferma di 3 guarigioni.
Tutti i soggetti interessati, comunica il sindaco,  si trovano in isolamento fiduciario presso il proprio domicilio.
Alla luce dell’evoluzione della diffusione del virus degli ultimi giorni anche nella nostra provincia, cosi come comunicato dall’Asp di Agrigento, che indica come sia in
crescita il contagio in diversi centri del nostro territorio, il sindaco “raccomanda la massima prudenza e l’adozione delle misure di prevenzione: l’uso della mascherina soprattutto nei luoghi di maggior affluenza di persone, igienizzarsi spesso le mani e garantire il giusto distanziamento fisico”.

Dopo la plateale operazione “Waterloo” ciò che resta è il caos più totale. Incertezza e timori per chiunque ha intrattenuto rapporti con “Girgenti Acque”, e un servizio che potenzialmente non può vedere giorni migliori.
Le ultime vittime di questo massacro, a giorni dal totale azzeramento di una classe dirigente, restano sempre i cittadini, costretti a subire ancora per mesi una situazione di totale precarietà che non vede via di uscita.
Quasi come se si volesse far cambiare tutto affinché tutto possa non cambiare. Campione compromesso ed espulso, e assieme a lui tutti gli amici degli amici. E adesso? Vogliamo ancora una volta urlarlo ad alta voce: chi restituirà dignità e sicurezza a tutti quei cittadini in attesa di risposte?
La questione “Girgenti Acque” non può essere questione di pochi o dei soli addetti ai lavori. Occorre nell’immediato dare risposta ai cittadini, dimostrando che lo Stato c’è ed è capace di porre rimedio davvero, nel più breve tempo possibile, a quanto di peggio questo territorio abbia mai visto.
E adesso smettiamola con lo pseudo stupore, ciascuno di noi ha una grande colpa: quella dell’aver desiderato e ricercato i frutti di quel sistema. Noi giovani non ci stiamo più, non ammettiamo la cultura del “implicati o neutrali”! Oggi si pone un grande problema di legalità, è spaventoso il silenzio di buona parte della classe politica!
Giorgio Bongiorno, coordinatore Italia Viva Agrigento

I nuovi 404 casi di positività in terra di Sicilia fanno schizzare vertiginosamente l0indice di positività a quasi il 7%, stabilendo un nuovo record.

La Sicilia, con i nuovi dati, scatta al secondo posto in Italia per numero di contagiati giornalieri, essendo secondo solo al Lazio. Per il terzo giorno di fila non si registrano vittime e i guariti dimessi sono 68.

Sono 404 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 5.832 tamponi processati. L’indice di positività schizza al 6.93%, stabilendo così un nuovo record. Per il terzo giorno di fila non si registrano nuove vittime e i guariti/dimessi sono 68.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Caltanissetta 76; Palermo 67; Ragusa 63; Agrigento 59; Catania 44; Siracusa 28; Trapani 28; Enna 21; Messina 18

Proseguono le iniziative di protesta delle imprese creditrici che si occupano della manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti idrici, fognari e della depurazione nel territorio agrigentino nell’ambito del Servizio Idrico Integrato. Dopo il sit-in di giovedì e il successivo incontro di una delegazione in Prefettura, domani, 19 luglio, le imprese torneranno a farsi sentire per tenere alta l’attenzione e per sensibilizzare Istituzioni e Autorità competenti rispetto alla grave situazione che si è venuta a creare dopo la dichiarazione di fallimento di Girgenti Acque e in vista dell’ormai prossima scadenza della gestione commissariale, fissata per il 2 agosto.

La manifestazione si terrà domani, a partire dalle ore 9,30 e fino alle ore 13, davanti agli uffici della sede di Girgenti Acque. I titolari delle imprese porteranno al seguito i mezzi di lavoro, simbolo di attività costrette, loro malgrado, a restare ferme ed improduttive, fortemente preoccupati a causa della pesante sofferenza economico-finanziaria in cui versano per i crediti vantati, regolarmente commissionati e maturati, a cui fanno da contraltare i debiti per impegni assunti con fornitori e banche. Debiti contratti per acquisto di materiale utilizzato per l’esecuzione di interventi di pubblico servizio nei vari Comuni della provincia: opere essenziali per garantire l’erogazione dell’acqua nelle case dei cittadini e la salute pubblica alle comunità agrigentine.

“Una situazione difficile, complessa che rischia di assumere pesanti risvolti negativi sulla tenuta sociale ed economica del territorio, ma anche occupazionale per via della possibile e concreta perdita dei posti di lavoro. Il fallimento di Girgenti Acque non può portare al fallimento delle imprese creditrici, al licenziamento del personale e all’emergenza idrica ed igienico sanitaria. Chi ha responsabilità di governo del territorio, a vario livello, si adoperi con azioni mirate ed immediate per scongiurare questo possibile drammatico scenario”, chiosa la CNA.

42 nuovi positivi, 2 ricoveri, 5 guariti e una nuova vittima a Palma di Montechiaro, dove il numero di morti a causa del Covid sale a 15. Questi i dati del consueto report dell’Azienda sanitaria provinciale riferiti alla giornata di ieri 17 luglio.

Otto al momento i ricoverati in degenza ordinaria (1 in più del giorno precedente), restano in tre in terapia intensiva. Una persona, infine, è ricoverata allo Sciacca Covid hotel, struttura lowcare.

I dati Comune per Comune
Ad Agrigento ci sono 40 positivi (+5). Di questi, 11 sono da attribuire a migranti isolati in una struttura di accoglienza. Aragona: 2 (dato invariato); Cammarata: 12 (+4); Caltabellotta: 7 (+3); Camastra 1 (+1), Campobello di Licata: 11 (-1); Canicattì: 5 (dato invariato); Casteltermini 1 (+1), Favara: 48 (+6); Licata: 19 (-1); Naro: 17 (dato invariato); Palma di Montechiaro: 86 (+4); Porto Empedocle: 32 (+3); Racalmuto: 1 (dato invariato); Raffadali: 3 (+1); Ravanusa: 22 (dato invariato); Realmonte: 2 (+1); San Giovanni Gemini: 14 (+4); Santo Stefano Quisquina 5 (+4); Sciacca: 9 (+3); Siculiana: 28 (dato invariato, 27 sono migranti ospitati a “Villa Sikania”).

Ma ci sono anche comuni “Covid free” che sono: Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belìce e Villafranca Sicula.

Ignoti hanno scagliato delle grosse pietre, all’indirizzo di un’abitazione, e danneggiato alcune finestre, e una tenda. Paura tra i proprietari dell’immobile. Gli autori del fatto, che avrebbe potuto provocare anche delle gravi conseguenze, sarebbero stati alcuni ragazzini, a cui adesso danno la “caccia” gli agenti della sezione Volanti del Commissariato di Canicattì.

L’episodio si è verificato in via Vittorio Veneto, una strada adiacente allo stadio comunale “Carlotta Bordonaro”. I responsabili sono saliti sul tetto della biglietteria dell’impianto sportivo, e dall’alto hanno iniziato il lancio di sassi verso un edificio.

La “pioggia” di pietre ha raggiunto il primo piano della palazzina. Danneggiate due finestre, e si è strappata la tenda in stoffa a protezione del balcone di un’abitazione. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma per quanti si trovavano all’interno della casa, sono stati attimi di autentico panico.

Il proprietario della casa danneggiata, un quarantaquattrenne di Canicattì, ha chiamato il 112, ma prima dell’arrivo delle Volanti, i responsabili sono riusciti a fuggire.

Parla il prof. Francesco Vitale, ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Palermo e responsabile dell’Uoc (Unità Operativa Complessa) di Epidemiologia clinica del Policlinico “Paolo Giaccone”, nonché responsabile del laboratorio di riferimento regionale per la Sicilia occidentale, in prima linea per il contrasto al Covid.

Abbiamo un aumento di casi di variante Delta in Sicilia che sta diventando largamente prevalente e si avvia ad avere percentuali importanti”

Poi continua dicendo che si è già al 60 percento, che ci si contagia anche con la Variante Delta ma che si deve fare in modo che le persone si vaccinino in massa, e c’è bisogno di vaccinarsi con le due dosi.

“Dobbiamo chiederlo, dobbiamo convincere i recalcitranti”

Poi aggiunge:

“Lo sintetizzo con brutale chiarezza, partendo da una premessa: tutte le persone gravemente ospedalizzate o morte di Covid erano soggetti non vaccinati o vaccinati con una sola dose. Qualcuno è stato male con due dosi, ma avendo preso il contagio prima della somministrazione o subito dopo, quando non era del tutto immunizzato”.

In estrema sintesi il prof. Vitale è chiaro:

“Muoiono i non vaccinati. Questo è un elemento di realtà”.

Poi fa una raccomandazione:

“Ricordiamoci di essere prudenti. Indossiamo la mascherina al chiuso, sempre, e all’aperto in presenza di assembramenti”.

Alla fine aggiunge:

“Non servono più obblighi, serve di più il senso di responsabilità”.

Gentili On.li Deputati

Sono sotto gli occhi di tutti gli agrigentini e favaresi, le inadempienze da parte dell’ATI ISEDA, imprese affidatarie, responsabili della raccolta dei rifiuti nei territori della provincia di  Agrigento ivi compreso il comune di Favara. Lo sciopero dei netturbini a Favara,conseguenza del mancato pagamento delle sacrosante spettanze, è l’emblema di una cattiva gestione dell’appalto rifiuti. Nel caso specifico di Favara è drammatica, in quanto aggravata dai numeri della pandemia da Covid 19 e dalle condizioni igienico sanitarie,ancora persistenti.

Alla luce dei gravi fatti accaduti, ed all’obbligo SOCIALE di approfondire quanto su esposto, la scrivente Organizzazione sindacale chiede l’avvio di una inchiesta parlamentare, utile ad accertare le gravi responsabilità.   Distinti saluti

SGB Direttivo nazionale

Nonostante il calo delle temperature, e addirittura per oggi è stata diramata dalla Protezione civile regionale, l’allerta arancione-giallo per un’ondata di maltempo, non si fermano gli incendi in tutta la provincia di Agrigento. Due in particolari i roghi, tra venerdì e ieri, che hanno tenuto impegnati per ore e ore i vigili del fuoco e il personale della Forestale.

Ci sarebbe la mano di un piromane dietro all’incendio scoppiato, l’altro pomeriggio, nell’area boschiva di Fondacazzo, a pochi metri dal Parco “Icori” di Agrigento, che, per diverse ore, ha tenuto impegnati gli uomini della Forestale, nel tentativo di domare le fiamme, prima ancora che si potessero estendersi in maniera considerevole. Il rogo è divampato dalla sterpaglia, e in poco tempo si è esteso, attaccando il versante collinare per arrivare a colpire il bosco. Carbonizzate decine di alberi.

E un incendio, partito da un campo di erba secca, propagandosi ha raggiunto il piazzale di un’azienda agricola. Si registrano danni. Avvolti dalle fiamme più mezzi agricoli. Il tempestivo e provvidenziale intervento di vigili del fuoco ha evitato al rogo di bruciare altre cose, e aggredire il capannone.

Tutto quanto è accaduto, ieri notte, in contrada “Comete”, alla periferia di Racalmuto. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’incendio ha avuto origine da un terreno, completamente avvolto dalla sterpaglia, e le fiamme rapidamente si sono estese per chilometri fino a raggiunge l’azienda commerciale. Fiamme che hanno aggredito un’area dove si trovavano diversi mezzi agricoli.

Sul posto hanno operato ben 5 squadre di vigili del fuoco e Forestale. Un’opera di spegnimento durata oltre 10 ore.