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In territorio di Ribera, tra Borgo Bonsignore e Capo Bianco, in spiaggia, un bagnante si è imbattuto in un delfino arenato, un tursiope, probabilmente trascinato dalla corrente a riva dal mare mosso. Sul posto, per organizzare lo smaltimento della carcassa, sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale e il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento.

I Carabinieri della Compagnia di Licata, ad un posto di blocco lungo la strada statale 115, nei pressi del bivio per Campobello di Licata, hanno arrestato e posto ai domiciliari un uomo di 25 anni, alla guida di una Smart, sorpreso in possesso di 60 grammi di cocaina in un involucro nascosto nello slip. Lui non ha obbedito all’alt ma è stato inseguito e bloccato. All’autorità giudiziaria risponderà di detenzione di droga a fine di spaccio. Un altro licatese, di 18 anni, a bordo della stessa automobile, è stato denunciato per la stessa ipotesi di reato allorchè sorpreso in possesso di uno spinello di marijuana, e poi a casa sono stati scoperti e sequestrati altri 10 grammi di cannabis e nascosti in un sacchettino.

A Barrafranca, in provincia di Caltanissetta, un uomo di 42 anni,è morto a seguito di una caduta da 7 metri di altezza. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, lui è stato destinatario di un provvedimento restrittivo per l’esecuzione di una condanna. Quando i Carabinieri sono giunti nella sua abitazione a Barrafranca, lui ha tentato di fuggire lanciandosi da una finestra del secondo piano. L’impatto con il suolo è stato fatale. I sanitari del 118, volati sul posto con un elicottero partito da Caltanissetta, lo hanno trovato già morto a causa di un grave trauma cranico.

A Militello in Val di Catania, in provincia di Catania, lungo la strada provinciale 28, in località Contrada Piano Mole, un uomo di 54 anni, per evitare di rimuovere delle sterpaglie prima di effettuare dei lavori di manutenzione su alcune tubature idriche, ha ritenuto opportuno e più sbrigativo appiccare il fuoco a tutto con un accendino. E’ stato però notato da una pattuglia di Carabinieri della Compagnia di Palagonia che l’hanno bloccato prima che si allontanasse a bordo di un furgone, e lo hanno denunciato per incendio doloso. Per domare le fiamme, pericolose per gli utenti della strada, si è reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco.

La Guardia di Finanza di Catania ha sequestrato 37 chili di marijuana e ha arrestato due spacciatori. Si tratta di un ‘corriere’ di 43 anni, in automobile con 13 chili di marijuana ad elevato potenziale stupefacente, contenuti in 11 buste sottovuoto, nascoste nel vano dell’auto. E poi un uomo di 33 anni è stato arrestato per il possesso di 24 chili di marijuana, 150 munizioni e materiale per il confezionamento della droga. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Etnea, ha convalidato i due arresti.

E’ stato arrestato il presunto autore dell’omicidio di un nigeriano di 30 anni, ucciso a coltellate a Siracusa lo scorso 12 luglio. Si tratta di un altro nigeriano di 23 anni, identificato tramite il racconto di alcuni testimoni e l’analisi dei filmati dei sistemi di video-sorveglianza installati nella zona teatro di quanto accaduto. Dalle indagini è emerso che tra la vittima e l’aggressore si è scatenata una lite. Il nigeriano di 23 anni ha subito un pugno al volto che gli ha procurato una ferita all’arcata sopraciliare. Allora lui si è allontanato, poi è ritornato armato con un grosso coltello, e ha sferrato contro il nigeriano di 30 anni alcuni fendenti, uno dei quali mortali. Poi è fuggito. L’uomo, che è stato riconosciuto anche per i suoi precedenti e per la sua personalità aggressiva, si è rifugiato a Catania dove però è stato intercettato e arrestato grazie alla segnalazione di un assistente capo della Questura di Catania, libero dal servizio, che si è accorto di lui in via De Pasquale e ha telefonato ai colleghi.

La Guardia di Finanza e la Polizia hanno eseguito a Milazzo, in provincia di Messina, un’ordinanza cautelare a carico di 12 indagati, a vario titolo, di essere parte di un’associazione a delinquere impegnata nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti. L’organizzazione avrebbe operato nella fascia tirrenica della provincia di Messina, con propaggini su Roma. Nell’ambito dell’inchiesta, cosiddetta “Drug Express”, quattro persone sono state ristrette in carcere, altre cinque ai domiciliari, e a due è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Gli indagati avrebbero intrattenuto rapporti con numerosi clienti, oramai fidelizzati, con richieste quasi quotidiane di droga, soprattutto cocaina e crack. Inoltre sono stati escogitati dei diversivi per non incorrere in sequestri. Ad esempio attraverso il sistema delle consegne “porta a porta” e della spedizione di pacchi postali contenenti sostanze stupefacenti. Ecco perché l’operazione è stata intitolata “Drug Express”. Le indagini hanno documentato l’utilizzo di un linguaggio criptico convenzionale nelle conversazioni, come il termine “pizza” per indicare le dosi di crack. Attivo anche un canale di approvvigionamento romano gestito da un uomo di 37 anni di Bracciano, che avrebbe trasferito la droga ai messinesi tramite il sistema delle spedizioni. A Messina gli investigatori hanno intercettato, nel deposito di un noto spedizioniere, un pacco che avrebbe dovuto contenere un “termos”, e in cui, invece, sono state nascoste 15 pasticche di anfetamine e 38 grammi di etilmorfina.

Secondo i dati riportati dall’Inps, a Bagheria, in provincia di Palermo, le istanze accolte per il reddito di cittadinanza, riferite ai nuclei familiari, sono state 3.117, mentre i beneficiari sono non meno di 7.000. In proposito, Cittadinanza Attiva ha inviato una nota al direttore del Distretto sanitario 39 e ai sindaci dei Comuni di Bagheria, Ficarazzi, Santa Flavia, Casteldaccia e Altavilla Milicia, e ha chiesto di varare i progetti di pubblica utilità per svolgere prestazioni di lavoro a favore dei disabili, ammalati, anziani e minori in difficoltà. Letizia Ferrante, di Cittadinanza Attiva, spiega: “Nessuno se la sta prendendo con i fruitori del reddito onesti. A quanto pare, a parte i navigator, di assunzioni se ne sono viste pochissime o quasi, e i progetti utili, che dovevano partire dopo 6 mesi, non hanno reso utili l’esercito dei fruitori del reddito, mentre tanti volontari, tra associazioni, professionisti e tantissimi liberi cittadini, sono scesi in campo in aiuto di tanti altri concittadini in difficoltà a titolo totalmente volontario”.

Il Tribunale di Palermo ha disposto il giudizio immediato, quindi subito il processo scavalcando il filtro dell’udienza preliminare allorchè ricorre l’evidenza della prova, a carico dei tre imputati del naufragio della “Nuova Iside” a Terrasini. Si tratta del sottoufficiale di coperta Giuseppe Caratozzolo, il comandante Gioacchino Costigliola, e il timoniere Mihai Jorascu. I tre, che sono stati parte dell’equipaggio della petroliera “Vulcanello”, sarebbero responsabili dell’affondamento del peschereccio di Terrasini, “Nuova Iside”, che provocò la morte di Matteo, Giuseppe e Vito Lo Iacono. La causa dell’affondamento è stata una collisione, accertata grazie alla scatola nera e a varie indagini info-tecniche. Il peschereccio affondò il 12 maggio del 2020 a largo di San Vito Lo Capo. La Guardia Costiera recuperò due dei tre membri dell’equipaggio, Matteo e Giuseppe. Oltre un mese dopo è stato invece rinvenuto sulla spiaggia di Gioia Tauro in Calabria il corpo del terzo pescatore, Vito. La prima udienza è in calendario il 2 novembre.

Dopo le polemiche, separato l’articolo 20 dal disegno di legge sull’Edilizia, anche per evitare l’impugnativa. L’intervento dell’assessore Cordaro a difesa della norma.

Dunque, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato un emendamento che attiva una sanatoria edilizia per le costruzioni ricadenti dove è stato imposto un vincolo di non edificabilità relativa e non assoluta. Il testo è stato approvato con 19 voti a favore e 18 contrari, nonostante una spaccatura nella maggioranza, con diversi deputati che non hanno votato e con due voti giunti dagli ex grillini di Attiva Sicilia, Angela Foti e Sergio Tancredi. Invece, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Claudio Fava hanno votato contro. Si sono astenuti la presidente della commissione Ambiente, Giusi Savarino, di Diventerà Bellissima, e Danilo Lo Giudice, del Gruppo misto. Ebbene, ciò ha provocato un temporale di polemiche e un lancio incrociato di dardi e saette, tanto che la norma “incriminata” (tra virgolette) è stata in fretta e furia stralciata, ovvero separata, dal disegno di legge sull’Edilizia, in cui è stata inserita. In particolare, la decisione di stralciare l’articolo 20 sulla sanatoria è stata assunta dalla Presidenza dell’Assemblea, anche per scongiurare una eventuale impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri che, in tale ambito di controllo, ha sostituito il Commissario dello Stato. Ordunque, il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, ha tolto l’articolo 20 dal disegno di legge sull’Edilizia soprattutto per evitare che, qualora il governo nazionale lo avesse impugnato, si sarebbe bloccato anche l’esame degli altri articoli dello stesso, e tanto atteso, disegno di legge. Nel frattempo, ancora sull’ormai famigerato articolo 20, è intervenuto l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, che lo difende e spiega: “Non si tratta di una sanatoria. Questa norma ripristina la certezza del diritto assente in Sicilia da oltre 20 anni in tema di edilizia, in ragione della mancata attuazione della legge regionale 326 del 2003. Sanatoria è quando l’approvazione di una norma determina l’automatica regolarizzazione dell’abuso. Invece, nel caso dell’articolo 20 si tratta di vincoli relativi, e quindi il cittadino, per potere sanare la sua situazione, deve chiedere e ottenere il parere favorevole degli Enti preposti al controllo, siano essi le Soprintendenze, il Corpo forestale, il Genio civile e altri”. E poi, l’assessore Cordaro aggiunge: “Il governo Musumeci, per legge, sta facendo quello che in maniera inappropriata ha fatto il governo Crocetta attraverso due circolari, prima dell’assessore e vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, e poi dell’assessore a Territorio e Ambiente pro tempore, Maurizio Croce”. E poi Cordaro conclude e prospetta: Sono fiducioso sul fatto che la legge non sarà impugnata dal Consiglio dei Ministri, ma, se ciò dovesse malauguratamente accadere, presenteremo ricorso e finalmente ‘costringeremo’ la Corte Costituzionale ad esprimersi attraverso principi di diritto definitivi sul punto”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)