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Il Rotary Club di Agrigento, in linea con uno dei progetti del Distretto 2110 di tutela dell’ambiente, ha collocato, al porticciolo turistico “Cesco Tedesco” di San Leone, un “pesce mangia plastica”. Si tratta di una struttura a forma di pesce al cui interno saranno gettati i rifiuti di plastica per tutelare quindi l’ambiente evitando l’inquinamento del mare, e poi anche per scongiurare la diffusione nella nostra catena alimentare.

Novità di rilievo sono emerse nell’ambito del caso della bambina di 11 anni e del neonato di 2 mesi ricoverati in gravi condizioni a Palermo perché affetti dal coronavirus. E’ il presidente della Regione, Nello Musumeci, a rivelare tali novità. Innanzitutto il neonato di 2 mesi, contrariamente a quanto inizialmente trapelato, è una bambina, partorita da una madre positiva. Ed è intubata all’ospedale “Cervello”. La bambina di 11 anni, invece, ha la sorella che è stata a lungo in Spagna, e i genitori sono no-vax, ovvero contrari al vaccino. Lei è intubata all’ospedale pediatrico “Di Cristina”.

Ad Agrigento sono stati commemorati dai colleghi i tre operai agrigentini delle Ferrovie dello Stato investiti mortalmente, il 17 luglio del 2014, da un’automotrice in transito lungo il tratto della linea ferroviaria Canicattì – Gela, tra le stazioni di Falconara e Butera. Si tratta di Antonio La Porta di Porto Empedocle, Enzo Riccobono di Agrigento e Luigi Gaziano di Aragona. L’ iniziativa, promossa dall’ associazione Ael, Antonio, Enzo e Luigi, si è svolta all’interno della stazione ferroviaria di Agrigento centrale, dove è stata deposta una corona di fiori ai piedi della scultura realizzata nel 2018 dal Capo Stazione Stefano Mangione, che ricorda il drammatico evento. Contestualmente è stato anche ricordato da parte del collega Vincenzo Siracusa la morte lo scorso giugno di Emanuele Trapani.

Ad Agrigento, al Museo archeologico “Griffo”, si è conclusa la seconda edizione della rassegna del teatro dell’opera dei pupi. Si è svolto uno spettacolo a cura della Compagnia marionettistica dei fratelli Napoli, che hanno rappresentato, con dei laboratori didattici, “Storie dei paladini di Francia”. L’iniziativa è stata particolarmente apprezzata dal pubblico presente, soprattutto dai numerosi bambini e turisti. La Compagnia marionettistica Fratelli Napoli di Catania è stata fondata nel 1921 da don Gaetano Napoli. Il direttore artistico della compagnia, Fiorenzo Napoli, afferma: “Quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita della Marionettistica dei Fratelli Napoli di Catania. E’ ormai universalmente noto che la tradizione dell’Opera dei Pupi, riconosciuta quale patrimonio dell’Unesco, e di cui i Fratelli Napoli sono illustri e riconosciuti alfieri, sia una delle marche d’identità più rappresentative della cultura siciliana. Nel corso degli anni, la compagnia ha saputo adattare l’Opera catanese alle esigenze del pubblico contemporaneo, pur mantenendosi fedele ai codici e alle regole di messinscena della tradizione. Si tratta di un bene culturale prezioso e di grande interesse storico e antropologico, acquisito, conservato e arricchito dai Fratelli Napoli nei loro cento anni di attività”.

A Siracusa, lungo viale Paolo Orsi, un uomo senza fissa dimora, intento ad attraversare la strada, è stato investito e ucciso da un motociclo, il cui conducente è fuggito senza prestare soccorso. Alcuni passanti hanno telefonato al 118, ma l’uomo è deceduto poco dopo essere giunto in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Umberto primo. Sul posto sono interventi gli agenti della Polizia municipale, che adesso sono impegnati ad analizzare i filmati delle telecamere degli impianti di video sorveglianza della zona per risalire all’identità del pirata della strada.

Dalla città di Palermo, arriva un riconoscimento ed anche una espressione di gratitudine dinanzi al prezzo di vite umane pagato nella lunga storia della Polizia di Stato a Palermo oltre che un apprezzamento per l’instancabile impegno con cui i poliziotti quotidianamente lavorano per contrastate i fenomeni criminali. Per questo oggi, nel giorno in cui ricorre il 29esimo anniversario della morte di Borsellino e degli uomini della sua scolta, il Sindaco di Palermo in accordo con il Questore, ha deciso di conferire la Cittadinanza Onoraria di Palermo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato. Questo riconoscimento sancisce così un legame indelebile, inciso nella dolorosa storia della città, che si intreccia con quella dei caduti, servitori dello stato che hanno prestato con onore il servizio, fino alla morte.

 

 

Palermo ricorda oggi Paolo Borsellino e i cinque componenti della scorta uccisi 29 anni fa nell’attentato di via D’Amelio. Nel fitto programma anche il segretario del Pd, Enrico Letta, che a Palermo partecipa al primo appuntamento nazionale delle tre pre-Agorà Democratiche.

Nel pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando conferirà la cittadinanza onoraria alla polizia di Stato indicata come “simbolo di unione tra la città di Palermo e coloro che con professionalità difendono e hanno difeso i valori della giustizia, della legalità e della libertà, anche con il sacrificio della vita”. Il riconoscimento sarà consegnato al capo della polizia Lamberto Giannini.
Due dei tre figli del magistrato, Lucia e Fiammetta Borsellino, non saranno in alcuno degli appuntamenti. Lucia resterà a Roma, dove vive. Fiammetta, che ha sempre alzato la sua voce contro le grandi bugie della vicenda giudiziaria definita dalla Cassazione come la più colossale operazione di depistaggio, ha già lasciato Palermo. Non è però una scelta polemica, almeno ufficialmente. Nel solco di una tradizione familiare di basso profilo, Fiammetta Borsellino ha spiegato: “Lascio che in questa occasione siano gli altri, la gente e chiunque ne avverta il bisogno, a ricordare e a riflettere. Io lo faccio sempre incontrando i giovani e andando nelle scuole”. La gran parte delle iniziative si terranno in via D’Amelio davanti all’albero della pace
Nel programma anche musiche, cerimonie, una messa celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice, deposizioni di fiori alle sepolture di Borsellino e degli agenti Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano. L’agente Emanuela Loi è sepolta in Sardegna.

Nell’hotspot di Pozzallo, registrati ingenti danni dopo che per protesta, i migranti hanno appiccato un fuoco ad un cumulo di materassi. Dopo, alcuni di essi si sarebbero dati alla fuga. Sarebbero 35 i migranti che si erano allontanati durante i momenti concitati, ma a quando dichiara il sindacato Fsp Polizia, sarebbero stati tutti rintracciati.

Nessuna vittima tra i 120 ospiti della struttura, di cui una ventina minori.

Prefettura e Questura stanno adesso coordinando le operazioni di ricollocazione degli stessi, in altri centri, in accordo con il Ministero dell’interno.

Così il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che rivolge un accorato appello alle istituzioni di polizia:

“Ci vuole più attenzione verso una particolare categoria di immigrati, quelli tunisini, che scappano dai propri paesi non per fame ma per mettere in atto attività a delinquere. L’attività di quarantena per contatti con positivi li costringe a stare troppo a lungo in isolamento. È chiaro che i disordini si creano solo quando in struttura arrivano ceppi di Migranti di nazionalità tunisina. Si dovrà studiare al più presto una soluzione”