Home / 2021 / Luglio (Pagina 29)

La Corte d’Appello di Palermo ha condannato a 6 anni di reclusione l’ex senatore e sottosegretario agli Interni, Antonio D’Alì, imputato di concorso esterno alla mafia perché avrebbe contributo al sostegno e al rafforzamento di Cosa nostra, offrendo a disposizione dei boss le proprie risorse economiche, e, successivamente, il proprio ruolo istituzionale di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato. E poi: il politico trapanese, fin dai primi anni ’90, avrebbe intrattenuto rapporti con le cosche e con esponenti di spicco dell’organizzazione mafiosa come il superlatitante Matteo Messina Denaro, Vincenzo Virga e Francesco Pace, cercando l’appoggio elettorale delle “famiglie”, e svolgendo un ruolo fondamentale nella gestione degli appalti per importanti opere pubbliche. Si tratta del secondo processo d’Appello dopo l’annullamento della sentenza di assoluzione con rinvio da parte della Cassazione.

L’Assemblea Regionale approva il disegno di legge sull’Edilizia e l’articolo 20 sulla mini-sanatoria, e boccia la sanatoria sulla fascia costiera. Dettagli e reazioni.

All’Assemblea Regionale Siciliana è stato bocciato un emendamento per una sanatoria edilizia, ed è stato invece approvato un altro disegno di legge con un altro tipo di sanatoria. Più nel dettaglio, con 24 voti contrari e 22 a favore, e quindi per soli due voti, non è stato accolto l’emendamento, presentato dal deputato di “Diventerà Bellissima”, Giorgio Assenza, per la sanatoria degli immobili abusivi costruiti entro i 150 metri dalla costa, e che non hanno beneficiato della sanatoria nazionale del 1985. Contro tale emendamento si è espresso il governo Musumeci, nonostante il deputato Assenza sia del movimento “Diventerà Bellissima” fondato dallo stesso Musumeci e che sostiene la maggioranza di governo. E il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, a favore della sanatoria, così ha commentato la bocciatura: “Si tratta di sanare una questione che riguarda circa 400mila persone. Non si sarebbe aperta alcuna nuova maglia ma si sarebbe chiuso un capitolo contraddittorio. Credo che non abbiamo fatto un buon sevizio. Bisogna trovare una soluzione sul tema di questa sanatoria anche in accordo con lo Stato” – conclude. E poi, ancora a scrutinio segreto, con 23 voti a favore e 22 contrari, e quindi per un solo voto, è stato approvato il disegno di legge stralcio in cui è stato inserito, separandolo dal disegno di legge sull’Edilizia, il famigerato articolo 20 sulla mini-sanatoria delle costruzioni abusive ricadenti nelle aree di interesse paesaggistico dove è stato imposto un vincolo di non edificabilità relativa e non assoluta. Lo stesso articolo 20 è stato distaccato dal disegno di legge sull’Edilizia nel timore che una eventuale impugnativa da parte del Consiglio dei ministri avrebbe poi pregiudicato il corso del testo sull’Edilizia che, nel frattempo, è stato approvato con 27 voti a favore, nessuno contrario, e 16 astenuti. Ecco alcune reazioni all’ok alla mini-sanatoria. Il Movimento 5 Stelle, con Trizzino: “Passa per un solo voto la sanatoria scandalo contenuta nell’articolo 20. Il governo Musumeci si conferma il nemico numero uno dell’ambiente. Ci rivolgeremo a Roma per fare impugnare la norma approvata”. Poi, il Partito Democratico, con Barbagallo, sulla bocciatura della sanatoria entro i 150 metri dalla costa: “Con il voto segreto, tanto disprezzato da Musumeci e però richiesto dalla sua maggioranza, viene bocciato l’articolo che prevedeva una vergognosa sanatoria per gli immobili costruiti entro 150 metri dalla costa. Si tratta di una norma controversa a cui, a parole, il governo si è dichiarato contrario, e che per fortuna l’Aula ha bocciato”. Poi, “Diventerà Bellissima”, con Giusi Savarino, sull’approvazione del disegno di legge sull’Edilizia: “La Sicilia si dota di regole aggiornate per semplificare l’iter burocratico e le procedure autorizzative nel settore edilizio. Si tratta di un ulteriore passo verso una reale modernizzazione della Sicilia, mettendo finalmente ordine su una materia cruciale per tutti i cittadini siciliani”. E infine, l’Udc con Eleonora Lo Curto: “La nuova legge sull’Edilizia semplifica le procedure e dà stimoli per una vera ripresa del comparto, rendendo compatibili le norme nazionali con quelle regionali. Abbiamo fatto un buon lavoro tenendo conto anche delle sentenze della Corte Costituzionale in materia di sanatoria”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Nell’incontro avuto mercoledì 21 luglio alle 18 con Sua Eccellenza il Prefetto in considerazione della nostra richiesta dell’Unità di crisi per il servizio idrico e in risposta alle nostre preoccupazioni il Prefetto ci disse: “I Protagonisti sono altri, ma state tranquilli questa Prefettura non permetterà alcuna sospensione del servizio idrico.
L’acqua continuerà ad essere somministrata ai Cittadini!”.
Ci disse di essere pazienti ed aspettare l’incontro istituzionale di ieri presso la Regione.
Maria Rita Cocciufa, Prefetto di Agrigento, ha avuto ragione.
Il Presidente della Regione Sicilia, Musumeci, ha dato agli agrigentini la risposta che attendevano, IL SERVIZIO IDRICO CONTINUERÀ E SARÀ PUBBLICO. Con i 10 milioni di euro concessi, sono state accolte le istanze degli Onorevoli, dei Sindaci e delle Associazioni agrigentine, delle scriverti in particolare, che tanto si sono battute in nome dei Cittadini, per il ritorno della gestione pubblica del servizio idrico nella provincia di Agrigento.
Il 2 Agosto p.v., sarà la nuova alba della gestione idrica che dovrà essere efficace ed equa nel rispetto degli utenti che pagano il servizio.
Noi continueremo la nostra opera anche all’interno dell’AICA tramite la consulta delle Associazioni, prevista dallo statuto, la quale ci auguriamo venga istituita già nei prossimi giorni.
Occorre fare presto il countdown della nuova alba è iniziato facciamoci trovare pronti!

In relazione a quanto si legge nel Comunicato diffuso dalla Pro Loco di Montallegro rispetto all’ordinanza n. 471/21 resa dal Tar Palermo, si precisa quanto d’appresso. Con ordinanza n. 471/2021, pubblicata in data odierna, il Tar Palermo ha definito la fase cautelare relativa al giudizio R.G. n. 1205/2021, mercé il quale l’Associazione Pro Loco di Montallegro ha impugnato, chiedendo la sospensione cautelare dell’efficacia, il provvedimento di V.I.A. dell’Assessore Regionale Territorio e Ambiente n. 51/gab del 1 aprile 2021 sul “Progetto di un impianto integrato per il trattamento e recupero di Frazione Organica da Raccolta Differenziata (FORD) sito nel Comune di Montallegro” rilasciato alla Catanzaro Costruzioni S.r.l., pubblicato in G.U.R.S. in data 30 aprile 2021, il parere della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale n. 43/2021 del 24 febbraio 2021, il parere reso dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento nel corso della seduta della conferenza di servizi del 22 febbraio 2021, ove ritenuto nel senso di giudizio positivo al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, il parere reso dal Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana/Servizio 8 – Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Agrigento, con nota prot. n. 61858 del 15 giugno 2018, nonché gli altri atti comunque connessi, presupposti e/o consequenziali.

Con la richiamata ordinanza, che per opportuna conoscenza si allega, il Tar NON ha concesso la chiesta misura cautelare, il che era tanto ovvio che sarebbe avvenuto che la Società ha persino omesso in questa fase di costituirsi. Segnatamente il G.A., senza svolgere alcun apprezzamento sulle doglianze esposte, ha ritenuto “che le articolate censure esposte nel ricorso necessitano dell’approfondimento proprio della fase di merito, e che pertanto le esigenze cautelari invocate dalla ricorrente possono essere adeguatamente sodisfatte attraverso la sollecita fissazione della relativa udienza ai sensi dell’art.55, comma 10, cod.proc.amm.”, fissando l’udienza pubblica del 14 dicembre 2021 per l’ulteriore prosecuzione del giudizio. In altri termini, con l’ordinanza in parola il Tar non ha sospeso l’efficacia dei provvedimenti gravati con il ricorso, individuando, come misura idonea a tutelare il ricorrente, la fissazione a breve dell’udienza di merito.

La fissazione dellʹudienza a breve è, pertanto, alternativa alla concessione della misura cautelare della sospensione per come invocata dall’Associazione ricorrente. In sede di merito, l’unica reputata idonea per un adeguato esame della vicenda, la Società spiegherà le proprie difese nella ferma convinzione della infondatezza delle ragioni esposte dalla ricorrente.

Sbloccati i fondi regionali per i progetti di assistenza rivolti agli studenti con disabilità delle scuole superiori della Sicilia.
È il risultato di un emendamento al Disegno di legge sull’inclusione presentato da Marianna Caronia e approvato ieri all’Assemblea Regionale Siciliana, che ha permesso di liberare 4 milioni di euro bloccati dopo l’impugnativa del governo nazionale.
Lo sblocco delle somme permetterà di programmare, già dalla prossima settimana, i servizi gestiti dalle Città metropolitane e dai Liberi Consorzi.
I servizi saranno erogati secondo parametri univoci e linee guida uniformi in tutta la Regione.
“Quest’anno finalmente ci si sta muovendo per tempo – dichiara la deputata regionale – e quindi speriamo che sia possibile far partire i servizi già all’inizio dell’anno scolastico. Sembra ovvio e scontato, ma purtroppo non è stato sempre in così tante volte in passato.
Un risultato importante da raggiungere con il coinvolgimento e la collaborazione di tutti per dare un servizio indispensabile agli studenti e alle loro famiglie.”

La Giunta Musumeci ha deliberato una somma pari a 10 milioni di euro per mettere soldi al fine di tamponare la crisi idrica che investe la provincia di Agrigento dopo il fallimento della Girgenti Acque, Hydortecne e con la gestione commissariale prefettizia che cessa il 2 di agosto.

Del provvedimento di Giunta ci riferisce il deputato Margherita La Rocca Ruvolo che ha avuto assicurazione dall’assessore regionale alle Autonomie, Marco Zambuto. La somma è stata prelevata dal fondo autonomie.

Dunque, adesso è la volta dell’Assemblea regionale che deve approvare un apposito provvedimento per sbloccare la situazione gravissima che attanaglia la nostra provincia.

“In relazione ad un video su youtube realizzato dall’avvocato Giuseppe Arnone attraverso il quale rivolge gravi espressioni nei confronti della Procura della Repubblica di Agrigento, dichiaro quanto segue: In relazione al video pubblicato da Giuseppe Arnone sul proprio canale youtube in data 12 luglio in relazione alla vicenda Girgenti Acque, intendo pubblicamente stigmatizzare le farneticazioni profferite nei confronti della Procura della Repubblica di Agrigento da Giuseppe Arnone, che attraverso l’utilizzo di gravissime espressioni ha offeso l’operato di illustri esponenti della magistratura della quale nutro grande rispetto e continuo a riporre grande fiducia”.

Lo scrive in una nota l’ex presidente di Girgenti Acque Marco Campione.

“Prendiamo atto che la Corte dei Conti ha nuovamente rifiutato di certificare il Contratto della Dirigenza della Regione 2016/2018, già scaduto, ritenendo inattendibili i costi quantificati e la loro compatibilità – dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del sindacato Siad-Csa-Cisal – La Corte, nel rimarcare il mancato rispetto dell’accordo tra lo Stato e la Regione relativo al ripiano del disavanzo sottoscritto il 14 gennaio 2021, quindi dopo la sottoscrizione del contratto stesso, ha censurato anche la carenza delle condizioni di compatibilità economica della crescita dell’0,48% per il trattamento economico accessorio con gli attuali strumenti di programmazione e bilancio. Adesso il Presidente della Regione e l’Aran Sicilia decidano, così come previsto dalla legge, se sottoscrivere definitivamente il contratto oppure riaprire le trattative con le organizzazioni sindacali. In ogni caso, riteniamo indispensabile e urgente accelerare le procedure anche per il riordino della pubblica amministrazione regionale, per dare risposte concrete al personale dirigente e alla collettività”.

A Favara si vivono momenti drammatici. Questa mattina un nostro operatore si è recato a Favara per comprendere da vicino a che punto è la situazione relativamente alla raccolte dei rifiuti che hanno infestato una intera comunità.

Le foto sono emblematiche e parlano da sole. La pervicacia dei dipendenti della Rti, capofila Iseda, continua imperterrita a fare i comodi propri nonostante una serie di raccomandazioni da parte dell’Asp, del Comune e di una ordinanza contingente ed immediata. Ma loro se ne fregano, vanno avanti a rilento, molto a rilento, e adesso non sappiamo cosa accadrà in vista del fatto che domani Favara diventerà un Comune a zona rossa per via del Covid 19.

Non è possibile che comandano quattro operai e nessuna dica loro nulla. C’è a repentaglio la salute pubblica. E nemmeno l’avvocato Stefano Catuara, legale non sappiamo di cosa e di chi ma sempre presente nelle riunioni della Rti, riesce a convincere gli operatori ecologici che in questa momento, invece di cazzeggiare con la salute dei cittadini favaresi, dovrebbero rimboccarsi le maniche per portare a termine un servizio che al contribuente costa migliaia e migliaia di euro l’anno. Le foto. scattate questa mattina, sono state effettuate nelle vie principali di Favara.

Tutti tranquilli, tutti sereni, ditte comprese. Invece di intimare loro di svolgere il servizio pubblico che gli spetta grazie ai milioncini di cui sopra, le ditte fanno gli gnorri. Da non sottovalutare che gli operatori ecologici svolgono una astensione arbitraria ormai da diverse settimane.

E dobbiamo vedere cosa accadrà fra pochi giorni quando gli operatori ecologici dovranno prendere il loro sacrosanto stipendio.

Dovranno prendere…