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Il personale della Guardia costiera di Sciacca, hanno individuato, nella località “Maragani” del Comune saccense, un pescatore sportivo che aveva catturato 25 chilogrammi di “oluturie” cosiddetti cetrioli di mare. La pesca, nonché la mera detenzione di tale esemplare, è sanzionata penalmente, ed è totalmente vietata.

Al trasgressore, denunciato alla Procura della Repubblica di Sciacca, è stata anche comminata una sanzione amministrativa di 4.000 euro, per aver superato il limite massimo giornaliero, per singolo pescatore sportivo, pari a 5 chilogrammi di prodotto ittico.

Gli esemplari di oloturie, ancora vivi, a seguito delle indicazioni del personale del distretto veterinario dell’Asp di Sciacca, prontamente intervenuto, sono stati rigettati in mare e restituiti al loro habitat naturale. Il prodotto, se immesso sul mercato nero, avrebbe generato un illecito guadagno di circa 5.000 euro.

Il governo regionale prova a sostenere il sistema produttivo dell’Isola colpito dalla pandemia. E lo fa con finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto, affidati alla gestione dell’Irfis, l’Istituto finanziario della Regione. Le nuove risorse messe a disposizione sono destinate alle piccole e medie imprese e ai liberi professionisti titolari di partita iva. Un nuovo intervento deciso dal governo Musumeci, in aggiunta agli altri strumenti già varati, che stanzia oltre 73 milioni di euro provenienti dal Fesr 2014/2020.
Le agevolazioni, fino a un massimo di venticinquemila euro, verranno concesse con una procedura informatica gestita dall’Irfis. Le domande potranno essere presentate da oggi (22 luglio) al 9 settembre, attraverso la piattaforma dedicata (https://sportelloincentivi.irfis.it/) raggiungibile dai portali istituzionali Regione.Sicilia.it, Irfis.it, Euroinfosicilia.it nonché dai siti web di tutte le associazioni rappresentative delle imprese e dei professionisti sul territorio.
«Si tratta – sottolinea il governatore dell’Isola – di un’altra opportunità per creare nuova e immediata liquidità a sostegno delle imprese siciliane ridotte ormai quasi al collasso. Ulteriori risorse che il mio  governo ha voluto mettere a disposizione del tessuto imprenditoriale siciliano, con l’obiettivo principale di far fronte alla grave situazione di crisi derivata dalle misure di contrasto alla diffusione del Covid».
Il finanziamento (minimo diecimila euro) è a tasso zero, senza commissioni e senza garanzie: prevede 48 rate e ha una durata complessiva di 72 mesi (comprensivi i due anni di preammortamento). Per ogni domanda si può richiedere un contributo a fondo perduto fino a cinquemila euro per spese di sanificazione e adeguamento dei luoghi di lavoro.
«Abbiamo – evidenzia l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – rispettato l’impegno, con questi altri 73 milioni di euro in favore di imprese e professionisti siciliani, pesantemente penalizzati dalla pandemia. Con le risorse a disposizione pensiamo di mobilitare finanziamenti per oltre 370 milioni di euro».
Per poter accedere alle agevolazioni bisogna avere avviato l’attività entro il 31 dicembre del 2018 e nel 2020 il fatturato deve essere stato minore del 40 per cento rispetto al 2019. Per le Pmi il fatturato massimo non può superare i 250mila euro, per i liberi professionisti i 40mila euro.
«Abbiamo lavorato – spiega il presidente dell’Irfis, Giacomo Gargano – in sinergia con le associazioni di categoria e tutti gli ordini professionali ed è la prima volta che capita. Il presidente della Regione ha voluto assegnare all’Istituto una nuova mission: stare accanto alle imprese siciliane non solo da un punto di vista finanziario, ma anche in termini di servizi. Il nostro obiettivo, adesso, è quello di informatizzare l’Irfis e di renderlo ancora più efficiente per poter dare risposte certe in tempi brevi».
Non si tratterà di un click day, perché tutte le istanze complete della documentazione prevista saranno valutate, senza alcun ordine cronologico, solamente sulla base dei requisiti di partecipazione al bando e, per la prima volta, con una procedura totalmente informatizzata.

Proseguiranno fino a martedì 27 luglio (compreso) gli “Open Days” organizzati dalla Regione Siciliana per promuovere ulteriormente la campagna vaccinale nell’Isola. Tutta la popolazione, dai 12 anni compiuti in su, potrà vaccinarsi senza prenotazione in tutti i punti vaccinali delle province siciliane. Saranno somministrati i sieri Pfizer e Moderna. Lo comunica l’assessorato regionale alla Salute. L’obiettivo dell’iniziativa, che si affianca alle tante altre avviate dalle Asp e dai commissari per l’emergenza Covid, è immunizzare quanti più cittadini possibile e contrastare le “varianti virali” su tutto il territorio regionale.

L’associazione ambientalista Mareamico di Agrigento, denuncia ancora: La Scala dei Turchi, sequestrata dalla procura di Agrigento per forte rischio crolli, è inibita al pubblico. O almeno così dovrebbe essere. Al tramonto invece si popola di turisti e bagnanti.

Non è la prima volta che l’associazione denuncia la presenza di persone nella scogliera bianca nonostante i divieti per pericolo crolli. Dopo l’ultima segnalazione del 9 luglio scorso, che fece anche parecchio clamore, il Comune di Realmonte ha disposto un servizio civico di guardania durante le ore mattutine e pomeridiane. Ma a termine del servizio, già al tramonto, i primi “furbetti” tra turisti e bagnanti invadono l’area interdetta in barba ai divieti e mettendo anche a rischio la loro incolumità.

“Sorge spontanea una domanda – sottolinea Mareamico -: durante il tramonto la Scala dei turchi diventa sicura ed i possibili crolli non possono avvenire? Perché non viene esteso il servizio di guardiania e controllo durante tutte le ore di luce? Perché sono terminati i controlli da parte delle Forze dell’Ordine? Perché la Capitaneria dirotta tutte le segnalazioni verso altre Forze dell’Ordine? Aldilà di ciò che che deciderà il processo penale e quello civile nei confronti del legittimo proprietario della Scala dei turchi, noi speriamo solo che non accada nulla di grave ai turisti indisciplinati, durante questa difficile estate”.

Green Pass, obbligatorio dal 5 agosto per ristoranti e bar al chiuso. Ma anche per palestre, cinema e teatri. Ed ancora per andare allo stadio e per i grandi eventi. Le discoteche invece, per ora restano chiuse.
E’ questa la decisone presa dal Consiglio dei Ministri e dal premier Draghi che, in conferenza stampa spiega come il “green pass non è arbistrario, ma una condizione indispensabile per tenere aperte le attività economiche”.

Poi aggiunge:

“Con i vecchi parametri, molte regioni passerebbero di nuovo in zona gialla, invece così restano in zona bianca. L’estate è serena e vogliamo che rimanga tale. Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. E’ una misura che dà serenità, non che toglie serenità ”

Per la classificazione delle fasce di colore varranno soprattutto le percentuali dei posti letti occupati e la soglia dell’occupazione delle terapie intensive.

Con l’occupazione del 10% delle terapie intensive una regione passerà in fascia gialla. La soglia prevista per le ospedalizzazioni sarà quella del 15%. Per passare in arancione le terapie intensive dovranno essere occupate al 20% e ci dovrà essere una soglia di ospedalizzazione al 30% (30 e e 40% per entrare in zona rossa). Con il green pass si abbrevia a 7 giorni (Italia viva punta a eliminarla) la quarantena breve: ovvero se un vaccinato entra in contatto con un positivo e ha il certificato verde dovrà  stare in isolamento un tempo minore.

Il ministro alla salute Speranza in conferenza stampa:

“Vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi: questa è la strada principale se vogliamo metterci alle spalle la stagione più difficile che abbiamo affrontato”. 

Durante la riunione si è discusso anche della possibilità  di tamponi gratis per gli under 18. Lo stato di emergenza varrà per i criteri di utilizzo del green pass riguardo al lavoro, alla scuola e ai trasporti se ne discuterà la prossima settimana.

Ma sui trasporti,, la decisione dovrebbe avvenire a settembre. Soddisfazione dalle forze politiche della maggioranza.

Il decreto
“A far data dal 6 agosto 2021, consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, l’accesso ai seguenti servizi e attività: a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio” per il consumo al tavolo, al chiuso; b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi c) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; d) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; e) sagre e fiere, convegni e congressi di cui all’articolo 7; f) centri termali, parchi tematici e di divertimento; g) centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; h) attività’ di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casino’, di cui all’articolo 8-ter; i) concorsi pubblici”.

Le disposizioni si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa.

“Le disposizioni non si applicano ai soggetti esclusi per eta’ dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute”. “Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato di concerto con i Ministri della salute, per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, e dell’economia e delle finanze, sentito il garante per la protezione dei dati personali, sono individuate le specifiche tecniche per trattare in modalità digitale le predette certificazioni, per consentirne la verifica digitale assicurando contestualmente la protezione dei dati personali in esse contenuti. Nelle more dell’adozione del predetto decreto, per le finalità di cui al presente articolo possono essere utilizzate le certificazioni rilasciate in formato cartaceo. 4. I titolari o i gestori dei servizi e delle attività di cui al comma 1 sono tenuti a verificare che l’accesso ai predetti servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma 1. Le verifica delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10. Il Ministro della salute con propria ordinanza può definire, eventuali, ulteriori misure necessarie in fase di attuazione della presente disposizione”.

Centinaia di migranti, oltre 800, a bordo di una decina di imbarcazioni, sono appena sbarcati a Lampedusa. Circa cento di loro, soprattutto donne e minori, sono stati trasferiti a Porto Empedocle con la nave di linea. Tutti sono stati identificati e sottoposti ai controlli sanitari e al tampone rapido. Dallo scorso primo luglio sono approdati a Lampedusa almeno 3.500 migranti. E la Procura di Agrigento è impegnata ad indagare alla ricerca degli organizzatori delle traversate e degli scafisti. Già sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto dalla Polizia un egiziano di 30 anni e un tunisino di 42 anni, presunti scafisti di due imbarcazioni attraccate a Lampedusa lo scorso 7 luglio, una con 419 migranti a bordo, e l’altra con 48.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, a conclusione del giudizio abbreviato, ha inflitto 3 anni e 10 mesi di reclusione a Michelangelo Bellavia, 32 anni, di Favara, imputato di detenzione illegale di armi e ricettazione. Bellavia è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento lo scorso 15 settembre, nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Mosaico”, perché sorpreso in possesso di un ingente quantitativo di armi che si ritiene fossero a disposizione di altri arrestati nell’ambito della stessa inchiesta.

A Palma di Montechiaro, innanzi all’ingresso di una struttura turistica prossima all’inaugurazione, è stata rinvenuta la testa di un ovino con dentro un proiettile. Il titolare, un imprenditore agrigentino, accortosi di quanto accaduto, ha subito telefonato alla Polizia del locale Commissariato intervenuta poi insieme alla Squadra Mobile di Agrigento. La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’inchiesta al momento a carico di ignoti.

Proseguono le arringhe difensive al processo d’Appello sulla presunta trattativa tra Stato e mafia all’epoca delle stragi. L’intervento del secondo difensore di Marcello Dell’Utri.

Lo scorso 7 giugno, al processo di secondo grado in corso innanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi, la Procura Generale, a conclusione della requisitoria, ha invocato la conferma delle condanne inflitte in primo grado il 20 aprile del 2018. E dunque, tra gli altri, 12 anni di reclusione a carico dell’ex senatore, Marcello Dell’Utri. Ebbene, adesso, nell’aula bunker del carcere “Pagliarelli” a Palermo, sono proseguite le arringhe difensive e, dopo l’ avvocato Francesco Centonze, intervenuto la scorsa udienza, adesso a difesa di Dell’Utri ha arringato l’avvocato Tullio Padovani, che, in sintesi, ha affermato: “Ricorre un deserto probatorio. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sono contraddittorie. Vi sono assurdità inserite nella narrazione del processo per tamponare falle. E’ un’offesa al diritto penale moderno. I provvedimenti giudiziari sono rispettati solo se convengono”. Poi, più nel dettaglio su quanto raccontato dai pentiti Giovanni Brusca e Salvatore Cucuzza sui presunti incontri tra Dell’Utri e Vittorio Mangano, mafioso per anni stalliere nella villa ad Arcore di Silvio Berlusconi, l’avvocato Padovani ha aggiunto: “Cucuzza non collima con Brusca. Brusca parla di un solo incontro a marzo 1994 prima del governo Berlusconi, e parla di minaccia stragista riferita al governo: ma se il governo ancora non c’era? Mentre Cucuzza riferisce di due incontri tra lo stalliere di Arcore e l’ex senatore Marcello Dell’Utri: come è che Brusca non ne sa nulla? Brusca parla di minaccia esplicita, Cucuzza parla di un portatore di interessi in azione. La verità è che la prova degli incontri in cui Mangano avrebbe riferito la minaccia stragista di Cosa Nostra a Dell’Utri per indurre a miti consigli Berlusconi, e farlo trattare, non esiste. Non c’è uno straccio di prova che gli incontri siano avvenuti. Inoltre è stata la stessa Corte d’Assise di primo grado a declassare la minaccia indicata nel capo di imputazione a semplice pressione. Dunque, se non percepisco la minaccia, come posso essere condizionato? Ancora la Corte d’Assise che ha condannato Marcello Dell’Utri arriva a dire che non c’è dubbio che lui, Dell’Utri, abbia riferito a Berlusconi i suoi rapporti e i suoi incontri con Mangano. Quindi non parliamo più di Dell’Utri che riferisce cose specifiche a Berlusconi, ma di uno, Dell’Utri, che ha relazioni con Cosa Nostra, tramite Mangano. Se fosse così torniamo all’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa da cui, per i fatti successivi al 1992, Dell’Utri è stato assolto. E’ un modo disinvolto di trattare le sentenze, che si assumono solo se ci conviene”. Poi, in conclusione, l’avvocato Tullio Padovani è intervenuto così: “Marcello Dell’Utri è perfettamente innocente. A suo carico, in termini fattuali, non c’è nulla. Lui non c’entra nulla. Questo processo è, per molti peculiari aspetti, di portata storica. Mi sono reso conto che si agitano questioni di fondo che superano largamente le posizioni dei singoli imputati, che sono la carne viva su cui il processo opera e agisce”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Investe e uccide un cliente della ditta per la quale lavora, mentre è alla guida di un carrello elevatore, sbagliando una manovra. E’ un operaio di 51 anni della provincia di Agrigento, che è stato denunciato per omicidio colposo.
Ora sono in corso le indagini dei carabinieri e del personlae del dipartimento di prevenzione del lavoro dell’Asl di Latina dove ha sede la ditta nella quale è successa la sciagura. Vanno dunque accertati eventuali omissioni relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro