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Due nuove “zone rosse”, una proroga e una revoca in Sicilia. Lo dispone un’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, appena firmata, a seguito delle relazioni delle Aziende sanitarie provinciali di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

Le nuove restrizioni a seguito del considerevole numero di positivi al Covid, in vigore da domenica 25 a giovedì 29 luglio, riguardano i Comuni di San Giovanni Gemini e Cammarata, nell’Agrigentino. Proroga, sempre fino al 29, per Gela, in provincia di Caltanissetta. Mentre viene revocata, con effetto immediato, la “zona rossa” a Piazza Armerina, nell’Ennese.

 

Un giovane di 27 anni, Orazio Giuseppe Battaglia, è stato arrestato a Catania dai carabinieri con l’accusa di abusi e violenze seriali nei confronti di minorenni. Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Catania per i reati di pornografia minorile, prostituzione minorile, estorsione e atti persecutori con le aggravanti della minorata difesa e dei motivi abbietti.

A Favara, in via dello Sport, nei pressi dello stadio “Bruccoleri”, ha subito un incendio un escavatore di un’impresa edile posteggiato in un appezzamento di terreno dove sono in corso lavori di scavo per la costruzione di un capannone da adibire a deposito commerciale. Alcuni passanti hanno segnalato l’incendio telefonando al 112. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento, e i Carabinieri della locale Tenenza. Non sono state rinvenute tracce a testimonianza dell’origine dolosa delle fiamme.

A Ribera, negli uffici del Consorzio di bonifica Agrigento 3, in contrada Strasatto, sono stati recapitati due fogli con su scritte minacce di morte, e frasi ingiuriose e oltraggiose contro due lavoratori di 65 e 56 anni. La Procura di Sciacca ha avviato un’inchiesta. Indagano i Carabinieri della locale Tenenza. Già in precedenza, altri dipendenti del Consorzio sono stati bersaglio di lettere intimidatorie, in un caso anche accompagnate da proiettili.

Il pentito Maurizio Avola indagato per calunnia nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio. Scarpinato: “E’ un altro depistaggio”. Fontana pronto a raccontare particolari inediti.

Il pentito, ex killer catanese, Maurizio Avola, è indagato per calunnia in riferimento a quanto da lui dichiarato nel merito della strage di via D’Amelio. Tra l’altro, secondo Avola, solo la mafia sarebbe stata responsabile dell’agguato a Paolo Borsellino. E ciò è stato bollato dal Procuratore Generale di Palermo, Roberto Scarpinato, come l’ennesimo tentativo di depistaggio delle indagini sull’attentato. Infatti, Scarpinato ha affermato: “Sulla strage di via D’Amelio c’è una filiera che parte dal 1992 e arriva a oggi con tentativi di depistaggio attualissimi, come quello di Maurizio Avola, che è stato un importante collaboratore di giustizia, e che dopo tanti anni tira fuori la storia secondo cui nella strage non c’è nessun mistero. Chi l’ha mandato Avola?” – ha concluso Scarpinato. Dunque, adesso ad indagare Maurizio Avola è la Procura di Caltanissetta. A lui gli si contesta il reato di calunnia a danno del boss catanese Aldo Ercolano e, come alcuni ipotizzano, Avola sarà iscritto nel registro degli indagati anche per auto-calunnia. La Procura di Caltanissetta ritiene calunniose le dichiarazioni rese da Avola ai magistrati e a Michele Santoro nel libro “Nient’altro che la verità”. Da una relazione di servizio emerge che Avola è stato fermato il giorno prima della strage di via D’Amelio, il 18 luglio, peraltro con un braccio ingessato. E quindi sarebbe falso quanto da lui dichiarato, ovvero che lui sarebbe stato presente a Palermo nei giorni precedenti all’attentato. Maurizio Avola ha aggiunto di avere partecipato in prima persona alla strage, di averla preparata e organizzata sull’asse Catania-Palermo insieme ad Aldo Ercolano, numero due della mafia catanese e all’epoca sottoposto a sorveglianza speciale. Inoltre, Avola sostiene che l’uomo di cui si è accorto Gaspare Spatuzza, nel garage dove la Fiat 126 è stata trasformata nella bomba che ha ucciso Borsellino e i poliziotti di scorta, sarebbe stato lui, Avola, o lo stesso Aldo Ercolano. Gaspare Spatuzza fu colui che rubò la Fiat 126, e che nel garage si accorse di un uomo sui 50 anni e – ha precisato Spatuzza – non di Cosa Nostra. Ed è stato ipotizzato che si sia trattato di un uomo dei Servizi segreti deviati. Invece Avola racconta di essere stato lui o Ercolano l’uomo notato da Spatuzza. Ecco perché la contestazione del reato di calunnia contro Ercolano, ed ecco perché, secondo la tesi di Avola, la strage sarebbe stata di sola mafia, quando invece da quasi 29 anni di indagini e processi emerge altro. E non solo: la moglie di Borsellino, Agnese, ha riferito le parole del marito prima della morte: “Sarà la mafia a farmi uccidere ma quando altri lo decideranno”. Nel frattempo, Gaetano Fontana, figlio del boss dell’Acquasanta, Stefano, che intenderebbe collaborare con la giustizia, ha affermato, in un pubblico dibattimento processuale a Palermo, di conoscere particolari inediti sull’attentato in via D’Amelio, sulle modalità e sugli esecutori materiali dell’esplosione del tritolo. E poi ha aggiunto: “Però ho paura, non sono ancora sotto protezione”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il Circolo del Partito Democratico di Agrigento esprime massima solidarietà ed apprezzamento ai Gestori dei locali “La Rotta” e “Santulì” di Agrigento per l’iniziativa messa in atto, che consente l’ingresso nei propri esercizi commerciali solo ai possessori di Green Card  e a chi ha fatto un recente tampone per il COVID 19, anteponendo gli interessi di carattere sociale a quelli commerciali. E’ una decisione di alto valore etico-morale oltre che sanitario, che ha anticipato la decisione del Governo nazionale, cioè l’obbligo di esibire la Green Card per chi voglia frequentare locali pubblici.

“La Libertà di ognuno di noi finisce quando inizia la Libertà dell’altro”. Questo è il messaggio che è passato; un sincero plauso va ai coraggiosi Gestori da parte del PD di Agrigento.

Lo dichiara il segretario del Circolo del PD di Agrigento Silvio Torregrossa.

 

 

Sono 644 le imprese che commerciano piante e fiori ad avere presentato istanza di partecipazione al “BonuSicilia – Fiorai”, il contributo a fondo perduto della Regione Siciliana per sostenere le attività commerciali del comparto florovivaistico danneggiate dalla pandemia.
Secondo i dati forniti da InfoCamere, che ha gestito lo sportello telematico, l’88 per cento di istanze è stato presentato da imprese individuali, in maggioranza con codice Ateco relativo al commercio al dettaglio di fiori e piante.
«Abbiamo due buone notizie – annuncia l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano – la prima è che, al netto dei controlli, le 644 imprese che hanno presentato richiesta riceveranno tutte il contributo massimo previsto e cioè 3.500 euro ciascuna. La seconda buona notizia – prosegue l’esponente del governo Musumeci – è che abbiamo ancora risorse a disposizione e siamo quindi in grado di rispondere positivamente all’appello di Ferderfiori di Confcommercio che ha chiesto più tempo per presentare le istanze. Stiamo infatti predisponendo un nuovo bando che di fatto riaprirà la possibilità di presentare la domanda per il contributo. Sarà pubblicato nella prima decade di agosto e la piattaforma on line sarà aperta dal 21 settembre».
Anche per il nuovo bando annunciato dall’assessore Turano, i contributi a fondo perduto, frutto di una rimodulazione del Fondo di Sviluppo e Coesione, sono destinati  alle imprese che esercitano attività commerciali, sia all’ingrosso che al dettaglio, di fiori e piante, incluse le aziende di produzione e composizione di fiori e piante naturali e artificiali nonché gli agenti e rappresentanti di fiori e piante.

La vicenda sulla proprietà della Scala dei Turchi, la marna bianca più conosciuta al mondo, si è conclusa con un decreto penale di condanna di 9.100 euro di multa nei confronti di Ferdinando Sciabbarrà, 73 anni. Il decreto è stato emesso dal Gip del tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura di Agrigento.

Oltre alla multa, è stata disposta la restituzione a Ferdinando Sciabbarrà di una parte della scogliera, mentre un’altra parte è stata restituita alla Regione Siciliana secondo le risultanze della disposta perizia collegiale.

L’indagine penale sulla Scala dei Turchi era stata aperta per occupazione di suolo demaniale, violazioni in materia di sicurezza e tutela di beni ambientali. Intanto, la lite continua davanti alla giustizia amministrativa e civile in cui sono interessati lo stesso Sciabbarrà, il Comune di Realmonte e la Regione Siciliana.

Il grafico seguente è l’eloquenza perfetta e senza distorsioni di ciò che in 8 giorni è successo in provincia di Agrigento (e non solo, ma particolarmente nella nostra tano da conquistare il primato dei contagi tra le province siciliane). La nostra convinzione che il virus d’estate va in vacanza è stata clamorosamente smentita dalla realtà epidemiologica la quale ha subito una impennata preoccupante e che ci catapulta alle cifre dei mesi scorsi. Dal 15 luglio al 22 luglio i contagi sono schizzati da 284 a 677,più che raddoppiati. E pensare che appena l’8 luglio i contagiati erano scesi a 203. Si stava abbassando l’asticella sotto i 200. Invece, eccoci a sfiorare la cifra di 700.

l forte aumento dei contagi è la conseguenza di comportamenti improntati a “liberi tutti”. Abbracci, baci, feste, compleanni, matrimoni, hanno offerto al virus un assist incredibile. Ci risiamo. L’esperienza della seconda ondata, della terza, non è servita a nulla, tanto da proiettarci nella quarta ondata, la quale avviene nella stagione estiva anticipando il periodo autunnale. In buona sostanza, abbiamo anticipato a luglio quello che lo scorso anno iniziò a verificarsi a settembre inoltrato.

Aumentano i contagi e anche i ricoveri in ospedale. Ritornando all’8 luglio, erano 7, mentre al 22 luglio sono saliti a 19 di cui 3 in terapia intensiva. Con l’aggravante che il virus colpisce di più il mondo giovanile. Al Fratelli Parlapiano di Ribera, ospedale Covid, ci sono 7 soggetti in rianimazione (su 10 posti letto disponibili), mentre in medicina Covid i ricoverati sono 16, riempiendo, praticamente, la prima ala. “Tutti i ricoverati, tranne una persona, sono tutti non vaccinati”, evidenzia Zappia. C’è stato un decesso di un soggetto non vaccinato.

“L’unica arma- insiste Zappia- è la vaccinazione. La nostra provincia è, in Sicilia, al secondo posto per somministrazioni effettuate. C’è una copertura del 66%”.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, la nostra provincia ha un ritmo sostenuto. La tabella seguente mostra l’andamento giornaliero dal 22 giugno al 22 luglio. “L’ostinazione a non vaccinarsi sta creando serie difficoltà”, aggiunge Zappia ricordando il boom di contagi a Favara, Porto Empedocle, Caltabellotta, San Giovanni Gemini, Cammarata e il ritorno delle zone rosse

Musica ad alto volume oltre l’orario consentito, e balli di gruppo davanti al locale. Gli agenti della polizia Municipale di Cattolica Eraclea, hanno contravvenzionato il titolare di un bar in pieno centro storico, perché in tarda serata, senza alcuna autorizzazione da parte dell’autorità di Pubblica sicurezza, ha organizzato, o comunque permesso, una serata danzante.

Quando gli uomini in divisa sono arrivati nel locale hanno constatato la musica ad alto volume ,e decine di persone impegnate in balli di gruppo. Al titolare del locale è stata elevata una sanzione amministrativa, che varia, secondo le previsioni normative, da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1.549 euro.