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Continua a perseguitare l’ex moglie, costretta da un po’ di tempo a nascondersi in una casa di accoglienza, ad indirizzo segreto. Un trentatreenne, di Canicattì, noto alle forze dell’ordine, in quanto gravato da numerosi precedenti penali, nei giorni scorsi, è tornato a farsi sotto con l’ex compagna, una poco meno che trentenne, anche lei canicattinese.

L’uomo l’ha contattata tramite la chat di un social network, chiedendole se fosse a casa, poiché le voleva parlare. La donna, a quei messaggi, non ha però mai risposto. Una condotta che ha fatto infuriare ancora di più l’individuo, il quale, con la complicità di due suoi amici, ha raggiunto l’abitazione della giovane. I tre con l’utilizzo di qualche arnese hanno danneggiato il portone d’ingresso, e mandato in frantumi i vetri di un’anta.

Poi sono scappati. Ma non l’hanno fatta franca, perché i poliziotti del Commissariato di Canicattì sono riusciti ad identificarli, e a denunciarli, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per danneggiamento aggravato.

Incendio presso una abitazione a Favara in via Giacomo dei Medici. Le fiamme sembra che si siano sviluppate nella stanzetta al primo piano e subito hanno preso il sopravvento avvolgendo l’intera palazzina di due piani.

I proprietari della casa sono per fortuna riusciti ad uscire.

Sul posto più squadre dei vigili del fuoco, la polizia municipale s’è occupata della circolazione stradale e i carabinieri della locale tenenza che, oltre ad indagare sull’incendio, hanno in via precauzionale fatto sgomberare le palazzine adiacenti.

Non si registrano feriti.

Danni ingenti all’abitazione.

Interventi del Comune di disinfestazione e derattizzazione del centro urbano  e degli edifici   di competenza comunale, lunedì 26 luglio,  dalle ore 23  a seguire.  Il Comune raccomanda  la cittadinanza di assumere durante le operazioni   comportamenti  normali  di precauzione, come la chiusura degli infissi, il ritiro dall’esterno di  eventuali alimenti e bevande, anche di panni stesi e volatili.  L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giovanni Gioacchino Picone,  ha il compito di programmare ed affidare il servizio  per evitare l’insorgere di  problemi igienico-sanitari  da presenza di topi e insetti vari. Il provvedimento è stato elaborato  con determina dirigenziale e  trasmesso al sindaco, segretario comunale   e settori interessati.

Alla vista dell’Alt imposto dai poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, è scappato per sfuggire al controllo. Ne è nato un inseguito dalla stazione ferroviaria, dove gli agenti erano impegnati in un posto di blocco, lungo le vie Europa ed Esseneto. E’ successo vero le 3 della notte. L’auto, poco dopo, è stata ritrovata parcheggiata in via Callicratide e, accanto, a pochi metri, c’era l’automobilista riverso per terra.

Si tratta di un trentanovenne di origini campane. I poliziotti hanno accertato che l’uomo era praticamente quasi in coma etilico, e come rilevato dall’etilometro aveva un tasso alcolemico di 2,40 g/l. Sul posto è arrivata un’autoambulanza del 118. Dopo le cure del caso, è stato denunciato a piede libero, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per guida in stato d’ebbrezza e per resistenza a Pubblico ufficiale. Gli è stata naturalmente ritirata la patente di guida.

Trovato in possesso di 20 grammi di cocaina nascosti nelle mutande, mentre era in auto, con moglie e figli piccoli, in giro per Favara. Quando è stato fermato dai carabinieri ha reagito al controllo. Andato in escandescenze ha lievemente ferito un carabiniere. Protagonista un 41enne, favarese, già noto alle forze dell’ordine, che è stato arrestato, in flagranza di reato, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, e per resistenza a Pubblico ufficiale. In attesa dell’udienza di convalida, su disposizione del magistrato di turno è stato posto ai domiciliari.

L’arresto è scattato ieri notte, da parte dei militari dell’Arma del nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Agrigento, e della Tenenza di Favara, impegnati in un maxi controllo nell’abitato favarese. Nel corso delle attività, un ventiduenne, anche lui di Favara, è stato segnalato alla Prefettura, perché trovato in possesso di una dose di cocaina.

Circa 300 persone che ballavano, assembrate su una piattaforma di circa 100 metri quadrati, senza mascherina e ben oltre l’orario di chiusura dei locali previsto da un’ordinanza del sindaco. I poliziotti del commissariato di Mondello hanno sequestrato la scorsa notte parte di uno stabilimento balneare a Isola delle Femmine gestito da un palermitano. Per l’attività accessoria alla balneazione è stata disposta la chiusura per 5 giorni. L’attenzione degli agenti si è concentrata negli ultimi giorni su Isola delle Femmine e Capaci, dopo avere registrato una tendenza dei giovani palermitani a convergere e ‘migrare’ in questi luoghi, ritenendoli forse meno controllati di Mondello.

La borgata marinara di Palermo, infatti, nelle ultime settimane è stata presidiata con molteplici controlli disposti dal questore. L’attività di osservazione ha consentito di accertare come i gestori dello stabilimento abbassassero il volume della musica a ogni passaggio delle pattuglie delle forze dell’ordine. Al momento del blitz i poliziotti hanno trovato circa 300 giovani intenti a ballare senza alcun distanziamento sulle note di un dj. Attrezzatura e pedana sono state sequestrate.

L’uomo più ricercato d’Italia, latitante dal 1993, è diventato nonno. La figlia del boss mafioso Matteo Messina Denaro, Lorenza Alagna, che porta il cognome della madre Francesca e il nome della nonna paterna, il 14 luglio scorso ha partorito un bambino, avuto col suo compagno.

Il bimbo non si chiama come il nonno Matteo. Lorenza ha 26 anni e da tempo ha lasciato la casa della nonna paterna a Castelvetrano, in cui viveva con la madre, scegliendo di vivere libera senza dover trascinare il peso del cognome del padre che però non ha in alcun modo ripudiato e che, secondo gli investigatori, non avrebbe mai visto. “Quanto vorrei l’affetto di una persona e purtroppo questa persona non è presente al mio fianco e non sarà mai presente per colpa del destino… ” aveva scritto su Facebook Lorenza che conduce una vita come tutte le ragazze della sua età dopo il diploma al liceo scientifico e il tentativo di raggiungere la laurea. Anni fa, al Tg 2, dietro le serrande abbassate della sua abitazione aveva detto: “Non voglio rilasciare interviste, non voglio stare sotto i riflettori.
Basta. Io sono una ragazza normalissima come tutte le altre.
Voglio essere lasciata in pace. Dovete fare finta che io non esisto”. Matteo Messina Denaro è ricercato in tutto il mondo per associazione mafiosa, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto. E’ l’ultimo grande boss mafioso latitante che ha goduto di una fitta rete di protezione nel trapanese anche grazie all’enorme disponibilità di soldi.

Dodici imbarcazioni, per un totale di 178 migranti, a partire dalla mezzanotte, sono stati intercettati e bloccati nelle acque antistanti a Lampedusa. Uno degli approdi si è registrato a Pozzolana di Ponente, a Linosa, dove i carabinieri sono riusciti, non appena è scattato l’allarme, a rintracciare 12 tunisini.

Un barchino con 14 subsahariani è stato bloccato da una motovedetta della Guardia di finanza a circa un miglio e mezzo dall’isola. La stessa unità ha intercettato poco dopo altre 6 imbarcazioni con a bordo rispettivamente 17, 15, 16, 15, 14 e 14 migranti. Poco prima dell’alba, le Fiamme gialle hanno fatto sbarcare al molo Favaloro 61 migranti, tra cui 2 donne: viaggiavano su 4 imbarcazioni. Tra loro anche una donna e 6 minor

Alcune mamme di Favara lunedì prossimo si troveranno nella locale Tenenza dei Carabinieri a denunciare l’interruzione di servizio a circa un mese dal mancato ritiro dei rifiuti che continua in molte zone della città nonostante l’ordinanza urgente della sindaca.

L’idea è di Maria Nona che sta cercando di coinvolgere quante donne possibile per alzare la voce di protesta su fatti gravissimi, veri e propri attentati alla salute pubblica e alla dignità delle persone.

L’appuntamento nella Tenenza dei Carabinieri è per lunedì prossimo alle 10,30 e si prevede che saranno in tante.

Il forte aumento dei contagi è la conseguenza di comportamenti improntati a “liberi tutti”. Abbracci, baci, feste, compleanni, matrimoni, hanno offerto al virus un assist incredibile. Ci risiamo. L’esperienza della seconda ondata, della terza, non è servita a nulla, tanto da proiettarci nella quarta ondata, la quale avviene nella stagione estiva anticipando il periodo autunnale. In buona sostanza, abbiamo anticipato a luglio quello che lo scorso anno iniziò a verificarsi a settembre inoltrato.
Aumentano i contagi e anche i ricoveri in ospedale. Ritornando all’8 luglio, erano 7, mentre al 22 luglio sono saliti a 19 di cui 3 in terapia intensiva. Con l’aggravante che il virus colpisce di più il mondo giovanile. Al Fratelli Parlapiano di Ribera, ospedale Covid, ci sono 7 soggetti in rianimazione (su 10 posti letto disponibili), mentre in medicina Covid i ricoverati sono 16, riempiendo, praticamente, la prima ala. “Tutti i ricoverati, tranne una persona, sono tutti non vaccinati”, evidenzia Zappia. C’è stato un decesso di un soggetto non vaccinato.

L’unica arma- insiste Zappia- è la vaccinazione. La nostra provincia è, in Sicilia, al secondo posto per somministrazioni effettuate. C’è una copertura del 66%”.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, la nostra provincia ha un ritmo sostenuto. “L’ostinazione a non vaccinarsi sta creando serie difficoltà”, aggiunge Zappia ricordando il boom di contagi a Favara, Porto Empedocle, Caltabellotta, San Giovanni Gemini, Cammarata e il ritorno delle zone rosse.