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“La dichiarazione di dissesto o pre-dissesto per il comune di Palermo, dovuta alla tragica situazione dei conti, ucciderebbe sul nascere qualsiasi speranza di ripresa economica per la città aggravando una situazione resa già critica dalla pandemia. Un rischio che non possiamo permetterci, per questo è necessario mettere in sicurezza i conti e quindi i servizi del Comune e delle società partecipate. La politica, a tutti i livelli, si impegni per evitare il default degli enti locali e trovi soluzioni normative immediate per tutti i comuni siciliani, Palermo in primis”. Lo dice il segretario generale della Cisal Palermo Gianluca Colombino.

“Il Governo regionale, anziché pensare a censimenti dei lavoratori sonoramente bocciati dal Garante della Privacy, si occupi di far rispettare le norme anti-Covid: aver fatto rientrare in ufficio i lavoratori fragili, i caregiver e i titolari di 104, in barba alle disposizioni nazionali, espone i dipendenti ad altissimi rischi”.

Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal che hanno inviato una nota al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, agli Assessori regionali e ai Dirigenti, compresi quelli generali.

“Il Decreto Legge dello scorso 23 luglio ha prorogato fino al prossimo 31 ottobre lo smart working per i soggetti fragili in tutta Italia – spiegano Badagliacca e Lo Curto – anche attraverso l’assegnazione di differenti mansioni o di attività di formazione. Nonostante gli allarmi legati a una recrudescenza della pandemia, specie per la variante Delta, e in aperto contrasto con le norme, la Regione Siciliana ha pensato di richiamare in presenza tutti i lavoratori, anche quelli più a rischio, con ambigue direttive della Funzione pubblica e dei Dirigenti generali. Chiediamo al Governo regionale di correggere immediatamente la rotta e invitiamo i lavoratori a denunciare eventuali violazioni di legge che mettano in pericolo la loro salute”.

Sono 627 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 22.766 tamponi processati (quasi il doppio di quanti ne sono stati fatti ieri). Per questo motivo l’indice di positività è sceso al 2.75% (ieri era al 3.83%). Si registrano anche 6 nuove vittime e i guariti/dimessi sono 186. Sul fronte ospedaliero sono adesso 289 i ricoverati, mentre sono 26 i ricoverati in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 139; Catania 116; Caltanissetta 104; Agrigento 93; Ragusa 68; Enna 43; Siracusa 33; Trapani 28; Messina 3

A Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, i Carabinieri hanno eseguito sei misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dalla Procura nissena, su presunte violenze sessuali, percosse, malnutrizione, abbandono di incapaci e somministrazione abusiva di farmaci all’interno di una struttura di assistenza per disabili psichici. I destinatari del provvedimento, uno in carcere, due ai domiciliari e due interdetti dalla professione per un anno, sono indagati, a vario titolo, di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti, abbandono di incapaci ed esercizio abusivo della professione di infermiere. Attualmente la struttura assistenziale ospita nove pazienti.

Sei tra arrestati ed indagati nell’operazione denominata “Bad Caregiver”. I carabinieri, in esecuzione dell’ordinanza del gip del tribunale di Caltanissetta, hanno condotto in carcere Vincenzo Biundo, 54 anni, accusato di violenza sessuale aggravata, abbandono di incapaci e di esercizio abusivo della professione infermieristica, per aver somministrato medicine, benché sprovvisto di specifico titolo professionale. Agli arresti domiciliari sono stati posti il gestore della struttura Rocco Giovanni Scordio, 50 anni, e un’operatrice, Rosa Anna Milazzo, 51 anni, nata ad Agrigento, ma residente a Serradifalco. La misura interdittiva di 12 mesi del divieto di esercitare la professione di operatore in comunità alloggio, case di riposo per anziani e in ogni altro tipo di comunità è stato disposto per due dipendenti, un 24enne e una 75enne. Una sesta persona è indagata in stato di libertà. Sono accusati dalla Procura di Caltanissetta,  a vario titolo, di maltrattamenti, abbandono di incapaci ed esercizio abusivo della professione di infermiere.

Questa gente avrà fatto un processo che avrà i suoi costi. Costi che dobbiamo pagare, comunque, tutti noi. E’ il caso?

Così come, purtroppo, esistono ragionevoli certezze che questi soggetti più prima che poi usciranno dalle patrie galere…

La pandemia ha cambiato profondamente il nostro modo di vivere, rendendo difficili attività quotidiane che prima erano alla portata di tutti. Allo stesso tempo, però, ci ha fatto scoprire nuovi modi per fare le cose, spesso più tecnologici ed efficaci.

Alla luce di questa perdurante situazione Federconsumatori Sicilia ha lanciato insieme ad altre cinque associazioni di tutela dei diritti dei consumatori (Adiconsum SiciliaACUAiaceLega Consumatori Sicilia e UGC) il progetto STACCSportelli di Tutela e Assistenza al Consumatore ai tempi del Covid.

Il progetto, finanziato dalla Regione Siciliana con i fondi del Ministero dello Sviluppo economico, riparto 2020, ha già visto l’attivazione di 15 sportelli territoriali di assistenza ai cittadini, in tutte le province della Sicilia (i contatti e gli indirizzi degli sportelli sono disponibili alla pagina http://www.federconsumatorisicilia.it/SPORTELLICOVID).

Gli sportelli sono pronti ad offrire informazioni e consulenza gratuita su una lunga serie di possibili problemi e necessità dei consumatori:

 

  • Richiedere lo SPID
  • Accedere ai siti della Pubblica Amministrazione
  • Postazione Internet di libero accesso per navigare sui siti Web della Pubblica Amministrazione
  • Chiedere la sospensione o la surroga di mutui o prestiti
  • Rateizzazione delle bollette
  • Verifica delle cartelle esattoriali e rottamazione quater
  • Pratiche di conciliazione
  • Accesso ai Bonus previsti dai decreti emergenziali
  • Valutazione casi di sovraindebitamento (Legge n.3/2012)
  • Assistenza in caso di cancellazione voli, vacanze e soggiorni
  • Assistenza in caso di controversie per acquisti online
  • Assistenza in caso di controversie per acquisti di prodotti contraffatti
  • Assistenza in caso di controversie per acquisti di prodotti pericolosi o non a norma

Gli sportelli saranno aperti fino al prossimo 15 ottobre e per l’accesso è necessario rispettare le misure anti Covid previste dalla normativa vigente (è consigliabile prenotare l’appuntamento). Alcuni sportelli offrono assistenza anche online.

Con questo progetto Federconsumatori Sicilia e le altre cinque associazioni continuano a restare vicine ai cittadini-consumatori e adattano la loro offerta di assistenza ai nuovi bisogni nati dopo lo scoppio della pandemia.

A Palermo i Carabinieri hanno arrestato otto indagati di traffico e detenzione di droga a fine di spaccio. Quattro sono in carcere, e altrettanti sono ristretti ai domiciliari. L’inchiesta, coordinata dalla Procura, è stata avviata tra gennaio e aprile del 2020, e avrebbe svelato un traffico di droga tra il quartiere Zen 2 di Palermo e la Spagna. A capo della rete di spacciatori vi sarebbe stato un trentenne palermitano, che da Barcellona, grazie alla complicità di alcuni residenti nella città spagnola, avrebbe organizzato le spedizioni postali con chili di hashish e marijuana diretti a Palermo. I pacchi, indirizzati a destinatari inesistenti, sarebbero stati recuperati a Palermo dagli stessi indagati grazie alla collaborazione del corriere appena giunto in Sicilia. La droga sarebbe stata poi venduta a clienti provenienti da tutti i quartieri palermitani, garantendo un volume d’affari, stimato in sei mesi di indagini, di circa 650mila euro.

Il Movimento Mani Libere di Agrigento lancia un appello affinchè sia subito sospeso il pagamento della tassa di soggiorno e di stazionamento ad Agrigento. E così spiega il perché: “Perché si tratta di somme accumulate, per circa 4 milioni di euro, di cui chiediamo da tempo la destinazione, se sono spese secondo vincolo di legge, ovvero per potenziare e migliorare l’offerta turistica, e se sono spese in accordo con la Consulta del turismo”.

Villa Genuardi, sarà la sede della conferenza stampa convocata per il 30 luglio 2020 alle ore 10,30, dove verrà presentata alla stampa la nuova offerta formativa, per i Corsi di Laurea che si attiveranno nella sede del Consorzio Empedocle di Agrigento, frutto dell’impegno costante della governance presieduta dall’on. Dott. Mangiacavallo , il quale si dichiara  “soddisfatto  dei risultati ottenuti “ e continua affermando che : ” Il processo già avviato dalla nuova Governance del Consorzio Universitario di Agrigento, trova un concreto riscontro nell’offerta formativa per l’a.a. 2021/2022 dell’Università degli Studi di Palermo che, ha assicurato un elevato livello di proficua collaborazione e concreta disponibilità, nei confronti dell’Ente che ho l’onore di presiedere. L’aggiunta di due importanti corsi di laurea a quelli già esistenti  come quello in Scienza della Formazione Primaria e quello in Scienze Mororie, non solo offre un importante elemento didattico, ma anche una grande opportunità per il futuro inserimento nel mondo del lavoro . Da sottolineare che, in un momento di particolare crisi sociale ed economica, l’Università a ridosso di casa propria, è un elemento fondamentale per le famiglie del territorio che in questo modo si troveranno a sostenere costi molto più contenuti” Saranno presenti alla conferenza stampa i vertici del Polo didattico Territoriale, quelli del Consorzio Empedocle, il Sindaco di Agrigento ed i docenti coordinatori di tutti i corsi di laurea dell’UNIPA presenti ad Agrigento.

A Lampedusa, nel Centro d’accoglienza, a seguito di intense attività investigative, i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura di Agrigento, di due stranieri, un tunisino di 42 anni e un egiziano di 20 anni, presunti responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per essere stati gli scafisti di due imbarcazioni giunte a Lampedusa lo scorso 7 luglio, una con 420 migranti a bordo, e l’altra con 49. I due indagati sono stati trasferiti nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento.

Niente siti aggiuntivi a quello della ditta Traina in territorio di Cammarata, per gli automezzi delle aziende del Raggruppamento di imprese che operano sul territorio di Favara e che in questi giorni sono impegnate in interventi straordinari di  raccolta dei rifiuti dopo le agitazioni degli operatori ecologici.

Le richieste delle ditte Iseda, Icos, Ecoin, Sea e Seap così come quelle del Comune di Favara, non hanno avuto un riscontro positivo da parte dell’Assessorato regionale competente che ha risposto che “al momento, alla luce dello stato di crisi del settore dei rifiuti urbani sul territorio siciliano, non è possibile reperire ulteriori siti idonei allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani”.

Una risposta, arrivata a margine dell’incontro di ieri pomeriggio in Prefettura ad Agrigento, che dilaterà i tempi per un ritorno alla normalità sul territorio di Favara.

“Purtroppo – spiegano gli amministratori della RTI – pur avendo disponibilità di uomini e mezzi, non possiamo raccogliere più di un certo quantitativo giornaliero di rifiuti, perchè non abbiamo dove conferirli. Noi siamo e rimaniamo pronti ad ottemperare a quanto disposto dall’ordinanza n.140 del sindaco Alba con la quale si dispone la raccolta straordinaria e il trasporto rifiuti nel più breve tempo possibile ma i nostri mezzi sono già pieni in deposito con grave rischio di autocombustione se non verremo messi nelle condizioni di svuotarli al più presto”.

Purtroppo infatti le quantità di rifiuti che le ditte raccolgono ogni giorno dopo quasi 20 giorni di agitazioni e scioperi, per non parlare delle discariche abusive che sorgono ad ogni ora, superano i limiti giornalieri permessi dall’impianto di Cammarata.

Al momento a Favara, vengono utilizzati decine di mezzi fra scarrabili, rimorchi adamoli con trattori, scarrabili con benna a polipo, compattatori e gasoloni ma nonostante questo, i rifiuti non possono essere raccolti tutti proprio perchè non ci sono le autorizzazioni a conferirli altrove.

“Come Rti – continuano le imprese – chiediamo un ulteriore grande sforzo ai cittadini affinchè possano effettuare una differenziata quanto più corretta possibile evitando di mettere tutto nel secco residuo. Lanciamo infine un appello per fare in modo che i rifiuti non vengano ancora abbandonati indiscriminatamente spesso laddove gli operatori ecologici hanno finito di pulire solo qualche ora prima”.

Sul fronte legato alla vertenza per gli stipendi infine, la situazione vede gli operatori ecologici che hanno ricevuto il pagamento della quattordicesima e nelle prossime ore, delle spettanze di maggio, giugno e dunque non avranno più arretrati mentre le imprese devono ricevere dal Comune, ancor al pagamento delle fatture per servizi resi relativi ai mesi di aprile, maggio e giugno.