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La sanatoria infiamma l’Ars

 

Dopo le polemiche, separato l’articolo 20 dal disegno di legge sull’Edilizia, anche per evitare l’impugnativa. L’intervento dell’assessore Cordaro a difesa della norma.

Dunque, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato un emendamento che attiva una sanatoria edilizia per le costruzioni ricadenti dove è stato imposto un vincolo di non edificabilità relativa e non assoluta. Il testo è stato approvato con 19 voti a favore e 18 contrari, nonostante una spaccatura nella maggioranza, con diversi deputati che non hanno votato e con due voti giunti dagli ex grillini di Attiva Sicilia, Angela Foti e Sergio Tancredi. Invece, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Claudio Fava hanno votato contro. Si sono astenuti la presidente della commissione Ambiente, Giusi Savarino, di Diventerà Bellissima, e Danilo Lo Giudice, del Gruppo misto. Ebbene, ciò ha provocato un temporale di polemiche e un lancio incrociato di dardi e saette, tanto che la norma “incriminata” (tra virgolette) è stata in fretta e furia stralciata, ovvero separata, dal disegno di legge sull’Edilizia, in cui è stata inserita. In particolare, la decisione di stralciare l’articolo 20 sulla sanatoria è stata assunta dalla Presidenza dell’Assemblea, anche per scongiurare una eventuale impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri che, in tale ambito di controllo, ha sostituito il Commissario dello Stato. Ordunque, il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, ha tolto l’articolo 20 dal disegno di legge sull’Edilizia soprattutto per evitare che, qualora il governo nazionale lo avesse impugnato, si sarebbe bloccato anche l’esame degli altri articoli dello stesso, e tanto atteso, disegno di legge. Nel frattempo, ancora sull’ormai famigerato articolo 20, è intervenuto l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, che lo difende e spiega: “Non si tratta di una sanatoria. Questa norma ripristina la certezza del diritto assente in Sicilia da oltre 20 anni in tema di edilizia, in ragione della mancata attuazione della legge regionale 326 del 2003. Sanatoria è quando l’approvazione di una norma determina l’automatica regolarizzazione dell’abuso. Invece, nel caso dell’articolo 20 si tratta di vincoli relativi, e quindi il cittadino, per potere sanare la sua situazione, deve chiedere e ottenere il parere favorevole degli Enti preposti al controllo, siano essi le Soprintendenze, il Corpo forestale, il Genio civile e altri”. E poi, l’assessore Cordaro aggiunge: “Il governo Musumeci, per legge, sta facendo quello che in maniera inappropriata ha fatto il governo Crocetta attraverso due circolari, prima dell’assessore e vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, e poi dell’assessore a Territorio e Ambiente pro tempore, Maurizio Croce”. E poi Cordaro conclude e prospetta: Sono fiducioso sul fatto che la legge non sarà impugnata dal Consiglio dei Ministri, ma, se ciò dovesse malauguratamente accadere, presenteremo ricorso e finalmente ‘costringeremo’ la Corte Costituzionale ad esprimersi attraverso principi di diritto definitivi sul punto”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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