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Antonio Calenda dirige Le Nuvole di Aristofane al Teatro Greco di Siracusa dove tornano le rappresentazioni classiche

 

Al Teatro Greco di Siracusa tornano le rappresentazioni classiche.

Dopo le due tragedie, per la commedia, ritorna a Siracusa Antonio Calenda, uno dei maestri della regia italiana, che dirigerà la commedia Le Nuvole di Aristofane che sarà messa in scena al Teatro Greco di Siracusa per la quarta volta dopo gli allestimenti del 1927, il primo anno in cui la Fondazione Inda decise di aprire alle commedie il proprio programma di rappresentazioni classiche, con la direzione artistica di Ettore Romagnoli, nel 1988 con la regia di Giancarlo Sammartano e nel 2011 quando a dirigere la commedia fu Alessandro Maggi.

DATE AGOSTO
3/5/7/9/11/13/15/17/19/21

TRAMA
Strepsiade è un padre pieno di debiti a causa dei vizi del figlio, giocatore e nullafacente. Deciso a farsi insegnare come difendersi e vincere tutto con la forza della parola, Strepsiade si reca da Socrate e dai Sofisti che, come un coro di Nuvole spiega ed esemplifica , sanno insegnare come disquisire e vincere ogni partita.
Il vecchio però fatica a capire e si fa sostituire dal figlio, che assiste al diverbio tra Discorso Migliore e Discorso Peggiore, ove prevale il secondo. Strepsiade si rende presto conto che il figlio ha imparato assai bene a prevaricare su tutto e tutti, padre compreso. Arrampicatosi allora sul tetto della scuola, dà fuoco a tutto.
Note di Antonio Calenda:
In un’Atene travolta dalla lunga ed estenuante guerra del Peloponneso, si compone l’opera funambolica di Aristofane, artista ed intellettuale completamente immerso nel dibattito politico e filosofico del suo Tempo. La complessità geniale della sua scrittura consiste nel coniugare la levità di fantomatiche invenzioni comiche, con un’analisi lucida e disincantata delle fragilità del suo Tempo. Smarriti gli Dei della polis, perduto il monolitico riferimento all’ethos tradizionale, la democrazia periclea e sofistica mina i valori che erano stati della generazione dei “maratoneti”. Nuove divinità, le Nuvole, mutevoli, ambigue sino alla contraddizione, a volte persino smarrite, guidano i mortali: solo chi possiede le armi della “parola” può convincere e vincere gli altri delle proprie ragioni, rendendole assolute. La polemica con Socrate nasconde l’amara consapevolezza dell’ineluttabile fine della polis, dell’impossibilità costitutiva della nuova filosofia a garantire unità e coesione sociale. Una commedia quasi surreale che con un salto d’epoca diventa tragedia nel rogo finale, in cui il vano sacrificio di Socrate non è liberatorio per nessuno, nemmeno per lo stesso protagonista, nostalgicamente impegnato nel disperato tentativo di recuperare un rapporto con gli dei tradizionali, tra lo sconcerto delle Nuvole. In questo scenario inquieto si aggira Aristofane, autore e regista, com’era usanza, della sua opera, immerso nella messa in scena di questa nuova edizione de “Le Nuvole”, brechtiana, surreale, inquieta e crudelmente comica.

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