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La “variante anomala” Silvio Cuffaro plana nel gabinetto di Zambuto

 

La triade non sindacale si è ricompattata; il trittico formato dall’on. Gallo, dall’assessore Zambuto e dal sindaco capo di Gabinetto Cuffaro dopo anni di amori, liti, separazioni e grandi ritorni ha trovato la quadra per una riappacificazione, almeno apparente, che sembra tutto più che dal sapore burocratico un accordo politico.

Dunque, Silvio Cuffaro capo di Gabinetto dell’assessorato regionale agli Enti Locali.

L’assessorato in questione è il principale Organo di Controllo dei Comuni siciliani; regola il funzionamento e i finanziamenti dei 390 Comuni siciliani, effettua ispezioni, controlla eventuali contenziosi.

Al di là della legge o leggine o pareri che danno il nulla osta secondo i contratti collettivi di lavoro, la domanda è, solo per una questione etica e di opportunità, la seguente: può il capo di Gabinetto dell’assessorato agli Enti Locali essere contestualmente un sindaco e, quindi, essere una parte integrante di tutti quei Comuni soggetti alle attenzioni di cui abbiamo riportato sopra?

Sembra di trovarsi di fronte ad una sorta di controllore e controllato. Il Comune di Raffadali, guidato da Silvio Cuffaro, subirà mai ispezioni o comunque sarà controllato come avviene per gli altri Comuni?

Lo ribadiamo ancora una volta: è possibile, come siamo certi, che dinnanzi ad una anomalia bella e buona come questa, la legge prevede anche questa possibilità.

Dicevamo di una certa incompatibilità etica che dovrebbe far riflettere non pochi. E se la circostanza di una eventuale ispezione o verifica dovesse “colpire” il Comune di Raffadali, cosa farebbe quel giorno il capo di Gabinetto Silvio Cuffaro – sindaco di Raffadali? Prenderebbe un giorno di ferie, lasciando le porte del Comune spalancate ad altri controllori, o altro?

Saranno scherzi del destino o forse della politica, ma tant’è. Cuffaro insegue il sogno della sua vita: chiudere la propria carriera professionale nella posizione apicale della burocrazia regionale e cioè quella di Dirigente Generale in uno dei dodici assessorati.

Potrebbe rappresentare una miccia pronta ad esplodere il fatto che, comunque, l’on. Gallo ha creato, forse consapevolmente, una diarchia interna con un capo di Gabinetto che sembra essere un tantino più forte dello stesso assessore.

Certo, entrambi avranno da fare lunghe corse alle prossime regionali per portare acqua al mulino dell’on. Gallo che sembra proprio intenzionato a non lasciare Palazzo dei Normanni.

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