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Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Gianluca Caputo, ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di 10 imputati di, a vario titolo, truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio, nell’ambito dell’inchiesta a carico di alcuni autisti dipendenti dell’Azienda trasporti urbani di Agrigento, la “Tua”, che avrebbero praticato la “cresta” sui biglietti o deviato i percorsi arbitrariamente e per esigenze personali. Si tratta di Maurizio Buttigè, 52 anni, Maurizio Camilleri, 52 anni, Giuseppe Danile, 60 anni; Giuseppe Donisi, 52 anni, Vincenzo Falzone, 53 anni, Giuseppe Lattuca, 59 anni, Michelangelo Nasser, 57 anni, Andrea De Carmelo Russo, 59 anni, Angelo Vaccarello, 53 anni, e Giuseppe Trupia, 54 anni.

Bruno Contrada ascoltato dalla Commissione regionale antimafia sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio. I dettagli.

L’ex capo della Squadra Mobile di Palermo, Bruno Contrada, che compirà 90 anni fra tre mesi, è stato ascoltato dalla Commissione regionale antimafia, presieduta da Claudio Fava, impegnata in un’inchiesta di approfondimento sul depistaggio delle indagini dopo la strage di Via D’Amelio contro Paolo Borsellino. E Contrada, ricordando Borsellino, ha affermato: “Rimasi particolarmente colpito dalla morte di Paolo Borsellino. Non ho mai detto di essere suo amico, ma ho detto che tra me e lui c’erano ottimi rapporti professionali. Lui da giudice istruttore e io da funzionario di Polizia giudiziaria”. Prima di rispondere alla domande dei commissari, Bruno Contrada ha premesso: “Sono stato e mi sento tutt’ora un dirigente generale della Polizia di Stato. Sono entrato in Polizia oltre 60 anni fa vincendo un concorso da vicecommissario di pubblica sicurezza e percorrendo tutta la carriera con dieci gradi. Non sono né un funzionario dei servizi segreti, né uno 007, né una spia. Sono stato un funzionario di Polizia che negli ultimi dieci anni di carriera è stato aggregato ai servizi di sicurezza”. Poi Contrada ha raccontato ciò che accade subito dopo la strage: “La domenica del 19 luglio la trascorsi a Palermo, in barca, con amici. Il giorno dopo l’attentato, l’allora Procuratore di Caltanissetta, Gianni Tinebra, che coordinava l’inchiesta, si rivolse a me per chiedermi un aiuto. Io all’epoca Tinebra non lo conoscevo e non sapevo neppure come si chiamasse. La sera del 20 luglio, intorno alle 20, andai al palazzo di giustizia ed ebbi questo incontro con il dottor Tinebra. All’incontro eravamo soli, io e Tinebra, che conobbi in quella occasione. Mi disse: ‘Mi trovo in grosse difficoltà, perché io di mafia palermitana sono all’oscuro e non so niente. In questi pochi giorni che sono stato a Caltanissetta mi sono reso conto che si sta organizzando la Direzione investigativa antimafia, ma sono persone che non credo abbiano competenza ed esperienza di mafia’. E mi chiese se ero disposto a dargli una mano. Io gli risposi: ‘Signor Procuratore, io sono a disposizione ma io non posso svolgere indagini perché non sono più funzionario di Polizia giudiziaria, sono nei Servizi di sicurezza, e quindi posso contribuire solo a livello informativo. E un mio eventuale intervento a livello informativo deve essere svolto in piena intesa con gli organi di Polizia giudiziaria. Non volevo che il mio intervento potesse intralciare le indagini della Polizia giudiziaria. Ecco perché poi ebbi contatti con il capo della Squadra Mobile, Arnaldo La Barbera. Lo invitai a venire nei locali del Sisde. Con Arnaldo La Barbera ci fu un solo incontro. E da quell’incontro ho capito che questo mio intervento come Sisde, in un settore che lui riteneva di sua esclusiva competenza, non gli andasse troppo per il verso giusto. E’ stata una mia impressione”. E poi Contrada ha aggiunto: “Dopo l’incontro del 20 luglio con il procuratore della Repubblica di Caltanissetta, Tinebra, ho avuto un nuovo incontro con lui il 24 luglio. Ho ribadito a Tinebra che, in aderenza ai nostri compiti, potevamo svolgere un ruolo informativo. Dissi che allo Stato era utile attingere quante più possibili informazioni sui gruppi di mafia che avevano avuto una parte in queste azioni come la strage Falcone e quella Borsellino. Ed espressi quella che è stata una mia opinione personale dal 1970: ovvero che laddove a Palermo o in provincia di Palermo accadevano fatti criminali legati all’uso di esplosivi, era implicata la famiglia Madonia. E subito dopo i Madonia si doveva passare ai Galatolo, altra famiglia legata ai corleonesi di Totò Riina”. E poi, alla domanda sul falso pentito Vincenzo Scarantino, strumento del depistaggio, Bruno Contrada ha risposto: “Se avessi interrogato io Scarantino mi sarei accorto delle sue bugie in 24 ore. Io non ho mai avuto niente a che fare con Scarantino. Non ho mai fatto indagini su di lui. Ho saputo soltanto una cosa su di lui: era un parente di un mafioso della ‘Guadagna’ e aveva una labilissima parentela con la famiglia Madonia. Ha raccontato cialtronerie, fandonie. Quando ha iniziato a fare le sue dichiarazioni, io già da molti mesi ero nelle carceri militari”. E poi Contrada ha rammentato la scarsa esperienza, e quindi l’impreparazione, di coloro che indagarono su Capaci e via D’Amelio, e ha dichiarato: “Quando ho letto i nomi dei 25 componenti del gruppo ‘Falcone Borsellino’, guidato da La Barbera, mi sono chiesto: ma questi che esperienza hanno nella lotta alla mafia? Come si fa a dare un’indagine sulle stragi di Capaci e Via d’Amelio a gente che non aveva esperienza della Sicilia. La Barbera sarà stato un ottimo funzionario di polizia, ma ha fatto servizio sempre al Nord. Quando è arrivato a Palermo non sapeva niente di mafia, questa è la verità. Mia madre ne sapeva di più di lui”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Nonostante i tentativi di depistaggio, è accertato che quello di Antonino Agostino, assassinato assieme alla moglie Ida Castelluccio, ad agosto del 1989, fu un delitto di mafia. E che il movente è “collegato alla ricerca dei latitanti a cui Agostino si dedicava”.

Lo scrive il gup di Palermo Alfredo Montalto nella motivazione della sentenza con cui ha condannato all’ergastolo per il duplice delitto, il boss Nino Madonia. Una sentenza arrivata dopo 32 anni dall’agguato e seguita a numerose archiviazione dell’indagine

Per l’omicidio di Agostino, agente di polizia che lavorava nei Servizi Segreti, è in corso un altro processo, col rito ordinario, a carico del capomafia Gaetano Scotto, e di un amico della vittima che risponde di favoreggiamento. Il giudice che ha celebrato il processo in abbreviato, dopo l’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura generale, individua anche una concausa dell’omicidio: i “rapporti che Cosa nostra, e, nel caso specifico, la cosca dei Madonia, intratteneva con esponenti importanti delle Forze dell’Ordine soprattutto collegati ai Servizi di Sicurezza dello Stato”.

Il gup cita espressamente tra i soggetti appartenenti alle forse dell’ordine che avevano rapporti con Madonia, riportando le dichiarazioni di diversi pentiti, l’ex numero due del Sisde Bruno Contrada, poi condannato per concorso in associazione mafiosa e lo 007 Giovanni Aiello nel frattempo deceduto. I Madonia dunque avrebbero deciso di eliminare il poliziotto “che pericolosamente si aggirava nel territorio dagli stessi controllato e teatro di incontri particolarmente riservati anche con esponenti delle Forze dell’Ordine e dei Servizi di sicurezza che nel tempo hanno rafforzato il potere di quella famiglia e dei loro alleati all’interno dell’organizzazione mafiosa”.

Un cinquantenne di Licata, è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento per abbandono di animali. L’uomo ha lasciato per circa 3 ore, all’interno dell’autovettura posteggiata sotto il sole, con i finestrini chiusi, il proprio cane. Una donna ha subito allertato i soccorsi. E’ intervenuto  un veterinario che ha portato l’animale nel suo studio dove gli ha diagnosticato uno choc termico. L’animale, per fortuna, se la caverà, mentre il proprietario è stato, appunto, deferito alla Procura dai poliziotti del commissariato di Licata che è coordinato dal vice questore Cesare Castelli. Per l’accusa, ha lasciato l’animale in condizioni incompatibili con la sua natura, condizioni che gli hanno provocato sofferenza.

Covid, da domani torna “Porte Torna l’iniziativa “Porte aperte” in Sicilia. Da domani (giovedì 10) a domenica 13 giugno i cittadini dai 18 anni in su, che non presentano fragilità, potranno vaccinarsi su base volontaria presso gli hub vaccinali provinciali anche senza prenotazione. I vaccini dedicati all’iniziativa saranno Vaxzevria di AstraZeneca e Janssen di Johnson & Johnson.

L’iniziativa prende l’avvio da una disposizione del presidente della Regione Nello Musumeci per accelerare ulteriormente la campagna d’immunizzazione, che procede in maniera spedita in tutta l’Isola e fa registrare un trend in costante crescita. Nel periodo compreso tra 1 e 6 giugno, infatti, sono state effettuate quasi 287 mila somministrazioni, superando ogni giorno il target assegnato alla Sicilia dalla struttura commissariale nazionale.

Il giardino Botanico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento riapre al pubblico con una cerimonia dall’alto valore simbolico. Un nuovo albero di ulivo è stato collocato per ricordare i sessanta anni della nascita di Amnesty International. Alla cerimonia hanno preso parte il Commissario Straordinario Vincenzo Raffo del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Sabina Castiglione responsabile del gruppo 283 con alcuni attivisti di Amnesty International, oltre al personale del Giardino Botanico e numerosi visitatori.

Apposta anche una targa celebrativa per ricordare l’impegno dell’organizzazione fondata da Peter Benenson nel 1961, nata con lo scopo di liberare i cosiddetti “prigionieri di coscienza”, persone incarcerate solo per aver espresso le loro opinioni, esercitato il loro credo religioso, aver promosso i propri diritti.

Abbiamo accolto con grande favore l’iniziativa del gruppo 283 di Amnesty International, ha dichiarato il Commissario Straordinario Vincenzo Raffo, perché in questi anni Amnesty ha lavorato tantissimo per sensibilizzare l’opinione pubblica per tutelare i diritti umani.

Sabina Castiglione responsabile del gruppo 283 ha voluto ringraziato il Commissario Straordinario per la disponibilità dimostrata. Grazie alla posa dell’albero all’interno del Giardino Botanico, ambiente unico e suggestivo, il tema dei diritti umani avrà un altro luogo simbolo dell’azione della nostra organizzazione.

 “La Politica comune della Pesca voluta dalla Commissione Europea sta penalizzando oltremisura i pescatori siciliani. La riduzione progressiva dei giorni di attività in mare sta determinando la crisi di un settore produttivo su cui si reggono economicamente decine di migliaia di operatori nella nostra regione. Imprese del settore ittico e della pesca stanno perdendo redditività per l’applicazione di parametri iniqui che già nel recente passato hanno previsto la riduzione del 20% della pesca in Italia e la demolizione delle flotte di oltre il 16% nell’ultimo decennio. Per di più il Commissario alla Pesca Sinkevičius sta mostrando tutta la sua ostinazione additando lo strascico come l’attività più dannosa per il fondo marino. Ciò è estremamente falso poiché la tutela del mare e delle sue risorse deve passare per un approccio ecosistemico e dalla lotta ad ogni forma di inquinamento.
La Commissione Europea con un proprio regolamento ha di fatto fissato al 40% la riduzione dell’attività di pesca nel Mediterraneo occidentale entro il 2024, esautorando il Parlamento Europeo che invece ha pieno titolo a partecipare alla procedura legislativa comunitaria. I deputati italiani eletti a Strasburgo, soprattutto quelli delle regioni del Mediterraneo si facciano subito sentire con  la Commissione Europea e soprattutto attivino un’azione di proficua lobbyng sia all’interno della competente commissione pesca del Parlamento sia all’interno della grande famiglia del Ppe che delle politiche di coesione territoriale ha fatto una propria bandiera. Non è più tempo di osservare governi che tutelano gli interessi delle regioni del Nord Europa e della pesca atlantica. Lo dico con cognizione di causa, da ex deputato del Parlamento Europeo e membro della commissione pesca. Auspico che il governo Draghi sia autorevole rappresentante della nostra marineria a Bruxelles. C’è il concreto rischio per l’Italia e la Sicilia di subire la beffa dell’importazione del pescato in spregio alla nostra economia, alla storia, alla tradizione ed alla cultura della pesca in mare. Se chiudono i nostri mercati ittici si desertifica anche la costa. Per queste ragioni sostengo la battaglia dei pescatori e dell’Alleanza delle Cooperative del settore pesca che hanno indetto una giornata di protesta e che manifesteranno il 12 giugno a Mazara del Vallo”.
Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

320 i nuovi positivi al Covid19 registrati nelle ultime 24 ore, su 14.908 tamponi processati, con una incidenza appena superiore al 21,1%. La Sicilia è al secondo posto in Italia per numero di contagi giornalieri dietro alla Lombardia. Le vittime sono state 2 e fanno salire il totale a 5.890. Il numero degli attuali positivi è di 7.322 con una diminuzione di 384 casi dopo il lieve aumento limitato alla giornata di ieri. I guariti sono 702. Negli ospedali i ricoverati sono 404, 6 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 39, tre in meno rispetto al bollettino precedente.

I nuovi casi per provincia

Palermo 68;

Catania 66;

Enna 58;

Ragusa 34;

Siracusa 28;

Agrigento 21;

Messina 21;

Trapani 16;

Caltanissetta 8.

Aldo Mucci, componente del direttivo nazionale SGB, parteciperà al Programma Leaders della Fondazione Obama. La Fondazione, voluta e pensata dal Presidente Barak Obama e da sua moglie Michelle,  è un centro attivo e vivo per l’impegno civico; un luogo che unisce le persone e ispira le comunità ad affrontare grandi sfide. Il programma Leaders: Europe della Fondazione Obama è un programma di sei mesi virtuale per lo sviluppo della leadership e l’impegno civico che cerca di ispirare, potenziare e connettere i leader emergenti di tutta Europa. Il programma identifica i leader emergenti che lavorano nel governo, nella società civile e nel settore privato che hanno dimostrato un impegno a promuovere il bene comune. Mira a costruire una rete in crescita di responsabili del cambiamento innovativi ed etici che cercano di guidare il cambiamento nelle loro comunità mentre si sviluppano e si sostengono a vicenda. Attraverso un insieme di valori condivisi e capacità di leadership, il programma cerca di sollevare una nuova generazione di modelli di ruolo positivi e civicamente attivi, pronti a creare soluzioni tangibili alle sfide nelle loro comunità, paesi, Europa e mondo.  “è un onore partecipare al  programma e soprattutto sviluppare progetti collaborativi per raggiungere i giovani responsabili del cambiamento nelle loro comunità e ispirare l’impegno civico”Spero di esserne all’altezza” Conclude Aldo Mucci

Il Tribunale di Roma ha accolto l’atto di opposizione a decreto ingiuntivo proposto da una società agrigentina.

La vicenda ha avuto inizio nell’anno 2018 allorquando la nota società di telecomunicazioni Wind tre spa , proponeva ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti di una società agrigentina chiedendo il pagamento dell’importo di oltre 6000, 00 euro per fatture non pagate.

La società proponeva opposizione avverso il predetto decreto ingiuntivo, innanzi al Tribunale di Roma,  con il patrocinio dell’Avv. Margherita Bruccoleri, evidenziando che le fatture non erano state pagate le fatture, in quanto gli importi richiesti non erano dovuti.

Il Tribunale di Roma condividendo la tesi dell’Avv. Bruccoleri ha revocato il decreto ingiuntivo proposto per oltre 6000,00 euro dalla società Wind Tre Telecomunicazioni , e pertanto la società agrigentina nulla dovrà pagare.