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La notizia delle dimissioni di Giovanna Bubello coglie tutti noi Sindaci dell’agrigentino di sorpresa se pensiamo alla sua forza ed alle sue capacità, anche in presenza delle difficoltà politiche che utilizzano ora la inesperienza di quanti sono per la prima volta in consiglio comunale ora la furbizia di antichi manovratori.

Tutti noi chiediamo al Sindaco Bubello di ritirare le dimissioni consapevoli che le sue pene sono le nostre tenuto conto che tutti i comuni di questa nostra martoriata terra scontano la mancanza di personale, di figure professionali apicali, di risorse economiche.

Non è possibile per i sindaci governare passaggi e momenti particolari come questo del Covid e del dopo covid con le risorse umane presenti nei nostri comuni che invece abbisognano di giovani, di ottimismo, di dirigenti capaci di accettare la sfida che deve portare la nostra terra a sperare. A Giovanna Bubello, ieri a fianco e a capo dei piccoli coloni e oggi impegnata, insieme a tutti noi, per la legge delle Zone Franche Montane, per una viabilità interna che dia possibilità di collegamenti degni di essere definite infrastrutture indispensabili e poi Sindaco di Recovery Sud la rete dei Sindaci che non si arrendono, a Lei tutto il nostro sostegno affinché continui, sempre in prima fila, e soprattutto sempre da primo cittadino.

Cara Giovanna non demordere, non arrenderti, con Te insieme a noi, ripartiremo nuovamente dalla Rotonda Giunone per tornare a manifestare affinché la nostra provincia non sia condannata ad essere fanalino di coda. La provincia di Agrigento riuscirà, con la volontà e con la caparbietà di noi Sindaci che abbiamo deciso di mettere da parte campanilismi e appartenenze partitiche, della Chiesa e delle Parti
sociali a trovare la forza affinché a questa nostra terra ed ai suoi figli, sia garantito il futuro che merita e a cui ha diritto.

È don Giuseppe Cumbo il nuovo Vicario Generale  dell’Arcidiocesi di Agrigento. A dare l’annuncio è stato l’Arcivescovo di AGRIGENTO, mons Alessandro Damiano,  al termine dell’incontro con il clero diocesano nella Basilica Cattedrale di Agrigento oggi, venerdì 11 maggio.

Don Giuseppe Cumbo è nato il  22 aprile del 1982 ed è stato ordinato presbitero, da mons. Carmelo Ferraro,  l’8 marzo del 2008.

Don Giuseppe Cumbo è nato il  22 aprile del 1982 ed è stato ordinato presbitero, da mons. Carmelo Ferraro,  l’8 marzo del 2008.

Negli anni del suo ministero presbiterale è stato chiamato a servire la Chiesa agrigentina come  Vicario parrocchiale della Parrocchia S. Nicola – Agrigento (Fontanelle), Vice Rettore del Seminario Arcivescovile,

Componente del CdA dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, Assistente Spirituale dell’Istituto Secolare Missionarie del Vangelo, Responsabile della comunità propedeutica del Seminario Arcivescovile,

Direttore del Centro Diocesano Vocazioni, Promotore di Giustizia nel processo di canonizzazione del  Servo di Dio Rosario Angelo Livatino,  Difensore del vincolo del Tribunale Ecclesiastico Diocesano,  Componente del Consiglio Presbiterale, Componente del Collegio dei Consultori,  Direttore del Centro per l’Evangelizzazione e la Catechesi della Curia Arcivescovile di Agrigento, Collaboratore parrocchiale della Parrocchia S. Nicola – Agrigento (Fontanelle), Collaboratore parrocchiale della Parrocchia B.M.V. dell’Itria – Favara e  Vicario Episcopale per la Pastorale e la Ministerialità per il settore Ovest dell’Arcidiocesi.

Il Partito Democratico agrigentino, tramite il segretario provinciale, Simone Di Paola, e la presidente provinciale Giovanna Iacono, ha scritto una lettera alla presidente dell’Ati, l’Assemblea territoriale idrica di Agrigento, Francesca Valenti, affinchè, dopo il dichiarato fallimento di Girgenti Acque, si proceda con la massima speditezza alla costituzione della Società consortile speciale per l’acqua pubblica.

Iacono e Di Paola auspicano inoltre che la presidente Valenti si rivolga al più presto al Prefetto di Agrigento affinchè si garantisca il diritto inalienabile di ogni cittadino agrigentino a continuare ad avere l’acqua nelle proprie abitazioni, senza interruzioni o pregiudizi.

L’ex presidente di ConfIndustria in Sicilia, Antonello Montante, già condannato in primo grado al processo sul cosiddetto “Sistema Montante”, oggi è impegnato per la prima volta a rendere dichiarazioni nel corso di un interrogatorio nell’aula bunker del carcere “Malaspina” di Caltanissetta. A margine dell’udienza, Montante, tra l’altro, ha affermato: “Io sono stato strumento delle istituzioni, in particolare dei magistrati. Il carcere mi ha massacrato psicologicamente. Sono stato malissimo”. Poi, alla domanda: “Perché durante il suo arresto ha distrutto le pen drive a sua disposizione”, Montante a risposto: “Non è vero non ho distrutto niente”. E poi ha aggiunto: “Io non ho fatto dossieraggio. Io scrivevo tutto perché la mia paura era quella di non ricordare. Voi giornalisti quando volete raccontare la verità lo fate bene. Quando non volete non lo fate”.

Ancora un cambiamento nella via Atenea, il salotto cittadino, per quanto riguarda la Zona a Traffico Limitato.

La Giunta deliberato delle modifiche con due sistemi temporali: la prima inizierà il 12 giugno e avrà validità fino al 30 giugno: dal lunedì al giovedì effetto festivi e prefestivi la Ztl sarà in vigore dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.30. Il venerdì, il sabato e nei prefestivi, invece, la strada sarà chiusa dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 24. Nei festivi, invece, la Ztl sarà in vigore dalle 17.30 alle 24.

Da giovedì 1 luglio e fino a domenica 12 settembre, invece, la Ztl sarà vigente dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.30 nei giorni feriali dal lunedì al giovedì. Il venerdì, il sabato e nei prefestivi la zona a traffico limitato sarà invece in vigore dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 2. Nei festivi, invece, la Ztl sarà solo nel pomeriggio dalle 17.30 alle 2.

Il deputato del Movimento per le Autonomie, e vicepresidente vicario dell’Assemblea Regionale, Roberto Di Mauro, interviene a seguito del caso del manifesto elettorale di Fratelli d’Italia di Favara pubblicato sui social capovolto. Di Mauro afferma: “Provo sdegno e profonda disapprovazione per il gesto meschino e pericoloso perpetrato da qualcuno che vuole inquinare e creare un clima politico teso all’odio e alla caccia dell’avversario politico. In un clima difficile del Paese, già provato da emergenze sociali, sanitarie e di ordine pubblico, l’utilizzo di questi strumenti squallidi per condizionare la competizione elettorale del prossimo autunno a Favara, è inaccettabile. Sono vicino a Giorgia Meloni e ai Fratelli d’Italia di Agrigento nel continuare le loro battaglie politiche e amministrative perché hanno piena titolarità partitica e democratica e hanno il mio pieno rispetto ad andare avanti con i loro progetti politici.

Chi non vuole rispettare le regole democratiche si metta da parte perché non degno di essere presente a qualsiasi titolo nell’agone politico.”

I Poeti Maledetti _ N.1 Io E Baudelaire _Who Wants To Live Forever? un progetto di compagnia Biancofango con Andrea Trapani sarà in scena al TeatroBasilica dal 14 al 17 giugno alle 20,30; drammaturgia Francesca Macrì e Andrea Trapani, regia Francesca Macrì.

Fa quasi paura leggere oggi i poeti maledetti, questa combriccola di creature angeliche e ostinate, schiacciati da tragiche urgenze. Fa paura vederli e immaginarli in preda all’odio per i contemporanei, non più giovani – e cosa allora? – a ragionare con la precisione di un orefice sulla parola oscura, in balia sì degli eccessi, ma più di tutto di una fecondità e di un’intransigenza stilistica assolute. Ne avremmo bisogno oggi più che mai. Ma nel moto dell’anima che la commozione ci dona quando le parole ci incantano e ci tramortiscono, ci pugnalano e ci stupiscono, abbiamo più volte pensato che esistesse un legame anomalo, forse maleducato, fra pianoforte e verso. E così abbiamo deciso di attraversarlo, di provare a indagarlo. Fra il corpo del pianoforte, impetuoso e imponente, e il corpo della parola, saettante e tagliente, noi abbiamo messo il corpo dell’attore. Si muove fra musica e verso, s’insedia in quella solitudine di cui sono e siamo, tutti, portatori, e si mostra sul palcoscenico. Si rende disponibile ad attraversare e a essere attraversato. Si fa strada nella notte, si fa canto alla luna, si fa cielo tetro e greve, si fa albatro e prova a volare. Maldestramente, maleducatamente, forsennatamente, devotamente. Un attore, il suo pianoforte e Baudelaire. Io e Baudelaire, primo passo di una trilogia dedicata ai poeti maledetti, è un richiamo, un’invocazione alla poesia, la direzione di un ritorno. È un dialogo con se stessi, è la ricerca delle parole, è stare sulle parole e accettare che siano importanti. Io e Baudelaire è una domanda banale, semplice, autentica: ma se uno da piccolo vuole essere come Baudelaire, da grande che cos’è? Ma se uno, da piccolo, legge di nascosto le poesie, da grande cosa può diventare? Esiste un bambino che in un tema, a scuola, abbia scritto: io da grande voglio fare il poeta? Che cos’è un poeta? Baudelaire: il poeta maledetto, il poeta da cartolina, da tazza souvenir dopo un viaggio a Parigi, da poesiola da studiare a memoria prendendo l’autobus a sedici anni, il poeta delle puttane, dei vicoli la notte, il poeta delle ossessioni, delle 865 lettere alla madre, il poeta delle contraddizioni, non voluto, non riconosciuto quando ne avrebbe avuto davvero bisogno, non amato, senza un soldo e soprattutto solo, solo, solo. È sconfinata la solitudine che ci butta addosso. Ma che cos’è un poeta? Non molti anni fa qualcuno cantava davanti a migliaia di persone: Who wants to live forever? Forse Baudelaire se lo avesse sentito gli avrebbe voluto rispondere. Ma vogliamo davvero vivere per sempre?

 

Prenotazione obbligatoria.

Biglietto prezzo unico 15 Euro

 

TeatroBasilica Piazza Porta S. Giovanni, 10 Roma (RM)

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Marketing: comunicazione@teatrobasilica.com

Direzione: direzione@teatrobasilica.com

Biglietti 15 euro

Orario spettacoli 20|23 maggio 19.00 – 4|6 giugno e 14|17 giugno ore 20.30

Tutte le attività del Teatro Basilica si terranno nel rispetto della normativa sul distanziamento sociale in materia di prevenzione dal Covid19

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A Licata, in via Puccini, nottetempo, intorno all’una, il conducente di un’automobile Fiat 600, un uomo di 39 anni, per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri, si è schiantato contro due automobili parcheggiate, e l’auto si è ribaltata. Lui e una ragazza di 22 anni seduta sul sedile passeggero sono stati trasportati entrambi all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”. Lei, ferita più gravemente, è stata trasferita all’ospedale “Villa Sofia” a Palermo, dove versa in prognosi riservata.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Gigi Omar Modica, accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero, Maurizio Bonaccorso, ha archiviato l’inchiesta per calunnia, manipolazione di atti giudiziari, diffamazione, falsa testimonianza e accesso abusivo al sistema informatico a favore dell’ex presidente dell’Irsap Sicilia, Alfonso Cicero, assistito dall’avvocato Annalisa Petitto. L’indagine è scaturita da una denuncia presentata nel 2018 da Salvatore Iacuzzo, ex direttore del Consorzio Asi di Caltanissetta, a seguito delle dichiarazioni rese da Cicero, il 10 luglio 2014, in Commissione Nazionale Antimafia.

Cicero avrebbe dichiarato che il pentito Angelo Siino aveva detto che al direttore generale dell’Asi Iacuzzo erano stati prestati dei soldi, accostandone in più occasioni il nome a imprese intestate a prestanome di boss mafiosi. Il Giudice, nella sua ordinanza, ha rilevato che Cicero, in Commissione antimafia, non affermò che il noto collaboratore di giustizia Angelo Siino abbia dichiarato di essere a conoscenza del prestito elargito dall’imprenditore Di Vincenzo a Iacuzzo. “Cicero – scrive il giudice – si è in gran parte limitato a ripercorrere i contenuti di denunce già sporte alla Procura della Repubblica, documentando quanto affermato con atti processuali o articoli di giornale”.