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Il Tribunale di Palermo ha condannato ad 1 mese di reclusione una donna di 75 anni di Santa Margherita Belice, V C sono le iniziali del nome, per il furto di alcuni prodotti intimi dal valore di poco più di 30 euro nel centro commerciale Forum il 2 dicembre del 2015. E’ stato invece assolto, per “tenuità del fatto”, Fabio Bellanca, 41 anni, di Joppolo Giancaxio, già alla ribalta delle cronache per avere, nel centro commerciale a Villaseta, minacciato di morte il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. I due sono difesi dagli avvocati Daniele Re e Giulia Cristodaro.

L’ex presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero, ha proseguito la deposizione al processo ordinario sul cosiddetto “Sistema Montante”. I dettagli.

L’ex presidente dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, Alfonso Cicero, parte offesa e parte civile al processo, a carico di 17 imputati, sul cosiddetto “Sistema Montante”, ha proseguito, ed è la seconda volta, la sua deposizione al giudizio ordinario in corso innanzi al Tribunale di Caltanissetta, rispondendo alle domande del pubblico ministero, Maurizio Bonaccorso. Cicero, testimone chiave dell’inchiesta, tra l’altro ha dichiarato: “Io e Marco Venturi, ex assessore regionale all’Industria del governo Crocetta, avevamo paura che Antonello Montante potesse intercettarci. Alcuni fatti ci fecero capire che era disposto a tutto, anche a farci pedinare. Tra aprile e luglio del 2015, ad esempio, Montante mi aveva fatto vedere un tabulato di mie chiamate e mi fece capire che aveva registrato tutto. Tra le varie minacce, mi disse che aveva saputo che Venturi era andato a cena con un suo amico, e che era in possesso di un video e di un dossier con immagini imbarazzanti che riguardavano il magistrato e assessore nel governo Crocetta, Nicolò Marino. Questi fatti ci portarono ad avere paura. E così, quando io e Venturi parlavamo, tenevamo i telefoni lontani, accorgimenti che mettemmo in atto anche quando ci incontravamo con il giornalista Attilio Bolzoni. Noi temevamo addirittura per la nostra vita”. E poi, in riferimento all’ex assessore alle Attività produttive del governo Crocetta, Linda Vancheri, Alfonso Cicero, rispondendo alle domande del suo difensore, l’avvocato Annalisa Petitto, ha raccontato: “Uscì un articolo riguardante indagini a carico di Antonello Montante per concorso esterno in associazione mafiosa. Da quel momento Linda Vancheri, che fino ad allora mi aveva schivato, cominciò a volere incontrarmi, sfogarsi, farmi delle confidenze. Era spaventatissima proprio per questa indagine. E aveva paura che il fratello di Montante, Gioacchino, si potesse rivoltare contro lo stesso Antonello Montante. Perché mi diceva che era detentore di segreti. Gioacchino era molto vicino al pentito di Serradifalco, Dario Di Francesco. Altra paura che aveva Linda Vancheri era che Giovanni Crescente, ex presidente di ConfIndustria, potesse rivoltarsi contro Montante soprattutto per delle vicende di ConfIndustria del 2005. Mi confidò che lei non dormiva la notte, era molto spaventata, aveva paura di deludere la famiglia per cose che potevano venire fuori da questa inchiesta. Mi raccontava anche del fatto che Montante negli ultimi anni non aveva un modo di comportarsi sobrio e manifestava manie di onnipotenza”. Poi Cicero ha aggiunto: “Fino a quel momento avevo sempre ricevuto telefonate ordinarie da Montante, ma dall’apertura dell’inchiesta cominciò a contattarmi con la procedura in anonimo”. E poi, alla domanda in riferimento al presunto raccapricciante video su Crocetta, Alfonso Cicero ha risposto: “L’imprenditore agrigentino Giuseppe Catanzaro, qualche mese prima di questa indagine per concorso esterno alla mafia a carico di Antonello Montante, mi confidò che lo stesso Montante era riuscito a bloccare la diffusione di un video girato a Tunisi contenente immagini scabrose che riguardavano Rosario Crocetta. Lo stesso episodio me lo raccontò anche Linda Vancheri. Lei però lo fece dopo la notizia dell’indagine a carico di Montante”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Approderà all’alba di domani a Mazara del Vallo il peschereccio “Aliseo”, con sette uomini d’equipaggio, ed il cui comandante, Giuseppe Giaccone, è stato ferito dai colpi d’arma da fuoco sparati da una motovedetta militare libica. L’assalto è avvenuto 35 miglia a nord della costa di Al Khums, all’interno della zona di protezione di pesca nelle acque della tripolitana, così come ha accertato la Marina Militare intervenuta sul posto in soccorso con la fregata Libeccio. E’ un tratto di mare riconosciuto ad elevato rischio. L’arrivo dell’unità militare italiana ha indotto i militari libici ad all’allontanarsi dall’imbarcazione che ha subito invertito la rotta verso Mazara del Vallo. Le condizioni del comandante Giaccone, ferito lievemente anche alla testa da alcune schegge del vetro della cabina e medicato a bordo dai militari italiani, non destano preoccupazioni.

L’addio a Chiara Ziami, la ragazza di 21 anni morta nel terribile incidente dello scorso lunedì in Viale Regione, a Palermo.  La funzione religiosa si è tenuta nella parrocchia Sacra Famiglia in via Gaspare Mignosi, non lontano dalla Stazione Centrale. Molti palloncini bianchi hanno accolto la bara portata in chiesa dagli amici.

Chiara lavorava in un negozio di detersivi in Corso dei Mille dove abitava con la sua famiglia e dove il suo papà gestisce un autolavaggio.  La mattina dell’incidente era andata a scegliere il vestito del suo matrimonio che stava organizzando.

A salutarla in tanti fra familiari, amici, conoscenti e commercianti del quartiere che conoscevano la ragazza ma in chiesa, per via delle restrizioni legate al Covid, sono entrati soltanto i parenti più stretti. Un lungo applauso ha accompagnato l’arrivo della bara di Chiara.

“Guardate quanta gente per Chiara – ha detto il parroco rivolgendosi ai familiari – e quanti altri sono rimasti fuori. Siamo uniti nel dolore ma il dolore va affrontato con l’amore”.

Nel terribile incidente sulla circonvallazione ha perso la vita anche Alessia Bommarito, 20 anni, deceduta poche ore dopo in ospedale, dove era stata trasportata in condizioni gravissime per le ferite riportate. Lei era tesserata nella squadra di calcio Don Carlo Misilmeri. “La società di calcio – si legge in una nota – si unisce al grande dolore per la scomparsa di Chiara Ziami e della nostra ex tesserata Alessia Bommarito. Da parte nostra vanno le più sentite condoglianze alle famiglie di Chiara e Alessia”.

 

“In questa città c’è chi ha visto e sa come è scomparsa Denise ed è a queste persone che mi rivolgo: adesso basta, fatevi coraggio e l’ora di parlare, non potete tenervi sulla coscienza questo peso”. È l’accorato appello lanciato con un’intervista all’ANSA da Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, la bambina scomparsa misteriosamente il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo, quando aveva 4 anni.

“Denise è figlia di questa città – aggiunge Piera Maggio – e dobbiamo proteggerla. La mia piccola merita verità e giustizia”.
L’abbraccio dei mazaresi in piazza della Repubblica, ieri sera, ha colmato d’affetto il cuore di Piera, dopo i “momenti terribili” vissuti nel pomeriggio. “Apprendere in tv che cercavano i resti di Denise nell’ex casa di Anna Corona mi ha fatto molto male – racconta – è stato un colpo inaspettato”.
Stanchezza e speranza ma mai rassegnazione: “Finché non saprò la verità su mia figlia non mi fermerò di lottare. Chi sa parli ora. Questi 17 anni sono stati un tempo lunghissimo che abbiamo vissuto con Piero sperando di poter riabbracciare Denise e, dall’altro lato, vivendo i processi in cui abbiamo scoperto cose clamorose che oggi, grazie ai media, sono diventate di dominio pubblico”, conclude

Il peschereccio “Aliseo” della flotta di Mazara del Vallo, che era impegnato in una battuta al largo delle coste di Bengasi, è stato mitragliato da una motovedetta militare libica. I colpi d’arma da fuoco hanno ferito il comandante, Giuseppe Giacalone.

Lo ha confermato all’ANSA il figlio Alessandro, aggiungendo che al momento non conosce le condizioni del padre.

La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato “contro” pescherecci italiani ma ammesso che sono stati esplosi “colpi di avvertimento in aria” per fermare imbarcazioni da pesca che a suo dire avevano sconfinato in acque territoriali libiche. “Non ci sono stati colpi esplosi contro imbarcazioni, ma colpi di avvertimento in aria”, ha detto al telefono all’ANSA il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica senza fornire per il momento ulteriori dettagli sull’incidente.

“Quando i pescherecci arrivano, la nostra guardia costiera prova a fermarli”, ha aggiunto il portavoce promettendo maggiori dettagli  e insistendo nel sostenere che “non ci sono stati spari diretti contro l’imbarcazione”. “C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico”, ha riferito ancora il portavoce: “La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca”, ha ricordato.

1.202 i nuovi positivi al Covid19 su 26.265 tamponi processati, con una incidenza del 4,6%, in aumento rispetto a ieri.

La Sicilia è per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 24 e portano il totale a 5.516.

Il numero degli attuali positivi è di 23.878 con decremento di 651 casi.

I guariti oggi sono 1.829.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.212, 61 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 149, tre in meno rispetto a ieri.

I nuovi positivi per province:

Palermo 207

Catania 467

Messina 76

Siracusa 117

Trapani 22

Ragusa 100

Caltanissetta 162

Agrigento 46

Enna 5.

A Licata la Polizia ha denunciato a piede libero un giovane alla guida di un ciclomotore e sfuggito all’alt degli agenti provocando gravi pericoli per i poliziotti e i passanti. Durante l’inseguimento è stata letta la targa del mezzo, e il proprietario è stato rintracciato. E’ stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, e multato per numerose violazioni al codice della strada.

A Canicattì, i poliziotti del locale commissariato, capitanati da Francesco Sammartino, e della Squadra Mobile di Agrigento, al comando di Giovanni Minardi, in collaborazione con personale della Squadra Cinofila della Guardia di Finanza, hanno arrestato gli extracomunitari Z.W, di 32 anni, e B.F.B, di 33 anni, sorpresi in possesso, nel corso di una perquisizione domiciliare, di circa 100 grammi di sostanza stupefacente di vario tipo, tra marijuana, cocaina, eroina e hashish. La droga, divisa in 70 dosi pronte per essere spacciate, è stata sequestrata insieme a mille euro in contanti e due bilancini di precisione. I due extracomunitari hanno tentato di sottrarsi alla perquisizione, barricandosi nel sottotetto della loro abitazione, e nascondendo la droga in una intercapedine dello stesso locale, ma sono stati bloccati dai poliziotti. Z.W è stato inoltre segnalato per il reato di clandestinità, non risultando il suo ingresso nel territorio nazionale, mentre B.F.B è stato segnalato per non avere ottemperato al Decreto di espulsione emesso nell’anno 2020 dal Prefetto di Agrigento. L’arresto è stato convalidato ed è stato imposto l’obbligo di dimora.

A pochi passi dalla Valle dei Templi e dalla Scala dei Turchi è stato costituito il Comitato “Terre di Fauma”, al fine di tutelare e promuovere le potenzialità del territorio. Sono circa 100 i membri, tutti residenti nella contrada o proprietari terrieri. L’avvocato Gabriele Morreale Agnello spiega: “Questo comitato nasce per fare rete e sviluppare le enormi potenzialità di questo storico feudo. Terre di Fauma è una contrada ricca di colture pregiate e cantine sociali con possibilità di foresteria. Intendiamo disegnare un percorso che valorizzi il territorio amplificando le sue potenzialità turistiche, già notevolmente sviluppate negli ultimi anni. In proposito, nei prossimi giorni chiederemo ufficialmente un incontro al Sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, anche nella qualità di Presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi”.