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Caso Denise Pipitone: Intercettazioni, segnalazioni, smentite, dettagli ancora che non tornano

 

La puntata di “Chi l’ha visto?” di ieri 26 maggio 2021 si apre proprio con la vicende di una intercettazione che è tornata alla ribalta e che potrebbe nascondere la verità ed è quella che riprende un dialogo tra Jessica – figlia di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise – e sua sorella Alice, e che evidenzia come Jessica abbia detto a sua sorella che la loro madre ha ucciso Denise. Alice, meravigliata replica ripetendo le parole della sorella, e poi aggiungendo di non dire quelle cose.

Ci sono periti che hanno sentito queste parole e altri che hanno detto di non averle sentite. Ma la mole di intercettazioni in possesso della procura, rappresentano ad oggi il punto dal quale ripartire per poter scoprire finalmente, dopo 17 lunghissimi anni, la verità.

Durante la puntata è stata anche intervistata una ragazza, protagonista di una foto divenuta virale, che somiglia un po’ a Denise Pipitone, scomparsa all’età di 4 anni da Mazara del Vallo, il primo settembre del 2004 mentre giocava sotto casa. Lo scatto di questa ragazza veniva accompagnato sul web da una didascalia che diceva che la stessa si chiama Denise e vive in Ecuador. Ma durante l’intervista, mostrata ieri sera, la giovane ha affermato di chiamarsi Maria Grazia, di non essere Denise, di avere 29 anni, di vivere in Brasile con i suoi genitori e di non essersi mai allontanata da casa per nessun motivo. Ha anche aggiunto di non essere a conoscenza del fatto che le sue foto fossero sul web. Ha poi ammesso di riconoscere una leggera somiglianza con Denise, ma di non essere lei.

La madre di Denise Pipitone, Piera Maggio, ha poi ringraziato per le segnalazioni, sostenendo che le stesse vanno sempre verificate, così come ha fatto la trasmissione “Chi l’ha visto?”

E poi ancora è stato mostrato un servizio circa le dichiarazioni di Fabrizio, ex fidanzato di Jessica che dichiara agli inquirenti che la ragazza voleva farla pagare a Piera Maggio e che voleva anche il suo aiuto come prova d’amore. Jessica voleva che Fabrizio l’aiutasse anche a trovare persone di malaffare di Mazara del Vallo, per compiere un danno alla mamma di Denise.

E poi dichiara ancora che la mattina in cui è stata intercettata la sua frase: “L’ammazzasti tu a chidda?”, (mattina in cui lui e Jessica si erano recati a casa del padre di un amico di lui, per appartarsi, e considerato che le intercettazioni provengono da una cimice posta sullo scooter della ragazza) lui chiese a Jessica se fosse tutto a posto, se avesse qualcosa da dirgli, anche a riguardo di voci che si sentivano in giro circa la sua frequentazione con ragazzi e ragazze tunisini e slavi. E allora Jessica rispose: “così come ho sofferto io … adesso soffrono gli altri”. Allora Fabrizio in quella occasione insistette se lei c’entrasse con la scomparsa della piccola Denise, ma Jessica continuava a rispondere in modo evasivo. Poi riferisce – sempre agli inquirenti – di non ricordare belle la formulazione di quella frase incriminata, ma di aver avuto la sensazione netta che fosse stata lei a commettere l’atto criminoso.

Non parla certo di galline uccise, Fabrizio, almeno non in prima istanza, così come invece farà Jessica durante il processo, riferendo di aver schiacciato una gallina scendendo dal muretto che dovevano scavalcare per raggiungere la casa dell’amico di Fabrizio. Ma dalle intercettazioni è chiaro che la frase “L’ammazzasti a chidda?” era stata pronunciata prima che i due ragazzi scavalcassero il muretto. E poi in aula Fabrizio ritratta, e dichiara  di essersi sbagliato, che c’erano le galline, e interrogato, davanti al giudice continua a ripetere: “Signor giudice non ricordo, non ricordo …” Però poi ammette di non aver più visto Jessica perché aveva paura che lei c’entrasse qualcosa nella vicenda.

Nel corso della puntata è stato anche smentito un dettaglio emerso dalla lettera anonima arrivata sia all’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, sia alla stessa trasmissione tv e che parlava di una macchina.

Il veicolo non è quello blu abbandonato in via Rieti, a Mazara del Vallo, dove lavorava il testimone sordomuto Battista Della Chiave, che dalle dichiarazioni di diverse persone risulta conoscesse da sempre Anna Corona, che spesso si recava nei locali dove lavorava Della Chiave.

Un telespettatore ha mandato i risultati di una ricerca fatta sul web dalla quale emerge che l’auto, il 30 luglio 2016, non si trovava ferma in quel luogo. Segno, dunque, di come sia stata lasciata lì, anni dopo la scomparsa di Denise.

Inoltre, durante la puntata sono stati ricostruiti i movimenti di  Anna Corona, ex moglie del padre naturale di Denise, Pietro Pulizzi, in quel primo settembre 2004.

Lei lavorava in un hotel e nel foglio degli ingressi e delle uscite le grafie degli orari di entrata e di uscita di Anna sembrano diverse. Quello di uscita, infatti, sarebbe stato appuntato da una collega, che però intervistata, ha sempre continuato a smentire. Ma a processo dovrà ammettere che quell’orario lo ha apposto lei per Anna Corona, sul foglio delle uscite. Intanto interrogati, tutti i suoi colleghi dichiarano di averla vista a lavoro all’ora di pranzo, tra le 11.30 e almeno fino alle ore 12:00 ossia proprio nel lasso di tempo in cui Denise veniva rapita. Ma nessuno sa a che ora sia realmente uscita dall’albergo, anche perché non essendoci servizio di video-sorveglianza, dal vano lavanderia chiunque sarebbe potuto entrare o uscire dalla quel luogo, senza essere visto.

Jessica poi racconta agli inquirenti di essere andata insieme a sua sorella a far visita alla mamma sul lavoro, quel giorno, ma nessuna traccia neanche di questa visita, ed anche la collega di Anna Corona, Francesca, non fa mai nessun accenno a questo episodio, almeno non prima del 13 settembre. Poi racconta in aula nei dettagli della visita delle ragazze quella mattina del 1 settembre, che sarebbero arrivate in motorino (ma dalla reception nessuno ricorda di aver aperto il cancello alle due) e che si sarebbero provate delle giacche acquistate in un mercatino poco prima.

Tante domande ancora senza risposta, insomma, tanti tasselli da rimettere al loro posto, una volta per tutte.

Intanto sarebbe stata ufficializzata l’apertura di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso della scomparsa di Denise Pipitone, per far chiarezza su eventuali errori commessi o depistaggi durante le indagini.

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