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Scade il prossimo 15 giugno il Bando “I Luoghi del Cuore” rivolto a tutti i luoghi che hanno ricevuto almeno 2.000 voti al Censimento 2020.

Dopo ogni Censimento, infatti, il FAI e Intesa Sanpaolo mettono a disposizione dei luoghi più virtuosi una serie di contributi economici: una parte viene destinata ai vincitori e la cifra restante viene assegnata attraverso il Bando.

I documenti richiesti dovranno essere trasmessi al Fai, entro giugno, attraverso la piattaforma dedicata a partire dal 17 maggio.

Sarà, dunque, possibile presentare una richiesta per interventi di restauro, recupero, riqualificazione, o per interventi di valorizzazione o promozione, o un’istruttoria presso gli Enti di Tutela per apposizione vincoli.

Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione, è possibile consultare la sezione dedicata al Bando e scaricare il regolamento con le FAQ sul sito i Luoghi del Cuore. L’elenco dei luoghi selezionati sarà pubblicato entro novembre 2021.

Il Bando è un’opportunità concreta per dare seguito all’entusiasmo che ha animato Comitati, associazioni, comuni e parrocchie durante il censimento.

La Sicilia ancora una volta da record: la decima edizione del Censimento vede, infatti, tra i primi dieci classificati a livello nazionale, due luoghi nell’Isola: a Modica (RG), infatti,primeggiano la Via delle Collegiate e la medievale Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore.

Hanno superato, inoltre, i diecimila voti la Chiesa Santa Maria Gesù Lo Piano a Polizzi Generosa (19.432 voti), la Cripta del Duomo di Messina (18.059), la Reale Cappella di Santa Venera nella Basilica Cattedrale di Acireale(13.887 voti), la Scala dei Turchi di Realmonte (11.218 voti).

Seguono, poi, nella classifica nazionale, superando i 2000 voti: il Giardino Inglese di Palermo(7.480 voti), il Bosco di Santo Pietro a Caltagirone(5.328 voti), la Chiesa del Purgatorio a Castelvetrano (4.672 voti), Convento di Santa Maria di Gesù Superiore a Messina (4.586 voti), Teatro Andromeda a Santo Stefano Quisquina (3.741 voti), Chiesa di Santa Maria di Gesù a Catania ( 3.578 voti), il Pozzo di Gammazita e le antiche vie d’acqua a Catania (3.567 voti), Officina delle Tradizioni Popolari ad Agrigento (3.357 voti), il Complesso Monumentale di Santa Maria della Grotta a Marsala (3.267 voti), Maddalusa ad Agrigento (3.102 voti), il Castello Aragonese a Piazza Armerina( 3.082 voti), Santuario Martiri Alfio, Fidelfo e Cirino a Lentini ( 2.927 voti), Salto del Ventimiglia a Geraci Siculo (2.647 voti), I Santoni, Santuario Rupestre della Dea Cibele a Palazzolo Acreide (2.613 voti), Piazza Magione a Palermo (2.505 voti), Castello Santapau a Licodia Eubea (2.490 voti), Biblioteca Lucchesiana ad Agrigento ( 2.448 voti), Eremo di Santa Rosalia a Santo Stefano Quisquina (2.299 voti), Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Assoro (2.255 voti), ex Convento di Sant’Agostino a Troina ( 2.142 voti), Costa tra Castellammare e Scopello (2.112 voti), teatro Massimo Bellini a Catania (2.074 voti).

La classifica completa è visitabile sul sito del FAI- Fondo Ambiente Italiano.

L’iniziativa “I Luoghi del Cuore” è stata un’edizione da record: i voti raccolti dal 6 maggio al 15 dicembre 2020, giorno di chiusura dell’iniziativa, sono stati 2.353.932, il miglior risultato di sempre, con oltre 39.500 luoghi segnalati in 6.504 Comuni d’Italia. Sono 119 i luoghi di arte e natura a favore dei quali il FAI è intervenuto dal 2003 ad oggi

L’Ospedale Parlapiano di Ribera diventa centro covid;  A distanza di un anno,  possiamo dire che non ci eravamo sbagliati. Oggi il nuovo management dell’ Asp, con una corsa contro il tempo perduto, apre il presidio di Ribera con posti letto di medicina covid e di rianimazione, esattamente ciò che noi auspicavamo già un anno fa.  Confidiamo nella prosecuzione di questo ambizioso progetto di rilancio del presidio fratelli Parlapiano di Ribera, perché lo riteniamo unica soluzione per garantire ai pazienti affetti dal SARS cov 2, adeguate cure sanitarie in sicurezza anche per tutto il personale dipendente.

Lo dichiarano Alfonso Buscemi, segretario Generale della CGIL di Agrigento, che insieme al Segretario Generale della funzione pubblica  Vincenzo Iacono ed al Coordinatore della sanità,  Antonio Cutugno avevano denunciato il potenziale pericolo a cui si esponevano pazienti, operatori sanitari e cittadini chiedendo a  gran voce ai vertici Asp, di  rifunzionalizzare il presidio di Ribera che nel tempo era stato depotenziato Concludono i sindacalisti agrigentini.

Un anno fa il mondo  incominciava a fare  i conti con morti e contagiati dal covid19. Erano poche le conoscenze per combattere questo virus, la scienza cercava di trovare soluzioni immediate per scongiurare milioni di morti in ogni dove del mondo. Il nostro paese era impreparato a contrastare l’avanzata inarrestabile di un virus, di cui si sapeva davvero poco. Mancavano le mascherine, i guanti, le tute speciali anti contagio. Si studiavano le possibili azioni per evitare il diffondersi senza limiti del virus tra la popolazione. Si studiava anche il trattamento dei pazienti ricoverati negli ospedali per infezione da covid, ma soprattutto, si studiavano percorsi intra ospedalieri per evitare che il virus corresse per le corsie degli ospedali infettanto medici, infermieri, pazienti. Qualche regione del nord, per evitare questo, decise di dedicare degli interi ospedali alla cura dei pazienti Covid-19 perché giunsero alla conclusione che era troppo rischioso avere degli ospedali misti. Cosi anche nella nostra regione, qualche Asp, decise di percorrere questa scelta. Vennero individuati dei piccoli ospedali depotenziati a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera, ed immediatamente, riqualificati per assistere solo pazienti affetti dal Sarscov 2. Ma all’Asp di Agrigento, albergava un’altra strategia. L’ idea di adibire gli ospedali di Agrigento e Sciacca in  ospedale misto, per loro, era un idea ottimale e priva di rischi. Il tempo è galantuomo – concludono i rappresentanti sindacali – e dove c’è buon senso e volontà  alla fine la soluzione migliore si trova.

“Da quanto tempo Palermo doveva essere zona rossa?  Probabilmente almeno da metà marzo,  il provvedimento più restrittivo per contrastare i contagi al galoppo però non arrivò e si optò per  una zona arancione che ha lasciato ugualmente pesanti  ferite sulla pelle dei commercianti, che ora si trovano a dover fronteggiare un lockdown  generalizzato che rischia di dargli la mazzata definitiva”.

Lo affermano il  capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro e i componenti della commissione Salute di Palazzo de Normanni, Francesco Cappello, Antonio De Luca, Salvatore Siragusa e Giorgio Pasqua,

“Se si fosse deciso allora per la zona rossa – concludono – probabilmente si sarebbe ora di fronte a ben altri numeri, con prospettive migliori davanti, e invece si torna al punto di partenza, con la differenza, però, che le imprese sono ormai alla canna del gas”.

Il Partito Democratico lancia una campagna di mobilitazione contro il governo Musumeci. Il segretario Barbagallo: “Possibile votare a settembre”.

Il segretario regionale del Partito Democratico siciliano, Anthony Barbagallo, lancia l’offensiva verso il governo Musumeci invocandone le dimissioni. Le parole di Barbagallo: “Musumeci deve andarsene, i siciliani non possono restare ostaggio di questa situazione. Il governo ha dimostrato di aver perso il controllo dell’emergenza pandemica a prescindere dalle inchieste e dagli aspetti penali più o meno rilevanti. C’è una questione politica e una sanitaria. Non ci sono più certezze. E poi c’è la questione economica. La finanziaria non sta in piedi e la maggioranza non esiste più. Il Partito Democratico incalzerà il governatore ogni giorno se necessario, fino a quando non si renderà conto che deve farsi da parte”. E poi, più nel dettaglio, Barbagallo spiega: “Come è stata gestita e come ancora viene gestita l’emergenza mi pare che sia sotto gli occhi di tutti. Bisogna cambiare passo. Si può votare benissimo a metà settembre. Non ci sono problemi. E comunque la misura è colma come hanno dimostrato gli eventi delle ultime settimane. Non mi riferisco solo all’inchiesta sui dati covid falsati. Su quella dovrà pronunciarsi la magistratura e non spetta a noi. Noi guardiamo a fatti politici e gestionali. Non c’è nessuno che stia gestendo questa pandemia. Si va avanti a tentoni. Sui dati non si capisce più nulla. Sulla consistenza ospedaliera si era perso il conto già da tempo. Perfino questa vicenda dei vaccini nelle parrocchie è stata un flop, con risultati inferiori del 70% rispetto alle aspettative. E adesso si registra una frenata generale anche sulle somministrazioni dei vaccini negli hub vaccinali. E’ come una tela di Penelope che Musumeci il giorno tesse e la notte scuce. Non si sta gestendo l’emergenza ma solo gestendo il consenso”. Poi, in riferimento alla finanziaria, Anthony Barbagallo aggiunge: “Ci sono i ristori che non esistono e la finanziaria non ne prevede di nuovi e non programma alcunché. Già la finanziaria 2020 doveva essere un documento di guerra. E invece di quei provvedimenti ai siciliani sono arrivate solo le briciole. Ma poi c’è la Finanziaria 2021. Dopo lo scandalo dei dati la maggioranza si sarebbe dovuta stringere, invece è andata in pezzi e lo abbiamo visto in aula. Faide intestine, guerre interne, e alla fine si è approvato un bilancio solo perché noi abbiamo votato le tabelle per senso di responsabilità. Ma è una finanziaria monca, confusionaria, senza una visione d’insieme, senza aiuti, senza ristori o quasi, senza investimenti”. E poi, ancora nel merito delle elezioni paventate a settembre, il segretario regionale del Partito Democratico non si sbilancia più di tanto e afferma: “Non voglio fare nomi di candidati presidente, quelli si sceglieranno nell’ambito di una coalizione. Ce ne sono tanti nomi. Non solo nel Pd ma anche fra i 5 Stelle o anche nel resto del mondo di sinistra. Personalmente mi piacerebbe candidare una giovane donna capace, proveniente dalla società civile, ma al momento dobbiamo pensare ai programmi non ai nomi”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

La vicenda risale ad alcuni anni addietro. Il prof. Vincenzo D’Amato aveva distribuito una serie di volantini diffamatori contro l’allora assessore comunale di Raffadali, Gaetano Di Giovanni, oggi capo di gabinetto del sindaco di Agrigento Franco Miccichè. Il volantino metteva in dubbio l’affidamento a privati della gestione della riscossione dei tributi contro i cittadini morosi.

Di Giovanni denunciò il D’Amato per diffamazione ed in primo grado il professore raffadalese fu condannato al risarcimento dei danni pari ad ottomila euro.

Gaetano Di Giovanni, in quella occasione, fece affiggere un manifesto attraverso il quale offriva alla popolazione di Raffadali cornetto e caffè in un noto bar del luogo.

Tale iniziativa non fu gradita dal D’Amato, il quale, dopo un periodo di riflessione, decise di appellarsi alla sentenza.

Stamattina, a Palermo, in Corte d’Appello, non solo la conferma della pena per il D’Amato ma anche un ulteriore pagamento delle spese processuali pari a duemila euro.

“Ho appena ricevuto una mail dall’avvocato di Olesya Rostova che conferma la volontà di cooperazione con noi e accetta la richiesta di fornirci i risultati degli esami scientifici sulla ragazza prima del collegamento di oggi. A questo punto parteciperemo alla registrazione del programma con la Tv russa che sarà mandato in onda domani”.

Così l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone. Il legale aggiunge che l’esito degli esami verrà “subito comunicato alla Procura di Marsala” che indaga sul caso e che sulla vicenda verrà mantenuto un comprensibile riserbo fino a domani.

Il comune di Palermo è stato dichiarato zona rossa con un’ordinanza del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci dopo le richieste del sindaco e l’analisi degli ultimi dati sui positivi al covid. Secondo le cifre provvisorie, trasmesse dal commissario per l’emergenza a Palermo, il numero dei nuovi positivi nella settimana dal 30 marzo al 5 aprile è di 1763, cioè 275,2 per 100 mila abitanti.

 Ieri, con riferimento alla settimana dal 28 marzo al 3 aprile, era pari a 251,3.

Leoluca Orlando auspica che “tutti comprendano veramente e finalmente la gravità della ormai evidente incertezza e contraddittorietà di dati forniti in passato e di pressione sulla situazione e sulla tenuta ospedaliera che sta mettendo a rischio centinaia di vite” e ribadisce che “non è più rinviabile un tavolo di confronto urgentissimo perché il Governo nazionale e quello regionale valutino tutti i provvedimenti necessari a garantire il diritto alla salute ed aiuti veri alle famiglie e alle imprese”. Nell’ordinanza firmata da Musumeci “trovano applicazione nel comune di Palermo le disposizioni nazionali per le zone rosse”. Anche alle scuole si applicheranno le disposizioni nazionali quindi, l’ attività scolastica e didattica sarà in presenza solo fino alla prima media compresa. Per tutte le altre attività scolastiche è prevista la Dad.
Il governatore siciliano ha prorogato le misure per la “zona rossa” fino al 14 aprile anche nei comuni di Caltanissetta, Caltavuturo in provincia di Palermo, Palma di Montechiaro nell’Agrigentino e Scicli, in provincia di Ragusa.

(ANSA)

783 nuovi positivi al Covid19 su 11.765 tamponi processati, con una incidenza del 6,6%.

La Sicilia è sesta per numero di contagi giornalieri.

Le vittime sono state 13 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.730.

Il numero degli attuali positivi è di 24.452 con 747 casi in più rispetto a ieri; i guariti sono 23.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.242, 59 in più sulla giornata precedente, quelli nelle terapie intensive sono 160, 2 in più rispetto a ieri.

I nuovi positivi per province:

 

Palermo 352

Catania 197

Messina 124

Siracusa 3

Trapani 3

Ragusa 46

Caltanissetta 43

Agrigento 4

Enna 11.

Prosegue l’attività di controllo della Polizia Provinciale agrigentina per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti pericolosi e rifiuti domestici, in prossimità di luoghi maggiormente a rischio, nelle aree e strade di competenza della Provincia. Da domani mercoledì 7 aprile e fino al 17 aprile saranno collocati una telecamera mobile e due cartelli informativi su una strada provinciale per prevenire il fenomeno incontrollato dell’abbandono o del deposito dei rifiuti. Le immagini con i trasgressori, sanzionabili con 600 euro di multa, sono registrate e trasmesse in tempo reale alle Autorità di Polizia. La Polizia Provinciale dispone anche di 5 foto-camere, utilizzate nel rispetto di quanto stabilito dal Garante per il trattamento dei dati personali.

Sulla base dei dati provvisori trasmessi dal commissario per l’emergenza Covid-19, nel Comune di Palermo il numero dei nuovi positivi nella settimana dal 30 marzo al 5 aprile è pari a 1763, cioè a 275,2 per 100 mila abitanti. Ieri, con riferimento alla settimana dal 28 marzo al 3 aprile, era pari a 251,3.

L’elaborazione è dell’ufficio statistica del Comune di Palermo.

I dati – dice il Comune – sono definiti “provvisori” perché il report settimanale dell’ufficio del commissario viene stilato il giovedì.