Home / 2021 / Aprile (Pagina 43)

A Favara il 10 febbraio del 2020 quattro presunti ladri, due di Favara e due di Grotte, tra cui due donne, hanno bussato alla porta di una donna a Favara. Le due donne l’hanno intrattenuta a conversare. Uno è rimasto fuori da vedetta. L’altro è entrato nella camera da letto ed ha rubato 20mila euro in contanti. Adesso la Procura di Agrigento, che si è avvalsa delle investigazioni dei Carabinieri della Tenenza di Favara, ha notificato ai quattro indagati l’avviso di conclusione delle indagini, per furto in concorso, firmato dalla sostituto procuratore Chiara Bisso.

A Porto Empedocle sono trascorsi oltre tre mesi da quando, lo scorso 2 gennaio, i Carabinieri hanno sequestrato una maxi discarica abusiva insorta in via Quattro Canti, a poca distanza dalla sede del Comune. Nonostante i numerosi solleciti, anche a mezzo stampa da parte della redazione di Teleacras interessata dai residenti, la discarica non è stata rimossa, e gli incivili hanno proseguito ad incrementarla. Tutto ciò finché adesso una mano ignota ha appiccato il fuoco ed ha incendiato la discarica. Da una parte è condannabile il gesto dell’incendiario, dall’altra è altrettanto condannabile l’inerzia degli organi preposti alla bonifica dell’area ad oltre tre mesi dal sequestro.

Musumeci e la delega ad interim della Sanità. Il Movimento 5 Stelle e i Sindacati sanitari indipendenti invocano la nomina del nuovo assessore.

Intervenendo all’Assemblea Regionale Siciliana subito dopo la notifica dell’avviso di garanzia all’assessore alla Salute, Ruggero Razza, e alle sue dimissioni, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha tra l’altro dichiarato di essere intenzionato a mantenere lui la delega a tempo indeterminato. “E invece no, perché?” – replicano adesso l’opposizione a Sala d’Ercole e i sindacati compresi nella Fsi – Usae, ovvero la Federazione dei sindacati sanitari indipendenti. I contrari invocano al più presto la nomina di un nuovo assessore in un ambito così determinante e cruciale dell’amministrazione regionale, soprattutto in ragione dell’attuale periodo di emergenza sanitaria. Più nel dettaglio, il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea, l’agrigentino Giovanni Di Caro, e i componenti 5 Stelle della Commissione Salute, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa ed Antonio De Luca, affermano: “I preoccupanti dati sull’emergenza Covid e la freschissima zona rossa istituita in tutta la provincia di Palermo dicono senza mezzi termini che siamo nel bel mezzo della tempesta. Non possiamo permetterci, in circostanze drammatiche come questa, di avere un assessore, il presidente della Regione, a mezzo servizio, che deve occuparsi, spesso male, di mille altre cose. E’ pazzesco trovarsi in piena guerra alla pandemia senza un generale che coordini 24 ore su 24 le operazioni. Ed è un generale che, a quanto ci pare di capire, non arriverà a breve, se è vero, come è vero, che Musumeci ha dichiarato di volere tenere la delega alla Salute ad interim finché lo riterrà opportuno. A dire che è inopportuno sono i dati sulla pandemia, che sono drammatici. Il presidente ne prenda atto e nomini immediatamente il nuovo assessore alla Salute, o, molto meglio, si dimetta, visto che non gode più nemmeno della fiducia della sua maggioranza”. E la segreteria regionale del sindacato Fsi rilancia: “Da dicembre dello scorso anno stiamo attendendo che l’assessorato regionale alla Salute provveda a convocare le organizzazioni sindacali. I lavoratori con i rispettivi rappresentanti meritano rispetto e vera interlocuzione. Non possiamo accettare atteggiamenti silenti che non rispondono alle buone e previste relazioni sindacali. Non possiamo tollerare, da sindacato, un ruolo marginale. Musumeci dovrà nominare un nuovo assessore regionale al più presto per colmare il vuoto lasciato all’assessorato regionale alla Salute da Ruggero Razza, dimissionario. L’assessorato più importante non può restare senza guida”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Presunta corruzione al Policlinico di Palermo nell’ambito del servizio trasporto ammalati. L’inchiesta “Tutto in regola”: due arresti ai domiciliari.

Altra inchiesta della magistratura sulla sanità siciliana. Il servizio trasporto dei pazienti all’interno del Policlinico di Palermo, affidato con un appalto alla Italy Emergenza, è sotto indagine dopo le denunce presentate dalla direzione dell’ospedale. Nel corso dell’operazione cosiddetta “Tutto in regola”, la Guardia di Finanza del comando provinciale e i Carabinieri del Nas hanno eseguito un’ordinanza agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Palermo a carico di Maurizio D’Angelo, 63 anni, di Palermo già segretario del Dipartimento dei servizi centrali dell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, e di Alessandro Caccioppo, 49 anni, di Messina, già rappresentante legale della Italy Emergenza Cooperativa Sociale. D’Angelo e Caccioppo sono indagati per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. E sono indagati per lo stesso reato altre tre persone. Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 260mila euro, ritenuti profitto della corruzione. Dall’inchiesta sono emerse gravi anomalie nella gestione del servizio di trasporto degli ammalati, appaltato alla Italy Emergenza nel 2012 e che si è svolto fino al 2018, con una spesa preventivata di 4 milioni e 500mila euro. Maurizio D’Angelo, pubblico funzionario, avrebbe attestato la conformità delle fatture rilasciate dalla Cooperativa Italy Emergenza nonostante, si presume, fossero prive dei documenti e delle informazioni previste dal capitolato speciale d’appalto, con particolare riguardo all’indicazione specifica dei servizi resi, e nonostante fossero stati addebitati all’ente pubblico costi del personale già compresi nelle prestazioni pagate. Di conseguenza, l’azienda ospedaliera avrebbe speso un costo maggiore di circa 3 milioni e 367mila euro. Ancora più nel dettaglio vi sarebbe stato un patto corruttivo tra il legale rappresentante della Italy Emergenza, Caccioppo, e il pubblico funzionario, D’Angelo, pagato con130 mila euro tramite sofisticati stratagemmi per schermare i flussi finanziari. Infatti, in un caso la cooperativa Italy Emergenza ha pagato su un conto corrente co-intestato a uno degli altri indagati, figliastra del dipendente pubblico, e al marito di lei, la somma di 80mila euro, falsamente giustificata dalla volontà di risolvere bonariamente una potenziale controversia di lavoro a fronte di una prestazione irregolare svolta dalla cooperativa. In un altro caso, una società immobiliare, legalmente rappresentata da un altro indagato, e collegata alla Italy Emergenza, ha bonificato su un conto corrente, co-intestato a D’Angelo e a un’anziana signora, altri 50mila euro. E per giustificare tale pagamento la società ha acquistato dalla donna un’immobile fatiscente, poi concesso in affitto alla Italy Emergenza, che ha versato immediatamente la somma di 50mila euro come pagamento anticipato dei canoni di affitto per un periodo di 6 anni. E la somma sarebbe poi stata definitivamente nella disponibilità del pubblico funzionario Maurizio D’Angelo, presunto corrotto.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Si è presentata regolarmente al centro vaccini del Palacongressi di Agrigento per il ed ha atteso il suo turno con estrema pazienza.

Si tratta di una 76 enne affetta da disabilità grave e regolarmente prenotata come categoria “estremamente vulnerabile”. La signora, ribadiamo, dopo avere atteso il suo turno si è sentita dire che non poteva fare più il vaccino per non meglio specificati motivi. Prima le è stato detto che il sistema non l’ha riconosciuta come soggetto vulnerabile; successivamente, a dire della signora, non è stata presa in considerazione la certificazione attestante la grave disabilità. Tra l’altro le è stata anche richiesta una ulteriore certificazione (esenzione) per patologia codificata. Ed infine, le è stato detto che mancava il vaccino per la sua categoria.

Insomma un tran tran che ha prostrato non poco l’anziana signora che alla fine di tutta questa vicenda si è sentita mortificata e amareggiata. L’unica cosa che ha chiesto è quella di essere vaccinata al più presto possibile senza attraversare problemi come quelli vissuti oggi.

A tal proposito abbiamo sentito la dottoressa Angela Camilleri, medico di base del distretto Ioppolo Giancaxio – Raffadali la quale pone in essere tutte le problematiche che in questo particolare momento vive sua categoria . Dice: “L’attività giornaliera del medico di base è faticosa ed estenuante; attualmente il lavoro è più che raddoppiato in quanto oltre alla gestione dei malati Covid 19 cerchiamo con enormi difficoltà di curare i pazienti affetti da patologie acute e croniche”.

La dottoressa Camilleri continua: “La situazione è ancora più grave che si rileva dalla paura dei pazienti di sottoporsi ad accertamenti per timore di essere contagiati, oltre alle lunghe liste di attesa per indagini strumentali e visite specialistiche”.

Alla dottoressa Camilleri abbiamo chiesto anche cosa ritiene penalizzante per la propria attività. “La burocrazia è micidiale – risponde -; tra l’altro il tempo da dedicare ai pazienti ci viene sottratto dagli adempimenti burocratici che sono aumentati in maniera esponenziale. Fra tutti spiccano il rinnovo delle esenzioni per reddito, le nuove esenzioni per patologia per poter accedere alla vaccinazione anticovid ed il sistema informatico non sempre adeguato alle esigenze”.

Continuiamo ancora. Come vede la campagna vaccinale e il coinvolgimento del medico di Medicina Generale? “Nonostante l’adesione data da tempo per partecipare attivamente alla campagna vaccinale – dice – non siamo stati ad oggi convocati per mancanza dei vaccini; riceviamo centinaia di telefonate giornaliere  per informazioni sulla vaccinazione anticovid e tipo di vaccino da fare e accogliamo i disagi dei soggetti vulnerabili e degli anziani non deambulanti che aspettano di ricevere ancora la prima dose di vaccino”.

Cosa propone per migliorare l’attuale situazione? “Risoluzione immediata dei problemi che rallentano la vaccinazione dei soggetti fragili ed anziani – conclude la dottoressa Camilleri -; snellimento della burocrazia, maggiore sinergia fra sistema informatico e le varie figure professionali coinvolte. Non dimentichiamo, infine, che il malato è al centro degli interessi del medico e della scienza”.

La squadra mobile di Catania ha fermato una persona nell’ambito delle indagini sull’omicidio del pensionato Nunzio Nicotra, 80 anni, vedovo, il cui corpo con diverse coltellate era stato trovato il 7 aprile scorso nel monolocale dove abitava, non lontano dall’ospedale Garibaldi centro. La polizia aveva fatto la scoperta dopo le segnalazioni di alcuni vicini di casa che non lo vedevano uscire da giorni.

Il primo esame medico legale aveva portato a ipotizzare che si trattasse di un suicidio, ma un successivo approfondimento, con lesioni di arma da taglio, oltre che alla giugulare, all’addome e alla testa, anche alle spalle. Le indagini della squadra mobile hanno portato alla ricostruzione del delitto, che sarebbe maturato all’interno della cerchia delle conoscenze della vittima, e hanno portato all’identificazione del presunto omicida che è stato fermato. La Procura di Catania ha presentato richiesta di convalida del provvedimento restrittivo, che è al vaglio del Gip

Al via, nell’ospedale di Acireale, la terapia con anticorpi monoclonali contro Covid-19. La prima somministrazione è avvenuta ieri nel reparto di terapia semintensiva Covid, diretto da Giuseppe Rapisarda, a un paziente con Covid, le cui condizioni cliniche rientravano nei requisiti previsti per il trattamento.

L’uomo, di 62 anni, proveniente dalla Lombardia, è stato trovato positivo al tampone di controllo nellAeroporto di Catania. Ora è ospitato presso il Covid Hotel dell’Asp di Catania, coordinato dal Mario Raspagliesi. “Le sue condizioni cliniche – dice l’Asp catanese – sono state ritenute idonee per il trattamento con anticorpi monoclonali e grazie alla sinergia fra Ospedale acese e Covid Hotel, nel pomeriggio di ieri, è stato sottoposto a terapia.
Trascorso il periodo di osservazione, senza alcuna complicanza, è ritornato al Covid Hotel. Soddisfazione e apprezzamento sono espressi dalla Direzione strategica dell’Asp di Catania: «Un esempio concreto che rivela ancora una volta l’importanza del tracciamento e del lavoro sinergico fra Ospedale e Territorio.
Ringraziamo gli operatori per la professionalità e la capacità di fare squadra. Una rete assistenziale solida e moderna è garanzia di salute per i cittadini».

Sono 1.120 i nuovi positivi al Covid19 su 16.541 tamponi processati, con una incidenza del 6,8%.

La Sicilia è ottava per numero di contagi giornalieri.

Le vittime nelle ultime 24 ore sono 9 e portano il totale a 5.038.

Il numero degli attuali positivi è di 22.971 con un incremento di 780 rispetto a ieri;

I guariti sono 331.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.319, tre in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 171, 7 in più rispetto a ieri.

I nuovi contagi per province:

Palermo  431

Catania, 112,

Messina 162,

Siracusa 142,

Trapani 65,

Ragusa 64,

Caltanissetta 49,

Agrigento 66,

Enna 29.

Secondo i dati della Questura di Agrigento, riportati da alcune testate giornalistiche locali, sono ben 25.067 i migranti sbarcati, nell’arco di anno (esattamente dal 1 aprile del 2020 al 10 marzo del 2021), nella nostra Provincia.

Numeri impressionanti che sono il risultato della furia immigrazionista del precedente Governo Conte, a trazione PD-Movimento 5 Stelle (e sempre bene ricordarlo) e dell’attuale Governo Draghi, che fanno del territorio agrigentino il più grande campo profughi d’Europa.

Non si può non sottolineare che tutto questo è avvenuto, e continua ad avvenire peraltro, nel bel mezzo di un pandemia mondiale, con centinaia di migranti approdati sulle nostre coste già positivi al coronavirus e che costituiscono un ulteriore elemento di rischio di contagio per la popolazione residente ed un aggravio di lavoro per forze dell’ordine, operatori sanitari e strutture ospedaliere.

Mi chiedo se è normale un Paese in cui chi governa, per fare fronte alla pandemia, tiene attività commerciali chiuse e cittadini segregati in casa, ma lascia i porti spalancati a clandestini che arrivano in maniera sostanzialmente incontrollata.

Fratelli d’Italia, unico partito che non ha mai cambiato posizione sull’immigrazione ed unico partito all’opposizione, chiede l’immediata chiusura dei porti ed il blocco navale per fermare scafisti e ed immigrazione clandestina”.

“Enzo, spara! – E ho sparato”.

“A dichiararlo è l’ex pentito Vincenzo Calcara il quale risponde in modo affermativo alla domanda posta dall’avvocato Santino Russo del foro di Agrigento, se avesse commesso ulteriori omicidi oltre quello di Francesco Tilotta, al quale aveva truffato un milione di vecchie lire, e per la cui uccisione ha già scontato una pena  a 15 anni di carcere.

È stato mai indagato per questo omicidio? – ha chiesto l’avvocato Russo riferendosi a quest’ulteriore omicidio, che, rimanendo basito per la risposta negativa data dall’ex collaboratore di giustizia, ha rilevato come ci si trovasse  in presenza di una notitia criminis.”

Ad affermarlo è Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari delle vittime di mafia dell’Ass. “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.

“Le sconcertanti dichiarazioni da parte dell’ex collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, assistito dall’avvocato Antonio Consentino, sono state rese durante l’udienza dell’11 marzo, nel corso del processo presso il Tribunale di Agrigento, scaturito a seguito della querela per diffamazione a mezzo stampa presentata da Calcara a carico di Gian J. Morici, editore del sito lavalledeitempli.net, difeso dall’avvocato Russo, che in un suo articolo aveva descritto l’ex pentito come omertoso e reticente.

Calcara, sentito come teste della Procura – ma citato quale teste anche dallo stesso Morici – ha reso inoltre dichiarazioni mai rese prima dinanzi l’Autorità Giudiziaria, in merito alla presenza di Matteo Messina Denaro il giorno in cui ricevette da Francesco Messina Denaro l’incarico di tenersi pronto a uccidere il Giudice Paolo Borsellino.

Quella di aver sempre taciuto sullo spessore criminale dell’attuale boss latitante, è stata una delle accuse mosse a Calcara da alcuni magistrati (Alessandra Camassa e Massimo Russo) e più di recente anche dal Procuratore Aggiunto di Caltanissetta, Gabriele Paci, che nel corso della sua requisitoria al processo che ha portato alla condanna all’ergastolo di Matteo Messina Denaro (accusato di essere tra i mandanti delle stragi in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) ha definito l’ex pentito un ‘inquinatore dei pozzi’ e collaboratore di giustizia eterodiretto.

Calcara – prosegue Ciminnisi – in aula ha fatto riferimento al trasporto di una cassa dalla Calabria alla Sicilia, che secondo le sue supposizioni probabilmente avrebbe contenuto l’esplosivo destinato all’attentato al Giudice Borsellino.

Un fatto inedito, del quale non risulta ne avesse riferito in precedenza ai magistrati affinchè potessero sviluppare indagini per risalire a chi fornì l’esplosivo per l’attentato di Via D’Amelio.

A distanza di quasi trent’anni, sulla strage di Via D’Amelio e sui depistaggi delle indagini, si allungano ancora troppe ombre oscure.

Se dei collaboratori di giustizia – oltre al falso pentito Scarantino – hanno taciuto o mentito sulle responsabilità di chi volle le stragi; se hanno taciuto per decenni delitti commessi o la partecipazione ad altri reati dichiarandoli soltanto adesso in un’aula giudiziaria, sarebbe incomprensibile se non si volesse procedere alle opportune verifiche e alle determinazioni consequenziali.

Nella qualità di coordinatore nazionale dei familiari di vittime di mafia dell’associazione che mi onoro di rappresentare – conclude Ciminnisi – ritengo sia dunque indispensabile chiedere che venga al più presto fatta chiarezza in merito alle dichiarazioni dell’ex pentito Calcara rese dinanzi i giudici di Agrigento, su fatti di reato tanto gravi, ed è per tale ragione che ho affidato ai legali di mia fiducia il voler valutare come procedere nelle sedi opportune.