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Ad Agrigento si è concluso il Convegno internazionale di studi su “Integrazione e cittadinanza dei migranti: il ruolo delle Università”, organizzato dalla Scuola di Studi superiori per mediatori linguistici Agorà Mundi, e patrocinato dal Consorzio universitario di Agrigento. Hanno introdotto l’assessore e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, il vice presidente del Consorzio, Giovanni Di Maida, il cardinale Francesco Montenegro, e l’assessore comunale di Agrigento alle Pari opportunità e contro le discriminazioni, Roberta Lala. Poi sono intervenuti il professor Saija, direttore di Agorà Mundi, nel merito del ruolo delle Università e delle Scuole superiori di mediazione linguistica come motori di un piano di ingegneria sociale capace di gestire nel modo più corretto la sfida migratoria che la Sicilia affronta quotidianamente. Dalla sessione economica è emersa la capacità di assorbimento dei migranti nei settori dell’agricoltura e dei servizi di manodopera generica, ma anche nei livelli più alti per le tante persone che giungono con qualificazioni professionali già consolidate. La sessione sull’integrazione sociale, con le relazioni di Claudio Rossi e Paola Savona La Sala, ha invece esaminato l’incontro – scontro delle culture migranti con i valori della società di accoglienza. Il professore Saija ha annunciato che gli atti saranno pubblicati nella Rivista Studi storici siciliani.

Gli ospedali di Licata e di Ribera sono stati dotati della telecardiologia. Si tratta di una delle applicazioni più interessanti e diffuse della telemedicina, e consiste nella possibilità di trasmettere e refertare a distanza ed in tempo reale i tracciati elettrocardiografici. Inoltre sono già attivi i collegamenti dei pronto soccorso e dei reparti covid dei due ospedali con le Utic, le Unità di terapia Intensiva cardiologia, degli ospedali di Agrigento, Canicattì e Sciacca, per contrarre i tempi di diagnosi e cura nelle emergenze cardiache e permettere una collaborazione sinergica tra i dirigenti medici delle diverse unità. Tutto ciò è frutto dell’impegno della direzione dell’Azienda sanitaria e del Dipartimento cardiovascolare.

La Corte d’Appello di Palermo ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Anna Messana, 59 anni, di Ravanusa, imputata, e già condannata in primo grado dal Tribunale di Agrigento a due mesi di reclusione, di oltraggio a pubblico ufficiale allorchè il 9 maggio del 2017 avrebbe insultato e minacciato di morte i Carabinieri innanzi ai quali il marito era intento a firmare il registro delle persone sottoposte a libertà vigilata. In primo grado il reato di minacce di morte non fu riconosciuto dai giudici del Tribunale di Agrigento. La donna è stata difesa dall’avvocato Davide Casà.

I giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno assolto, “per non avere commesso il fatto”, Giuseppe Li Vecchi, 30 anni, di Siculiana, imputato di avere, nel novembre del 2015, tramite dei post su una pagina facebook, insultato e minacciato di morte il sindaco Leonardo Lauricella. Li Vecchi, difeso dall’avviso Gianfranco Pilato, si è sempre professato innocente, sostenendo che nel suo ufficio anche altre persone avessero avuto accesso alla stessa pagina facebook. In primo grado Li Vecchi è stato condannato dal Tribunale di Agrigento a sei mesi di reclusione.

Gli imprenditori edili siciliani, tramite l’Ance, scrivono a Musumeci e ad Armao: “Rivendichiamo i pagamenti per lavori già eseguiti, e per i quali abbiamo anticipato le spese”.

In Sicilia la Regione non paga, o ritarda, e di tanto, a pagare. E le imprese edili sono con l’acqua alla gola. Gli intoppi che hanno caratterizzato l’approvazione della Finanziaria regionale e del Bilancio di previsione, entrati in vigore solo lo scorso 21 aprile, hanno provocato un grave rallentamento delle procedure e, talvolta, anche il blocco dei pagamenti delle fatture ai fornitori, comprese le imprese edili che hanno già eseguito lavori anticipando le spese e che, nell’attuale condizione di stallo economico legato all’emergenza sanitaria, hanno subito un aggravarsi della crisi di liquidità. Si tratta dunque di un’ulteriore fonte di incasso che manca all’appello, in aggiunta ai mancati pagamenti da parte dei Comuni siciliani che hanno, a loro volta, ricevuto col contagocce i trasferimenti finanziari da Stato e Regione. A fronte di tutto ciò, ecco perché l’Ance, l’Associazione dei Costruttori edili di Sicilia, ha inviato una nota urgente al presidente della Regione, Nello Musumeci, ed all’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao. Gli imprenditori edili dell’Isola lanciano un appello affinchè intervengano le opportune disposizioni a tutti gli uffici regionali competenti, mobilitandoli anche con il rientro di personale dallo smart working, per sbloccare tutti i pagamenti sospesi da mesi e per recuperare il tempo perduto. Il presidente dell’Ance Sicilia, Santo Cutrone, scrive: “Vi chiedo di accelerare le procedure di pagamento per non sommare ulteriori sofferenze al comparto dell’edilizia, oltre a quelle già inflitte dall’attuale emergenza pandemica. Auspichiamo che in Sicilia si possano riportare i tempi di pagamento alle imprese nei 30 giorni standard previsti dalle norme europee e nazionali”. Infatti, in riferimento al termine dei 30 giorni entro cui provvedere al pagamento dei servizi ai fornitori, già ConfArtigianato Sicilia, tramite il suo Osservatorio economico, ha appena pubblicato un report da cui emergono gravi ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni. Infatti, il 46,3% dei Comuni siciliani paga le fatture ai fornitori oltre i 60 giorni dall’emissione, in barba al limite di 30 giorni imposto dalla direttiva europea entrata in vigore il primo gennaio del 2013. La maglia nera ricorre per le province di Enna, Agrigento e Messina. E la Sicilia, in classifica nazionale, si posiziona al penultimo posto. Infatti, solo poco più di un Comune pagante su 10, l’11,3%, è virtuoso e salda le fatture entro 30 giorni: si tratta di 44 Comuni, che concentrano un quinto, il 20,6%, dell’importo pagato, 275 milioni di euro. Complessivamente in Sicilia sono al di fuori dei limiti di legge l’88,7% dei Comuni, quindi 345, con una quota del 79,4% sull’importo pagato, ovvero 1 miliardo e 100 milioni di euro. In media, nei primi tre trimestri del 2020, a fronte di un importo totale di 2 miliardi di euro di fatture ricevute, i Comuni della Sicilia hanno pagato 1 miliardo e 300 milioni di euro, il 65,8% del totale delle fatture ricevute. E ciò mediamente in 47 giorni, a fronte di una media nazionale di 36 giorni. E l’Isola è pertanto la quinta regione nella classifica nazionale per più ampio tempo medio dei pagamenti dei Comuni. In media dunque i Comuni delle nove province pagano tutti oltre il limite di legge dei 30 giorni.

 

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Definite in Sicilia le modalità per ottenere la “Certificazione verde Covid-19” da utilizzare per gli spostamenti tra regioni localizzate in zona rossa e arancione, come previsto dal nuovo “Decreto Riaperture” del governo nazionale e in attesa di una successiva regolamentazione nazionale. Lo prevede una circolare dell’assessorato della Salute, firmata dal presidente della Regione e assessore per la Salute ad interim, Nello Musumeci, e inviata, assieme ai modelli predisposti, a tutti i direttori generali e ai direttori sanitarie delle Aziende sanitarie della Sicilia.

Così come previsto dal decreto legge n. 52 del 22 aprile 2021, il cosiddetto “Green Pass”, rilasciato anche in formato cartaceo, comprova lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Covid (ciclo completo con doppia dose), oppure la guarigione dall’infezione (con cessazione dell’isolamento prescritto), o ancora l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo.

Nel caso del completamento del ciclo vaccinale, la certificazione ha validità di sei mesi e, come prevede il decreto legge, è rilasciata, su richiesta dell’interessato, dalla struttura sanitaria o da chi esercita la professione sanitaria che effettua la vaccinazione.
Chi è guarito dal Covid, sempre come prevede il decreto legge, può ricevere la certificazione dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.
La certificazione di test con esito negativo, invece, ha una validità di 48 ore e viene rilasciata dalle strutture sanitarie pubbliche o private autorizzate e dalle farmacie che svolgono i test, ovvero dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

“Esiste in provincia di Agrigento un progetto che ha tutte le autorizzazioni (Vas, Via, Enac, Enav, Business plan della KPMG) per la realizzazione dell’aeroporto in contrada Oliva a Licata e, ieri, nella passeggiata dei nostri sindaci a Roma nessuno di loro ha fatto cenno di questa grande opera che permetterebbe a migliaia di uomini e donne di lavorare”.

A parlare è Eugenio D’Orsi che durante il suo mandato di presidente della Provincia regionale di Agrigento ha lottato contro i mulini al vento per rompere l’isolamento di Agrigento e metterne il territorio nel circuito del turismo volano dell’economia locale. D’Orsi fu lasciato solo.

La recente alzata di scudi dei sindaci alla volta di Roma non avrebbe posto sul tavolo del Governo nazionale il lavoro già fatto per la realizzazione dell’aeroporto.

“Ad onor del vero – continua D’Orsi – i soli primi cittadini di Palma di Montechiaro e di Ravanusa hanno fatto menzione di tale opportunità. Assoluto silenzio dalla nutrita squadra di onorevoli che si sono limitati a far approvare un ordine del giorno in Consiglio regionale che “protestava” contro la mancata erogazione di soldi provenienti dal Recovery plan. Solo l’on Gallo ha avvertito questa sensibilita’ e si é recato a Roma. Gli altri, gli stessi che avevano elaborato un manifesto, dichiarandosi favorevoli alla realizzazione dello scalo agrigentino, che avevano partecipato alla marcia per l’aeroporto, che avevano accompagnato, sostenendolo, il progetto all’Enac e alla Regione, sono rimasti muti al grido di riscatto di un territorio danneggiato dalle loro scelte politiche e dalla mancanza di idee e di tutela degli interessi collettivi. E’ l’ennesima dimostrazione che la realizzazione della importante struttura, il cui investimento costerebbe solo 45 milioni di euro, non interessava alla classe politica agrigentina. Per favore – conclude – continuiamo a votarli!”

Da oggi ad Agrigento è possibile ricevere i farmaci a domicilio grazie all’accordo tra Poste Italiane e Pharmap.

Il servizio di consegna a domicilio può essere richiesto sul sito internet www.pharmap.it oppure sull’APP “Pharmap – consegna farmaci”, scaricabile gratuitamente da App Store o Google Play, selezionando la propria farmacia di fiducia tra quelle aderenti all’iniziativa e scegliendo i prodotti di cui si ha bisogno tramite un pratico sistema di navigazione per categorie.

Sarà il portalettere di Poste Italiane ad Agrigento a recarsi in farmacia per il ritiro del prodotto e recapitarlo entro il giorno successivo a quello della richiesta.

Entro poche settimane il servizio in modalità “next day”, con consegna entro la giornata successiva a quella della richiesta, sarà attivo in altre 100 località in tutta Italia.

L’obiettivo dell’accordo, siglato da Poste Italiane con 4k srl, società leader in Italia per la consegna del farmaco a domicilio, è portare nei prossimi mesi il servizio di consegna in circa 1000 località in tutta Italia tramite la piattaforma proprietaria Pharmap.

Con questo accordo, inoltre, Poste Italiane intende potenziare un servizio di consegna a domicilio semplice, capillare e flessibile, ancora più importante in un periodo in cui per le categorie più deboli è consigliato uscire di casa il meno possibile.

Per il servizio di consegna a domicilio dei farmaci sono accettate varie modalità di pagamento, direttamente in piattaforma con carta di credito, oppure comodamente alla consegna.

1.061 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 25.951 tamponi processati, con una incidenza del 4,1%.

La Regione è sesta per numero di contagi giornalieri.

I morti positivi al covid nelle ultime 24 ore sono stati 23 e portano il totale a 5.391.

Il numero degli attuali positivi è di 25.244, con un decremento di 128 casi rispetto a ieri.

I guariti sono 1.166.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.369, 25 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 168, quattro in più rispetto a ieri.

I nuovi contagi per province:

Palermo 256

Catania 330

Messina 69

Siracusa 130

Trapani 51

Ragusa 75

Caltanissetta 73

Agrigento 63

Enna 14

 

 

Nella mattinata di ieri, una delegazione del Direttivo Nazionale SGB ha incontrato, in modalità telematica,la Sottosegretaria al Ministero del Lavoro,Sen. Rossella Accoto. In merito all’internalizzazione degli ex LSU SGB, ha sollecitato il secondo bando di assunzione,già sottoscritto dal MIUR e dal Ministero dell’Economia e Finanze. SGB ha sottolineato che l’art. 2, comma 5-sexies del DL 126 del 20.12.2019 ha autorizzato anche l’avvio di una seconda selezione per ulteriori assunzioni ATA ex LSU. Il nuovo concorso ATA ex LSU è finalizzato ad assumere il personale che ha lavorato per almeno 5 anni, comprensivi del 2018 e del 2019, come dipendente a tempo determinato o indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento dei servizi di pulizia e ausiliari nelle scuole statali. In base alla ricognizione effettuata dal Ministero dell’Istruzione, i posti di lavoro ATA da coprire nelle scuole sono 1953, per una platea di personale ex lsu di circa 4000 lavoratori che non hanno avuto accesso alla prima procedura. SGB ha fatto presente l’insufficienza dei posti al fine di completare il percorso di stabilizzazione, al quale si affiancano 2 ulteriori ordini di situazioni:

1) Non tutti i lavoratori ex lsu hanno i requisiti richiesti, in ordine al titolo di studio o ai 5 anni di anzianità minima richiesta per l’accesso alla procedura concorsuale.

2) La procedura non è accessibile neanche per gran parte dei lavoratori, anche quelli in possesso di tutti requisiti, perché pone il vincolo di partecipazione solo nella provincia dove si prestava servizio e ci sono territori, moltissime provincie ed anche intere regioni, dove non sono previsti posti a concorso. SGB ha inoltre ricordato alla Sottosegretaria come i 4000 lavoratori attualmente non stabilizzati svolgessero già per anni la loro funzione nelle scuole del proprio territorio, evidenza di un fabbisogno sostanziale.
SGB ha inoltre evidenziato che le cooperative, con la chiusura dell’appalto, pur avendo ancora numerosi cantieri ed appalti pubblici persistenti, al fine di non procedere al licenziamento, hanno collocato “in sospensione” i lavoratori ex lsu non stabilizzati, approfittando di un istituto contrattuale che non interrompe il rapporto di dipendenza ma lascia il lavoratore senza lavoro e senza stipendio per un periodo anche illimitato.  La Sottosegretaria Accoto, si è dichiarata molto sensibile ed interessata a questi problemi e si è resa disponibile,ad approfondire tutti questi temi e  riconvocare, in tempi brevissimi, SGB per un’ulteriore verifica ed aggiornamento della situazione.