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Il trionfo dell’artigianato meccanico che non c’è più

 

Altro che meccatronica!

Don Totò Vullo (il Don è d’obbligo) veterano dei meccanici di altri tempi di tutta la provincia di Agrigento, nel lontano 1957, aveva acquistato una Fiat 600 a benzina. Quella macchina era stata la felicità di un giovanotto che con tanti sacrifici era riuscito a comperarla.

Gli anni ovviamente passano per tutti, così come per quella Fiat 600 che nel corso degli anni – è stiamo parlando di 30, 40, 50 anni – si è sgretolata in ogni sua parte.

Don Totò nonostante avesse accantonato quella macchina come se fosse un rottame, non resisteva all’idea di poterle dare una nuova vita. E passa un giorno, una settimana, un mese, sei mesi che Don Totò decide il tutto: “Questa macchina deve ritornare nel suo splendore iniziale “.

E così pezzo dopo pezzo, bullone dopo bullone, viti dopo viti, ha iniziato a recuperare tutto il materiale logistico per far ripartire quell’auto; i pezzi sono arrivati dalla Campania, in quanto dalle nostre parti era impossibile trovarne di adeguati.

Don Totò si è messo di buona lena ed ha iniziato pezzo dopo pezzo a ridare vita a quella autovettura. Non poteva tollerare che quel cimelio degli anni ’50 potesse fare una mesta fine.

Don Totò oggi ha realizzato il suo sogno, dopo aver montato ogni pezzo nel suo posto giusto e dopo aver recuperato tutta la carrozzeria ridotta come si può facilmente immaginare ad una lacerazione quasi totale, ha ridato vita alla mitica Fiat 600 benzina, considerata oggi un’auto d’epoca.

La macchina oggi viaggia in modo esemplare e soprattutto nei giorni festivi la si può vedere circolare in città con tanto di rombo procurato da una doppia marmitta abarth.

Al maestro Don Totò non ci resta che fare i complimenti per essere riuscito a ridare vita ad un ammasso di ferro pronto per la demolizione.

Vederlo guidare alla veneranda età di 82 anni, è un vero piacere, ma soprattutto gli si legge negli occhi la sua gioia per poter guidare un’autovettura che nel lontano 1957 era un sogno soltanto per pochi intimi.

Complimenti Don Totò!

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