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Appalti covid, indaga l’antimafia

 

La Commissione regionale antimafia avvia un’inchiesta sugli appalti covid e non solo. L’intervento del presidente, Claudio Fava.

La Commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, presieduta da Claudio Fava, ha inviato una richiesta formale a tutti gli organi che si occupano di appalti Covid per conoscere cifre ed elenchi relativi a consulenze, procedure e bandi per beni e servizi adottati dalla Regione per fronteggiare l’emergenza pandemica. Lo stesso Claudio Fava spiega: “Ci interessa fare chiarezza sull’uso che viene fatto del Comitato tecnico scientifico regionale, sul ruolo della Centrale unica di committenza degli appalti e sulla spesa legata alla pandemia. E’ come se ci fosse un gioco delle parti, uno scaricabarile di responsabilità su alcuni passaggi che non sono stati ben registrati in questi mesi sul tema della sanità. A partire dai numeri dell’emergenza nell’Isola. Tra Centrale unica di committenza, assessorato alla Salute e Comitato tecnico scientifico, ciascuno rinvia la palla nel campo dell’avversario, per cui alla fine la sintesi è che questi dati restano numeri abbastanza astratti e non sempre legati alla realtà. E più perplessità solleva la Centrale unica di committenza della Regione: non funziona – ha sottolineato Fava – e non si comprende se ci sia la volontà politica di metterla al servizio di una gestione trasparente ed efficace della spesa pubblica, mentre fino ad ora si è proceduto in senso contrario, con un sistema affidato alle proroghe dei vecchi affidamenti. Tutto questo in una regione dove abbiamo aziende che sono sotto indagine giudiziaria e che continuano a gestire appalti per centinaia di milioni perchè la Centrale unica di committenza non è stata capace di affrontare questo nodo. Da qui è scaturita la richiesta di documentazione da parte della Commissione rivolta all’assessorato alla Salute, alla Protezione civile e al presidente Musumeci. La preoccupazione che ci siano pochi controlli e criteri di elargizione troppo larghi è un dubbio più che legittimo” – conclude Claudio Fava. E nel frattempo l’iniziativa della Commissione Antimafia siciliana non è isolata. Infatti, anche la Commissione Antimafia nazionale, presieduta da Nicola Morra, si è attivata sul fronte dell’emergenza Covid, rivolgendo però la propria attenzione verso il fronte vaccini. E Nicola Morra spiega: “La Sicilia è tra le realtà che ha un alto numero di vaccinati inclusi nella dicitura ‘altro’. E’ qui che arriva l’Antimafia. Si vuole accertare se fossero aventi diritto o se invece, in quanto ‘altro’, ci sia stato più di uno spazio per furbizie e condotte irregolari. Credo che gli italiani abbiano il diritto di sapere se è tutto nella norma o se ci sono zone d’Italia in cui si sono fatti passare avanti alcuni soggetti, a scapito di chi aveva il diritto di essere vaccinato prima. E credo che sia dovere dello Stato fare una verifica su un dato così anomalo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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