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Perchè?

 

Premessa: mentre scriviamo questo Filo di Nota abbiamo la piena consapevolezza che, non essendo giustizialisti dell’ultima ora, gli arrestati e gli indagati sulla triste vicenda della Sanità in Sicilia, fino a prova contraria e fino al terzo grado di un principio giuridico, sono presunti innocenti.

Però…

Tale circostanza non vieta a nessuno di cercare di capire perché sono avvenuti fatti e situazioni assai inquietanti nella nostra amata Sicilia.

Già, la Sicilia. Figurarsi se una regione come la nostra fosse rimasta fuori da un presunto scandalo nazionale; altrimenti che Sicilia sarebbe?

Senza dichiararsi facili profeti, già un anno fa, chi scrive sbraitava dai microfoni di questo giornale alcune cose che nel mondo della sanità siciliana non funzionavano, tra il silenzio assordante di tutti. Uno sbraitare talmente rumoroso che costrinse l’assessore dimissionario Ruggero Razza a chiamare il sottoscritto per chiedere conto e ragione.

Qualcosa non quadra e alcune domande devono essere necessariamente poste. Al momento non si parla né di mazzette, tangenti e truffe varie atte a far riempire le tasche di alcuni delinquenti che, come già è avvenuto in altre parti, hanno marciato sulla salute di ogni singolo cittadino italiano.

Dati manipolati per evitare la zona rossa. Questa è l’accusa della Procura di Trapani nei confronti di un assessore e alcuni dirigenti del mondo sanitario siciliano.

Per quale motivo questa gente avrebbe dovuto modificare i dati del Covid 19 (sempre in difetto e mai per eccesso) se tale circostanza non avrebbe permesso a chicchessia di intascare un solo euro “fuori mano”? Almeno, così pare fino ad oggi.

E allora, senza il dio denaro, la situazione si inquieta e inquieta ancora di più chi vuole venire presto a conoscenza della verità. Perché la manipolazione? Chi avrebbe pressato politici e dirigenti a sguainare numeri falsi di positivi e di cadaveri al popolo siciliano? Perché un corpo esamine diventa un numero da ridurre in più giorni e non in uno solo? A quale pro?

Cercare di spaventare il meno possibile la popolazione siciliana? Sarebbe stato un atto devastante, perché quando si parla di salute del cittadino giochini e giochetti si trasformano in vere e proprie azioni criminali. Tra l’altro, “proteggere” la Sicilia da numeri terrificanti non sarebbe servito a nulla visto e considerato che non si tratta di un caso isolato ma riguarda una pandemia che avvolge l’intero globo nel quale un tozzo geografico come l’Italia ne fa ampiamente parte.

Quale giovamento (secondo la Procura) avrebbe tratto l’indagato assessore e i dirigenti a lui collusi?

Una falsificazione che, a nostro modo di vedere, avrebbe comportato anche una discrasia con i numeri forniti alle varie Asp siciliane e in tutti i Comuni. Secondo gli inquirenti questo gioco al vetriolo sarebbe in circolo (come il virus) almeno da cinque mesi. Adesso occorre comprendere se in questo micidiale presunto traccheggio siano state coinvolte anche le Asp siciliane, le quali, tra un cadavere in più e un positivo in meno, avrebbero diffuso dati (e probabilmente a loro insaputa) non corrispondenti alla realtà.

Non a caso, oggi nessun ente preposto alla diffusione dei numeri giornalieri siciliani, non ha fornito alcun dato. Quindi, Regione ferma, Istituto Sanità fermo, Protezione Civile ferma, Asp siciliane ferme, Cts fermo, Comuni fermi. Tutto fermo!

Con la massima fiducia nella magistratura (e con rispetto verso gli indagati) attendiamo con speranza l’evolversi delle indagini le quali, un giorno, ci diranno cosa avrà spinto e soprattutto da chi sono stati spinti gli interessati a comportarsi in questo modo.

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