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A Lampedusa un barcone ha eluso i controlli in mare ed è approdato con a bordo 77 subsahariani, tra cui 35 donne, cinque delle quali incinte, e 16 bambini. Una delle donne in stato di gravidanza e un’altra con un dolore al torace sono state soccorse al poliambulatorio dell’isola. La donna col dolore al torace è risultata positiva al tampone rapido anti-covid. Anche un altro migrante è positivo al coronavirus. Adesso sono ospiti dell’hotspot in contrada Imbriacola dove dimorano attualmente 180 persone. Nel frattempo da Augusta è partita la nave “quarantena” Rhapsody, diretta a Porto Empedocle, dove saranno trasferiti e trasbordati sulla nave i 180 sbarcati a Lampedusa.

La pandemia covid in Sicilia: il presidente della Regione, Musumeci, ipotizza: “Nel prossimo aprile il rientro alla normalità, ma occorre una condotta responsabile da parte di ciascun siciliano”.

Il presidente della Regione esulta ancora perché la Sicilia è arancione. E in prospettiva profetizza che nel prossimo aprile si rientrerà del tutto nella normalità. Le parole di Nello Musumeci: “Tutta la Regione è arancione e quindi noi abbiamo vinto la nostra battaglia perché, se non avessimo dichiarato la zona rossa il 17 gennaio, probabilmente saremmo rimasti tutto il mese di febbraio condannati a restare del tutto chiusi. E’ chiaro che se dovessero emergere delle particolari esigenze, soprattutto nelle aree metropolitane tra Palermo, Catania e Messina, adotterò dei provvedimenti da zona rossa limitati ai focolai, ma voglio sperare nella condotta responsabile di questa minoranza che ci ha messo in difficoltà nel periodo delle festività, e quindi il nostro obiettivo adesso è quello di puntare alla zona gialla e per farlo abbiamo bisogno di una condivisione da parte di tutti perché la politica arriva dopo. Quello che conta è innanzitutto il numero dei contagi e il numero dei decessi. Speriamo che nel mese di aprile si possa arrivare ad una riapertura che metta gli operatori economici nelle condizioni di tornare a lavorare e quindi di tornare a guadagnare, e di uscire da questo tunnel dove il buio sembra avere spento ogni speranza. La speranza rimane in vita: lo abbiamo visto e lo vedremo di più nelle prossime settimane. Ma la speranza va alimentata non soltanto dalla forza di ciascuno di noi, ma anche dai comportamenti di ciascuno di noi. E sono sicuro che presto vinceremo questa battaglia” – conclude. Dunque, da quanto affermato da Musumeci emerge da una parte il traguardo dello scolorimento delle restrizioni in Sicilia, e dall’altra, però, la conferma di una condotta prudente che la Regione ha adottato fin dall’inizio della pandemia. Quindi, una “condotta responsabile” è l’imperativo categorico da osservare nei prossimi mesi, tra febbraio e marzo, affinchè poi aprile sia davvero primavera, con il “rientro alla normalità” ipotizzato da Musumeci. La Sicilia è stata finora in difficoltà per la condotta irresponsabile di alcuni durante le festività natalizie. L’auspicio di Musumeci è, pertanto, che alla superficialità di alcuni si sostituisca un comportamento rigoroso, a prescindere dai controlli. E’ impossibile che vi sia un guardiano per ciascun siciliano: ecco perché Musumeci sottolinea quanto sia determinante il comportamento individuale. Essere guardiani di noi stessi. Poi il tutto è condizionato dal numero dei contagi e dal numero dei morti, ovvero quante persone soffrono, e quante persone muoiono. Il resto è secondario. Infatti, attenzione al numero dei decessi raccomanda il Comitato tecnico scientifico regionale, ossia la cabina di regia della gestione della pandemia in Sicilia. Uno dei componenti, il professore Antonello Giarratano, spiega: “Un dato da tenere presente in Italia e in Sicilia è la elevata mortalità dei pazienti Covid19 in molte rianimazioni, che arrivano a registrare anche il novanta per cento di deceduti. La battaglia va combattuta con attenzione”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)