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La Corte d’Appello di Palermo, riformando la sentenza di primo grado, ha ritenuto che sussistano responsabilità della Provincia di Agrigento per l’incidente stradale, risalente al 2007, in cui è morta Carmela Miccichè, di Aragona. La donna morì dopo l’urto della sua auto contro un muretto di cinta, abusivo, collocato su di una banchina laterale della strada provinciale 3 Agrigento-Favara-Grotte. Secondo i giudici d’Appello, l’esito fatale dell’incidente si sarebbe potuto evitare se il personale della Provincia, preposto al controllo, avesse rimosso il muro. Si tratta pertanto di un caso di colpa nella vigilanza. La Provincia pagherà il risarcimento del danno, da quantificare.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Lirio Conti, si è pronunciato nel merito delle misure cautelari emesse a carico di 21 indagati nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta Xydi. Quindici in carcere, due ai domiciliari e quattro scarcerati. In carcere Giancarlo Buggea, 50 anni, l’avvocato Angela Porcello, 50 anni, Luigi Boncori, 69 anni, Antonino Chiazza, 51 anni, Gaetano Lombardo, 65 anni, Emanuele Diego Cigna, 22 anni, Calogero Di Caro, 75 anni, Pietro Fazio, 49 anni, Gregorio Lombardo, 67 anni, Calogero Paceco, 57 anni, e Giuseppe Sicilia, 42 anni. Ai domiciliari, invece, i due poliziotti Filippo Pitruzzella e Giuseppe D’Andrea. Confermato il no al carcere per Giuseppe Pirrera, 62 anni, Roberto Gianfranco Gaetani, 54 anni, Luigi Carmina, 56 annim e Antonino Oliveri, 36 anni.

“Avviare una campagna di vaccinazione di massa sull’intera popolazione residente delle Isole minori della Sicilia”: la proposta è emersa oggi nel corso della riunione tra l’assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto ed il coordinamento dei sindaci delle Isole minori della Sicilia. Durante la riunione, che si è tenuta in modalità web ed alla quale ha partecipato anche la Dirigente Generale Margherita Rizza, sono intervenuti i sindaci Totò Martello (Lampedusa e Linosa), Francesco Forgione (Favignana), Vincenzo Campo (Pantelleria), Salvatore Militello (Ustica), Marco Giorgianni (Lipari), Giacomo Montecristo (Leni), Clara Rametta (Malfa) e Domenico Arabia (Santa Marina Salina).
I sindaci hanno sottolineato come le Isole minori vivano principalmente di turismo ed una campagna di vaccinazione sulla popolazione residente in grado di rendere quei territori “Covid Free” favorirebbe l’arrivo di visitatori. In questo modo diminuirebbero inoltre i rischi per la salute pubblica legati alle caratteristiche delle strutture sanitarie presenti sulle isole, nella maggior parte dei casi inadeguate alle terapie Covid.
“Apprezziamo l’impegno dell’assessore Zambuto – dicono i sindaci – che ha assicurato di farsi promotore di questa richiesta nei confronti sia del Ministero che dell’Assessorato regionale alla Salute”.

L’assessore regionale Ambiente e Territorio, Toto Cordaro, depone al processo “Arata”, in corso al Tribunale di Palermo. I dettagli.

Innanzi alla sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta da Bruno Fasciana, l’assessore regionale ad Ambiente e Territorio, Toto Cordaro, ha deposto al processo a carico dell’imprenditore, già parlamentare di Forza Italia, Paolo Arata, di suo figlio Francesco, del dipendente della Regione, Alberto Tinnirello, e dell’imprenditore milanese, Antonello Barbieri, imputati, insieme a Vito Nicastri e al figlio Manlio (che hanno già patteggiato la condanna), di corruzione e altre ipotesi di reato in riferimento a presunte pressioni e tangenti pagate per ottenere l’autorizzazione alla costruzione di alcuni impianti di biometano. L’assessore Cordaro ha ribadito quanto già dichiarato in sede di indagini preliminari, ovvero: “Nel giugno-luglio del 2018 ricevetti una telefonata da un amico che mi chiese di incontrare Paolo Arata, ex parlamentare di Forza Italia, senza specificare i motivi dell’incontro. Incontrai quindi Arata dopo qualche giorno. Mi sono insospettito quando Arata si è presentato come responsabile dell’energia e ambiente del centrodestra, una locuzione che in quel momento mi sollevò non poche perplessità in ragione del fatto che notoriamente il centrodestra, come aggregazione politica, in quel momento non esisteva. Arata mi disse che in quel periodo erano pendenti due progetti per la costruzione di impianti di biometano, avanzati da una società riconducibile proprio a lui, Arata. Mi chiese espressamente di ottenere un provvedimento di non assoggettabilità alla Via (la valutazione di impatto ambientale) da parte della Commissione specialistica. La valutazione di impatto ambientale era necessaria e Arata in sostanza mi chiese di intervenire nelle attività della commissione orientando in qualche modo la decisione. Io nei parlai con il dirigente Mario Parlavecchio che studiò i fascicoli e senza mezzi termini concluse che la valutazione di impatto ambientale era inderogabile. Tuttavia nei giorni successivi Arata continuò a cercarmi, ma anche in ragione del fatto che non volevo in ogni caso dare anticipazioni o comunque informazioni sulla pratica che in quel momento era ancora pendente presso la Commissione Via, non gli rispondevo. E così il 26 e 27 novembre 2018 Arata mi mandò due messaggi insistenti per ottenere una interlocuzione con me, uno dei quali particolarmente piccato. I messaggi sono adesso agli atti della Procura. Poi l’assessore all’Energia Alberto Pierobon, dall’autunno del 2018, iniziò a invitarmi, e più volte a sollecitare gli uffici competenti, ad evadere la pratica di Arata. L’impressione che ebbi è che Pierobon desse per scontato che la commissione si esprimesse nei termini voluti da Arata. Una volta Pierobon, insieme a Paolo Arata, mi venne a trovare all’inizio di una seduta parlamentare chiedendomi ancora una volta della pratica pendente e sollecitandomene ancora una volta la definizione. L’esito non cambiò: sia l’impianto di Francofonte che quello di Gallitello dovevano ottenere la valutazione di impatto ambientale. Le sollecitazioni, però, non finirono. Anzi, il livello politico si alzò. Nel marzo del 2019 Saverio Romano mi disse che aveva ricevuto una chiamata da Gianni Letta, molto vicino a Silvio Berlusconi, che si lamentava di un trattamento non adeguato da parte mia nei riguardi di Paolo Arata, facendo riferimento ai progetti per il biometano. Io risposi che l’argomento non era oggetto di discussione. Da allora il silenzio, anche se ho compreso che alle mie spalle ci sono state interlocuzioni da me non certamente autorizzate né conosciute”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

E’ in corso in Corte d’Appello a Palermo il processo di secondo grado a carico dell’ex sindaco e senatore di Agrigento, il pregiudicato Calogero Sodano, assolto in primo grado dall’imputazione di concorso esterno alla mafia.

Nel corso dell’udienza ha deposto il pentito di mafia di Porto Empedocle, Alfonso Falzone, il quale, confermando già le sue dichiarazioni, ha ribadito: “Alle elezioni amministrative ad Agrigento del 1993, il boss di Villaseta Arturo Messina ci chiese di impegnarci per sostenere il candidato a sindaco Calogero Sodano. Siamo stati sollecitati nella ricerca di voti perchè il candidato rivale Giuseppe Arnone era ritenuto inavvicinabile”.

Sodano, secondo quanto ipotizza l’accusa, sarebbe stato sostenuto da Cosa Nostra anche in occasione delle elezioni amministrative del 1997, alle Europee del 1999 (unica circostanza in cui non fu eletto) e alle elezioni nazionali del 2001 in cui fu eletto senatore della Repubblica.

Dopo la vittoria a primo cittadino, Sodano, secondo l’accusa, avrebbe ricambiato il favore indirizzando a imprese legate alla mafia una serie di grossi appalti.

Dunque, per il pluripregiudicato Calogero Sodano, continuano i guai nonostante l’assoluzione in primo grado; una assoluzione alla quale presentò ricorso in Appello la Procura di Palermo e che oggi è in fase di processuale.

 

 

“Anche durante la spagnola stavamo chiusi in casa, ma contro questo virus adesso c’è il vaccino ed è giusto farlo”. Antonio Bonajuto, classe 1916, è lucidissimo nonostante i suoi 105 anni. E’ il più anziano tra i siciliani ad avere già ricevuto il vaccino anti-covid. Accompagnato dal figlio Salvatore, si è presentato oggi pomeriggio al centro vaccinale del Policlinico Rodolico di Catania dove è stato accolto da tutto il management dell’azienda guidata dal direttore generale Gaetano Sirna che si è soffermato a parlare con Antonio e la sua famiglia.

La sua è stata una vita avventurosa. Durante il secondo conflitto mondiale, Antonio Bonajuto ha prestato servizio come ufficiale del Regio esercito. Dopo l’8 settembre si rifiutò di collaborare con i nazisti, così venne deportato in Germania. Ma è sopravvissuto anche a quella esperienza. Il Covid è solo l’ultima prova della sua vita.

“Durante la guerra c’erano amici e nemici, qui combattiamo tutti dalla stessa parte”, sorride mentre scopre il braccio seduto in barella. Antonio è solo uno dei tanti anziani che in questi giorni si sono presentati nei due punti vaccinali dell’Azienda. Da sabato 20 sono circa 1200 le dosi somministrate agli over 80, tra Policlinico e S. Marco, non poche se si considera che la fascia oraria loro dedicata è solo quella pomeridiana, al mattino si continua con le vaccinazioni del personale universitario delle facoltà diverse da medicina oltre a ai richiami per chi ha già ricevuto la prima dose.

Da oggi sono aperte al personale docente e non docente (under 55) delle scuole statali siciliane (i cui nominativi sono stati comunicati alla Regione dai ministeri competenti) le prenotazioni per richiedere il vaccino anti-Covid. Le procedure sono analoghe a quelle già in atto per la popolazione over 80: i cittadini dell’attuale target scolastico possono accedere, infatti, alla piattaforma della struttura commissariale nazionale, gestita da Poste Italiane, (prenotazioni.vaccinicovid.gov.it) o mediante il portale siciliacoronavirus.it.
Oltre alla modalità online, è possibile prenotare anche attraverso il call center dedicato – telefonando al numero verde 800.00.99.66 attivo da lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 (esclusi sabato e festivi) – e tramite il nuovo canale costituito dai portalettere di Poste Italiane che da oggi possono inserire in agenda gli appuntamenti richiesti dai cittadini appartenenti alle categorie interessate.
Nei prossimi giorni, una volta completato l’allineamento dei dati forniti dai ministeri, il servizio sarà esteso al restante personale dell’intero mondo scolastico (asili comunali, scuole regionali, enti Oif, scuole paritarie, etc) fino alla classe 1956 compresa. Verrà, quindi, allargato il target anagrafico di riferimento (esclusi i soggetti estremamente vulnerabili), come disposto dalle nuove normative nazionali per il vaccino Astrazeneca, ovvero cittadini dai 18 ai 65 anni.

Tira vento di rinvio all’autunno prossimo per le amministrative a causa della pandemia.

Nessuno finora ha ufficializzato il rinvio che è una possibilità alla luce della recrudescenza dei contagi.

“Seguiamo – ci dice l’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zambuto – con la massima attenzione la situazione sanitaria e non posso escludere che le future valutazioni del quadro dei contagi possa farci decidere in un rinvio ad ottobre delle amministrative”

In provincia di Agrigento si vota nelle città di Favara, Canicattì, Porto Empedocle e Montevago.

Nell’Isola andranno al voto 35 Comuni su 390, il 9 per cento, non si vota in nessun capoluogo di provincia.

L’incertezza dell’appuntamento con le urne elettorali sta caratterizzando la campagna elettorale specialmente nel rendere noti i nomi dei futuri candidati a sindaco. Il covid è stato capace anche di archiviare le passate strategie politiche in preparazione delle elezioni.

Nella notte scorsa i ladri si sono introdotti nel negozio Compro Oro di Corso Vittorio Veneto a Favara portando via la cassaforte che ritenevano piena di preziosi.

L’amara scoperta del furto è avvenuta questa mattina dai titolari dell’attività commerciale. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri della locale Tenenza che hanno iniziato le indagini.

L’altra amara sorpresa l’hanno avuta, evidentemente, i ladri all’apertura della cassaforte trovata vuota.

Mentre torna a salire la curva dei contagi la Sicilia diventa arancione nella mappa Ue, una classificazione che in realtà indica le aree a minor rischio Covid. Nell’isola i nuovi positivi sono oggi 613 su 25.187 tamponi processati, con una incidenza che sale al 2,4%

In calo il numero delle vittime giornaliere (15), così come quello dei ricoveri ospedalieri di pazienti Covid, 930 (-16).

Intanto la Sicilia si aggiunge a Sardegna e Val d’Aosta tra le regioni italiane arancione, mentre Umbria e province autonome di Trento e di Bolzano sono ad alta incidenza di contagi e quindi colorate in rosso scuro. E’ quanto emerge dalla mappa aggiornata del Centro europeo per la prevenzione e il contagio delle malattie (Ecdc). Nel resto d’Europa la situazione migliora in Spagna e Portogallo e peggiora nelle regioni francesi al confine con il Belgio. Il rosso scuro continua a coprire il territorio sloveno, la Repubblica ceca e le aree limitrofe della Slovacchia e della Germania, Lettonia ed Estonia, e Svezia.

Per quanto riguarda l’andamento della campagna vaccinale la Sicilia è undicesima tra le regioni italiane nella percentuale della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, il 2,13% rispetto alla media italiana che è del 2,25%. Il dato si evince dal monitoraggio settimanale e dall’analisi della Fondazione Gimbe. Tra i dati interessanti sempre sui vaccini si registra che la percentuale di over 80 che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 1,4% contro una media italiana del 2,9%.