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Entrano in funzione presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento speciali tunnel di disinfezione destinati alle ambulanze ed al personale 118. Si tratta di moderni sistemi di nebulizzazione di prodotti igienizzanti in grado di abbattere i microbi patogeni, fra cui anche il covid-19, presenti sulle superfici. Già installati presso il presidio ospedaliero di Agrigento ed in via di montaggio a Sciacca, i tunnel estensibili si presentano secondo una doppia tipologia: il più grande, chiamato “Sanitary Gate xl”, permette in pochi minuti la sterilizzazione delle ambulanze e di ogni reparto sanitario mobile. La nebulizzazione ad alta pressione consente alla sostanza igienizzante di saturare l’ambiente e di penetrare dentro l’abitacolo decontaminando le superfici. Il più piccolo, dedicato a persone ed attrezzature, presenta caratteristiche di funzionamento simili al modello xl fatta eccezione per la mancanza dei pannelli di chiusura anteriore e posteriore e per la capacità di completare l’igienizzazione del personale in soli sei secondi. Entrambi dispongono di centraline automatiche in grado di miscelare il prodotto sanificante e di un semaforo, con rilevatore di movimento, cui è affidato il compito di regolare l’accesso di persone e mezzi.

“La guerra al covid-19 – afferma il commissario straordinario ASP, Mario Zappia – si combatte su più fronti e secondo diverse strategie d’attacco. Fra questi anche l’innovazione tecnologica in grado, come nel caso dei tunnel di sanificazione, di innalzare i livelli di sicurezza per il personale sanitario ed i mezzi impiegati nel quotidiano. Con l’acquisto della nuova attrezzatura, l’Azienda, in linea con le disposizioni assessoriali, ha deciso di compiere un investimento che certamente, in prospettiva, tornerà utile anche quando la crisi epidemiologica potrà dirsi alle spalle”.

“Saranno quasi 5.000 le unità di personale scolastico che in Sicilia andranno in pensione a partire dal primo settembre prossimo. Un’occasione importante per favorire le immissioni in ruolo, il rientro dei numerosi docenti emigrati al Nord e le stabilizzazioni dei precari”. Lo dice il segretario della Flc Cgil Sicilia Adriano Rizza.

“In particolare – aggiunge – si tratta di 4.852 lavoratori, di cui 3.732 docenti e 1.120 Ata che potranno accedere al pensionamento attraverso il ricorso alla cosiddetta ‘quota 100’. I dati includono anche i pensionamenti d’ufficio, fatti cioè in presenza dei requisiti massimi utilizzabili da parte dei lavoratori per rimanere ancora in servizio. A questi numeri si aggiungeranno i dirigenti scolastici, che hanno tempo fino al 28 febbraio per presentare la domanda e il personale che utilizzerà ‘opzione donna’ e ‘ape sociale’”.

“Oltre a colmare i vuoti che si verranno a creare nella pianta organica della scuola siciliana – conclude Rizza – è necessario intervenire sull’assunzione del personale per combattere fenomeni particolarmente significativi nella nostra regione, come la dispersione scolastica e le povertà educative. A tal proposito bisogna investire su tempo scuola, riduzione del numero degli alunni per classe, edilizia scolastica, trasporti e stabilizzazione dei posti di sostegno in deroga. Questi temi restano centrali per un rilancio della scuola siciliana che garantisca ai nostri studenti una scuola di qualità al pari di quella garantita agli studenti del resto del Paese”.

Assegnati dalla Regione agli istituti siciliani 26,4 milioni per l’acquisto e l’installazione di attrezzature digitali (compreso il traffico dati) e per la riqualificazione degli ambienti scolastici, a garanzia della sicurezza e del distanziamento individuale.

«Abbiamo dato attuazione pratica a quanto previsto dalla Finanziaria 2020 a sostegno delle istituzioni scolasti-che – afferma l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla – confermando l’impegno del governo Musumeci per il potenziamento della dotazione informatica a supporto della didattica a distanza e per il miglioramento e la riqualificazione degli ambienti per la ripresa delle attività didattiche in presenza. Con la imminente erogazione di queste risorse intendiamo anche favorire l’acquisto, da parte delle scuole, dei dispositivi di protezione Ffp2 per i docenti di sostegno in ogni ordine di scuola e per gli insegnanti dell’infanzia, ma anche delle attrezzature di filtraggio dell’aria per l’utilizzo nei locali meno areati».

La dotazione di 8,4 milioni di euro, stanziati dalla legge regionale di stabilità per l’acquisto di tablet da consegnare in comodato d’uso agli studenti per la valorizzazione della scuola digitale, sarà distribuita a 468 istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della Sicilia, che hanno partecipato all’avviso pubblicato all’inizio di dicembre.

I 18 milioni di euro destinati agli interventi di edilizia leggera nelle scuole – per consentire il distanziamento interpersonale e l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale – invece sono stati distribuiti a 410 scuole dell’Isola che hanno avanzato la relativa istanza.

Il 50 per cento delle risorse è stato suddiviso per il numero delle scuole partecipanti all’avviso pubblico, la restante metà in funzione del numero di alunni di ogni istituto. Ogni scuola riceverà una mail con la comunicazione dell’importo assegnato e dovrà caricare sulla piattaforma predisposta la tipologia degli interventi programmati e il correlato progetto esecutivo.

E’ stato approvato, nel corso di una conferenza di servizi che si è svolta al Genio Civile di Agrigento, il progetto dei lavori di manutenzione straordinaria per la riapertura del Teatro Samonà di Sciacca, redatto dallo stesso Ufficio del Genio Civile. Il capo del Genio Civile, Rino La Mendola, commenta: “Siamo lieti di offrire il nostro contributo per la riqualificazione e la restituzione alla società civile di una delle più importanti opere di architettura contemporanea del nostro territorio provinciale. E’ un’opera di architettura di grande valore che, sin dalla sua costruzione, ha comunque sofferto di un difficile rapporto con il contesto urbano in cui è stata realizzata, quello delle terme. Il progetto impegna risorse stanziate dal Governo Musumeci, per un importo complessivo di 1 milione e 200mila euro, e prevede l’esecuzione di una serie di lavori di manutenzione straordinaria, finalizzati al ripristino funzionale della struttura”.

Si svolgerà domani alle ore 15 a Messina l’autopsia sul corpo di Roberta Siragusa, la diciassettenne trovata morta con il corpo parzialmente bruciato in un dirupo alle porte di Caccamo, in provincia di Palermo. Ad eseguire l’esame autoptico sarà il professore Alessio Asmundo del Policlinico di Messina. L’unico indagato, al momento, con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere è il fidanzato, Pietro Morreale, 19 anni, al quale il Tribunale ha applicato la custodia cautelare in carcere. Nel frattempo gli avvocati Giuseppe Di Cesare e Maria Angela Barillaro hanno formalizzato la rinuncia all’incarico difensivo nei confronti di Morreale che ha nominato Gaetano Giunta del foro di Catania. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, e dal sostituto, Giacomo Barbara.

Ancora una proroga, la quinta, per il commissario della Provincia di Agrigento. E’ stato pubblicato nel sito della Regione Siciliana il decreto di nomina di Alberto Di Pisa quale commissario straordinario della Provincia agrigentina. Il decreto di nomina è stato adottato in seguito all’entrata in vigore della legge regionale numero 34 del 29 dicembre 2020 che ha rinviato le elezioni Provinciali di secondo livello tra il 15 e il 30 marzo prossimi. La Giunta regionale ha, inoltre, scelto le date di domenica 28 e lunedì 29 marzo per le elezioni. Il decreto di nomina di Di Pisa è stato firmato dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, e dall’assessore agli Enti Locali, Marco Zambuto.

Lo scorso 31 gennaio, a Canicattì, la Polizia, nel corso di un servizio di controllo del territorio, ha ricevuto segnalazione da due cittadini che poco prima avevano rinvenuto un’arma da sparo. I poliziotti si sono recati nell’appezzamento di terreno indicato, e sul posto hanno trovato un’arma avvolta in un panno da cucina, nascosta nei pressi del cancello d’ingresso di una proprietà privata. In particolare, si è trattato di una pistola a tamburo con calcio in legno, priva di matricola, con canna e tamburo colore argento, in buono stato d’uso. L’arma è stata sequestrata e posta a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Indagini sono in corso finalizzate al rinvenimento di impronte latenti e l’eventuale presenza di matricola.

L’operazione antimafia dei Ros ha evidenziato le significative infiltrazioni di cosa nostra nelle attività economiche, con il controllo e lo sfruttamento del settore commerciale per la vendita di uva e di prodotti ortofrutticoli della provincia di Agrigento, che oltre agli ingenti guadagni, permetteva di consolidare il controllo sul territorio.

Le mediazioni, fruttavano milioni di euro.
Era un affare gestito da tre dei fermati nell’operazione odierna dei Ros:  Giancarlo Buggea, rappresentante del capomafia agrigentino Giuseppe Falsone e compagno dell’avvocata fermata, Angela Porcello, Giuseppe Giuliana e Luigi Boncori, capo della famiglia di Ravanusa, su mandato di Calogero Di Caro, capo del mandamento.

Sarebbe stato sventato anche un omicidio organizzato ai danni di un imprenditore e un mediatore che non avrebbe voluto cedere parte dei guadagni derivanti proprio da questo genere di attività.

Dall’inchiesta della Dda di Palermo, che poi ha portato all’operazione dei Ros sono emersi particolari rilevanti come i contatti con esponenti della famiglia Gambino di Cosa nostra oltreoceano, che avrebbe avuto intenzione di riciclare il denaro di Cosa nostra della terra di Sicilia

 

Alla vista dei carabinieri alcuni hanno provato a scappare ma sono stati poi rintracciati dalle pattuglie.
Erano 100 gli imprenditori, tutti titolari di partita iva, erano stati invitati per discutere dell’andamento dell’azienda e per la divisione delle provvigioni. Gli stessi, violando le norme anticovid, si erano riuniti in un albergo per una riunione organizzata da una ditta locale. I carabinieri sono intervenuti e si sono trovati davanti partecipanti seduti senza distanziamento, alcuni erano senza mascherina e c’erano assembramenti.

40 mila euro complessivi di multa per loro.
Alcuni di loro erano recidivi ed erano già stati sanzionati e per loro è scattata la sanzione amministrativa maggiorata

Secondo la Guardia di Finanza di Catania, un imprenditore del settore immobiliare e la moglie avrebbero trasferito la residenza in Svizzera per usufruire di una minore tassazione su investimenti e attività finanziarie, evadendo così il fisco su circa 9 milioni di euro tra investimenti bancari, conti corrente e depositi titoli, e su un immobile del valore di 560mila euro. Da indagini della Tenenza di Acireale, svolte anche tramite accertamenti bancari, è emerso che dal 2014, anno del trasferimento formale all’estero, in realtà i coniugi hanno continuato a risiedere in Italia, dove gravita la gran parte dei propri interessi personali ed economici, come la famiglia, diversi immobili, la disponibilità di auto e le società co-amministrate con i figli. Le contestazioni mosse dai militari prevedono, al termine del procedimento, oltre all’imposizione fiscale secondo le aliquote di legge, l’applicazione delle relative sanzioni, tra cui quella compresa dal 6 al 30% delle sostanze non dichiarate.