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Dopo il circolo Rabat di Legambiente, presieduto da Daniele Gucciardo, dopo l’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, anche il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle, Michele Sodano, si è rivolto all’agenzia Arpa protezione ambiente, al sindaco e al prefetto di Agrigento, al fine di riscontrare il presunto inquinamento ambientale, a danno dei tanti residenti, che sarebbe provocato da un impianto industriale operativo in contrada Piano Gatta. Si è pertanto in attesa, mancando centraline di rilevamento, degli esiti degli esami dell’Arpa, che Legambiente, MareAmico e Michele Sodano renderanno noti appena gli accertamenti saranno eseguiti dall’organo preposto.

Il Settore Attività Produttive e Politiche Comunitarie della Provincia di Agrigento informa che è stato pubblicato sul sito internet della Provincia un bando dell’assessorato regionale all’Agricoltura per interventi a supporto delle imprese agricole contro la siccità e la gestione della risorsa idrica per scopi irrigui e per l’allevamento. Sono a disposizione 20 milioni di euro per il potenziamento della raccolta e gestione dell’acqua a livello aziendale e interaziendale attraverso la creazione di bacini di accumulo di piccola e media dimensione per valorizzare le risorse idriche naturali. Le istanze sono attese entro il prossimo 20 marzo.

L’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, e l’arcivescovo coadiutore, monsignor Alessandro Damiano, hanno annunciato la data della beatificazione del giudice Rosario Angelo Livatino. La celebrazione si svolgerà domenica 9 maggio 2021, anniversario della visita di san Giovanni Paolo secondo nella città dei templi, nella Basilica Cattedrale di Agrigento. In preparazione all’evento saranno predisposte delle iniziative di carattere civile ed ecclesiale sulla figura del prossimo Beato.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte , domenica 07 Febbraio a Castrofilippo al Viale Bonfiglio dalle ore 8.00 alle 12.00 ed a Naro in Piazza Sant’Agostino c/o i Contemplativi sempre dalle 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

Guadagnavano fino a 300 euro al giorno. Era una piazza di spaccio gestita da 3 persone, arrestate dai carabinieri di Catania, dove vendevano cocaina a gruppi di clienti selezionati, che arrivavano anche da Siracusa.

Ma gli incassi non erano solo in contante, perché chi non aveva soldi per acquistare la droga, poteva usare il baratto, scambiando materiale da utilizzare oppure destinato alla rivendita.

I carabinieri del comando di Catania, hanno così eseguito un provvedimento restrittivo del Gip nei confronti di Salvatore Di Gregorio, di 72 anni, suo figlio Fabio Salvatore, di 35 anni, tradotti in carcere e un altro loro parente, Angelo Copia, di 60 anni che è stato posto agli arresti domiciliari.

Da indagini del nucleo investigativo dell’Arma, condotte da ottobre 2019 a marzo 2020 e coordinate dalla Procura distrettuale etnea, è emerso che i due Di Gregorio gestivano la piazza di spaccio con l’aiuto del Copia.

In una nota dei carabinieri si legge che “per monetizzare rapidamente il frutto delle loro illecite compravendite non esitavano a farsi consegnare, dagli acquirenti morosi, materiale da utilizzare o rivendere, come ad esempio attrezzi da lavoro, suppellettili o carburante”

Ieri pomeriggio, il dott. Sutera, dipendente dell’Esa, ha bussato alla porta del centro carità di Favara per consegnare i frutti stagionali della terra.
Il centro carità “Area Madre Teresa” del consiglio pastorale cittadino di Favara ha ricevuto una partita di carciofi freschi. I prodotti agricoli verranno distribuiti, alle famiglie favaresi, dietro segnalazione delle parrocchie. Nelle prossime settimane l’Esa, presieduta dall’On. Giuseppe Catania, tornerà a Favara per consegnare altri prodotti agricoli al centro carità cittadino.

A Porto Empedocle, in contrada San Calogero, ignoti hanno imperversato a danno dell’impresa “Beton Calcestruzzi”. Sono stati distrutti i vetri delle cabine di alcuni mezzi meccanici, forzata la porta blindata dell’ufficio e ribaltati a terra gli arredi. I titolari hanno sporto formale denuncia in Questura per danneggiamento. Indagini sono in corso ad opera della Polizia.

Nell’ambito dell’inchiesta su presunti casi di “cresta” sull’incasso dei posteggi nella Valle dei Templi, a danno del Comune e dell’Ente Parco archeologico, la prescrizione è intervenuta in giudizio d’Appello a favore di quattro responsabili della cooperativa “Lagana”, che ha gestito tale servizio, già condannati in primo grado dal Tribunale di Agrigento il 19 gennaio del 2019, quando i giudici hanno condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione Carmelo Vella, 61 anni, i figli Giuseppe e Sonia, 36 e 37 anni, ed Alfonso Zammuto, 70 anni. Non vi sono parti civili costituite in giudizio, e pertanto non si procederà in separata sede per la quantificazione del danno da risarcire.

L’avvocato agrigentino Giuseppe Scozzari, che assiste il fisioterapista arrestato ai domiciliari per presunte violenze sessuali nei confronti di pazienti con disabilità fisica o psichica, oggetto di una conferenza stampa dei Carabinieri e della Procura, annuncia la presentazione di un esposto al Procuratore della Repubblica. E Scozzari spiega perché: “Perché ad oggi l’arresto non è stato convalidato e, soprattutto, non sono ancora stati resi noti i dettagli della vicenda che ha ad oggetto ipotesi di reato delicate che coinvolgono la vita familiare e professionale di un soggetto che non è ancora stato messo nelle condizioni di conoscere le accuse mosse nei suoi confronti. Tutti gli atti del procedimento in fase di indagine sono coperti dal segreto istruttorio ‘fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e comunque non oltre la chiusura delle indagini preliminari’. Di tali atti è vietata ogni divulgazione anche parziale o per riassunto. Il divieto di divulgazione è insito nel segreto istruttorio, quindi non possono essere divulgati atti giudiziari, men che meno riproduzioni audio visive. Sono circostanze tutte ribadite anche dalla sentenza della Corte di Cassazione del 20 gennaio 2015. Nell’ambito dell’indagine in corso, tali principi sono stati del tutto disattesi, e gli atti di indagine, in aperta violazione del segreto, sono stati oggetto di indebita divulgazione. Gli atti, ancor prima di raggiungere l’indagato, erano già stati divulgati in palese violazione del segreto istruttorio. Tanto la divulgazione di notizie segrete prima della notifica agli indagati di un atto di indagine (in specie video, foto e audio delle riprese effettuate dalla Polizia giudiziaria) costituiscono un illecito che, come tale, può e deve trovare sanzione. Tali condotte saranno oggetto di autonoma valutazione da parte del Procuratore della Repubblica” – conclude l’avvocato Scozzari.

Nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Sorella Sanità”, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Annalisa Tesoriere, ha condannato a 4 anni e 6 mesi, col patteggiamento, Ivan Turola, 41 anni, e ha negato invece la richiesta di patteggiamento al canicattinese Salvatore Manganaro, 44 anni, ed a Roberto Satta, di 50 anni, allorchè le loro richieste di condanna non sono state ritenute congrue. Più nel dettaglio, Manganaro ha proposto 4 anni e 2 mesi, e Satta 5 anni. L’indagine della Guardia di finanza, tra l’altro, ruota intorno a presunte tangenti milionarie che sarebbero state incassate da burocrati della sanità per agevolare le imprese interessate ad appalti del valore complessivo di oltre 600 milioni, da assegnare per lo svolgimento di servizi e l’erogazione di forniture.