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L’impossibilità per una mamma di prestare assistenza continua ad una figlia minore, disabile grave, costituisce una violazione dei diritti costituzionali della stessa e rappresenta motivo di urgenza per procedere in giudizio.

L’importante principio è stato ribadito nei giorni scorsi dal Tribunale di Pavia nei confronti di un’insegnante dell’Agrigentino, difesa dagli avvocati Francesca Palumbo e Giuseppe Limblici, che si era rivolta alla giustizia per contestare le procedure di mobilità attivate del Ministero dell’Istruzione che l’avevano esclusa dalla possibilità di tornare a lavorare nella sua provincia.

In particolare il Tribunale, nell’accogliere le ragioni difensive, ha ritenuto sussistere motivi di urgenza “essendo evidente che i tempi del giudizio ordinario sarebbero incompatibili con un’utile pronuncia stanti le impellenti esigenze assistenziali” nei confronti del soggetto affetto da grave disabilità.

I giudici hanno anche ritenuto fondate le osservazioni stante che la donna è stata esclusa in modo illegittimo dalla possibilità di essere trasferita dalla Lombardia alla Sicilia, pur essendo disponibili dei posti all’interno della regione. Il Tribunale ha quindi ordinato il trasferimento dell’insegnante. Il provvedimento è stato confermato anche in sede di reclamo essendosi il Ministero opposto al provvedimento emesso dal primo Giudice.

La nota stampa di oggi del Direttore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Dott. Zappia, appare del tutto incomprensibile.
Blocca una lodevole iniziativa all’Ospedale di Licata denominata “parto con il sorriso” e torna sul mancato rinnovo al Dott. Caramanno del ruolo di responsabile del dipartimento cardiovascolare.
La Cardiologia di Agrigento è un punto di riferimento, non solo provinciale, nelle cure delle malattie cardiovascolari.
Un reparto storicamente sottodimensionato rispetto alle altre cardiologie della Sicilia con pari volumi che ha lavorato in tutti questi anni con grande merito e che, per incapacità di questa amministrazione nel reclutare e trattenere specialisti cardiologi, rischia di essere smembrato per coprire le mancanze di figure specialistiche in altri nosocomi della provincia.
Si chieda il Direttore Zappia il perchè negli ultimi anni molti specialisti cardiologi della nostra ASP hanno preferito andar via piuttosto che lavorare a Canicattì e Licata.
Il Dott. Caramanno ormai più di 20 anni fa ha avviato ex novo l’attività di emodinamica la quale nel tempo si è consolidata come una delle migliori della Sicilia sia in termini qualitativi che quantitativi. Dirige ormai da anni brillantemente il reparto di Cardiologia .
Nonostante tali risultati si conferisce l’incarico di capo dipartimento ad un primario di altra Azienda con atti ancora non rintracciabili sul sito dell’ASP e con motivazioni che nulla hanno a che fare con le capacità professionali di Caramanno.
Direttore, questa vicenda, come anche l’incomprensibile ipotesi di aprire il reparto di Malattie infettive a Ribera e non ad Agrigento, dimostra ancora una volta il drammatico distacco tra la sanità sulla carta e la sanità sul campo.

Il consueto bollettino dell’Asp, consegna i nuovi dati, evidenziando 26 nuove positività, 25 guariti e 2 ricoveri.

Sono 156 i tamponi validati, nella giornata di ieri.

Ospedalizzati 2 soggetti e 24 quelli assistiti a domicilio.

Nessun decesso a carica del covid, nelle ultime ore.

Al “San Giovanni di Dio” sono ricoverate in tutto 21 persone, otto le persone al “Giovanni Paolo II” di Sciacca, ed 1 sola persona agrigentina ricoverata fuori provincia

Allo Sciacca Hotel Covid sono ricoverate 3 persone, 7 a Canicattì.

Al “San Giovanni di Dio” sono2 i soggetti in terapia intensiva, lo stesso nel reparto di terapia Intensiva di Sciacca

 

 

Continua l’attività stromboliana sull’Etna, con intensità e frequenza variabile nel tempo. Questa mattina è stato registrato un aumento del fenomeno alle bocche presenti nel settore sommitale orientale del cratere di Sud-est del vulcano attivo più alto d’Europa, che ha prodotto per un’ora circa una nube di cenere diluita che si è dispersa verso Est.

E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo (Ingv-Oe) di Catania.
Dall’osservazione si rileva che “continua un’intensa attività stromboliana da diverse bocche presenti al fondo del cratere Bocca Nuova, con lancio di materiale che arriva anche a superare l’orlo craterico”. Inoltre al cratere Voragine si osserva “attività stromboliana ed effusiva che alimenta una piccola colata lavica intra-craterica diretta verso la ‘Bocca Nuova’”.

Continua anche l’attività esplosiva intra-craterica al Cratere di Nord-Est. L’ampiezza del tremore vulcanico, pur mantenendosi su valori alti, non mostra variazioni significative. Anche la localizzazione della sorgente del tremore e l’attività infrasonica sono stazionari. I segnali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo non hanno registrato variazioni significative. L’attività dell’Etna, al momento, non impatta sull’operatività dell’aeroporto internazionale di Catania

La Sicilia è la prima regione d’Italia ad avviare il sistema di prenotazione online del vaccino anti Covid, predisposto dalla Struttura commissariale nazionale per l’emergenza pandemica e realizzato da Poste Italiane.

A partire dalle 10 di lunedì 8 febbraio, i cittadini dell’isola con più di 80 anni – compresi tutti gli appartenenti alla classe 1941 – potranno accedere al form “prenotazioni.vaccinicovid.gov.it” che sarà raggiungibile anche attraverso il sito web della Regione Siciliana, il portale siciliacoronavirus.it e tutti i siti delle Aziende del sistema sanitario regionale.

Il piano di vaccinazione potrebbe partire dal 20 febbraio. In Sicilia, i cittadini che rientrano in questa fase del target sono circa 320mila. I tecnici informatici dell’assessorato della Salute hanno completato il processo di allineamento delle informazioni tra punti vaccinali negli ospedali, disponibilità vaccini e popolazione siciliana con la banca dati di Poste Italiane per consentire la predisposizione degli slot di prenotazione. Oltre alla piattaforma online, sarà possibile prenotarsi attraverso un call center dedicato, telefonando al numero verde 800.009.966 attivo da lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 (esclusi sabato e festivi).

 “Con la vaccinazione dei siciliani fino alla classe 1941 – afferma il presidente della Regione Nello Musumeci – inizia una nuova fase della stagione di contrasto al Coronavirus. Assieme ad altre Regioni, abbiamo scelto di aderire al progetto informatico e logistico della struttura del Commissario nazionale per l’emergenza e siamo particolarmente orgogliosi di essere i primi in Italia in questo servizio“.

L’amministratore delegato Matteo Del Fante dichiara: “Poste Italiane ha messo a disposizione le sue competenze, le sue strutture logistiche e informatiche per contribuire alla realizzazione di una campagna vaccinale senza precedenti. La vaccinazione, quando sarà aperta a tutti coloro che ne faranno richiesta dopo la prima fase dedicata alle categorie protette, potrà essere prenotata oltre che online e tramite call center, direttamente all’Atm Postamat inserendo la propria tessera sanitaria, o attraverso i palmari in dotazione ai portalettere

Sono 836 i nuovi casi, su 25.710 tamponi processati. Salgono lievemente rispetto ai numeri di ieri.

La Sicilia è 6ª nel contagio.

I decessi sono 23, in calo rispetto agli ultimi giorni, ed il totale è di 3.657.

Attualmente i positivi sono 39.266, con un decremento di 288 casi rispetto a ieri.

I guariti sono 1.101.

Negli ospedali continuano a diminuire i ricoveri che adesso sono 1.405; 21 in meno rispetto a ieri ma scendono anche quelli in terapia intensiva che sono 177, 5 in meno rispetto a ieri.

I nuovi casi per province:

Catania 244

Palermo 254

Messina 110

Trapani 60

Siracusa 64

Ragusa 9

Caltanissetta 60

Agrigento 27

Enna 8.

Un uomo di 76 anni a bordo della sua Seat Ibiza travolge un pedone sulla Naro-Canicattì, un pensionato di 85 anni di Palma di Montechiaro, deceduto in ospedale dove era stato trasportato in gravissime condizioni con l’elisoccorso del 118

Sul posto è giunta una pattuglia dei carabinieri di Naro che ha ricostruito la dinamica dell’incidente, accertando che il pensionato stava attraversando la statale a piedi quando è sopraggiunta l’auto che l’ha travolto. Si configurerebbe per l’investitore, l’ipotesi di omicidio stradale

 

 

Dall’ex consigliere e assessore comunale di Agrigento, Angelo Principato, riceviamo e pubblichiamo:

Nella seconda decade di gennaio, sono stato caratterizzato da febbre alta e
da una sintomatologia a carico dell’apparato respiratorio, ho dato
comunicazione tramite il mio medico curante alla struttura sanitaria USCA.
Questa ha aperto un protocollo sanitario per iniziare, ove si fosse reso
necessario, idonea terapia domiciliare al fine di stabilizzare l’insorgenza di
una sintomatologia già grave.
Nonostante terapia domiciliare da parte del medico curante, il quadro clinico
poco chiaro, mi ha suggerito di recarmi presso la struttura di Medicina
Covid-19 dell’ ospedale S. Giovanni di Dio di Agrigento, dopo aver eseguito
un accurato consulto medico ospedaliero nella mattina del 25 gennaio.
Una realtà fuori dall’immaginario, un impatto surreale dove l’autoambulanza
del 118 ti canalizza in un tunnel protetto, sanificato, (pronto Soccorso) per
potere procedere ai primi accertamenti del caso.
Fatte queste premesse vengo trasferito nel reparto di Medicina-Covid con
tutto l’iter di visita medica (esame toracico, elettrocardiogramma,
misurazione della saturazione del sangue, pressione, temperatura) e
l’ossigeno-terapia. Ho potuto constatare quanto i medici, paramedici e
operatori sanitari fossero non solo pronti ad affrontare il volume sempre
maggiore di difficoltà presenti nel reparto ma capaci di avere amorevoli cure
verso tutti.
Nei loro sguardi ho letto l’umiltà nel cercare il confronto e una
professionalità che è stata sempre contrassegnata da premurose attenzioni
verso tutti i pazienti, giovani, meno giovani. Sembrava che una luce
interiore, perennemente accesa, desse maggiore presenza e forza alla loro
presenza fisica diuturna, quasi che il reparto fosse parte della propria
famiglia. Instancabili, sempre pronti a rispondere alle chiamate dei pazienti,
dando loro quel conforto che talvolta la sola medicina non può dare.
Non vorrei tediarvi più di tanto, ma era doveroso che io lasciassi una
testimonianza affinché le istituzioni pubbliche, ognuno per le rispettive
competenze prestino la massima attenzione alle strutture sanitarie del nostro
territorio, migliorandone le capacità strutturali e le dotazioni infrastrutturali
che possano essere utili sia in situazioni di emergenza, come questa che
stiamo vivendo, ma anche per l’ordinaria gestione delle innumerevoli
patologie che affliggono purtroppo il genere umano.
Questa mia vicenda, risoltasi positivamente, mi ha spronato ancor più a
proseguire nel nostro impegno in favore della città e degli Agrigentini. E ha
rinsaldato la convinzione che non ci può essere vita autentica se viviamo il
rapporto con gli altri senza il Signore. Rischiamo di essere indaffarati per
niente, se perseguiamo – stoltamente – nell’egoismo e nella lontananza degli
insegnamenti del Signore.
Per essere vita d’amore, la vita di un cristiano deve avere lo stesso
dinamismo di quella di Cristo, essere cioè un movimento d’amore verso Dio
e verso i fratelli.

Angelo Principato

La vicenda risale all’ormai lontano 2012 quando, come si ricorderà, l’Ing. Salvatore Callari, Dirigente dell’Area Tecnica del Consorzio A.S.I. di Agrigento in liquidazione – Gestione Separata dell’IRSAP, subìto il recesso dal rapporto di lavoro con provvedimento dell’allora commissario straordinario geometra Alfonso Cicero, con ricorso patrocinato dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, aveva impugnato il licenziamento disciplinare intimatogli ed il Tribunale di Agrigento, in funzione di Giudice Unico del Lavoro, in accoglimento del ricorso, lo aveva prontamente reintegrato, con conseguente condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno in misura pari alla retribuzione globale dalla data del licenziamento alla data dell’effettiva reintegrazione, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali e oltre la condanna alle spese legali.

Il Giudice del Lavoro di Agrigento, infatti, aveva definito ingiustificato il licenziamento ed escluso la sussistenza di una qualsiasi forma di responsabilità disciplinare dell’Ing. Callari.

La superiore statuizione veniva poi confermata dalla Corte d’Appello di Palermo, sezione controversie di lavoro, previdenza ed assistenza, che rigettava il reclamo proposto dal Consorzio ASI.

Il Consorzio, tuttavia, persisteva e, in persona del legale rappresentante Geom. Alfonso Cicero, proponeva un ricorso davanti la Suprema Corte di Cassazione che, ancora una volta, confermava la nullità del licenziamento disciplinare, condannando il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale ASI di Agrigento al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in euro tremilacinquecento, oltre accessori.

L’Amministrazione, però, non provvedeva a liquidare le suddette somme così costringendo l’Ing. Salvatore Callari a ricorrere nuovamente in giudizio, sempre assistito dall’Avv. Girolamo Rubino, al fine di ottenere l’esecuzione della sentenza nella parte in cui, appunto, la Suprema Corte aveva condannato il Consorzio ASI di Agrigento al pagamento, in favore dell’Ing. Salvatore Callari, delle spese processuali del giudizio di legittimità.

Il T.A.R. Sicilia – Palermo, in accoglimento del ricorso proposto dall’Ing. Salvatore Callari, ha condannato il Consorzio (ASI) di Agrigento in liquidazione, gestione separata dell’IRSAP, al pagamento dell’ importo liquidato in sentenza, entro il termine di sessanta giorni.

Con lo stesso provvedimento, inoltre, il T.A.R. ha nominato, quale Commissario ad acta, il Segretario Generale del Comune di Aragona, per il caso di ulteriore inerzia dell’Amministrazione, a sua volta nuovamente condannata al pagamento delle spese processuali del giudizio di ottemperanza, oltre al pagamento di una somma di denaro, determinata nella misura di dieci euro, per ogni giorno di ulteriore ritardo nell’esecuzione del giudicato, ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

Ad Agrigento la Guardia di Finanza, nei pressi della stazione ferroviaria, ha intercettato, bloccato e denunciato un giovane di 20 anni, di Agrigento, che, nottetempo, con una transenna di ferro, una sorta di spranga, avrebbe devastato circa 50 tra automobili e moto, rompendo decine di specchietti, parabrezza e ammaccando le carrozzerie, tra le vie Garibaldi ed Empedocle. All’autorità giudiziaria risponderà di danneggiamento aggravato. Non è stato arrestato perché non ricorre la flagranza di reato.