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Passa al sesto posto in Italia la regione Sicilia relativamente ai nuovi contagiati. Nell’Isola, infatti, si registrano nuovi 478 positivi su oltre 22 mila tamponi processati. In calo anche il numero dei decessi che nelle ultime 24 ore sono 22. I guariti sono 533.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 137, Messina 117, Catania 107, Siracusa 55, Trapani 21, Caltanissetta 18, Ragusa 13, Agrigento 6 ed Enna 4.

 

 

Dopo 100 giorni di didattica a distanza, gli studenti delle scuole superiori da stamane sono tornati in classe ma nella formula del 50% dei 240 mila delle secondarie di secondo grado.

Lo scorso lunedì invece, erano rientrato a scuola il 100% degli alunni delle seconde e terze medie, che fino allo scadere della zona rossa, avevano usufruito completamente della Didattica a Distanza.

Questo differimento operato per il rientro a scuola aveva l’obiettivo di consentire agli istituti scolastici e ai servizi territoriali come i trasporti, di ottimizzare i servizi, potendo monitorare anche l’andamento della curva epidemiologica.

Un differimento del ritorno a scuola che aveva l’obiettivo di consentire agli istituti scolastici e ai servizi territoriali (inclusa l’applicazione dei Piani provinciali per il rafforzamento dei trasporti) di ottimizzare l’organizzazione, monitorando, al contempo, l’andamento della curva epidemiologica.

Stefano Suraniti, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia,ha programmato per oggi la visita all’istituto Ipsseoa “Pietro Piazza” di Palermo e domani al “Francesco Ferrara” di Palermo.

“Il rientro in presenza – viene spiegato – permette alle studentesse e agli studenti siciliani di vivere la scuola nella dimensione relazionale e nella dimensione formativa, con una riscoperta della socialità, accompagnata dalle misure di sicurezza e prevenzione. La didattica in presenza consente di valorizzare ulteriormente le eccellenze e di tutelare maggiormente gli alunni più a rischio dispersione e povertà educativa”.

Secondo gli investigatori – che stanno ricostruendo i contorni della morte di Piera Napoli, di anni 32, cantante neomelodica –  Salvatore Baglione, 37 anni, ha ucciso la moglie  nel corso dell’ennesima lite.

La donna si trovava nella stanza da bagno e avrebbe detto al marito che non lo amava più e che avrebbe deciso di lasciarlo.

L’indagato sostiene che era a conoscenza di una relazione extraconiugale della consorte che andava avanti da quattro mesi.

E’ quanto ha raccontato Baglione al pm Federica Paiola e al capitano della compagnia dei carabinieri di San Lorenzo, Simone Calabrò nel corso dell’interrogatorio. Mentre la donna era seduta in bagno il marito, avrebbe preso un coltello di 35 centimetri con una lama di 20 e le ha inferto diverse coltellate sul viso, al capo e sul tronco. Non appena ha visto che la moglie non si muoveva più ha coperto il corpo, ha nascosto il coltello sporco di sangue in un soppalco nello sgabuzzino, si è cambiato e ripulito e a questo punto pare abbia svegliato i figli, che a suo dire non si erano accorti di nulla e li ha accompagnati dai nonni.

Questo particolare è al centro di indagini da parte dei carabinieri. Non si sa se tutti i figli, o uno di loro fosse o meno in casa. Una volta tornato a casa Baglione si è preparato una valigia con dentro alcuni indumenti e si è presentato alla caserma dei carabinieri, confessando subito di avere ucciso la moglie e rivelando ai militari dove si trovava il coltello. La valigia, ha detto ai militari dell’Arma, serviva per quando sarebbe andato in carcere.ù

I carabinieri arrivati in casa con il pm e il medico legale, hanno trovato nella stanza da bagno la scena descritta dall’uomo.

Nel pavimento c’era il cadavere della donna coperto che presentava evidenti tracce di colpi di arma da taglio.
Nello sgabuzzino è stata trovato il coltello sporco di sangue.

Ieri sera Salvatore Baglione è stato fermato e portato in carcere al Pagliarelli.

La Provincia di Agrigento effettuerà a breve interventi sul movimento franoso che da tempo interessa un tratto della strada provinciale numero 24 Cammarata-Santo Stefano di Quisquina, ed esattamente in contrada Filici. L’Ufficio gare ha aggiudicato la relativa gara d’appalto, che si è svolta in modalità telematica, all’impresa Dm Costruzioni, con sede a Favara, che ha offerto un ribasso del 33,434% sull’importo di 450.695 euro. Si tratta di lavori progettati dallo staff tecnico del Settore Infrastrutture Stradali, e che prevedono gli scavi di sbancamento e la realizzazione degli opportuni drenaggi delle acque provenienti dalle quote più elevate. Sarà recuperato inoltre il cassonetto stradale, poi bitumatura e collocazione di nuove barriere di protezione.

A Palermo un ragazzo di 16 anni è stato arrestato dai Carabinieri nel quartiere dello Sperone per detenzione di droga. Il cane antidroga Ron, pastore tedesco, è riuscito a fiutare e individuare 5 chili e 500 grammi di hashish, nascosti nell’abitazione del 16enne. La Procura presso il Tribunale per i Minorenni ha disposto, in attesa della convalida dell’arresto, la misura cautelare nel carcere “Malaspina”. La droga è stata sequestrata.

A Ramacca, in provincia di Catania, due minorenni di 14 e 15 anni hanno appiccato il fuoco ad un’automobile ed hanno registrato col telefonino il video della loro prodezza, che poi i Carabinieri hanno trovato sul loro cellulare. Sono stati denunciati per danneggiamento seguito da incendio al Tribunale per i minorenni di Catania. L’episodio risale allo scorso 12 gennaio. L’incendio dell’auto di un 40enne è stato ritenuto accidentale. Poi è stata scoperta la verità. Il movente, secondo gli investigatori, sarebbe da collegare a pregressi dissapori tra il figlio della vittima ed i due denunciati.

Ad Agrigento, ricorrendo l’evidenza della prova, la pubblico ministero della Procura, Elenia Manno, ha disposto la citazione a giudizio, scavalcando il filtro dell’udienza preliminare, a carico di 26 imputati abitanti a Villaseta, sorpresi durante un controllo, il 26 agosto del 2016, in flagranza di reato di furto aggravato allorchè si sono allacciati abusivamente alla rete idrica. In particolare, si tratta di residenti che abitano nelle vie Ponza, Levanzo, Anacapri e Isola delle femmine.

La Sicilia è la prima regione ad avviare, con Poste Italiane, il sistema di prenotazione online dei vaccini. Il servizio attivo dal mattino di oggi.

Sono 574 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 24.633 tamponi processati fino a domenica, con una incidenza di positivi poco sopra il 2,3%, ovvero un tasso nuovamente in discesa. La regione torna ottava nel contagio in Italia come due giorni addietro. Le vittime sono state 25 e portano il totale a 3.682. Gli attualmente positivi sono 39.009, con un decremento di 257 casi rispetto al precedente bollettino. I guariti sono 806. La distribuzione nelle province vede Palermo in testa con 213, poi Catania 153, Messina 98, Siracusa 55, Trapani 17, Caltanissetta 14, Agrigento 10, Ragusa 10, Enna 4. Negli ospedali continuano a diminuire i ricoveri che adesso sono 1.376, 30 in meno rispetto al precedente report, ma non aumentano quelli in terapia intensiva che sono 178, solo uno in più. Nel frattempo la Sicilia è la prima regione d’Italia ad avviare il sistema di prenotazione online del vaccino anticovid, predisposto dalla Struttura commissariale nazionale per l’emergenza pandemica e realizzato da Poste Italiane. A partire dalle ore 10 del mattino di oggi, i cittadini siciliani con più di 80 anni, compresi tutti gli appartenenti alla classe 1941, possono accedere al formprenotazioni.vaccinicovid.gov.it che sarà raggiungibile anche attraverso il sito web della Regione Siciliana, il portale siciliacoronavirus.it e tutti i siti delle Aziende del sistema sanitario regionale. Da oggi è quindi possibile accedere al sistema online che consente di scegliere il Centro vaccinale siciliano più vicino e quindi prendere l’appuntamento per la somministrazione. Per la prenotazione, oltre ai dati anagrafici, il sistema richiederà anche la tessera sanitaria. E’ possibile prenotarsi anche attraverso un call center dedicato, telefonando al numero verde 800.009.966 attivo da lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18, esclusi sabato e festivi. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Con la vaccinazione dei siciliani fino alla classe 1941 inizia una nuova fase della stagione di contrasto al coronavirus. Assieme ad altre Regioni, abbiamo scelto di aderire al progetto informatico e logistico della struttura del Commissario nazionale per l’emergenza e siamo particolarmente orgogliosi di essere i primi in Italia in questo servizio”. E l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, aggiunge: “Poste Italiane ha messo a disposizione le sue competenze, le sue strutture logistiche e informatiche per contribuire alla realizzazione di una campagna vaccinale senza precedenti”. In Sicilia i cittadini che rientrano in questa fase del target over 80 sono circa 320mila. Si ricorda che il vaccino è gratuito.

La tristissima vicenda venuta fuori dopo che un solo quotidiano on line aveva pubblicato la notizia del siluramento del Cardiologo-Emodinamista Giuseppe Caramanno ha aperto scenari tipici pirandelliani dai quali, (senza che nessuno ce lo avesse suggerito…) prima ci ha tenuti ben lontani dal partecipare ma oggi, con le nuove scenette e soprattutto i nuovi personaggi che si sono aggiunti, impongono una seria riflessione su quanto sta accadendo.

Come spesso non accade, ma accade, questa volta ci sentiamo pienamente nel diritto di scendere in campo per il semplice fatto che questo giornale, da sempre e soprattutto da solo, ha lanciato campagne editoriali fortissime contro l’Asp di Agrigento e a tutti i politici della Regione siciliana che ruotano attorno al comparto sanità.

Dai tempi di Ficarra, il noto “risparmiatore” fino ad arrivare all’anno scorso, quando ad Agrigento qualcuno ha “avuto il lusso” di morire di malaria per la mancanza di un reparto di malattie infettive all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Oggi, con una allarmante semplicità, pochi (per fortuna) dimenticano e cancellano con un colpo di spugna quanto ciò accaduto. Ed invece di sorridere in faccia ai “muti per necessità” sciorinano con poca eleganza epiteti contro chi si è esposto in modo pesante, rischiando non solo minacce di querele ma anche di ben altra natura. Ma tant’è. Continuiamo a mantenere le spalle larghe e pienissima consapevolezza di non appartenere a questo o a quell’altro “clan” politico.

L’unico clan al quale apparteniamo fino ai capelli è quello del rispetto e del diritto della salute di ogni cittadino, di ogni paziente che ha bisogno di cure. Aggiungiamo fieri: “Felicissimi di appartenere a questo clan”. La storia, come quella di Garibaldi e Napoleone è scritta; il nostro archivio, accessibile a chiunque, è la nostra storia. E la storia non si può cancellare.

La polemica mediatica con i vertici politico-sanitari infuocò con l’avvento del Covid 19, sempre in piena solitudine. E mentre l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza chiedeva conto (ma senza avere ragione) sui miei articoli, l’altra politica che adesso sta uscendo fuori per misere battaglie personali mostrava un assordante silenzio.

Arrivò il nuovo Commissario all’Asp e fiduciosi, attendemmo una svolta sanitaria agrigentina che prima nessuno aveva mai saputo dare. Zappia si presentò con un curriculum di tutto rispetto e l’ottimismo era sempre più crescente.

Ad Agrigento, come purtroppo sta accadendo adesso (vanamente) con il primario Giuseppe Caramanno basta un nonnulla per abbattere decine e decine di anni di prestigiosa professionalità. Basta un titolo di un articolo per creare scompiglio e depistaggi.

Non possiamo e soprattutto non dobbiamo entrare nel merito di quanto accaduto dopo il “siluramento” di Caramanno da Capo Dipartimento; le questioni tecniche non fanno parte del nostro lavoro. Denunciamo se in ospedale mancano i guanti; denunciamo se l’ospedale è sporco; denunciamo se in ospedale mancano le mascherine; denunciamo se in ospedale accade di tutto. Abbiamo anche denunciato che a Canicattì c’è un primario di Cardiologia non particolarmente aduso ad ascoltare i consigli di un Direttore Generale dell’Asp ma di un soggetto che oggi ha aperto i conti con la Legge.

Di contro non possiamo dare soluzioni con algoritmi e teoremi più che pitagorici per capire se è meglio o peggio chiudere un reparto rispetto ad un altro oppure se occorre mantenere le prestazioni aggiuntive (ndr). Pensate che questo sia un problema che può risolvere un giornalista?

Certo, fa specie se il Commissario Zappia si meraviglia del “tanto rumore” attorno alle vicende Caramanno e Li Calzi. Un titolo di quel genere che colpisce un professionista con tanto di storia (e non sulla carta) non può non fare rumore.

I siluri si usano in guerra, nella battaglia navale; ma soprattutto i siluri si usano per colpire ed affondare l’avversario, il nemico.

Giuseppe Caramanno non è un nemico da abbattere ma è un professionista; ha un grande “difetto”: invece di usare i siluri come il collega giornalista, si arma di buona volontà e salva ogni giorno almeno due vite umane, ottimamente collaborato da una equipe di elevata professionalità.

Oggi l’Emodinamica agrigentina è certamente fra le più brillanti non solo in Sicilia ma anche nel Mezzogiorno d’Italia. Strano, ma vero! Un dato, questo, che non può e non deve passare inosservato per nessuno. Tutti inclusi.

Così come è storia il fatto che in molti (che riconoscono i nostri precedenti e non cancellano con una spugna tutto quanto di buono effettuato), hanno chiesto sulle nostre pagine di facebook (ma anche con tante mail) il perché del nostro provvisorio quanto provvidenziale silenzio su un cortile mediatico che non ci appartiene ma che oggi si è fatto assai antipatico, che colpisce un professionista come Giuseppe Caramanno.

Ma continuiamo ancora.

Quando si parla di professionalità Giuseppe Caramanno non ha bisogno le difese di chicchessia. Oggi sorgono come funghi interventi di politici che hanno tanto il sapore di battaglie contro altri più che vere e proprie difese della professionalità. Ci chiediamo dove erano appena un anno fa molti onorevoli agrigentini quando il sottoscritto sbraitava da questo giornale che in ospedale e perché no, anche in Emodinamica, mancavano persino i guanti per potere operare?

Da qualche mese il risveglio pre-primavera. Alcuni deputati regionali scrivono almeno una interrogazione al giorno per svariati motivi. Leggere, però, una amorfa difesa a favore di Caramanno fa male anche agli occhi.

Quando c’era bisogno di interventi duri e decisi, nessuno parlava; oggi che c’è una guerra da combattere contro il nemico politico ci si inventano persino le note stampa.

Che si tratti di una guerra personale è chiaro. Non fosse altro perché a “difendere” il dott. Caramanno è stato un politico che prima ha chiesto l’accesso agli atti per capire meglio la vicenda del siluramento (Canicattì-Licata) e successivamente (ieri) ha dichiarato l’esatto contrario: “Canicattì e Licata non sono figli di un dio minore…”

E allora: si amu a cugliuniuari, cugliuniamu; se vogliamo avere una sanità più efficiente ci si deve comportare diversamente.

Poi ieri, l’intervento di un consigliere comunale; poi l’ex sindaco che forse per un momento avrà dimenticato di essere stato il principale ufficiale sanitario anche quando in ospedale mancavano le mascherine.

In questo teatrino poco edificante si specula e si gioca con la figura di un professionista serio e capace come il dott. Caramanno, il quale certamente non ha bisogno di difese di ufficio da questo o dall’altro politico.

Agrigento da sempre, ma soprattutto nell’ultimo anno, ha vissuto momenti drammatici con la sanità ed oggi sorge spontanea la domanda: “Ma dove eravate?”

Infine, non posso non sottolineare la bella impressione che mi ha fatto l’on. Di Mauro quando parlammo più volte per motivi giornalistici di sistemare la sanità agrigentina. Grandi propositi, grandi progetti e grandi idee.

Purtroppo, nella vita, non si vive di soli propositi ma occorrono i fatti. Di Mauro, in questo momento, ha lasciato fuori i fatti ed ha messo dentro i buoni propositi.

Troppo poco, onorevole. Continuiamo ad avere fiducia in lei, ma si sbrighi…

N.B. Perché questo titolo? Agrigento, purtroppo, è nota come la città dei mandanti e degli esecutori materiali. Non c’è una cosa che tu faccia se dietro non c’è qualche occulto suggeritore. Tutto ciò emerge con grandezza quando si parla di politica. Ed ecco quindi: se scrivi di Gallo, il suggeritore è Iacolino; se scrivi di Iacolino, il suggeritore è Gallo; se scrivi di Di Mauro, il suggeritore è Pullara; se scrivi di Pullara, il suggeritore è Di Mauro; se scrivi della Savarino, il suggeritore è Di Mauro; se scrivi di Di Mauro, i suggeritori sono la Savarino e Gallo.

La cosa più bella è la seguente: se scrivi, è perché te lo suggerisce Di Mauro; se non scrivi è perché…te lo suggerisce Di Mauro!!!

Va campa…

In un bordello credo che ci siano meno difficoltà oggettive…

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha convalidato l’arresto, per uno soltanto dei capi di imputazione, del fisioterapista di Agrigento, A G sono le iniziali del nome, 60 anni, al quale si contestano tre ipotesi di abusi sessuali a danno di altrettante presunte vittime. In occasione dell’interrogatorio, il fisioterapia, si è avvalso della facoltà di non rispondere. All’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Scozzari, sono stati concessi gli arresti domiciliari. La pubblico ministero Paola Vetro ha invece proposto la custodia in carcere, ed ha annunciato che ricorrerà all’incidente probatorio insieme alle tre vittime per “cristallizzare” la prova. I Carabinieri hanno compiuto intercettazioni audio e video nello studio del fisioterapista dopo la denuncia della madre di una ragazza che avrebbe mostrato insofferenza a recarsi alle sedute rivelando il perché.