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“Il massacro delle foibe, gli orrori compiuti nei confronti di migliaia di italiani in Istria e nella Dalmazia, durante la seconda guerra mondiale e anche dopo la sua fine, sono stati a lungo dimenticati dalla storia. Una memoria che si era persa e che adesso grazie a una legge e con la testimonianza di alcuni sopravvissuti è stata recuperata. Una tragedia che al pari di tante altre deve unire gli italiani nel ricordo e diventare monito affinché la nostra società progredisca verso un sempre maggior rispetto delle minoranze”. Lo affermano i deputati regionali di Attiva Sicilia Angela Foti, Elena Pagana, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Matteo Mangiacavallo in occasione del Giorno del Ricordo.

Dopo un drammatico 2020 in prima linea contro la pandemia, per le Rsa e le strutture socio sanitarie siciliane il 2021 si preannuncia non meno difficile. “Nonostante la contrazione dei ricoveri dovuta al Covid 19 – dice Francesco Ruggeri, presidente della sezione ‘Strutture socio-sanitarie’ di Sicindustria – continuiamo a garantire i servizi e i posti di lavoro. Ma senza un sostegno economico le strutture non saranno in grado di poter continuare a garantire gli standard attuali”.

È per questo che Sicindustria chiede al presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore alla Salute, Ruggero Razza, il riconoscimento anche per quest’anno, a titolo di ristoro, del 90 per cento della quota di budget assegnato e che, a causa della pandemia, non può essere coperto dalle prestazioni rese e rendicontate mensilmente.

“Si tratterebbe – continua Ruggeri – di un segnale importante verso un comparto che sta pagando un prezzo molto alto, ma che continua a supportare quotidianamente la sanità pubblica, garantendo la massima assistenza e professionalità ai propri ospiti e pazienti”.

“Quanto è emerso nel corso del processo per la cd “Trattativa Stato-mafia”, riguardo le dichiarazioni rese al Csm il 30 luglio del ‘92 da Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, in merito a quanto le avrebbe detto Paolo Borsellino dopo la morte del fratello, pone interrogativi in merito alla competenza – o quantomeno all’opportunità – che sia la Procura di Palermo a gestire processualmente la vicenda che riguarda i verbali delle audizioni dei magistrati dell’allora Procura”.
Ad affermarlo è Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari delle vittime di mafia dell’Ass. “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.
“Si tratta di verbali di recente acquisiti dal procuratore generale Roberto Scarpinato, dopo che alcuni di questi verbali erano stati già depositati dagli avvocati Basilio Milio e Francesco Romito, difensori legali degli ex Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno.
Anna Falcone, in particolare ha reso dichiarazioni in merito a quanto appreso dal fratello Giovanni prima che questi venisse ucciso, relativamente ai problemi che il giudice aveva con l’allora Procuratore Giammanco, tanto da essere costretto a lasciare la Procura.
In particolare – prosegue Ciminnisi – al Csm narrò un episodio raccontatole dal fratello lo stesso giorno che aveva lasciato la Procura di Palermo, dopo una scenata rivolta a Giammanco dinanzi  a tutti i Sostituti.
Di questo episodio ne aveva narrato a Paolo Borsellino, il quale aveva suggerito a lei e alla sorella di avere calma e aspettare il momento opportuno per parlarne, poiché era molto vicino a scoprire delle cose tremende.
Le “cose tremende” che stava per scoprire Borsellino, erano relative ad aspetti che riguardavano l’allora Procura di Palermo?
Considerata questa ipotesi – che appare tutt’altro che peregrina – e considerata la possibilità che magistrati dell’allora Procura possano essere sentiti come testi, mi trovo a chiedere se non si ritenga opportuno, se non doveroso, trasferire gli atti a Caltanissetta in quanto sede competente per indagini che possono riguardare i magistrati di Palermo.
Peraltro, in considerazione del fatto che la cd “Trattativa Stato-mafia”, a parere dei magistrati di Palermo che se ne occupano, avrebbe accelerato l’uccisione del giudice Borsellino, mi chiedo anche come mai avendola collegata in qualche modo alla strage di Via D’Amelio gli atti non siano stati trasmessi già a suo tempo a Caltanissetta, sede deputata a condurre le indagini.
Una scelta oggi più che mai necessaria – conclude Giuseppe Ciminnisi – a seguito delle motivazioni della sentenza di secondo grado del Borsellino Quater, che induce ad approfondire quali furono le cause che portarono alla strage di Via D’Amelio, individuando nell’indagine mafia-appalti una delle importanti concause che indussero “cosa nostra” ad accelerare i tempi dell’uccisione di Borsellino, forse troppo vicino a scoprire delle “cose tremende”.

Oggi, Palma di Montechiaro ha voluto celerare, con una cerimonia sobria per via della pandemia Covi 19, la Giornata del Ricordo delle Foibe per omaggiare la memoria di migliaia di italiani che persero la vita per mano del maresciallo killer comunista Tito.
Il sindaco, Stefano Castellino e il presidente del Consiglio comunale, Domenico Scicolone, e il corpo dei Vigili urbani si sono recati proprio in via Martiri delle Foibe che alcuni anni fa ha cancellato proprio la via Tito con sottofondo l’Inno di Mameli. Prima della deposizione della corona di alloro, è stato eseguito “Il Silenzio”.
“Anche nella nostra città è stata una giornata di lutto – dice il sindaco Stefano Castellino – tanto che le bandiere di Palazzo degli Scolopi sono state poste a mezzasta. Abbiamo voluto rispettare la memoria di tanti nostri connazionali trucidati dalla furia assassina del maresciallo Tito a cui Palma, purtroppo, aveva anche dedicato una via. Una via che era considerata un obbrobrio tanto che alcuni fa è stata eliminata e ribattezzata Martiri delle Foibe”.

Il Sinalp Sicilia assieme ad altre organizzazioni sindacali è stato convocato in V Commissione del Parlamento Siciliano giorno 9 febbraio per l’ormai annoso problema degli Assistenti all’Igiene Personale degli alunni disabili e degli Assistenti alla Comunicazione ed il loro diritto alla sopravvivenza.

Per l’ennesima volta la Regione Siciliana ritorna sul futuro di questi lavoratori che sono stati di fatto abbandonati dalle istituzioni dopo che le stesse istituzioni li hanno formati e preparati professionalmente, investendo anche notevoli somme per dare vita a veri professionisti in grado di saper gestire i nostri ragazzi disabili in maniera ottimale.

Questo investimento ha posto la Sicilia tra le migliori regioni italiane per capacità professionale nella gestione della disabilità a scuola, rispettando il diritto costituzionalmente garantito all’integrazione dei nostri giovani.

Purtroppo, come troppo spesso succede, la burocrazia ci mette di suo creando storture ed impedimenti che vanificano quanto di buono realizzato.

Ancora oggi si pone il problema della gestione del servizio attraverso le ex provincie, i comuni e le cooperative sociali.

Questo sistema, da tempo denunciato dal Sinalp, crea una filiera frammentata  ed eccessivamente dispersiva che va a scapito dei ragazzi disabili, delle loro famiglie e di conseguenza anche dei lavoratori.

Spesso il sistema, a causa del suo alto costo di gestione, non garantisce ai ragazzi disabili la fruizione dell’intero anno scolastico perchè i soldi finiscono prima della fine della scuola o il servizio inizia in ritardo sempre per i soliti impedimenti burocratici.

All’interno di questo difficile quadro del settore disabilità scolastica, per farci ulteriormente del male, il Governo Nazionale  entra a “gamba tesa” ed interpretando le normative nazionali che sanciscono il diritto all’integrazione sociale e scolastica dei disabili come riportato nell’articolo 13, comma 3 della Legge 104/1992, introduce con il beneplacito di alcune OO.SS. nel CCNL della Scuola la mansione di assistente all’igiene personale degli alunni disabili al personale scolastico ATA.

Questa intromissione degli ATA, nella gestione della disabilità in merito all’assistenza ed all’igiene personale degli alunni disabili, ha completato l’opera distruttiva già avviata dalla pletorica gestione del sistema delle Cooperative sociali.

Oggi ci ritroviamo il personale ATA che il più delle volte, e per noi correttamente, si rifiuta di svolgere questa delicatissima mansione appellandosi al fatto che il CCNL della scuola riportava la  dicitura che stabiliva che tale personale, oltre alle altre mansioni, «poteva pure» svolgere questo tipo di assistenza.

L’uso del termine “poteva” fu interpretato quindi nel senso che il singolo collaboratore poteva, appunto, legittimamente rifiutarsi di svolgere quella mansione; interpretazione dal Sinalp sempre condivisa.

Per chiarire questa “anomalia” discrezionale a favore del lavoratore il Ministero della Pubblica Istruzione, l’ANCI (Comuni), l’UPI (Province) e alcune Organizzazioni Sindacali, con esclusione delle O.S. Autonome come anche del Sinalp, sottoscrivono un’Intesa  il 12 settembre 2000 che invece di chiarire la posizione degli ATA ne complica ancora di più le condizioni.

Quindi nasce l’esigenza di emettere una Nota del Ministero della Pubblica Istruzione, prot. n. 3390/2001, che avrebbe dovuto chiarire l’obbligatorietà o la volontarietà delle mansioni del personale ATA in merito all’Assistenza all’igiene personale degli alunni disabili.

Ma anche con questo tentativo, la politica e la burocrazia ministeriale, non raggiunge lo scopo prefissato, complicando ancora di più il quadro normativo di riferimento e mettendo nel caos l’intero sistema di assistenza ai disabili.

In tutto questo ginepraio di norme e tentativi chiarificatori di una norma nata male e cresciuta peggio, chi  ne sta subendo le conseguenze sono in primis i ragazzi disabili ai quali viene negato il loro diritto alla socializzazione ed integrazione, le famiglie che lasciate sole ed abbandonate al loro destino sono costrette ad inventarsi di tutto pur di garantire ai loro figli questo diritto ed infine tutti quei lavoratori che pur avendo speso soldi e tempo per formarsi ed essere preparati professionalmente a gestire condizioni di indubbia difficoltà oggi sono fuori dal mondo del lavoro.

Il Segretario del Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone ha da tempo proposto, confortato dalla fattibilità dell’Ufficio Legale del Sinalp Sicilia,  la costituzione di un elenco, su base provinciale e gestito dalle ASP, di assistenti all’igiene personale degli alunni disabili al quale le loro famiglie possano attingere e scegliere l’assistente più idoneo rispetto alla disabilità da gestire.

Le famiglie, fatta la scelta dell’assistente ed ottenuto il relativo voucher,  autorizzerebbero la Regione Siciliana a corrispondere tale voucher al lavoratore per tutto il periodo scolastico.

Questo sistema razionalizzerebbe la “filiera” operativa, eliminando costi aggiunti che appesantiscono il sistema e umanizzando l’attività di assistenza che, ricordiamoci tutti, è sempre personale e fiduciaria visto che le famiglie debbono affidare i propri figli disabili nelle mani di estranei.

La proposta di prolungare l’anno scolastico fino al 30 giugno può trovare una flebile giustificazione nei giorni persi per quarantene e sanificazioni frutto dell’ossessione per la didattica in presenza, anche in periodi poco adatti all’assembramento. Respingiamo, invece, l’eventuale allusione alla Dad, che ha visto docenti e studenti impegnati a garantire e a garantirsi analoghe qualità e quantità di formazione. Ritenere che la didattica a distanza equivalga ad una sorta di sospensione della trasmissione di saperi o, cosa più grave, di ‘illecita’ vacanza, è offensivo verso docenti e studenti. Protrarre di qualche giorno un anno scolastico già particolarmente stressante è una foglia di fico che, tra l’altro, accrescerà i rischi del contagio qualora, per quella data, non saranno vaccinati docenti, studenti e personale scolastico”.

Così una nota del sindacato Unsic.  

Il Settore Attività Produttive e Politiche Comunitarie del Libero Consorzio Comunale di Agrigento informa che nell’ambito dell’attività del Piano Export Sud 2 (programma a favore delle aziende operanti nel Mezzogiorno d’Italia), ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, organizza una partecipazione collettiva in occasione della Fiera Vinexpo  di Parigi in programma dal 14 al 16 giugno 2021. I finanziamenti per le imprese interessate sono previsti, nell’ambito del PO FESR 2014-2020, dall’azione 3.4.1 “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale” del PON IC 2014-2020.   L’obiettivo di questa importante linea di finanziamento è quello di selezionare operatori siciliani nel settore “agroalimentare e vini”, al fine di partecipare a manifestazioni fieristiche, per promuovere l’ampliamento e il rafforzamento dei processi di internazionalizzazione delle PMI siciliane.

Il termine per aderire all’iniziativa, riservata alle aziende con sede operativa in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, scadrà il prossimo 15 febbraio 2021. Bando e scheda dell’azione sono pubblicati sull’home page del sito internet istituzionale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (sez. “In evidenza”), al link: http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13625

Via libera al terzo mandato per i sindaci dei comuni sotto i 5 mila abitanti e alla riduzione delle firme per presentare liste alle elezioni amministrative durante lo stato di emergenza. Sono i due emendamenti di Attiva Sicilia approvati oggi all’Ars nell’ambito della legge “Norme in materia di enti locali”.

Il terzo mandato per i sindaci dei piccoli comuni recepisce la legge nazionale 56 del 2014 e vale come limite massimo di mandati consecutivi: sono quindi possibili anche mandati ulteriori, sempre fino a tre consecutivi, purché dopo il terzo ci sia un’interruzione temporale idonea. “Si tratta di una norma che va incontro alle necessità delle piccole comunità – afferma Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata di Attiva Sicilia – Nei piccoli comuni, infatti, è sempre più difficile trovare persone che si impegnino in politica, a causa di spopolamento ed emigrazione”.

Per quanto riguarda la riduzione delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali alle amministrative, la norma adesso prevede che per tutto il periodo di permanza dello stato di emergenza, sarà sufficiente raccogliere un terzo delle firme previste dalla legge: “Una modifica alla norma – spiega Foti – dettata dal buon senso e che va nella direzione di limitare i contatti tra le persone e gli assembramenti in periodo di pandemia”.

Leggero aumento dei nuovi positivi al coronavirus in >Sicilia. Sono infatti 695 rispetto a l’altro ieri i nuovi positivi nell’Isola su più di 23 mila tamponi processati.

Si registrano, purtroppo, 29 nuove vittime che portano il totale a 3757 nella Sicilia. I guariti sono 1600, mentre i ricoveri negli oespedali sono diminuiti.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 218 nuovi casi, Catania 197, Messina 93, Agrigento 58, Siracusa 38, Trapani 33, Ragusa 23, Caltanissetta 22, Enna 13.

La comunità ecclesiale di Canicattì, insieme e concordemente alla Chiesa diocesana, loda il Signore per il dono della vita di Rosario Angelo Livatino, il cui martirio in odium fidei è stato riconosciuto dell’amato papa Francesco. Questa lieta notizia conforta e scalda i cuori credenti, incoraggia il proseguimento del cammino di fede lungo le strade della vita e della storia.

Il riconoscimento del martirio del nostro concittadino giunge come benedizione abbondante ed efficace durante il mandato episcopale del Vescovo Francesco Montenegro, nostro pastore. L’”Angelo della Chiesa” che è in Agrigento trovi consolazione nel sacrificio dell’annuncio del Vangelo e nel servizio alla Chiesa universale, sapendo che la fatica non è vana nel Signore (cfr 1 Cor 15,58). E ancora! La Grazia in questa stagione straordinaria è sovrabbondante, perché il cammino della Chiesa diocesana è sostenuto dal Vescovo coadiutore Alessandro. La inedita presenza dei due Vescovi ci rammenta la fraternità, lo sforzo di unità nella diversità, la via della sinodalità e della corresponsabilità, il “noi” plurale ecclesiale e sociale, la autorità episcopale che guida il popolo. Seguendo il Concilio, che ci invita a leggere i segni dei tempi, la Chiesa di Agrigento è chiamata a far risuonare in “coro” e con rinnovata forza il Vangelo, che si propaga per la presenza dello Spirito Santo che suscita i santi.

E la comunità ecclesiale di Canicattì – tralcio della Vigna del Signore -, memore e forte della tradizione umana e cristiana della città, dalla propria identità evangelica e culturale, è chiamata per prima ad essere testimone del futuro beato nella vita della Chiesa e nella società civile. Mentre il giudice Livatino è un beato con la palma del martirio, suppliziato nella persecuzione mafiosa che infuria in Sicilia, tutti noi, rimasti in vita, siamo chiamati a rendere pubblica ed evidente la testimonianza evangelica. La nostra comunità, nel vantarsi di essere la culla delle fede di Rosario Livatino, deve assumere il “dolce peso” di essere martyrium, segno della vita e del sacrificio del beato Magistrato. La regola laicale del Giudice Livatino deve essere la scelta quotidiana di ognuno, di una radicale sequela di Cristo. Saranno testimoni le nostre comunità parrocchiali, chiamate a dare ragione della speranza e della carità; lo saranno i presbiteri, le religiose e i religiosi, i diaconi, i gruppi, i movimenti, gli educatori, i catechisti, che sono la ricchezza dello Spirito Santo; testimoni saranno le famiglie, i singoli che risplendono della luce di Cristo con tutta la loro personalità; testimoni lo saranno le donne e gli uomini di buona volontà che, riconoscendo in Rosario Livatino l’uomo dalle virtù eroiche, ne imitano il modello esistenziale.

Oggi più che mai, come credenti, siamo chiamati a dare sempre di più un carattere pubblico e testimoniale alla nostra esperienza di fede: nel senso che l’esperienza di fede non può essere relegata nel privato, come un accadimento personale ed intimistico. Questo atteggiamento sembra essere una forma di compromesso della modernità, dell’individualismo imperante. Con Giuseppe Lazzati tutti e ciascuno dovremmo chiederci: “Che devono, dunque, fare i cristiani nella polis, oggi?” Una polis preda della mafia, che corrompe, che condiziona e soffoca l’economia, che altera e prevalica le relazioni. È cronaca recentissima come la nostra città è ancora assalita e preda della mafia; una polis in balia del malcostume, della droga, del gioco di azzardo, di cronici deficit. Una polis che è luogo dell’umano e, quindi, luogo teologico. In questa polis siamo chiamati alla diaconia politica. In questa missione invochiamo la intercessione del novello beato Rosario Angelo Livatino, coltivando l’idea e il proposito di poterlo invocare come co-protettore della città.

Con gli omicidi del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, del giudice Livatino, e con tutte le stragi e con tutto il sangue versato (anche quello degli stessi mafiosi) si è avuta l’impressione che il mondo sia in balia dei forti e dei potenti, ma la “buona notizia” del Vangelo sta nel far vedere come, nonostante la prepotenza e la violenza dei dominatori terreni, Dio trovi sempre il modo per realizzare il suo piano di salvezza. Anche la nostra vita a volte sembra in balia dei poteri forti, ma il Vangelo ci dice che ciò che conta, Dio riesce sempre a salvarlo, a condizione che usiamo lo stesso coraggio creativo del carpentiere di Nazaret, il quale sa trasformare un problema in un’opportunità anteponendo sempre la fiducia nella Provvidenza. Se certe volte Dio sembra non aiutarci, ciò non significa che ci abbia abbandonati, ma che si fida di noi, di quello che possiamo progettare, inventare, trovare. (Patris Corde, n. 5).

Un pensiero di suffragio per i genitori di Rosario Livatino, che hanno patito ai piedi della Croce di Cristo per la morte dell’adorato, unico figlio; per mons. Vincenzo Restivo, don Pietro Li Calzi, per Ida Abate e Giuseppe Carlino. Attendiamo nella preghiera, impegnandoci in un fioretto, il giorno della beatificazione, annunciato dai Vescovi per il 9 maggio prossimo venturo, in occasione della felice memoria della presenza di Giovanni Paolo II tra noi, che sarà celebrata nella venerabile e gloriosa Cattedrale di Agrigento. Vero e proprio talamo per la sposa e lo Sposo, la basilica Cattedrale è il luogo dove il Vescovo solennemente incontra il popolo, dove il Pastore consuma il sacrifico e lo offre al Padre, ubi Episcopus, ibi Ecclesia. San Gerlando, la cui festa sarà il 25 febbraio prossimo, ci ricorda che dobbiamo riconvertirci, dobbiamo ritornare a Cristo, seguendo la via dei santi. Affidiamo questa attesa a Maria Immacolata, mettiamo la nostra vita e quella della comunità Sub Tutela Dei.