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La polizia di Catania ha effettuato 9 arresti, nell’ambito di un’operazione contro un presunto gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti. Otto di loro si trovano tradotti in carcere e uno ai domiciliari.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo emesso dal Gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia etnea, anche i presunti responsabili di un tentato duplice omicidio commesso nel popolare rione Librino nel maggio del 2019. Il movente, ha ricostruito la Procura distrettuale, sarebbe stato legato alla gestione delle piazze di spaccio. Durante le indagini, la squadra mobile della Questura di Catania ha sequestrato armi e droga. Una conferenza stampa sull’operazione si terrà alle 10.30 nella sala riunioni del X Reparto Mobile della polizia di Catania.

Non solo lo conosceva, ma lo aveva anche affrontato, a parole. Salvatore Baglione, macellaio, attualmente in carcere ed indagato per l’omicidio della cantante neomelodica 32enne Pier Napoli, conosceva dunque il presunto amante di sua moglie.

La donna, uccisa con arma da taglio nel bagno di casa sua a via Vanvitelli a Palermo, aveva paura di suo marito, così come raccontano anche i familiari della donna. Lui era ossessionato da lei, la seguiva, ed era morbosamente geloso.

Il presunto amante di Piera Napoli, durante l’interrogatorio avrebbe confermato quanto Piera Napoli avesse paura del marito e temeva potesse farle qualcosa e già un mese addietro aveva chiamato la polizia per allontanarlo da casa.

I suoi amici intanto la ricordano come affetto e simpatia, dagli inizi della carriera di cantante, quando cercava la sua strada.
La sua voglia di fare e di lasciare il segno.

 

Il deputato regionale di Sciacca, Matteo Mangiacavallo, di “Attiva Sicilia”, annuncia che la giunta regionale ha stanziato oltre 8 milioni di euro per due progetti a Sciacca. Si tratta della realizzazione del Museo multi-disciplinare di Sciacca che ha ricevuto un finanziamento di 7 milioni di euro, con stazione appaltante la Soprintendenza di Agrigento. E la riattivazione del Teatro Samonà, che riceverà 1 milione e 300mila euro, con stazione appaltante il Dipartimento regionale tecnico. Lo stesso Mangiacavallo commenta: “ Sono particolarmente soddisfatto per questi due finanziamenti perché si tratta di somme che consentiranno di valorizzare due risorse importanti di Sciacca per una sua necessaria crescita culturale e turistica. In particolare, il museo multi-disciplinare arriva dopo un iter lunghissimo che risale al 1991, quando fu istituito con una legge regionale. A Sciacca ci sono sia la struttura per ospitarlo, cioè il complesso Santa Margherita, che le opere da esporre. Adesso, la realizzazione di questo progetto, che rappresenta una battaglia che porto avanti da sempre nell’interesse della mia città, appare finalmente più vicina

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati dal vicequestore aggiunto Giovanni Minardi, hanno arrestato dieci tunisini, sbarcati negli scorsi giorni a Lampedusa, perché, nonostante fossero già stati espulsi con decreto di respingimento, sono rientrati nel territorio nazionale, dalla frontiera di Lampedusa, prima del decorso dei tre anni dalla data del respingimento. Adesso, su disposizione della Procura di Agrigento, i dieci migranti sono ristretti ai domiciliari nel centro d’accoglienza dell’isola.

Cassa Depositi e Prestiti ha stipulato con il Comune di Palma di Montechiaro un prestito di 5 milioni e 500mila euro per progetti di riqualificazione energetica e gestionale degli impianti di pubblica illuminazione e dei dispositivi di sensoristica ambientale e di lettura contatori. In particolare, il progetto mira al riammodernamento degli impianti, all’efficientamento energetico, al rispetto degli standard di sicurezza e al contenimento dell’inquinamento luminoso. Il Comune commenta: “Da questi interventi di efficientamento e ammodernamento, il risparmio energetico annuale sarà di oltre 1 milione e 800mila chilowatt, con un risparmio in percentuale del 66%, che si traduce in un risparmio economico annuale atteso di oltre 400mila euro”.

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite la pubblico ministero Gloria Andreoli, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di cinque rom, tutti provenienti dall’ex Jugoslavia, presunti responsabili di decine di furti in appartamenti in Sicilia, tra Agrigento, San Leone, Montaperto, Villaggio Mosè, altri Comuni agrigentini e delle province di Caltanissetta ed Enna. I Carabinieri, nel corso delle perquisizioni, hanno recuperato parecchia refurtiva. I cinque rispondono di associazione a delinquere, furto e ricettazione.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, ha inflitto 10 mesi di reclusione a carico di Francesco Bonsignore, 55 anni, di Palma di Montechiaro, già arrestato il 3 marzo del 2018 dai Carabinieri perché sorpreso in possesso di 100 grammi di marijuana. Il giudice ha riconosciuto la “lieve entità” del reato, a fronte, invece, della condanna a 2 anni e 2 mesi proposta dalla pubblico ministero Chiara Bisso. La droga fu scoperta nel corso di una perquisizione domiciliare nascosta all’interno di un cesto per la raccolta della spazzatura.

Il “punto” sull’evoluzione della pandemia covid in Sicilia, tra contagi, l’eventualità della zona gialla e la campagna vaccinale in corso.

Continua a diminuire, anche se lentamente, il numero dei contagi Covid in Sicilia. Secondo il bollettino quotidiano diffuso dal Ministero della Salute sono 695 i nuovi positivi (nel precedente erano 744) su 22.360 tamponi processati, con una incidenza di circa il 3,1%, ancora in calo e al di sotto della media nazionale ferma al 4,1%. La regione adesso è la settima in Italia per numero di nuovi casi. In aumento le vittime che sono state 29 e portano il totale a 3.757. Le persone attualmente contagiate sono 37.587, con una diminuzione di 934 casi grazie a 1600 guariti. Buone notizie anche sul fronte dei ricoveri ospedalieri di pazienti Covid che adesso sono 1.278, 59 in meno. Diminuiscono anche quelli in terapia intensiva che sono 170, sei in meno. La distribuzione nelle province vede Palermo con 218 casi, Catania 197, Messina 93, Agrigento 58, Siracusa 38, Trapani 33, Ragusa 23, Caltanissetta 22, Enna 13. Nel frattempo, sulla base di questi dati, c’è già chi sollecita il passaggio della Sicilia a zona gialla fin da domenica prossima, 14 febbraio, come hanno fatto i deputati all’Assemblea Regionale di Fratelli d’Italia e il segretario regionale della Lega, Nino Minardo, con l’obiettivo di dare un po’ di fiato ad alcune attività commerciali per San Valentino e per i successivi giorni quando ci si avvicinerà a Carnevale. Ma il Governatore Nello Musumeci, pur non escludendo questa eventualità, ha tuttavia invitato alla prudenza così: “Aspettiamo i dati di domani, venerdì. Per cambiare colore dovremmo avere la metà dei contagi di oggi”. Nell’attesa prosegue a pieno ritmo la campagna vaccinale che ha ormai superato quota 100mila per quanto riguarda le persone che hanno completato il ciclo col richiamo. A questo proposito c’è da registrare la disponibilità manifestata dall’Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, attraverso la sua presidente, Barbara Cittadini, a mettere a disposizione le strutture associate per la somministrazione del vaccino sui territori, tramite accordi con le sedi regionali.

Tagli alle pensioni dei dipendenti regionali, blocco del turn over e delle assunzioni, aumento dei canoni del Demanio: i dettagli sulla finanziaria approvata dalla giunta Musumeci.

Altri particolari emergono nell’ambito della finanziaria appena approvata dalla giunta Musumeci, e proposta all’Assemblea Regionale per l’esame e l’approvazione definitiva entro il prossimo 28 febbraio al fine di scongiurare il ricorso ancora all’esercizio provvisorio. Nel testo è prevista la conferma dell’accordo con lo Stato per pagare a rate in 10 anni il disavanzo da 1 miliardo e 700 milioni di euro. Ciò libera risorse per oltre 400 milioni di euro utili al bilancio di previsione 2021 – 2023. E’ necessario però che nel frattempo intervenga positivamente il giudizio di parifica da parte della Corte dei Conti, atteso il 27 febbraio, del bilancio consuntivo del 2019. E sono altrettanti necessari tagli, contenimento della spesa almeno fino a 40 milioni di euro, e riforme, ovvero le condizioni poste dal governo di Roma per consentire la rateizzazione del disavanzo. Dunque, e tra l’altro, a pagare il prezzo dei nuovi tagli saranno i pensionati della Regione e i giovani che sperano in un posto di lavoro pubblico. Per i pensionati regionali è previsto un contributo di solidarietà per le pensioni superiori a 1546 euro, che sarà progressivo e trattenuto alla fonte. Concretamente si tratta di un taglio che nella media è dalle 20 alle 50 euro, e che aumenterà fino a quasi 80 euro per le pensioni superiori ai 5000 euro al mese. In percentuale il contributo di solidarietà è compreso tra lo 0,25% fino all’1,5%. L’altra misura impopolare sarà il nuovo blocco del turn over, ossia non si potranno sostituire i dipendenti in pensione. Nei prossimi anni si calcola che saranno in pensione circa 500 persone, e che si bloccheranno almeno 300 assunzioni. Tuttavia, ai dirigenti di alta fascia che gestiscono fondi europei è consentito di proseguire il servizio anche oltre il limite pensionabile mantenendo anche il livello retributivo massimo. E ciò perché vi è la necessità di completare l’impiego dei programmi comunitari in corso. Infine una mazzata incombe sul turismo con l’obbligo di un codice di autorizzazione per le strutture ricettive e multe fino a 2500 euro al giorno a chi non lo esibisce, oltre all’aumento dei canoni del Demanio. Tradotto: piove sul bagnato per le imprese colpite violentemente dall’emergenza sanitaria.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti Santino Franchina ed i consiglieri regionali Santo Gallo, Salvo Li Castri (vicepresidente) e Attilio Raimondi, hanno inviato una lettera aperta al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, denunciando la “palese discriminazione” nei confronti dei pubblicisti, esclusi dai due avvisi di selezione per l’Ufficio Stampa per l’assunzione di 3 Istruttori direttivi, categoria professionale “C” e di 5 Funzionari direttivi, categoria professionale “D” Funzionario per i rapporti con i media – giornalista pubblico.

Nel ricordare che «la Sicilia è rimasta l’unica regione ad applicare criteri così discriminatori che, peraltro, colpiscono anche i professionisti con meno di 10 anni di iscrizione», i consiglieri pubblicisti siciliani dell’Ordine dei giornalisti chiedono a Musumeci «un incontro urgente per affrontare ed eliminare quella che giustamente tutti definiscono un’ingiustizia».
«Riteniamo inaccettabile – affermano Franchina, Gallo, Li Castri e Raimondi – privare molti colleghi dalla possibilità di partecipare ad un concorso pubblico e siamo certi che allargare la platea dei partecipanti non penalizza nessuno, anzi garantisce sicuramente una maggiore possibilità di selezione per avere le competenze migliori».

«Al pubblicista Musumeci – evidenziano i quattro consiglieri – lanciamo un appello affinché non permetta che vengano, ancora una volta, mortificate le legittime aspirazioni di molti suoi colleghi. Riveda, quindi, il bando consentendo la partecipazione a tutti gli iscritti all’Ordine nel rispetto dell’intera categoria. La legge n. 150/2000 stabilisce, infatti, che «gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all’Albo nazionale dei giornalisti» e risulta evidente che questa norma, peraltro recepita in Sicilia con l’art. 127 della l.r. n. 2/2002, include gli iscritti sia all’elenco professionisti che a quello dei pubblicisti».
Lo stesso Ordine nazionale ha, più volte, ribadito che «la legge non consente discriminazioni tra professionisti e pubblicisti e di recente è intervenuta pure una nuova norma (l.198/2016) che, nel rinnovare la legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti, ha esplicitato che l’esercizio della professione è riservato agli iscritti “nell’elenco dei professionisti, ovvero in quello dei pubblicisti dell’albo istituito presso l’Ordine regionale”».