Home / 2021 / Febbraio (Pagina 31)

Viaggiava ieri su un bus di linea Tua ad Agrigento, un passeggero risultato positivo al Covid.
A scopo precauzionale, il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Vittorio Spoto, invita i tre passeggeri che hanno viaggiato nella mattina di ieri giovedì 11 febbraio, sull’autobus urbano della linea 1 (in servizio lungo la tratta che è partita alle ore 9.00 da piazzale Fratelli per arrivare alle 9.30 a Villaseta passando per la fermata intermedia di Bonamorone) a mettersi in contatto con il Dipartimento di Prevenzione ASP attraverso il contatto telefonico mobile 339.6738639 oppure al fisso 0922/407173 (dalle ore 9.00 alle 17.00).

La TUA ha comunicato al Dipartimento di aver provveduto alla sanificazione dei mezzi.

Tra Catania e provincia, 25 persone indagate a vario titolo per divulgazione di pornografia minorile e istigazione ad atti di pedofilia, tra cui anche 15 minorenni di età compresa tra i 14 e i 25 anni.

Tutto ha inizio quando la mamma di una ragazza adolescente, che all’epoca dei fatti aveva 16 anni, scopre che su due gruppi di messaggistica – uno dei quali denominato “Il Borghetto” – circolavano immagini della figlia in pose esplicitamente a sfondo sessuale.

Da questo episodio sono scattate le indagini della Polizia postale del capoluogo etneo e del Centro nazionale contrasto pedo pornografia on-line (Cncpo) che da alcuni accertamenti sul cellulare della ragazza, ha acquisito il contenuto dei gruppi whatsapp, che complessivamente contavano 450 membri, ricostruendo dinamiche e condotte penalmente rilevanti, oltre all’individuazione di chi aveva richiesto e poi divulgato i video e le immagini riguardanti la pornografia minorile.

Sono state avviate due inchieste, una dalla Procura distrettuale e l’altra da quella del Tribunale per i minorenni che hanno disposto numerose perquisizioni e sequestri nei confronti dei 25 indagati.

 

 

A Ravanusa, in via Lincoln, nottetempo, ignoti hanno piazzato un pneumatico innanzi la saracinesca di un laboratorio d’analisi e hanno appiccato il fuoco. La struttura ha subito lievi danni. Indagano i Carabinieri della stazione di Ravanusa, coordinati dalla Compagnia di Licata. Secondo quanto trapelato, la zona non sarebbe dotata di telecamere di video-sorveglianza.

Sui social è virale un video amatoriale che a Porto Empedocle ritrae una studentessa che, indossate le vesti della parrucchiera, piastra i capelli alla docente, seduta in cattedra, nel corso delle lezioni. Lei, la professoressa, prosegue il suo lavoro spiegando la lezione in classe, e la studentessa prosegue altrettanto la propria opera.

Noi giornalisti continuiamo ogni settimana a presenziare corsi di formazione, soprattutto deontologici. Nel caso della Sindaca Ida Carmina sembra proprio che la deontologia giornalistica sia andata a farsi benedire.

 

L’Ente Parco archeologico della Valle dei Templi e la Moncada Energy group hanno manifestato all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento la loro disponibilità a garantire dei locali, ed in particolare il PalaCongressi e il PalaMoncada, da utilizzare per l’installazione di padiglioni ad hoc per le vaccinazioni. E l’Azienda sanitaria ha colto al volo l’occasione. E’ stata infatti firmata un’intesa preliminare con il Parco della Valle Templi, che è un ente regionale, e il privato Salvatore Moncada, per utilizzare, per un anno e a titolo gratuito, l’ala orientale del PalaCongressi al Villaggio Mosè oltre i parcheggi interni, e poi i servizi comuni della struttura e la palestra del PalaMoncada. Il commissario Mario Zappia ha ringraziato i legali rappresentanti dei due organismi, e ha affermato: “Apprezzo il forte senso di squadra dimostrato sia dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi che dalla Moncada energy group, nell’ambito del rilevante valore della proficua collaborazione inter-istituzionale nel raggiungimento di importanti obiettivi di interesse collettivo”.

Il processo a carico di Paolo Arata ed altri. Hanno deposto il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, e l’assessore Alberto Pierobon. I dettagli.

Innanzi alla sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta da Bruno Fasciana, il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, e l’assessore regionale ai Servizi primari, Alberto Pierobon, hanno deposto al processo a carico dell’imprenditore, già parlamentare di Forza Italia, Paolo Arata, di suo figlio Francesco, e di due dipendenti della Regione, Alberto Tinnirello e Giacomo Causarano, imputati, insieme a Vito Nicastri e al figlio Manlio (che hanno già patteggiato la condanna), di corruzione e altre ipotesi di reato in riferimento a presunte pressioni e tangenti pagate per ottenere l’autorizzazione alla costruzione di due impianti di biometano a Francofonte nel Siracusano e a Gallitello nel Trapanese. Ebbene, Alberto Pierobon ha dichiarato: “Tengo a precisare che il Piano dei Rifiuti e tutti i provvedimenti che ho assunto vanno nella direzione opposta agli automatismi imprenditoriali di soggetti privati come Arata. E che non ho mai conosciuto Vito Nicastri i cui rapporti con Arata ho appreso dalla stampa. Ho conosciuto Paolo Arata casualmente all’assessorato all’Energia insieme al direttore generale. Si è presentato come parlamentare di Forza Italia, ex direttore generale del ministero dell’Ambiente, responsabile dell’energia per il centrodestra, e futuro presidente dell’Arera, l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Lo ritenni persona molto referenziata alla luce dei titoli che mi aveva illustrato. Ho messo in contatto Arata con il collega di giunta Toto Cordaro, assessore al Territorio e Ambiente, affinché si occupasse dei ritardi e delle inefficienze della commissione Via (la valutazione di impatto ambientale), anche se non ho mai dato per scontato che l’esito del procedimento presso la commissione Via fosse favorevole alle istanze di Arata. A fronte delle perduranti lamentele di Paolo Arata sui ritardi e le inefficienze a danno della sua società, in particolare presso la commissione Via, presi contatti con l’avvocato Sessa per partecipare a una riunione con gli Arata. Coinvolsi lo staff perché Arata paventava azioni giudiziarie e denunce alla stampa contro la cattiva gestione della Regione e io volevo evitare un caso politico”. Ed il coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, ha dichiarato: “Sì, Paolo Arata si è rivolto a me. Era normale che avvenisse visto che è stato mio collega parlamentare, credo nella legislatura del 1994. L’ho incontrato di recente tramite Alberto Dell’Utri, fratello di Marcello. Alberto mi chiese di incontrare Paolo Arata, ma non mi specificò il motivo, né io lo chiesi. Poi Arata mi chiamò al telefono e io gli diedi un appuntamento. Il primo incontro si è svolto il 13 febbraio 2018 alle 13:30 negli uffici della presidenza della Regione… incontrai sia Paolo che il figlio Francesco. Mi parlarono di una pratica pendente all’assessorato all’Energia e mi chiesero di velocizzare l’iter burocratico. Io gli dissi che gli avrei fatto sapere e chiesi alla mia segretaria di organizzare un incontro tra Francesco Arata e Pierobon, assessore all’Energia competente. Il 17 maggio del 2018 andando a visitare l’assessorato all’Energia per puro caso incontrai Paolo Arata. In quella occasione credo mi limitai ad un semplice saluto con Arata. Poi nel luglio del 2018 incontrai nuovamente Francesco Arata che mi disse che il problema burocratico era in quel momento presso l’assessorato alle Attività produttive. Il giorno successivo organizzai un incontro tra Francesco Arata e l’assessore Mimmo Turano. In quell’occasione mi limitai a presenziare per alcuni momenti ma poi i due continuarono a discutere tra di loro. L’incontro fu nella mia stanza perché mi sembrò cortese ospitarli visto che c’erano in corso i lavori dell’Assemblea. Non ho mai espresso agli Arata giudizi sulla presenza o meno di Nicastri, del quale non so nulla. Dopo che Francesco Arata andò via, l’assessore Turano, anche se non ricordo bene le parole che utilizzò, mi fece capire che dietro a questa pratica ci potesse essere qualcosa di illecito e mi fece capire che era meglio che non me ne occupassi più”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Stiamo raccogliendo alcuni dati, per fortuna, confortanti: diminuisce il numero dei ricoveri anche in terapia intensiva, dei contagiati e abbiamo un Rt intorno allo 0,60, anche se ancora non ufficiale. Ho buoni motivi per pensare che col dato ufficiale di domani potremo chiedere al governo non solo l’introduzione della zona gialla, mi piacerebbe se il ministro ci autorizzasse a consentire ai ristoratori e a chi somministra cibo di potere tenere aperti i locali per questo fine settimana fino alle 22, in occasione della festa di San Valentino”.

Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, in conferenza stampa, a Palermo. Musumeci ha aggiunto: “Chiederemo la deroga per le 22 solo per questo weekend, poi seguiremo i criteri dello Stato che regolano la zona gialla, sperando, ovviamente, in decisioni che aiutino i tanti operatori economici in grandi difficoltà”. Il governo Musumeci formalizzerà la richiesta a Roma domani, dopo avere acquisito i dati ufficiali su contagi e indice Rt.

Decine di coltellate inferte in modo efferato. E’ quanto emerge dall’autopsia eseguita dalla dottoressa Antonella Argo, presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo sul corpo martoriato di Piera Napoli, la cantante neomeolodica 32enne, uccisa dal marito Salvatore Baglione domenica scorsa nella loro casa di via Vanvitelli, a Palermo.

Dall’esame autoptico è emerso che la vittima, avrebbe cercato disperatamente ed inutilmente di difendersi, ma poi è perita sotto i colpi delle decine di coltellate letali, sferrate in modo efferato. Ha reagito, ma non ha avuto scampo, Piera Napoli.

Un delitto crudele ed efferato, dunque, che confermerebbe l’ipotesi, sostenuta dal giudice e della procura, di un gesto premeditato e volontario e non un raptus come ha sempre affermato Baglione, attualmente in carcere, accusato di omicidio con le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della crudeltà.

Dodici le aziende agricole guidate da altrettanti imprenditori under 41 che hanno ricevuto i terreni in concessione della “Banca della Terra” di Sicilia, prima regione per numero di giovani sotto i 35 anni titolari di imprese agricole. Nei prossimi mesi sarà emanato un secondo bando con cui assegnare altri 750 ettari circa di terreni liberi del Demanio e di proprietà delle Asp. Quattro le province coinvolte Agrigento, Siracusa, Enna e Caltanissetta.

«Il governo siciliano ha pensato di offrire ai giovani con la vocazione imprenditoriale in agricoltura la possibilità di utilizzare una parte dei terreni inutilizzati della Regione per farne una fonte di reddito – ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello​ Musumeci​ – dopo un monitoraggio attento del patrimonio da parte dei dipartimenti Agricoltura e Sviluppo rurale e delle Asp, per conoscere quanti ettari di terreni disponibili possono essere utilizzati dai giovani. Abbiamo dato così, dopo anni, piena e concreta attuazione ad una legge che istituiva la “Banca della terra”. Con questa iniziativa diamo la possibilità ai giovani di realizzare il loro sogno e insieme ridurre il tasso di terreni incolti complici del dissesto e della desertificazione del territorio».

«Si tratta di una importante occasione di connubio fra agricoltura e giovani, in linea con la politica agricola del governo Musumeci che insieme ad altre misure mette al centro i giovani e la valorizzazione delle eccellenze e dei territori. Dodici imprenditori avranno la terra per realizzare progetti per creare vera economia e posti di lavoro», dice Toni Scilla, assessore regionale dell’Agricoltura. ​

«I progetti dei nuovi imprenditori,​ valutati da una commissione tecnica, puntano ad un’agricoltura moderna con interessi di mercato, come le colture di mandorlo e pistacchio, con ampio spazio dedicato alla zootecnica nell’ottica della valorizzazione delle razze autoctone, con alcune specificità quali il Cirneco dell’Etna, l’ape nera di Sicilia fino alle piante officinali», sottolinea Dario Cartabellotta, direttore generale del dipartimento dell’Agricoltura.

Per affrontare le spese di interventi strutturali e avviare la nuova attività, l’Irfis metterà a disposizione dei giovani imprenditori un prestito di avvio e di esercizio a basso tasso d’interesse.

Dello chef agrigentino Carlo Costanza, deceduto in un incidente stradale a Milano lo scorso anno, resta tutto quello che è contenuto nel suo iPhone di Apple. Ed è proprio al colosso americano che il giudice della prima sezione civile di Milano ha ordinato in via cautelare d’urgenza di consegnarne il contenuto ai genitori del giovane che avevano già chiesto ad Apple, attraverso gli avvocati Assuntina Micalizio e Mirko Platania di riavere il materiale contenuto nel cellulare del loro figlio, andato distrutto durante quell’incidente. Ma l’azienda americana si era rifiutata considerata la dovuta tutela dell’identità delle altre persone che avevano avuto contatto con il ragazzo, oltre che per la sicurezza che viene consegnata ai clienti.

I genitori di Carlo Costanza, avevano donato un defibrillatore alla città di Agrigento in memoria del loro figlio, e hanno continuato la battaglia contro la multinazionale affinché si potesse tenerne vivo il ricordo attraverso foto, video e le ricette che lo chef custodiva all’interno del suo cellulare.

E’ la prima volta che in Italia un giudice impone ad Apple la restituzione del materiale contenuto in un cellulare, dichiarandola di fatto, “eredità digitale”.