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I dettagli oggi alle 10.30 in una conferenza stampa tenuta dal comandante interinale della Compagnia dei Carabinieri, Tenente Alberto Giordano, circa la scoperta di una discarica abusiva che, al momento dell’arrivo dei carabinieri era andata in parte in fuoco. Gli stessi hanno arrestato un 37enne e denunciato un 60enne, per attività di gestione di rifiuti non aturizzata e combustione illecita di rifiuti.

 

 

E’ ancora una volta l’associazione ambientalista MareAmico a scovare gli sfregi sulle spiagge, come il lunghissimo tubo inquinante lungo la spiaggia di Torre Salsa, dove si erano in precedenza arenate anche le barche dei migranti, abbandonate sul luogo.

Probabilmente si tratta della condotta fognaria di Siculiana, giunto nella spiaggia di “fungiteddri, dopo le recenti mareggiate.

MareAmico ha allertato la Struttura commissariale che gestisce le fognature in provincia, al fine di scoprire la provenienza e provvedere alla sua rimozione.

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Sequestrato il patrimonio da 150 milioni di euro all’imprenditore 53enne Carmelo Lucchese, che opera nel settore della grande distribuzione alimentare. Il sequestro, attivato dal tribunale di Palermo, su richiesta della DDA del capoluogo siciliano.

100 uomini del nucleo polizia economico-finanziario della Guardia di Finanza di Palermo si sono occupati di mettere i sigilli ad aziende, immobili, polizze assicurative, auto, conti correnti e quote azionarie.

Oggetto del sequestro è in particolare la società Gamac Group s.r.l., con sede legale a Milano, che gestisce 13 supermercati tra Palermo e provincia (Bagheria, Carini, Bolognetta, San Cipirello e Termini Imerese) che è stata contestualmente affidata a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Palermo, con il compito di “garantire la continuità aziendale e mantenere i livelli occupazionali per tutelare i diritti dei lavoratori, dei fornitori e dei clienti”

Quanto accade politicamente a Roma, con la formazione del nuovo governo Draghi, si riflette anche nell’Amministrazione comunale di Porto Empedocle, presieduta dalla sindaca, Ida Carmina, del Movimento 5 Stelle. Infatti, si sono dimessi due assessori 5 Stelle. Si tratta di Salvatore Urso, vicesindaco e assessore al Bilancio, e Salvatore Di Dio, assessore dallo scorso 7 dicembre al posto di Calogero Conigliaro. I due spiegano: “Alla base della sofferta decisione c’è la non condivisione delle scelte politiche governative del Movimento 5 Stelle dopo l’uscita del Presidente Conte e l’adesione al Governissimo Draghi ritenuto incoerente ai valori fondanti iniziali del Movimento. Coerentemente a tale scenario si è reso necessario un passo indietro dalla giunta a 5 Stelle. Inoltre sono emerse consequenziali le divergenze di vedute programmatiche sul futuro politico anche a livello locale. Resta il ringraziamento al primo cittadino per la fiducia espressa durante il mandato in corso, e auguriamo un proficuo lavoro a servizio della città”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Diffusa in conferenza la relazione della Commissione regionale antimafia sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. “Dati allarmanti”.

La Commissione regionale antimafia, presieduta da Claudio Fava, ha lavorato e approfondito, e poi ha relazionato. In Sicilia sono 5644 gli immobili in gestione all’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Tra i 5644 solo 3871 sono già confiscati con provvedimento definitivo. In particolare, a Palermo 1978, Trapani 1370, Messina 699, Caltanissetta 668, Agrigento 441, Catania 275, Enna 114, Siracusa 91 e Ragusa altrettanto 91. Sono 2692, invece, gli immobili confiscati che sono stati destinati negli ultimi 5 anni: 2473, ovvero il 91% sono stati trasferiti al patrimonio degli Enti locali, e 219 allo Stato. Ebbene, tra i 2692 destinati, per il 50,59% dei beni assegnati in Sicilia, quindi la metà, non è ancora stata avviata la necessaria opera di utilizzo. E poi, ancora, sono 780 in Sicilia le aziende sotto il controllo dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Delle 780, solo 137 sono in confisca definitiva mentre 643 sono in fase giudiziaria. Il maggior numero è concentrato a Palermo, 326, poi Trapani 126, Catania 120, Agrigento 84, Messina 57, Caltanisetta 46, Enna 10, Siracusa 7 e Ragusa 4. Ed a commento di tutto ciò, nella relazione, tra l’altro, si legge: “E’ una fotografia, quella che emerge dallo studio, che delinea un ‘trend drammatico’, caratterizzato da ‘un altissimo tasso di mortalità’ delle aziende confiscate e la perdita di centinaia di posti di lavoro, non solo in Sicilia ma anche nel resto del Paese. Per quanto riguarda le aziende stanziate nel territorio siciliano, infatti, si evince che, delle 459 imprese per cui è stato concluso l’iter di gestione, solo 11 non sono state poste in liquidazione. Una sorte altrettanto infausta è destinata anche alle aziende attualmente in gestione, delle quali solo 39 su un totale di 780 risultano essere attive. A voler ricomporre il quadro tracciato dai dati appena descritti, è possibile trarre alcune indicazioni molto chiare. Gli strumenti ablatori del sequestro e della conseguente confisca per mafia trovano ancora oggi un alto numero di applicazioni. Ed un’enorme quantità di beni potrebbe essere fattivamente restituita alla collettività solo tramite un intervento dello Stato improntato alla massima efficienza ed efficacia. Ma è una finalità che, attualmente, non risulta per nulla soddisfatta. E così centinaia, migliaia di beni, concentrati per lo più in Sicilia, anziché essere restituiti alla collettività, sono stati abbandonati, vandalizzati, dimenticati, o continuano ad essere impunemente utilizzati ed abitati da coloro ai quali sono stati confiscati”. E Claudio Fava commenta laconico: “Serve la volontà politica per intervenire in modo netto nel sistema di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia: vorremmo sapere se per il governo Draghi questa sia una priorità”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ignoti hanno danneggiato due camion e due escavatori di proprietà dell’impresa a cui la Provincia di Agrigento ha appaltato, per un importo di circa 2 milioni di euro, i lavori di recupero della strada provinciale che collega Santa Margherita Belice con Sambuca di Sicilia. Il titolare ha sporto denuncia. Indagano i Carabinieri coordinati dalla Procura di Sciacca. Da quantificare il danno arrecato. I due escavatori sono stati posteggiati nel cantiere allestito lungo la strada provinciale. I due camion, uno Iveco e l’altro Mercedes, invece, in un’area di parcheggio in via Corona a Santa Margherita Belice.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Durante una conferenza stamza a Palazzo D’Orleans, il presindente della regione Sicilia Nello Musumeci si è così espresso: “Il contagio è altalenante e noi abbiamo il dovere di seguire il tasso di contagio e il numero delle perdite. Non siamo in zona di allarme, ma non vorrei ci si arrivasse. La zona ‘gialla’ deve diventare un patrimonio di tutti e tutti lo dobbiamo salvaguardare. In alcune zone del Nord è stata necessaria l’istituzione della zona ‘rossa’. In Sicilia, in questo momento, non ci sono aree con un tasso di crescita particolarmente allarmante, tali da richiedere provvedimenti del genere. Continuiamo a sperare che il senso di responsabilità collettiva debba prevalere su tutto. Se riusciamo a mantenere il tasso ai livelli dei giorni scorsi, siamo arrivati a circa 350 contagi, noi potremmo continuare con la zona ‘gialla’. Ancora non conosciamo la linea del governo nazionale, quando avremo un confronto saremo nelle condizioni di formulare una nostra eventuale proposta”.

Musumeci non esclude però la possibilità di chiedere aperture al governo Draghi: “Mi amareggia che il mondo della cultura e dello spettacolo rimanga precluso ogni tipo di attività, ma abbiamo il dovere di conoscere quali sono gli orientamenti del nuovo Governo. Nei prossimi giorni avremo una conferenza Stato-Regioni per capire la volontà del Governo e le linee intorno le quali intende muoversi”

 

Nella attuale situazione di estrema difficoltà legata all’ emergenza pandemica da COVID- 19, il Comune di Agrigento intende venire incontro alle esigenze delle famiglie con bambini di età compresa nella fascia di età da 0 a tre anni, favorendo l’inserimento gratuito dei loro figli presso le strutture degli asili nido comunali.

Le iscrizioni potranno essere effettuate indistintamente presso l’asilo nido di via Esseneto o in quello del Villaggio Mosè, ove i bambini potranno frequentare, gratuitamente, per tutta la durata dell’anno scolastico in corso, seguiti da personale qualificato e preparato.

Coloro invece, che hanno bambini/e già iscritti, presso le suddette strutture scolastiche, usufruiranno del rimborso delle rette ad oggi pagate .

Ancora enormi disagi per i mezzi che transitano sulla SS 115 di Porto Empedocle dove, a causa di una frana avvenuta vicino alla rotonda di contrada Ciuccafa, e dunque il transito è stato deviato su un unico senso di marcia.
Il manto stradale ricoperto di detrivi scivolato dal terreno da cui si è verificata la frana aveva costretto il Comune di Porto Empedocle lo scorso 9 febbraio, ad intimare ai proprietari del terreno la messa in sicurezza dei luoghi, con opere di contenimento del terreno e la rimozione dell’ostacolo che impedisce la circolazione lungo la carreggiata.

I proprietari del fondo hanno adesso 15 gg per avviare i lavori e portarli a termine.

 

 

Nella giornata odierna sono stati 38  i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento Il dato è fornito tramite il bollettino diffuso dall’Asp sull’andamento epidemiologico nell’agrigentino.

4 i nuovi ricoveri, 34 le guarigioni accertate 3 vittime che diventano in tutto 141 da inizio pandemia.

I nuovi decessi si registrano a Licata (12ª vittima da inizio pandemia), Santa Margherita Belice (5ª vittima da inizio pandemia) e Sciacca (13ª vittima da inizio pandemia).

I tamponi eseguiti nelle ultime ventiquattro ore sono stati 170 che in totale sono 53.269.

34 i pazienti ricoverati negli ospedali della provincia: 28 si trovano ad Agrigento , 4 a Sciacca, e 2 fuori provincia. Nove pazienti si trovano in strutture lowcare: 2 al Covid Hotel di Sciacca, 7 all’Ipab di Canicattì. Sei persone ricoverate in terapia intensiva, tutte al San Giovanni di Dio di Agrigento.

I nuovi positivi per comuni: 

Agrigento: 79; Alessandria della Rocca 0; Aragona 1; Bivona 0; Burgio 0; Calamonaci 4; Caltabellotta 1; Camastra 4; Cammarata 2; Campobello di Licata 41; Canicattì 31; Casteltermini 15; Castrofilippo 0; Cattolica Eraclea 7; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 55; Grotte 1; Joppolo 2; Licata 67; Lucca Sicula 0; Menfi 5; Montallegro 8; Montevago 16; Naro 24; Palma di Montechiaro 16; Porto Empedocle 37; Racalmuto 12 ; Raffadali 22; Ravanusa 12; Realmonte 8; Ribera 28; Sambuca 3; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 6; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 2; Santa Margherita Belice 3; Santo Stefano di Quisquina 0; Sciacca 37; Siculiana 29; Villafranca 0.