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Sono nuovamente in stato di agitazione gli operatori ecologici di Porto Empedocle e di Favara. Il sindacato di categoria Fit -Cisl con due specifiche note inviate alla Realmarina per quanto riguarda Porto Empedocle e al raggruppamento di imprese Iseda, Sea, Ecoin, Icos e Seap per Favara, ha informato che nelle ultime due ore del turno di lavoro di oggi e domani, gli operatori ecologici si riuniranno in assemblea per discutere dei ritardi nel pagamento dei loro stipendi.

Per il cantiere di Porto Empedocle – spiega il segretario provinciale Fit Cisl Mario Stagno  e il responsabile della Rsu Giovanni Moscato – si tratta del ritardo nel pagamento dello stipendio di gennaio. Per questo nel corso delle assemblee, discuteremo anhe della possibilità di ricorrere allo strumento dello sciopero per far valere i diritti dei lavoratori”.

A Favara, gli operatori ecologici, come spiegano Mario Stagno e il responsabile Fit Cisl Umberto Nero,  devono ancora riscuotere gli stipendi di novembre 2020 e di gennaio 2021. Anche in questo caso si sta valutando la possibilità di ricorrere allo sciopero.

Ad Agrigento ignoti malviventi hanno scassinato il distributore automatico di sigarette di un tabacchino in via Dante, e hanno rubato 35 stecche di sigarette e denaro per circa 1000 euro. Danneggiamento e furto non sarebbero coperti da assicurazione. Indagano i Carabinieri. Poi è stato tentato un altro furto, a danno del parcometri in piazza Ravanusella. Hanno più volte provato a forzare le cassette con i soldi dentro, ma non ci sono riusciti. Indaga la Polizia municipale.

A Ravanusa ormai succede sempre più spesso: terzo episodio incendiario in 10 giorni.
Anche la scorsa notte, quando in via Ecce Homo, è stato dato incendiato il portone di ingresso dell’abitazione di un pensionato di Ravanusa. La matrice è senza dubbio doloso, e i militari della locale stazione dei Carabinieri, giunti sul posto dopo la segnalazione, hanno già avviato le indagini.

L’ingresso dell’abitazione nelle ore notturne sono state cosparse di liquido infiammabile, e subito dopo gli autori sono scappati via. L’incendio si è esaurito da solo ancor prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco

 

Dopo la nave “Asso30” dell’Eni, con 232 migranti e un cadavere a bordo, adesso anche la nave mercantile “Vos Triton”, battente bandiera di Gibilterra, è approdata a Porto Empedocle, indicato come porto sicuro. A bordo sono stati trasportati 77 profughi soccorsi nel Mediterraneo e un altro cadavere. Inizialmente il mercantile sarebbe stato diretto in Libia. Poi invece avrebbe modificato la rotta a seguito di una rivolta a bordo dei migranti non disposti a rientrare in Libia. Su tali presunti disordini indaga la Procura di Agrigento.

Nomine all’ interno della Lega in Sicilia, ad Agrigento: il deputato europeo, Annalisa Tardino, è il nuovo coordinatore politico provinciale della Lega, e che si occuperà dell’attività politica sul territorio, e l’ex deputato regionale, Vincenzo Giambrone, è stato nominato responsabile provinciale, e si occuperà dell’organizzazione e della struttura territoriale. Il segretario regionale della Lega, Nino Minardo, commenta: “Le scelte politiche e organizzative saranno sempre condivise da entrambi assieme alla segreteria regionale. Annalisa Tardino rappresenta il folto e sempre attivo gruppo storico della Lega nell’Agrigentino, Vincenzo Giambrone ha recentemente aderito, con un nutrito gruppo dirigente impegnato in politica, al nostro progetto. Ringrazio Massimiliano Rosselli, commissario provinciale uscente, che sarà presto chiamato ad un altro ruolo nella Lega”. E Vincenzo Giambrone commenta: “Ringrazio l’onorevole Nino Minardo, Segretario Regionale della Lega, e l’onorevole Annalisa Tardino, Eurodeputata della Lega, per la fiducia accordatami. Assicuro il massimo e leale impegno per concorrere a rilanciare l’azione politica della Lega nella nostra Provincia. Incontrerò, in tempi brevi, tutti i militanti ed i simpatizzanti della Lega, al fine di creare le strutture comunali atte a svolgere azioni di proselitismo in favore della Lega, e far conoscere l’azione politica di questo importante Partito”.

Sono iniziate le procedure di gara, a cura della Provincia di Agrigento, per i lavori di manutenzione straordinaria di alcuni tratti della strada provinciale 24, della N.C 04 di contrada Fauma regionale, e della S.P. N.C 04 ESA di contrada Fauma, per un importo a base d’asta di 365mila euro. In proposito, l’ex consigliere e assessore comunale di Agrigento, Angelo Principato, afferma: “Tutto ciò è stato frutto di numerosi incontri avuti da me con il prefetto del tempo di Agrigento, dottor Dario Caputo, dal novembre del 2018 al marzo dell’anno successivo. Il 21 marzo del 2019 ho incontrato e consegnato al prefetto una lettera aperta corredata di elaborati grafici, nella quale erano esplicate le soluzioni di alcune criticità sulla viabilità extraurbana dell’area prossima alla città di Agrigento. Durante questi incontri con il prefetto ho avuto modo anche di illustrare le ipotesi da me prospettate. L’esecuzione dei lavori adesso in procedura di gara permetterà di avere una viabilità alternativa alla statale 115 e di procedere al consolidamento del viadotto Re, presso Porto Empedocle, ovvero un lavoro che avrebbe creato disagio alla popolazione in mancanza di una valida infrastruttura alternativa. Resto disponibile ad offrire la mia collaborazione alle istituzioni locali per migliorare la vivibilità del territorio” – conclude Angelo Principato.

L’Azienda sanitaria conferma: “Quattro casi di variante inglese riscontrati all’ospedale Civico”. Giù, anche se non di molto, la curva dei contagi.

Continua a scendere la curva dei contagi Covid in Sicilia, anche se in modo meno marcato rispetto ai giorni scorsi. Il bollettino quotidiano del Ministero della Salute registra 412 nuovi positivi con 18.558 tamponi processati e una incidenza di poco superiore al 2,2%. La regione si trova adesso all’ottavo posto nel numero dei nuovi casi giornalieri. Le vittime sono 19 e portano il totale a 4.018. Le persone attualmente contagiate sono 29.367 e, dopo qualche tempo, tornano a crescere di 187 casi. Ed è una circostanza legata al numero dei guariti che sono 206, la metà dei nuovi positivi. Negli ospedali continuano invece a diminuire i ricoveri che sono 985, 4 in meno, di cui 142 in terapia intensiva, meno 1. L’allentamento della pressione sugli ospedali è confermato anche dal bollettino Agenas, secondo il quale l’Isola è al 17% di saturazione dei posti letto in terapia intensiva e al 21% per la degenza ordinaria. La soglia di allarme è fissata rispettivamente al 30 e al 40 per cento. La distribuzione nelle province vede Palermo con 236 casi, Catania 51, Messina 43, Siracusa 33, Caltanissetta 15, Ragusa 12, Enna 9, Trapani 7, Agrigento 6. Nel frattempo, le analisi di sequenziamento del genoma virale effettuate al laboratorio dell’Istituto d’igiene del Policlinico di Palermo hanno evidenziato che i quattro casi di positività, riscontrati nei giorni scorsi nel reparto medicina d’urgenza dell’ospedale Civico, sono da attribuire alla variante inglese. Così conferma l’Azienda sanitaria. “Questa notizia, tutt’altro che inaspettata, piuttosto che ingenerare facili allarmismi – si legge in una nota del Civico – deve prospettare una serena e consapevole percezione che la battaglia contro il coronavirus non è vinta e bisogna tenere alta la soglia di attenzione”. Anche in Sicilia, infine, ieri sera numerosi teatri hanno acceso le luci e aperto le porte aderendo alla manifestazione promossa dall’Unita (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) per chiedere al nuovo governo la ripresa degli spettacoli in sicurezza e la riapertura dei teatri.

A Racalmuto, un anziano di 81 anni, in strada, nei pressi della propria abitazione, è stato aggredito da un ignoto malvivente, con il volto travisato, che gli ha scagliato una martellata in testa e gli ha rubato il portafogli con dentro circa 400 euro. Poi si è dileguato. Il pensionato è stato soccorso dai familiari ed è stato trasportato all’ospedale “Barone Lombardo” a Canicattì, dove gli hanno diagnosticato un trauma cranico e varie ferite, con prognosi di 12 giorni. Indagano i Carabinieri che hanno ritrovato il martello utilizzato dal rapinatore.

E’ dunque approdata a Porto Empedocle la nave “Asso30” dell’Eni, che ha soccorso 232 migranti. Nel corso dei controlli anti-covid, 50 dei 232 sono risultati positivi al coronavirus. Pertanto, sotto coordinamento della Prefettura, gli adulti, compresi i 50 positivi, sono stati imbarcati sulla nave quarantena “Allegra”, dove osserveranno l’obbligatorio periodo di sorveglianza sanitaria, e i minori invece, sono stati trasferiti nel Centro d’accoglienza Villa Sikania a Siculiana.

Filippo Graviano, a verbale, dichiara di dissociarsi da Cosa Nostra e invoca un permesso premio per uscire dal carcere. Dettagli e reazioni.

Il boss di Brancaccio a Palermo, Filippo Graviano, condannato e detenuto all’ergastolo, al 41 bis, per l’omicidio del beato Pino Puglisi, per le stragi del 1992 e del 1993, si è dissociato da Cosa Nostra. E adesso invoca dal Giudice di Sorveglianza un permesso premio per uscire dal carcere. Filippo Graviano è stato recentemente interrogato dai magistrati della Procura di Firenze che indagano sui presunti mandanti esterni delle stragi del 1993. E, rispondendo alle domande, è stato anche scritto a verbale che lui, Graviano, intende dissociarsi, senza però accusare nessuno dei suoi complici. Non è la prima iniziativa del genere. Alcuni anni addietro è stato un altro boss palermitano, Pietro Aglieri, “U signurinu”, sostenuto tra gli altri da Nitto Santapaola, Pippo Calò e Piddu Madonia, ad invitare se stesso e i capimafia detenuti a dissociarsi, ad arrendersi, ma senza collaborare con la Giustizia. Finora le uniche ammissioni di Graviano hanno riguardato la sua partecipazione alla cosca di Brancaccio. Alla domanda, invece, se vi sarebbero stati rapporti tra Berlusconi, Dell’Utri e la famiglia Graviano, lui non ha risposto. Durante la detenzione, Filippo Graviano, tra l’altro, ha affermato: “E’ bene fare sapere a mio fratello Giuseppe che, se non arriva niente da dove deve arrivare, qualche cosa è bene che anche noi cominciamo a parlare coi magistrati”. A favore di Giuseppe Graviano, e della sua richiesta di un permesso premio per uscire dal carcere, vi è il pronunciamento della Corte Costituzionale che nell’ottobre del 2019 dichiarò illegittimo l’articolo 4 bis, comma 1, dell’Ordinamento penitenziario secondo cui per l’ergastolano, sia o meno mafioso, la collaborazione con la giustizia è una “conditio sine qua non”, ovvero la condizione necessaria, per ottenere eventuali benefici carcerari. E della Corte Costituzionale dell’epoca è stata componente e presidente l’attuale ministro della Giustizia nel governo Draghi, Marta Cartabia. Ovviamente si tratta di una questione destinata ad alimentare polemiche ed interventi incrociati tra i sì e i no. Il magistrato tra gli istruttori del processo “Trattativa”, e adesso consigliere togato del Csm, Nino Di Matteo, è intervenuto nel merito e ha dichiarato: “La semplice dichiarazione formale di volersi dissociare da Cosa nostra non è mai stato indice di reale ravvedimento. Anzi, storicamente, a partire dal periodo immediatamente successivo alle stragi del ’92, alcuni capi di Cosa Nostra hanno periodicamente tentato di sfruttare finte dissociazioni per ottenere benefici per loro e per l’intera organizzazione mafiosa. La concessione per legge di quei benefici fu uno dei punti più sensibili e importanti della trattativa Stato-mafia. Spero che il passato ricordi a tutti che da Cosa Nostra si esce solo collaborando seriamente con la giustizia, raccontando ai magistrati tutto quello di cui si è a conoscenza”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)