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L’imprenditrice siciliana racconta il suo volo con Mario Draghi

 
Era il 2016 e Maria Isolina Catanese, imprenditrice vinicola di Menfi, in provincia di Agrigento, mentre viaggia in aereo in una delle sue trasferte da Roma a Francoforte, prova lo stupore di sedere accanto ad una persona che sicuramente non immaginava potesse viaggiare in classe economy: al suo fianco c’è Mario Draghi.
Fila 8. Lei all’ 8A, lui all’8C.
«Dopo il decollo – racconta la Catanese in un post sui social network – ci siamo girati contemporaneamente a prendere i nostri rispettivi iPad. Io sono rimasta in silenzio per un po’, facevo finta di lavorare, ma poi non ce l’ho più fatta e mi sono girata verso di lui a chiedere, quasi sottovoce: “mi scusi… ma io … ho l’onore di viaggiare con il prof. Mario DRAGHI??” … “ed in classe economy??»
A quella domanda in lui nasce una sincera risata e prontamente risponde: “e perché no?”
E lei gli risponde, sgranando gli occhi: “ma Lei ha visto chi è seduto in prima classe?!”
Lui ride ancora e poi a sorpresa, mette via l’iPad e incominciano a chiacchierare.
Lui le chiede se va a Francoforte per studio o per lavoro.
Per lavoro” – risponde Maria con orgoglio. Era quello uno degli ultimi viaggi in cui l’imprenditrice portava in giro per il mondo il frutto del lavoro della sua terra natìa: i vini settesoli e Mandrarossa.
Con grande stupore dell’imprenditrice siciliana, Mario Draghi conosce benissimo la storia della cantina.
Conosceva anche bene l’opera compiuta da Diego Planeta; fu lui infatti a nominarglielo per primo.
Poi con tanta semplicità le raccontò delle sue vacanze in Sicilia con la moglie l’estate precedente; le impressioni sulla Sicilia e su quanto fosse meravigliosa; e così via …
Un continuo semplice scambio di racconti fino all’arrivo a Francoforte.
Appena atterrati le disse:  “dunque, riassumendo: se io vado in un ristorante a Francoforte e chiedo una bottiglia di Settesoli sarà opera sua?
“Non proprio”- rispose Maria – ma vengo qui per far crescere la conoscenza del marchio”.
Lei tira fuori il suo biglietto da visita, precisando che non si sarebbe aspettata una corrispondenza, ma era solo per ricordargli eventualmente il brand scritto su quel biglietto.
Al ristorante eventualmente avrebbe dovuto chiedere di quel marchio mentre nella grande distribuzione avrebbe trovato Settesoli. Tutto chiaro.
Si salutano cordialmente. Lui le augura buona fortuna, poi sono arrivati degli uomini in abito scuro che lo hanno scortato fino ad una porta secondaria del finger.
Rientrando in Sicilia, dopo il suo viaggio, Maria chiese il permesso alla direzione di inviare una 3L di Cartagho alla Banca Centrale Europea.
Qualcuno assecondò. Altri risero.
Non sa dove spedire. Maria fa delle ricerche, trova i contatti della BCE, le risponde una segretaria, espone la richiesta, le passa un altro interno. Altra segretaria, generalità, racconti sul volo e il motivo del regalo.
Spiegai che a nome della cantina desideravo omaggiarlo con il frutto del lavoro dei nostri agricoltori come da racconto in aereo. La signorina mi fece attendere qualche minuto al telefono e poi mi disse che potevo inviare il regalo all’indirizzo che mi avrebbe fornito e che il dono non doveva superare il valore certificato di € 50“.
Spedizione organizzata, solo due righe di suo pugno e a nome di tutti, inviò la Jeroboam di Cartagho.
Circa quindici giorni dopo, al ritorno da un altro viaggio di lavoro, insieme a la posta accumulato e tra tutta la pubblicità trova una busta BCE. Non si aspettava certo una risposta, Maria Catanese; ed invece apre la busta e trova i ringraziamenti di Mario Draghi, scritti a mano, di suo pugno.
Un uomo di grande levatura, di enorme potere, ma allo stesso tempo semplice ed umile, che probabilmente con altrettanta umiltà si prenderà cura del paese.
Ho incontrato Mario Draghi … e mi ha fatto una buona impressione!” – conclude Maria
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