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La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso avanzato da Nicola Piazza, condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Michele Cangelosi, avvenuto a Sciacca, ed il corpo fu trovato otto mesi più tardi grazie alla collaborazione di uno dei protagonisti. Pertanto vi è stato un no alla revisione del processo e la conferma della condanna a trent’anni di carcere.

La storia risale all’aprile del 2009 quando Michele Cangelosi scompare misteriosamente e la moglie, Celeste Saieva, denuncia la scomparsa. Ma durante i processi si appurerà che fu proprio la moglie a volere la sua morte e ad attuarla insieme a Piazza, che all’epoca era il suo amante ed insieme avevano organizzato l’omicidio anche con l’aiuto di altre persone. Una di queste, un minorenne, confessò, dando così una svolta alle indagini, e permettendo otto mesi dopo, agli inquirenti di ritrovare il corpo nelle campagna di Sciacca.

La donna, che all’epoca dei fatti agì con la complicità di altre persone, ad oggi ancora si dichiara innocente.
Le altre persone coinvolte sono state condannate a 30 anni, tranne il minorenne che ebbe un ruolo chiave alla risoluzione del caso, fu condannato dal tribunale dei minorenni a 9 anni e 4 mesi

 

 

Il dato dei ricoveri a domenica per coronavirus negli ospedali siciliani si riduce di 9 unità, così come riporta il bollettino quotidiano del ministero della Salute. In terapia intensiva sono in cura 227 persone (4 in più rispetto al precedente bollettino). Il dato dei guariti è pari a 816 persone. I decessi sono 32. I nuovi soggetti positivi rilevati sono 875. I tamponi molecolari processati sono stati 7216. I tamponi rapidi sono stati 13375. I vaccini effettuati finora sono 105042.

Ecco il report dei contagi nelle province: 13 Agrigento, 65 Caltanissetta, 221 Catania, 28 Enna, 224 Messina, 122 Palermo, 33 Ragusa, 157 Siracusa, 22 Trapani.

E’ proseguito per tutta la notte e si è concluso solo all’alba di oggi l’interrogatorio di Pietro Morreale, il 19enne che ieri mattina, dopo essersi presentato ai Carabinieri di Caccamo, ha condotto al ritrovamento in un burrone del corpo parzialmente bruciato della fidanzata Roberta Siragusa, di 17 anni. Innanzi al sostituto procuratore della Repubblica di Termini Imerese Giacoma Barbara, che coordina l’inchiesta, l’indiziato avrebbe continuato a negare di essere il responsabile della morte della fidanzata. Ieri sera l’avvocato difensore di Morreale, Giuseppe Di Cesare, ha ribadito: “Il mio assistito non ha confessato nè al pubblico ministero nè ai carabinieri”.

E’ morto stasera a Bologna il professor Angelo Scifo, figura politica di rilievo del panorama politico siciliano, tre volte sindaco di Agrigento.

Angelo Scifo, avvocato e docente universitario, ha animato la vita politica per un trentennio e sino alla fine degli anni 90.

Esponente di spicco della Democrazia cristiana, dalla fine degli anni 60 in poi aveva ricoperto altre cariche istituzionali, sia di partito che come pubblico  amministratore.

Figlio dell’on. Salvatore Scifo, deputato della prima legislatura dell’Ars ed assessore regionale alla pubblica istruzione, tra i fondatori della Democrazia cristiana, il prof. Scifo è stato stimatissimo punto di riferimento per la città di Agrigento, coltivando con intelligenza l’agone politico paterno..

Per lunghi anni è stato acuto ed arguto commentatore politico di Grandangolo, il giornale di Agrigento.

Lascia la moglie Rosaura, 5 figli ed un nugolo di adorati nipotini.

Apprendo a tarda sera e con grande dispiacere della morte del prof. Angelo Scifo. Con lui se ne va una parte importante della storia politica della città. Appartenente a una famiglia molto in vista (suo fratello Gaetano, imprenditore edile e attuale proprietario dell’Hotel Dioscuri a San Leone) è stato avvocato, Docente universitario e per tre volte sindaco di Agrigento. Ha animato la vita politica della città per quasi un trentennio, fino al ’90 quanto, forse per seguire la moglie, decise di lasciare Agrigento per trasferirsi a Bologna. Ma ogni tanto rientrava e non era difficile incontrarlo in città. Sempre con il sorriso sulle labbra e il suo carattere gioviale e rispettoso. Ai suoi familiari porgo le più sentite condoglianze a nome mio ma aggiungerei di tutta la città, per quello che gli ha dato e per quello che ha rappresentato.

E’ appena cominciato nella caserma dei carabinieri di Termini Imerese l’interrogatorio di Pietro Morreale, 19 anni, da parte del Procuratore Giacomo Barbara, che sta coordinando le indagini dei carabinieri.

Il giovane, che questa mattina ha condotto le forze dell’ordine in quel burrone nelle campagna di Caccamo, dove giaceva il cadavere in parte carbonizzato della sua fidanzata 17enne, Roberta Siragusa, dovrà chiarire tutta la dinamica della morte.

Il corpo parzialmente bruciato e senza vita della 17enne Roberta Siragusa è stato trovato in un burrone nella zona di Monte San Calogero a Caccamo, in provincia di Palermo, zona impervia dove è molto difficile arrivare. Sul luogo sono intervenuti  i vigili del fuoco, il 118 e i carabinieri  che stanno conducendo le indagini, coordinati dalla procura di Termini Imerese e gli uomini della scientifica per i rilievi del caso, il Pm di turno e il medico legale.

Intanto il sindaco di Caccamo, Nicasio Di Cola, proclamerà il lutto cittadino ed ha affermato: “Sono stato a casa della ragazza trovata nel burrone. Ho incontrato i genitori. Per Caccamo è un giorno tristissimo. Questa notizia ha sconvolto tutti. Conosco entrambe le famiglie. Sono tutte e due dedite al lavoro e i genitori hanno sacrificato tutta la loro vita per far crescere in modo onesto e leale i loro figli“. Il sindaco ha anche confermato che i due ragazzi malgrado la “zona rossa” ieri si erano visti, ed erano stati insieme ad alcuni amici in una villetta nella zona Monte Rotondo a Monte San Calogero a Caccamo.

In quella villetta i due giovani avrebbero litigato per motivi di gelosia. Roberta non era tornata a casa e i genitori avevano sporto denuncia ai carabinieri e anche la procura per i minorenni era stata informata del mancato rientro a casa della ragazzina.

Pietro Morreale ha le sembianze di un ragazzino, capelli corti, volto semplice e sul social in queste ore, dove il ragazzo ha circa 3.000 amici e diversi selfie, sono molti i commenti di persone che inneggiano alla sua sofferenza e alla sua morte per quello che avrebbe fatto alla fidanzatina. Uno tra tutti: “SOLO IN UNA BARA TU STARESTI BENE E MI AUGURO TU CI FINISCA IL PIÙ PRESTO POSSIBILE”

Colpisce anche una delle sue frasi scritte sul social: “ho scelto il male, perché il bene era banale”.

Aggiornamento

Gli investigatori stanno passando al setaccio tutte le immagini delle telecamere sparse sul territorio del paese, cercando anche di capire se Pietro Morreale si sia recato presso qualche pompa di benzina per rifornirsi di carburante

Nella caserma dei carabinieri, oltre a Pietro Morreale vengono ascoltate anche una decina di giovani, in qualità di testimoni.
Sarebbero coloro che insieme a Pietro e Roberta hanno partecipato alla serata nella villetta in zona Monte San Calogero, poco distante dal luogo dove è stato rinvenuto il corpo semicarbonizzato della 17enne.
I testimoni avrebbero confermato la lite tra i due ragazzi, che però si sarebbero poi allontanati dalla villetta intorno alla mezzanotte.

 

Si è conclusa la campagna di screening con tamponi antigenici rapidi effettuata dal Comune di Racalmuto e dall’Associazione Pubblica Assistenza Volontari Riuniti. Si tratta del quarto intervento di verifica effettuato nel nostro comune per monitorare la diffusione dei contagi da Covid -19.

“Oggi – dice il sindaco, Vincenzo Maniglia – si sono processati 285 tamponi, 278 sono risultati NEGATIVI, purtroppo sono emersi sette casi di sospetta positività che devono essere confermati dai tamponi molecolari. Finora non abbiamo sottovalutato il monitoraggio dello stato di salute del nostro paese che ci ha permesso di fare emergere i soggetti asintomatici che inconsapevolmente diventano fonte di contagio e di diffusione del virus. L’invito a tutti è di tenere alto lo stato di prudenza e di continuare ancora a rispettare le prescrizioni di sicurezza. Voglio ringraziare per la collaborazione tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita della giornata di Screening, in particolare la disponibilità del personale dell’Associazione Pubblica Assistenza, la professionalità degli operatori sanitari, il controllo e la gestione dell’afflusso dei veicoli fatto dai vigili urbani e dal personale del Comune e tutte quelle persone che hanno creduto all’efficacia e all’utilità del test. Comunico infine che abbiamo già dato la disponibilità all’ASP ed individuato la sede per effettuare i vaccini contro il Covid-19 e siamo in attesa che ci comunichino le modalità e la data per iniziare la campagna di vaccinazione dei nostri concittadini”.

Sono oltre 291mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi costretti a stare chiusi nella nuova mappa delle regioni rosse e arancioni per l’emergenza Covid. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che evidenzia che oltre alla Provincia Autonoma di Trento i locali sono aperti solo in Campania, Basilicata, Molise e Toscana che restano gialle. Il risultato -sottolinea la Coldiretti – è che sono chiusi più di 8 locali su 10 (81%) presenti in Italia fra bar, ristoranti, delle pizzerie e agriturismi, con un drammatico impatto su economia ed occupazione. Nelle regioni rosse o arancioni – precisa la Coldiretti – è consentita la consegna a domicilio o l’asporto, con limitazioni fino alle 18 per i bar che riducono ulteriormente la sostenibilità economica per giustificare le aperture tanto che in molti preferiscono mantenere le serrande abbassate. Una situazione che rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro, secondo le stime Coldiretti su dati Ismea. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – continua la Coldiretti – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – conclude la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Da ormai troppo tempo gli abitanti della zona di piazza Metello, a pochi passi dalla scuola elementare Tortorelle, segnalavano la situazione di incuria e abbandono della vegetazione e degli arbusti dell’area verde adiacente il plesso scolastico.

A causa della mancata potatura, negli anni le chiome degli alberi di ficus sono cresciute a tal punto da nasconderne i tronchi e raggiungere il suolo, invadendo persino il marciapiede della piazza. La vegetazione presente nella scarpata prospiciente la scala (anch’essa in evidente situazione di degrado) che conduce in via Callicratide ha ormai creato un boschetto selvatico che in molti temono si sia ormai tramutato in ricettacolo di fauna urbana.

A mettere fine a questa situazione indecorosa e sintomatica della totale assenza di manutenzione ordinaria, la nuova Amministrazione comunale. Raccolta la sollecitazione della Consigliera di Diventerà Bellissima, Claudia Alongi, che si è fatta portavoce delle istanze degli abitanti della zona, l’Assessore al verde pubblico Giovanni Vaccaro ha promesso che nei prossimi giorni si interverrà con una vigorosa potatura dell’intera area.

 

Il Rotaract club Agrigento, per la celebrazione della Giornata della Memoria, si onora di collaborare con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e il comune di Ferrara per portare in scena, in prima nazionale lo spettacolo teatrale “A cosa serve la memoria”, racconto a due voci di e con Corrado Augias e Moni Ovadia.

Sulla pagina di facebook del Rotaract per la diretta, mercoledì 27 gennaio alle ore 10.30. Lo spettacolo sarà anticipato dai saluti istituzionali del Prefetto di Ferrara, il Sindaco di Ferrara e il presidente del Rotaract Agrigento, Giuseppe Seminerio.