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“L’operazione antimafia, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, in un contesto particolarmente critico per chi gestisce attività imprenditoriali. rappresenta un segnale importante per mettere in sicurezza un territorio provato dalla crisi economica, dalla pervasiva presenza della malavita organizzata ed ora dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria”. Così il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina commenta gli esiti dell’operazione denominata “Oro Bianco”.

“Un plauso incondizionato va al lavoro dell’Arma dei carabinieri – continua Vittorio Messina – che ha permesso, ancora una volta, di confermare che sugli interessi illeciti della criminalità organizzata non bisogna mai abbassare la guardia. Una brillante operazione che conferma come la presenza dello Stato e delle Forze dell’ordine sia tanto più determinante quanto più i territori sono svantaggiati sul fronte economico ed occupazionale per impedire che si crei terreno fertile ai traffici illeciti sui quali la mafia da sempre incentra i propri interessi, da quello degli stupefacenti, alle estorsioni, al controllo di ogni attività. Il plauso – conclude il presidente di Confesercenti – va quindi ad una attività investigativa che ha stroncato un tentativo, già in atto, di infiltrazione mafiosa sul territorio provinciale di Agrigento, anche in collegamento con settori della cosiddetta area grigia”.

In vista del difficile nuovo anno, F.I.P.E. Agrigento, rappresentata dal presidente Gabriella Cucchiara e dal presidente giovani Calogero Cacciatore,  ha scritto una lettera ai Comuni della provincia di Agrigento, all’attenzione dei Sindaci, degli assessori al commercio e degli assessori ai tributi, per segnalare lo stato di crisi in cui, ormai da diversi mesi, si trova il settore dei pubblici esercizi.

Un settore, si legge nella nota, che «rappresenta non soltanto un fiore all’occhiello dell’offerta turistica della nostra provincia (basti pensare alle eccellenze in campo gastronomico che Agrigento può vantare), ma anche un fondamentale motore economico per l’intero territorio».

Vengono poi elencati i dati maggiormente rappresentativi del comparto della somministrazione di alimenti e bevande a livello nazionale: “In Italia nel 2020 oltre 300mila imprese hanno chiuso, di queste più di 50mila appartengono al settore della ristorazione.  Ciò ha comportato, solo nel terzo trimestre dell’anno appena concluso, una contrazione del fatturato pari a -16,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Con riferimento ai primi nove mesi del 2020 mancano all’appello ben -23,4 miliardi di euro (fonte centro studi FIPE)”

La crisi, che ha colpito più di altri il mondo dei pubblici esercizi, sta avendo effetti catastrofici sulle imprese e sui posti di lavoro, così riassunti nel documento della F.I.P.E.: «La sola contrazione del 25% di tale volume di spesa (dato purtroppo facilmente superabile, stanti le ultime disposizioni di legge), secondo la nostra ConFederazione nazionale, comporterebbe una diminuzione di attività notevole, che corrisponderebbe, in termini numerici posti di lavoro persi».

La lettera, dopo queste premesse, si concentra sulle (legittime e giustificate) richieste della categoria, chiedendo «iniziative straordinarie e temporanee» così riassunte:

➡ azzeramento per tutto il 2021 del canone di occupazione di suolo pubblico (il Governo ha disposto l’esenzione fino al 31 marzo);

➡ rimodulazione, per l’intera annualità 2021, delle tariffe di asporto rifiuti, diminuendo in modo significativo l’impatto delle stesse sulle imprese;

➡ azzeramento dell’imposta di pubblicità annuale;

➡ semplificazione per l’organizzazione (quando sarà consentito) di eventi, manifestazioni e concertini da parte dei pubblici esercizi;

➡ sospensione, almeno per la prima metà dell’anno, di tutti gli eventi che comportano attività di somministrazione (quali ad esempio: sagre, eventi, manifestazioni), in modo da non generare una sorta di attività parallela a quella regolarmente svolta dai pubblici esercizi.

Così concludono Cacciatore e Cucchiara.

Si amplia notevolmente la capacità di erogare credito diretto a medio e lungo termine alle imprese di ConfeserFidi, confidi 106 siciliano vigilato da Bankitalia che ha oggi ricevuto da Crif ratings l’ambito riconoscimento della “Classe di rischio 2” (rischio basso).

Appena dopo tre mesi dalla firma della convenzione tra Cassa depositi e prestiti e Assoconfidi nazionale, ConfeserFidi è oggi uno dei primi confidi 106 italiani a ricevere una tranche del nuovo plafond di liquidità da 500 milioni di euro che Cdp ha stanziato a supporto dell’accesso al credito delle Pmi italiane per soddisfare esigenze di cassa o per sostenere investimenti.

ConfeserFidi, grazie a questa nuova piattaforma di provvista dedicata, può concedere nuovi finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia Pmi gestito da Mediocredito centrale. La misura si contraddistingue per l’estrema rapidità, con richiesta online e risposta in pochi giorni, grazie a Cdp che utilizza una contrattualistica uniforme e a ConfeserFidi che ha dematerializzato il processo di istruzione delle pratiche.

I finanziamenti diretti Cdp-ConfeserFidi prevedono un chirografario concesso a micro, piccole e medie imprese italiane per investimenti in corso o da realizzare, per coprire esigenze di capitale circolante, o per ristrutturazione di debiti pregressi e anche per anticipo spese di cantiere ad imprese per interventi edilizi col Superbonus 110%.

“Con questa iniziativa – spiega Bartolo Mililli, A.d. di ConfeserFidi – contribuiamo concretamente allo sviluppo economico del Paese in questa terribile emergenza economica provocata dalla pandemia da Covid-19. Ciò è favorito dalla nostra capacità di raggiungere direttamente e rapidamente le micro e piccole imprese attraverso la nostra rete commerciale capillarmente presente sul territorio nazionale, e dalle intense relazioni con le associazioni imprenditoriali. ConfeserFidi dimostra oggi, con i due importanti traguardi del plafond Cdp e del rating di Crif, l’elevata qualità raggiunta nel supporto finanziario e nel sostegno ai segmenti di mercato che rappresentano l’ossatura del sistema economico siciliano e nazionale. Offriamo, cioè, una valida alternativa alle restrizioni del credito tradizionale indotte dalla congiuntura sfavorevole. Crif Ratings, in proposito, ci ha riconosciuto ‘flessibilità del business model, ampia diversificazione dell’offerta commerciale, profondo presidio del territorio, multicanalità della rete distributiva, buona qualità del portafoglio garanzie, solida struttura patrimoniale e assenza di tensioni di liquidità’”.

In merito alle notizie diffuse su scala nazionale concernenti la distribuzione di saturimetri presso le farmacie, il Presidente di A.Ti.Far. Federfarma Agrigento, il Dott. Pietro Amorelli, precisa quanto segue: “l’iniziativa comunicata riguarda uno studio pilota condotto da Federfarma Nazionale e dalla SIP (Società Italiana Pneumologia). Questo studio pilota coinvolge soltanto 1.200 farmacie selezionate dalla S.I.P. sul territorio nazionale in base a precisi parametri che, in questa fase, non hanno consentito di coinvolgere le farmacie del nostro territorio. La notizia incautamente diffusa si riferisce solo ed esclusivamente alle farmacie inserite nello studio.
Se e quando il progetto verrà esteso a tutto il territorio nazionale le farmacie agrigentine saranno ben felici di aderirvi dandone ampia comunicazione ai cittadini nella consapevolezza dell’importanza di tali iniziative”.

La Sicilia è maglia nera in Italia per la perdita di acqua potabile. Secondo l’Istat in media nell’isola si disperde il 50% delle immissioni nelle reti idriche, con punte del 54,60% a Palermo. Eppure, nonostante questi disservizi, le tariffe dei consumi continuano a rimanere fra le più alte d’Italia. “Siamo di fronte a una fotografia impietosa – afferma Franco Parisi, segretario generale della Femca Cisl Sicilia – che noi denunciamo da tempo, frutto di una gestione meramente politica e mai industriale delle società che erogano il servizio. Siamo stati i primi a chiedere una riforma del settore e adesso che il governo Musumeci ha annunciato un Ddl specifico, chiediamo con forza di essere coinvolti nell’iter legislativo”. La Femca Cisl da anni pone l’accento sulla necessità di riorganizzare il servizio idrico integrato nella regione, “dove ancora – sottolinea Parisi – vigono leggi e comportamenti in contrasto con le norme nazionali e comunitarie ”.

 “ Il risultato – aggiunge Parisi – è una disomogeneità normativa che rende possibile la coesistenza di molteplici soggetti gestori in un generale quadro di confusione che impedisce il corretto utilizzo dei fondi Ue. È indispensabile un’autorità unica regionale”.

Secondo Femca Cisl “una delle principali cause delle carenze del settore idrico in Sicilia, è l’aver privilegiato le scelte politiche invece che il criterio delle capacità gestionali. “Alla guida delle Spa pubbliche – chiosa Parisi – sono stati indicati manager selezionati per appartenenza e non per competenza. Questa gestione politica più che industriale ha determinato una situazione di estrema criticità e la perdita di innumerevoli occasioni di rilancio”. La Femca Cisl cita quale esempio di opportunità perdute, i fondi sulla depurazione che non stati impiegati. “Negli anni si è accumulato un incredibile ritardo in questo ambito – prosegue Parisi – con il risultato che da un lato c’è stato il disimpegno delle risorse e dall’altro pesantissime infrazioni da parte dell’Unione Europea che ha comminato all’Italia multe salatissime”. Per la Femca Cisl Sicilia, “è ora di voltare pagina e se si vuole farlo seriamente, con una riforma efficace e compiuta, è indispensabile coinvolgere le forze sociali che hanno più volte avanzato proposte concrete. Il governo Musumeci ci convochi e si faccia promotore della nostra partecipazione all’iter parlamentare sul Ddl del settore idrico”.

Un anno di scarsi acquisti per via delle difficoltà economiche, e le limitazioni per il Covid porteranno – per Konsumer Italia che ha condotto un proprio sondaggio – ad un boom di vendite durante i saldi invernali, superando del 20% le vendite magre dello scorso anno. 450 euro a famiglia è la somma che Konsumer Italia prevede sia spesa da chi aderisce a IO, 150 euro saranno spesi invece in media da chi non avrà aderito.
“Complice favorevole anche il 10% di cashback che riduce ulteriormente i prezzi – dichiarano Carlo Pileri e Giuseppe Di Miceli, il primo Portavoce Nazionale e il secondo vicepresidente in Sicilia e coordinatore del territorio dell’ex-provincia di Agrigento, di Konsumer Italia – e la speranza di essere tra i fortunati centomila consumatori che potranno aggiudicarsi il bonus da 1.500 euro messo in palio dal Governo per chi farà il maggior numero di acquisti, i consumatori coglieranno l’occasione offerta, e forse irripetibile, di aggiornare il guardaroba. Scarpe, abbigliamento e accessori faranno la parte del leone ma – continuano Pileri e Di Miceli – la raccomandazione che come Konsumer Italia rivolgiamo ai commercianti è di rispettare le regole dei saldi, sia per la merce venduta che deve essere di stagione e non residui di magazzino, perchè vigileremo e denunceremo le violazioni, sia per le garanzie e l’accettazione delle carte di pagamento; ma anche un appello ai consumatori di rispettare le regole del distanziamento, di evitare di accalcarsi i primi giorni diluendo gli acquisti durante tutto il periodi previsto dai saldi, e di chiedere preventivamente se il venditore possieda il POS abilitato per il cashback per evitare brutte sorprese”.
Queste le regole da tenere a mente quando si acquista in saldo suggerite da Konsumer.
1. I capi che vengono proposti in saldo devono essere quelli della stagione in corso o di moda, nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso ma per questi non si può parlare di saldo, il deprezzamento perché fuori moda ne rappresenta l’effettivo valore.
2. La possibilità di cambiare il capo che non ha difetti ma solo per un ripensamento dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante. Questo vale anche per la possibilità di provare i capi.
3. Se dopo l’acquisto il capo risultasse difettoso o non idoneo all’uso si può chiedere la risoluzione del contratto, anche per i capi in saldo vale la regola della garanzia per 24 mesi dall’acquisto; il negoziante deve restituire l’importo pagato, sostituirti il capo oppure ridurne il prezzo. È importante conservare lo scontrino. Una particolare attenzione deve essere riposta sugli scontrini in carta chimica che dopo poco tempo diventano illeggibili, meglio fare una fotocopia o avvalersi di un servizio alternativo come quello prestato da Garanteasy
4. L’indicazione del prezzo è un obbligo del negoziante, il cartellino deve indicare il prezzo normale di vendita, la percentuale dello sconto e il prezzo finale.
5. Fare attenzione al momento del pagamento della merce, soprattutto con l’acquisto di più oggetti, controllare con attenzione il prezzo richiesto per ognuno dei capi od oggetti acquistati che sia esattamente come quello riportato in esposizione, se si nota un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, bisogna farlo notare al negoziante. In caso di problemi, chiedere l’intervento della polizia municipale.
6. Per i pagamenti, le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante senza alcun sovrapprezzo o limitazione per il Consumatore. Attenzione all’uso delle carte di debito o revolving, pagare con queste carte può annullare la convenienza del saldo a causa degli alti interessi praticati che superano a volte anche il 25%. Se vuoi approfittare del cashback accertati che il negoziante abbia il POS collegato ad IO.
7. Per gli acquisti on line, è fondamentale navigare con browser aggiornati e con antivirus attivo. Diffidare di siti che espongono molta o tutta la loro merce con sconti maggiori del 50%.
8. Valutate la qualità del sito: i contenuti devono essere scritti ed incasellati correttamente, con un layout curato e non approssimativo. Un errore grammaticale o di ortografica già è un ottimo campanello di allarme.
9. Controllare i collegamenti ai social. Provate a cliccare sulle icone di Facebook, Twitter, ecc., se il sito sembra “official” ma in realtà è un fake, è facile che non vi corrisponderà alcun profilo.
10. Verificare l’esistenza di una sezione con i contatti, il numero di partita iva, l’indirizzo PEC, un indirizzo fisico. L’esistenza effettiva dell’attività è riscontrabile sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo: https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/Scegli.do?parameter=verificaPiva
11. Leggere feedback e commenti da parte di altri clienti e diffidate di chi non ne menziona.
12. E’ fondamentale, inoltre, verificare la presenza della certificazione di sicurezza del sito qualora si decida di procedere con l’acquisto. Se la pagina dove si richiede di effettuare il pagamento è sicura, troverete sulla barra degli indirizzi la sigla https:// (no http!) prima del nome del sito. Inoltre, potrete verificare se il certificato sia in corso di validità/aggiornato cliccando alla sinistra della barra, dove c’è il lucchetto.
13. Sempre in relazione al pagamento, privilegiate siti che permettono l’acquisto con Pay Pal, molto più sicuro rispetto a quelli con carta di credito, e comunque cercate di effettuare i vostri pagamenti con carte prepagate.
14. Se avete sospetti, fate una ricerca su questa piattaforma: www.signal-arnaques.com/it/ dove moltissimi utenti segnalano disservizi/truffe nei quali sono incappati e inviate la vostra segnalazione alla Polizia Postale all’indirizzo urp.compartimento.polposta.rm@pecps.poliziadistato.it specificando i vostri dati, il nome del sito in questione, la motivazione per cui lo segnalate e chiedendo esplicitamente di essere informati dell’esito delle verifiche.
15. Per segnalare qualsiasi tipo di problema e per ricevere assistenza dalla Konsumer scrivere alla casella info@konsumer.it e/o agrigento@konsumer.it

I Sindaci e i componenti del Cartello Sociale della provincia di Agrigento rivolgono un accorato appello a tutte le comunità del territorio affinché vengano adottati comportamenti responsabili ed efficaci rispetto al contenimento del contagio da Covid 19.
Un appello che proviene da tante bocche ma che si trasmette attraverso un’unica voce per sottolinearne l’importanza e la necessità di tutelare un bene prezioso come quello della salute.
Un appello che richiama il senso del dovere e del rispetto degli altri perché con un comportamento virtuoso ognuno custodisce se stesso e nello stesso tempo il suo prossimo manifestando vicinanza anche in un tempo che ci impone il distanziamento come misura precauzionale.
Se, oggi, da un lato la maggior parte delle persone positive è asintomatica o con sintomatologia lieve, è altrettanto vero che la velocità con cui il contagio si sta allargando rappresenta un dato di forte preoccupazione, visto il trend in aumento di ricoveri e di ricorsi alla terapia intensiva che potrebbe portare, se mantenuto a questi livelli, alla saturazione del nostro sistema ospedaliero. Uno scenario che bisogna assolutamente evitare, attraverso il massimo scrupolo che ciascuno deve avere, innanzitutto, nel rispettare le tre semplici regole che tutti conosciamo: mascherine, distanziamento fisico, igiene delle mani.
Siamo all’inizio di una nuova e difficile fase dell’emergenza sanitaria a fronte della quale il Governo ha introdotto nuove misure restrittive, che tornano a limitare alcune libertà e comportamenti dei cittadini. Gestire questo momento, comportandoci in modo da scongiurare ulteriori e ben più gravi restrizioni è la vera sfida che abbiamo davanti nelle prossime settimane. Cercando di esserne all’altezza, per tutelare la nostra salute e il nostro sistema economico, per mettere al riparo la parte più fragile delle nostre comunità, non solo i malati e gli anziani, ma anche i giovani, ai quali abbiamo il dovere di garantire la tenuta del sistema scolastico, un bene primario da salvaguardare a tutti i costi.
In questo senso l’appello è rivolto anche alle autorità competenti affinché si possa provvedere ad organizzare anche a scuola la possibilità di effettuare tamponi rapidi, si possa incrementare il numero dei mezzi pubblici di trasporto ricorrendo all’utilizzo degli autobus delle ditte private e si possano effettuare tamponi a tutte quelle categorie di persone che svolgono attività in prevalente contatto con il pubblico.
Queste le città i cui Sindaci hanno aderito:
Agrigento
S. Elisabetta
Sambuca
Camastra
Realmonte
Menfi
Ravanusa
Alessandria
Bivona
P. Empedocle
Favara
Villafranca
Burgio
Cianciana
Caltabellotta
Canicatti
Calamonaci
Siculiana
Lucca
Montevago
Sciacca
Ribera
Grotte
Campobello
S. Stefano
Ioppolo
Raffadali
Camastra
S.G.Gemini
Cammarata
Castrofilippo
Palma di Montechiaro
Naro
Aragona
Montallegro
Sant’Angelo Muxaro
Santa Margherita Belice
Casteltermini
Licata
Comitini
San Biagio Platani

Il Consiglio Comunale di Palermo, con deliberazione del Gennaio 2020, ha disposto l’istituzione di due nuove sedi farmaceutiche, una nel quartiere Uditore e l’altra nel quartiere Arenella.

I titolari di una farmacia con sede presso il quartiere Uditore, ritenendo illegittima l’istituzione – in prossimità del loro esercizio – di una nuova sede farmaceutica, hanno proposto, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, un ricorso innanzi al TAR Sicilia Palermo.

Con il ricorso è stata dedotta l’illegittimità della delibera del Consiglio Comunale giacchè l’individuazione ed istituzione di nuove sedi farmaceutiche è avvenuta senza acquisire (e valutare) i necessari pareri.

Ed infatti, la normativa di riferimento, pur riconoscendo al Comune la competenza in materia di istituzione e localizzazione delle farmacie, impone la previa e obbligatoria acquisizione dei pareri dell’Azienda Sanitaria Provinciale e dell’Ordine dei Farmacisti.

Nel caso di specie, il Comune non solo ha assegnato ai suddetti Enti (ASP e Ordine dei Farmacisti) un termine troppo esiguo per rendere i prescritti pareri ma addirittura non li ha esaminati nonostante questi fossero stati, comunque, resi.

Con il ricorso è stato, altresì, dedotto come il Comune di Palermo non avesse adeguatamente chiarito – nella delibera contestata – le ragioni che l’avevano indotto ad istituire le nuove sedi farmaceutiche nei quartieri Uditore e Arenella anzichè altrove.

A sostegno delle censure gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia hanno citato taluni recenti precedenti resi in vicende similari dal TAR Toscana e dal TAR Campania.

Si sono costituiti in giudizio il Comune di Palermo e il farmacista cui, nelle more, è stata assegnata la nuova sede farmaceutica sita nel quartiere Uditore, chiedendo il rigetto del ricorso.

Il Tar Sicilia Palermo, Presidente Maria Cristina Quiligotti, Relatore dott. Bartolo salone, ha accolto il ricorso proposto dagli avv. Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia e ha annullato il provvedimento di istituzione di una nuova sede farmaceutica nel quartiere Uditore, attesa la mancata valutazione (da parte del Comune) dei necessari pareri dell’ASP e dell’Ordine dei Farmacisti.

Con la sentenza il TAR Palermo ha anche condannato le parti soccombenti, in solido tra loro, al pagamento di euro 3.000,00 (tremila/00) per compensi, oltre spese forfettarie, IVA e CPA.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero, Elenia Manno, ha chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi per Antonio Maira, 69 anni, di Canicattì, ed a 6 anni per il fratello Giuseppe, 63 anni, giudicati in abbreviato e imputati di concorso in estorsione aggravata ed usura. I due avrebbero prestato denaro ad interessi molto elevato, non esitando a minacciare le vittime per saldare il debito. Alcune delle stesse vittime hanno denunciato i Maira, costituendosi parte civile al processo. La sentenza è attesa il 22 gennaio, dopo le arringhe dei difensori, dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto.

Una 62enne di Porto Empedocle, dipendente di una ditta di rifiuti, rimasta gravemente ferita in un incidente stradale, è deceduta in ospedale. La donna viaggiava alla guida di una Citroen C1, che per cause in corso di accertamento si è scontrata con un’altra auto, una Honda Civic, condotta da un 41enne di Cammarata, anche lui rimasto ferito, ma in maniera lieve. Il sinistro si è verificato nella zona industriale di Agrigento. Dopo l’urto le due auto sono uscite fuori strada, abbattendo un palo dell’illuminazione pubblica, e un paletto della segnaletica stradale. I due feriti con le ambulanze sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio. Per la donna non c’è stato nulla da fare. Sul posto per i rilievi gli agenti della polizia Municipale di Aragona. La dinamica è ancora da ricostruire