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Patologia cardiaca congenita individuata solo dopo 32 anni: intervento mininvasivo dell’équipe salva vita di un giovane

L’équipe di Emodinamica e Cardiologia Interventistica ha risolto la coartazione istmica aortica del ragazzo, che soffriva di uno scompenso cardiaco potenzialmente fatale

Palermo, gennaio 2021 – La coartazione istmica dell’aorta è una patologia congenita caratterizzata dal restringimento dell’aorta all’inizio della porzione discendente toracica (la zona dell’aorta che permette il passaggio del sangue dal tronco agli arti inferiori). La patologia è rara, spesso associata ad altre malattie congenite, ed ha un’incidenza del 4-6% di tutte le cardiopatie congenite (dato Società Europea di Cardiologia).

Solitamente la coartazione istmica aortica viene riconosciuta in età neonatale, tramite ecocardiogramma alla nascita, ed è possibile intervenire chirurgicamente. Quando invece la patologia non viene individuata ed è diagnosticata in età adulta si può intervenire attraverso una procedura percutanea non chirurgica. È questo il caso di un giovane uomo classe ’88 della provincia di Palermo operato a Maria Eleonora Hospital, Ospedale di Alta Specialità del gruppo GVM Care & Research, accreditato con il SSN.

“Il restringimento dell’aorta nella coartazione istmica è dovuto ad alterazioni non note della genesi embrionale – spiega il prof. Amerigo Stabile, corresponsabile del Dipartimento di Emodinamica e di Cardiologia Clinica ed Interventistica a Maria Eleonora Hospital –. A causa di questa strozzatura il sangue passa con grande difficoltà, causando la dilatazione di vasi arteriosi a monte del restringimento, così da consentire la perfusione degli organi a valle tramite rami collaterali che portano il sangue all’addome e agli arti inferiori. La coartazione genera ipertensione degli arti superiori, ipotensione degli arti inferiori, ipertrofia ventricolare sinistra e ipoperfusione degli organi addominali. L’entità dei sintomi dipende dalla severità del restringimento e comprendono cefalea, dolore toracico, cardiopalmo, estremità fredde, spossatezza, claudicatio intermittens (dolore alla gamba associato a difficoltà di deambulazione)”.

Nel paziente 32enne, trattato presso la struttura palermitana, l’adattamento della funzione cardiaca alla pressione alta causata dal restringimento ha generato una ipertrofia del ventricolo sinistro, portando alla dilatazione del ventricolo stesso e a sintomi tipici dello scompenso cardiaco. Fortunatamente la coartazione aortica si manifesta in maniera chiara e la diagnosi avviene attraverso un semplice ecocardiogramma.

Nell’adulto si può intervenire per via percutanea in maniera non invasiva, senza arresto di circolo. La procedura di correzione consiste nella dilatazione della parte ristretta dell’aorta e nel successivo posizionamento a livello del restringimento di uno stent che mantiene il vaso di calibro normale.

“Prima della procedura abbiamo eseguito degli esami per la misurazione dell’aorta, così da individuare il calibro (ovvero la larghezza del vaso) da raggiungere attraverso lo stent. Questo si inserisce in sede per via percutanea, tramite l’arteria femorale destra, e in contemporanea si esegue un’angiografia dell’aorta a monte della stenosi che permette di monitorare dall’interno la procedura. Il punto del restringimento viene allargato grazie ad un “palloncino” e qui si colloca lo stent, a sua volta ricondotto alla misura ottimale attraverso un ulteriore palloncino dilatatore”, spiega il prof. Stabile.

L’intervento dura 1 ora circa ed è totalmente risolutivo: la differenza di pressione tra gli arti inferiori e quelli superiori subito dopo la procedura viene completamente azzerata. La degenza post operatoria può durare 3-4 giorni.

“Si è trattato di un lavoro di équipe – commenta il prof. Stabile –: il dott. Piero Dioguardi è il Cardiochirurgo che ha individuato la malattia. Insieme a me erano presenti anche il dott. Vincenzo Pernice, corresponsabile dell’U.O. di Emodinamica, che ha collaborato nella procedura e il dott. Ettore Augugliaro, che ha curato gli aspetti anestesiologici e di analgo-sedazione del paziente”.

Dopo tre giorni il paziente è tornato a casa dove ha ripreso gradualmente la sua quotidianità e ha potuto trascorrere le festività a casa con i suoi 3 figli.

1.435 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia su 8.572 tamponi processati. Le vittime sono state 36 nelle ultime 24 ore che portano a 2.629 deceduti dall’inizio della pandemia da coronavirus.
I positivi sono 38.705.
I ricoveri sono 1424, 40 in più rispetto a ieri, mentre i ricoveri in regime ordinario sono 1228, 38 in più rispetto a ieri.
I guariti sono 433.

Ed ecco la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 413, Palermo 474, Messina 362, Ragusa 40, Trapani 5, Siracusa 22, Caltanissetta 89, Agrigento 9, Enna 21.

Sei persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula”, a Licata, in provincia di Agrigento, dove il traffico è temporaneamente bloccato all’altezza del km 240. Lo rende noto l’Anas. Nel sinistro, le cui cause sono in corso di accertamento, sono coinvolti 4 veicoli. Sul posto sono presenti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione del traffico e per consentire la riapertura della strada.

L’associazione turistico – ricettiva “Tante case tante idee”, coordinata da Domenico Vecchio, compie un anno di attività. Per l’occasione giovedì prossimo 14 gennaio alle ore 19 è stato organizzato un webinar intitolato “Il turismo che verrà”. Lo stesso Domenico Vecchio spiega: “Questo incontro on line, organizzato in collaborazione con l’Associazione Immagina Aps, è dedicato all’approfondimento del turismo che ci aspetta dopo la pandemia covid. Si proverà a dare nuove chiavi di lettura su opportunità che prima non erano prese troppo in considerazione ma che oggi, alla luce degli eventi contemporanei, possono trasformarsi in straordinari volani per la rinascita sociale, turistica ed economica del nostro territorio. Il focus non sarà più sul turismo come fenomeno, ma sul nuovo identikit del viaggiatore che, dai primi spiragli di questa nuova epoca, sembra privilegiare, e rivalutare, la prossimità a dispetto dei viaggi a lunga distanza” – conclude. In diretta online dagli uffici del Coworking Immagina interverranno Roberto Bruccoleri, Vice Presidente dell’Associazione e Consulente Turistico, e Domenico Vecchio, presidente dell’Associazione e Direttore del quotidiano on line Agrigentooggi.

In Sicilia il tasso di positività più alto d’Italia. A rischio la scuola in presenza dall’11 gennaio, e la dichiarazione di “regione rossa”

La Sicilia nella morsa del Covid rischia di subire ulteriori restrizioni. Ieri l’isola ha registrato un altro aumento di nuovi casi di coronavirus. E, soprattutto, si è registrato il tasso di positività (ovvero il rapporto positivi-tamponi) più alto d’Italia. Sembra proprio che la terza ondata sia già arrivata in questi ultimi giorni di festività natalizie. Nonostante le restrizioni le festività non hanno portato bene all’Isola, dove, di giorno in giorno, aumentano i nuovi positivi. Ieri sera si è svolta un’apposita riunione tra il Governo Musumeci e il Comitato tecnico scientifico regionale dal quale è atteso un parere definitivo su ulteriori restrizioni. In particolare vi è il rischio che le scuole superiori non riprendano la didattica in presenza al 50% da lunedì 11 gennaio, come annunciato ieri dal governo regionale. L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, commenta: “La crescita dei contagi non è inattesa. E’ il risultato di comportamenti che tutti abbiamo avuto modo di rilevare, e che sono documentati anche da alcune immagini arrivate dalle nostre città. Se da un lato osserviamo, fortunatamente, un’incidenza non critica dei ricoveri ospedalieri, dall’altro è opportuno prevedere concrete azioni contenitive adeguate alla situazione. Abbiamo affrontato questi temi nella seduta del Comitato tecnico scientifico regionale”. Nel frattempo, in tema di zone colorate e relative restrizioni, l’ultimo decreto del Consiglio dei ministri stabilisce dei parametri di valutazione delle fasce colorate in senso più restrittivo. Ad esempio per passare da giallo ad arancione ci vorrà un indice di contagio Rt di 1, mentre prima era di 1,25. Si passa da arancione a rossa con Rt a 1,25, mentre prima era 1,50. Per sapere cosa succederà dall’11 gennaio in poi si dovranno attendere i dati del monitoraggio di domani 8 gennaio, sulla base dei quali si deciderà il colore di ogni singola regione. La Sicilia rischia la zona rossa: secondo gli studi statistici fatti dal gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche dell’Università di Palermo, l’Rt della Sicilia oscillerebbe tra 1,26 e 1,37, con una velocità di raddoppio stimata in poco più di quattro giorni. Se questa proiezione dovesse essere confermata anche dagli studiosi a livello nazionale allora la Sicilia potrebbe rientrare in zona rossa, con restrizioni molto severe.

Dall’Ente Governativo Nazionale scopriamo che la Sicilia ottiene ben 4 aree su un totale di 67 “idonee” ad accogliere le scorie nucleari. Ci chiediamo quali siano stati i criteri utilizzati da questo Ente per dichiarare che la Sicilia ha ben 4 aree idonee.

Ci chiediamo come mai quando lo Stato Nazionale deve risolvere un suo problema, solo allora si ricorda che esiste anche la Sicilia e cosa ancora più strana ci chiediamo cosa i nostri rappresentanti politici, che siedono nel Parlamento Nazionale, intendano fare, o stanno facendo, per difendere il diritto dei siciliani alla difesa ed integrità del territorio regionale.

Ci chiediamo se il sicilianissimo Presidente dell’Italia è al corrente di quanto sta succedendo in Sicilia e se intende intervenire in difesa della sua isola.

Oggi la nostra terra, apprendendo questa notizia, ha ottenuto un ulteriore motivo di crisi sociale ed economica, come se non bastassero i tantissimi motivi di crisi, alcuni atavici, già presenti nella nostra società.

Brucia ancora il dictat dello Stato Italiano che da un lato ci chiude le raffinerie siciliane che pur inquinando davano tantissimo lavoro, con la scusa di una loro riconversione ancora da venire, ma con la certezza di licenziamenti di massa, e dall’altro lato con un incremento delle perforazioni petrolifere sia su terra che nel mare adiacente le coste siciliane.

In questo modo diventiamo una regione produttrice di petrolio con una estrazione in grado di soddisfare circa 25% del fabbisogno nazionale ma non possiamo più usufruire degli utili e dei livelli occupazionali derivanti dalla raffinazione del nostro greggio estratto.

Derubati delle nostre materie prime e derubati dei guadagni derivanti e vogliamo ricordare a tutti che, almeno sulla carta, il Demanio in Sicilia è della Regione Siciliana e non dello Stato Italiano.

Non soddisfatti di questo ultimo “scippo” oggi la Sicilia diventa anche Discarica Nazionale per quanto prodotto dall’Italia e del quale la Sicilia non ne ha mai avuto alcun beneficio.

Il Sinalp Sicilia rappresentato dal Segretario Regionale Dr. Andrea Monteleone assieme all’Associazione Consumatori Rete Sociale Attiva Sicilia rappresentata dall’Avv. Stefania Virga, Avv. Marzia Giacalone e dalla Dr.ssa Serena Giuliano denunciano questo ennesimo attacco per la distruzione del nostro territorio.

Alla Sicilia rimane solo il patrimonio naturale e paesaggistico.

Le poche fabbriche realizzate frutto di un ipotetico Piano Nazionale per l’industrializzazione della nostra regione sono ormai fallite e inesorabilmente chiuse.

Il sistema bancario siciliano, che era in grado di finanziare le imprese siciliane direttamente nel nostro territorio, è stato totalmente fagocitato dalle multinazionali bancarie che non hanno alcuna intenzione ed interesse a finanziare le nostre imprese ed investire nella nostra isola.

Ci rimane appunto solo la bellezza paesaggistica, unica al mondo, del nostro territorio ed è nostro diritto difenderla anche con i denti.

Il Sinalp e l’Associazione R.S.A. mettono a disposizione di tutti i cittadini interessati a difendere la loro terra i loro uffici legali per proteggere il futuro nostro e dei nostri figli.

Invitiamo i Sindaci di Trapani Giacomo Tranchida, di Calatafimisegesta Antonino Accardo, di Castellana Sicula Franco Calderaro, di Petralia Sottana Leonardo Neglia, e di Butera Filippo Balbo a contattarci per una azione comune in difesa del futuro ei nostri figli.

Invitiamo infine il Presidente della Regione Siciliana, On. Nello Musumeci, a fare propria questa battaglia di civiltà e speranza per le genti siciliane e lottare con ogni mezzo lecito contro questa ennesima prevaricazione dello Stato Nazionale contro la Sicilia.

Sono stati i carabinieri di Palma di Montechiaro ad avviare le indagini circa l’incendio avvenuto nella notte che ha interessato la Fiat Punto di un bracciante agricolo di 33 anni.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, allertati da alcuni residenti che hanno domato le fiamme. Il mezzo, quasi completamente distrutto, ha danni che si aggirerebbero sui mille euro.

Ancora sconosciuta la causa dell’incendio ma i Carabinieri stanno indagando considerato che non si esclude la pista dell’incendio doloso

 

 

“Di fronte a un ennesimo impetuoso aumento dei contagi e delle vittime in Sicilia e in Italia, faccio appello al Governo nazionale e al Governo regionale perché si adottino misure significative per contrastare il nuovo diffondersi del virus.

Ho il timore che il giusto ottimismo per l’avvio della campagna vaccinale, che avrà comunque tempi lunghi per la sua vastità e complessità, venga percepito da alcuni come un ingiustificato “liberi tutti”.

Siamo in presenza di numeri ancora una volta preoccupanti; temo ci attendano ancora lunghi mesi di sofferenze e lutti, di sovraccarico del nostro sistema sanitario.

Per questo chiedo che sia valutata ogni iniziativa che ancora una volta scoraggi comportamenti pericolosi o irresponsabili, che ponga la priorità per la tutela della salute e della vita.” Lo ha dichiarato il presidente di ANCI Sicilia, Leoluca Orlando.

Al Comune di Agrigento è stata approvata la determina che quantifica le indennità di funzione spettanti agli amministratori comunali in applicazione dei parametri nazionali di riferimento. Al sindaco Franco Miccichè, che si è auto-sospeso dal lavoro all’Azienda sanitaria, spettano 4.508 euro lordi. Al suo vicesindaco Aurelio Trupia 3.381 euro lordi. Poi 2.705 euro ciascuno agli assessori Ciulla, Costanza Scinta, Lala, Picarella, Principato e Tuttolomondo. Una riduzione del 50% dell’indennità è invece prevista per gli assessori Vaccaro e Vullo e per il presidente del Consiglio comunale Civiltà, perché si tratta di lavoratori dipendenti che non sono ricorsi all’aspettativa.