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I consiglieri comunali del Comune di Raffadali Salvatore Gazziano, Domenico Tuttolomondo, Caterina Giglione, Salvatore Lombardo, Stella Vella, a seguito di numerose segnalazioni da parte dei cittadini, che in questi giorni hanno ricevuto da parte del Comune di Raffadali, gli avvisi di accertamento relativi ai tributi non pagati o parzialmente pagati dell’anno 2015, nei quali sono contenuti diversi errori.

Considerata la necessità da parte di molti cittadini,  di recarsi presso gli uffici comunali per segnalare le anomalie riscontrate e richiedere le eventuali rettifiche o sanatorie e,  tenuto conto che per cause legate al Covid, gli uffici comunali  alcuni giorni operano in modalità smart-working  non  garantendo così  il normale ricevimento degli utenti interessati alla revisione delle cartelle.

Considerato che per una maggiore sicurezza sia dei dipendenti comunali sia  dei cittadini è consigliabile evitare assembramenti nei luoghi pubblici o di ricevimento al pubblico.

Visto che, attualmente,  il Comune di Raffadali non prevede altri strumenti per segnalare tali anomalie.

I Consiglieri dei gruppi “Partito Democrativo” e “Raffadali Cambia”, hanno chiesto al Sindaco al di emanare un’ordinanza sindacale che sospenda per un periodo congruo, i termini di pagamento, in modo da poter dare maggiore tempo ai cittadini ed agli uffici di provvedere alle rettifiche necessarie.

I consiglieri di opposizione chiedono anche che l’amministrazione comunale possa provvedere ad adeguare il sistema di ricevimento al pubblico, con una modalità di prenotazione on line degli appuntamenti.

“Riteniamo un errore l’ordinanza del Presidente della regione Sicilia sul mantenimento della scuola dell’infanzia in presenza”. Lo scrivono in una nota congiunta i segretari regionali di Flc Cgil, Adriano Rizza, Cisl Scuola, Francesca Bellia, Uil Scuola Rua, Claudio Parasporo, Snals Confsal, Michele Romeo, Fgu Gilda Unams, Loredana Lo Re.

“Il segmento 3-6 della scuola statale – aggiungono – non è avulso dal contesto dell’istruzione, ma anzi rappresenta il primo contatto con il sistema stesso. Considerare gli insegnanti della scuola dell’infanzia come ‘sacrificabili’, perché svolgono una funzione ‘sociale’, significa disconoscerne il ruolo fondamentale. Se c’è emergenza sanitaria in Sicilia c’è anche per la scuola dell’infanzia”.

“Sembra utile ricordare – continuano – che gli alunni non indossano mascherina e non rispettano il distanziamento sociale mentre per gli insegnanti è prevista soltanto la mascherina chirurgica. Le organizzazioni sindacali sono convinte dell’importanza della didattica in presenza, soprattutto per questo segmento, qualora ci siano i presupposti di sicurezza per tutti gli operatori del settore”.

“Riteniamo che l’aumento esponenziale dei contagi nella nostra regione – concludono – rappresenti un problema per il mantenimento dell’apertura delle scuole. Ribadiamo anche la necessità di un rafforzamento delle norme di prevenzione che al momento prevedono, solo per gli insegnanti di scuola dell’infanzia, l’uso della mascherina chirurgica e che si preveda una priorità per la vaccinazione di tutti i lavoratori della scuola”.

“Altro che Musumeci svegliati, direi Gambino vai a dormireÈ veramente un paradosso che il sindaco della penultima città d’Italia, Caltanissetta, la mia città e di tutti i nisseni, debba ascoltare le farneticazioni da parte di un primo cittadino che si lamenta perché il Presidente della Regione prende atto di come la pandemia, in attesa finalmente del vaccino, si preoccupa di tenere alta la tensione e soprattutto, di mantenere alto il livello di protezione della salute dei cittadini. Cosa fa Gambino, da sindaco oltre che da presidente della conferenza dtutti i comuni locali? Si lamenta, dicendo che siccome i casi nella sua città sono pochi, di quello che succede attorno a lui non importaOgnuno si coltiva il suo orticello, ognuno vive muore come vuole, tanto è affar suo? Come si può essere così superficiali? Come si può essere il leader rappresentativo di tutti gli altri comuni e affermare che a lui non interessa? Si faccia per ogni comune una singola zona rossa tanto io non ho bisogno? se domanimalauguratamente ci sarà un altro focolaio a Caltanissetta – come è già stato all’inizio della Pandemia – cosa faranno gli altri suoi colleghi sindaci?”.

Così commenta il deputato regionale di Forza Italia, on. Michele Mancuso, in merito alle parole del sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, che critica la zona arancione rinforzata in Sicilia.

Credo che a questo punto siamo al capolinea – continua il Parlamentare. Credo che Gambino debba cominciare a preoccuparsi di altro che della città di Caltanissetta, di cui tra l’altro non si preoccupa affatto. È finito il tempo del populismo o di far finta di preoccuparsi di un territorio parlando di amiantnella miniera di Milena, che non sa neanche dove si trova, piuttosto che di quella di Bosco, in cui non si è mai recato. La sua è solo ipocrisiaperché non tiene conto del fatto che i suoi colleghi e soci di partito a Roma, sono quelli che oggi stanno proponendo le zone di riserva di scorie nucleari in due siti della nostra provincia. Aspettiamo con attenzione le dichiarazioni da parte sua e da parte dei parlamentari nazionali del M5S sulla vicenda”.

È arrivato il momento di prendere atto che da quando Gambino è sindaco, siamo la penultima ruota del carro nazionale – incalza il Deputato nisseno. A questo punto dovremmo cominciare a immaginare un percorso alternativo, che possa dare un governo vero alla città. Una rappresentanza istituzionale degna di questo nome, che guardi non solo al proprio orticello ma anche a quello del vicino. Siamo in un momento drammatico e non abbiamo bisogno di predicatori nel deserto, che per un attimo di notorietà sono anche capaci di sputare sentenze contro il Governo Musumeci e tutto il Parlamento regionale, all’interno del quale è presente anche il suo partito. Da mesi ci stiamo preoccupando ogni giorno di porre rimedio ai drammi che il Covid produce”.

Gambino dovrebbe visitare qualche reparto di rianimazione o di malattie infettive di Caltanissetta prima di parlare – conclude MancusoChe si confronti con le forze dell’ordine, che rischiano ogni giorno la vita e che ogni giorno lavorano a difesa dei territori che lui suddivide per colori. Non è dignitoso nei loro confronti e soprattutto del personale sanitario che opera negli ospedali, sentir dire a un sindaco che, in base al colore di un territorio, possiamo più o meno tirare un sospiro di sollievotanto i drammi sono altrove, magari per accattivarsi le simpatie di qualche commerciante. Agli operatori economici non serve questo, serve ben altro. A Caltanissetta serve in primo luogo un ripristino vero, reale, funzionale sostanziale del centro storico. Serve dare ciò che l’attuale Amministrazione comunale non ha mai dato: una vera boccata d’ossigeno per l’economia, la quale non è garantita dal mancato status di zona rossa. Siamo veramente preoccupati dinanzi a questo atteggiamento grottesco, che non ha nulla di istituzionale”.

Tutti siamo concentrati ed interessati alla tragica e spietata contabilità giornaliera dei morti da COVID e non percepiamo quello che sta realmente accadendo nel mondo del lavoro.

Questa lapalissiana evidenza ci fa mostra il totale disinteresse della politica e del Governo Nazionale sulla strage delle aziende e dei livelli occupazionali con conseguenziali ed impressionanti perdite di posti di lavoro.

Il quadro nazionale della strage di posti di lavoro, diventa disperato se si analizza la condizione economica ed occupazionale della Sicilia e del meridione nel suo complesso.

Da circa un anno ormai i nostri rappresentanti politici nazionali si stanno riempendo la bocca sull’opportunità più unica che rara dei finanziamenti del Recovery Fund  accapigliandosi sulla gestione di questi soldi.

Non sanno come utilizzarli, non sanno come agevolare le aziende ed il tempo passa inesorabile aggravando sempre di più la disoccupazione.

Disoccupazione che subirà sicuramente una impennata esponenziale dopo il 30 marzo, data fatidica che annullerà il blocco dei licenziamenti attualmente in essere.

Il recente studio di Confcommercio emette una tragica sentenza sulla disperazione della società civile italiana certificando che già nel 2020 ben 240 mila imprese hanno chiuso i battenti causa crisi COVID ed altre 180 mila hanno chiuso per motivi comunque ricollegabili, anche se indirettamente, sempre alla crisi pandemica del COVID e pur consapevoli di questo triste primato, fin da ora possiamo affermare che purtroppo questo numero avrà ancora una ulteriore crescita esponenziale appena terminerà il blocco dei licenziamenti.

La Sinistra negli ultimi 25 anni ha governato questa nazione per ben 16 anni, se consideriamo governo di centrodestra anche l’anno del  governo Lega/M5S.

Ci chiediamo, questi politici cosa hanno fatto realmente in 16 anni di governo della Nazione italiana per affrancare dalla “miseria” il meridione d’Italia e la Sicilia in particolare?

Pur apprendendo dalle interviste e dichiarazioni dei vari leaders della sinistra, che da 25 anni stanno dando, secondo il loro pensiero, “l’anima” per eliminare questo vergognoso gap nord/sud, realmente quali sono stati i risultati?

Questi signori ci ricordano un giorno si ed un altro anche, che non dormono la notte per trovare soluzioni in grado di risolvere i danni causati dai loro barbari avversari politici che purtroppo vogliamo ricordare a noi stessi ed ai cittadini italiani, che negli ultimi 25 anni hanno governato solo per 9 anni contro i 16 della sinistra.

Oggi, che è un momento epocale per la nostra nazione, apprendiamo che nel settore portuale l’attuale Governo Nazionale sta discutendo, nell’ambito del Recovery Fund, del Piano Nazionale Portuale per rilanciare i porti italiani e dare il via all’intermodalità, alla logistica integrata, e gli investimenti per l’Italia saranno oltre 3 miliardi di euro.

Cioè investimenti enormi finanziati dall’Europa per ammodernare e digitalizzare i nostri scali portuali, metterli in condizione di competere con quelli Europei dotandoli di moderne infrastrutture, rinnovare le flotte portuali e i mezzi di terra, e fin qui tutto bene.

Ma quando ci si addentra nell’utilizzo delle somme destinate all’Italia ci accorgiamo che l’accaparramento della stragrande maggioranza di questi fondi dedicati ai porti è esclusiva dei porti di Genova e Trieste. Mentre i porti di Palermo, Catania, Messina, Napoli, Bari, Cagliari, Gioia Tauro, ed altri porti del Sud Italia si dovranno accontentare delle briciole, appena 700 milioni di euro a fronte di 2,3 miliardi dedicati a Genova e Trieste, sempre che il nord non chiederà ulteriori fondi per completare i loro grandi piani di ammodernamento.

Sommessamente vogliamo ricordare ai politici del sud che fanno parte integrante di questo Governo Nazionale che sarebbe ora che si ricordassero delle loro origini sudiste, se veramente, oltre le chiacchiere, vogliono eliminare il famigerato gap nord/sud.

A tale proposito dobbiamo evidenziare che nel dibattito in Commissione Europea sugli investimenti del settore portuale italiano, l’unico politico italiano a presentare una interrogazione sulla gestione e fiscalità dei porti del Sud Italia ai quali viene imposto da sempre un regime di tassazione penalizzante e una non equa distribuzione degli investimenti del Recovery fund è stato l’eurodeputato leghista Vincenzo Sofo, nato a Milano e di origini Calabresi.

L’unico politico che ha avuto il coraggio e la dignità di denunciare l’ennesimo vergognoso scippo del nord verso il sud, incredibile ma vero, è stato eletto in Lombardia nelle liste della Lega.

Dopo 25 anni dei quali 16 con la sinistra al potere il sud ha bruciato tutte le risorse economiche ed occupazionali che era riuscito a raggiungere fino ai primi anni novanta, ma continuiamo a sentirci ripetere il mantra che loro sono i buoni e che lottano disperatamente per aiutare il Sud.

Anche i finanziamenti per  il Servizio Sanitario Nazionale in tutti questi anni sono stati sempre squilibrati a vantaggio della rete ospedaliera del nord.

Vogliamo ricordare agli italiani del sud che dal 2000 al 2019 dei 50 miliardi impegnati nella sanità dai governi Nazionali che si sono alternati in questi anni, solo 11 miliardi sono stati assegnati alla sanità del sud; poi ci chiediamo come mai esiste il turismo sanitario dei cittadini del sud che emigrano verso le strutture ospedaliere del nord, drenando ulteriore ricchezza verso le già ricche regioni del nord e togliendo ricchezza, quella poca che ci resta, alle regioni del sud.

Ma in tutti questi anni dove al governo nazionale l’ha fatta da padrone la sinistra, i suoi esponenti politici siciliani dove erano? Si sono accordi di questo vergognoso scippo? Hanno capito che si sono resi colpevoli del disfacimento della rete sanitaria siciliana?

Semplicemente per far capire di cosa si sta discutendo vogliamo evidenziare che per la Sanità pubblica il Governo Nazionale in questi anni ha speso per ogni cittadino della Valle d’Aosta 90 euro annui, per l’Emilia Romagna 85 euro procapite, per la Toscana 77 euro a cittadino mentre per la Sicilia 17 euro a persona e per la Calabria ancora meno, 15 euro per ogni calabrese.

I nostri politici al Governo dove erano impegnati? Stavano lavorando per la “pace nel mondo”? Per trovare la soluzione  definitiva sul Santo Gral?

Il Segretario del Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone si chiede del perchè la Sicilia ed il Sud meritino questa tragica e vergognosa realtà.

La Politica nel Sud, a causa dell’ignavia, vigliaccheria ed impreparazione dei suoi politici, ha fallito su tutti i fronti; istruzione, sanità, viabilità, sicurezza, ambiente, economia, autonomia, non esiste un fronte dove non subiamo la prepotenza economica e politica del nord.

E’ giunto il momento di dire basta a questa politica che ha affossato la nostra regione.

Ci auguriamo per le prossime elezioni Comunali di Palermo, e se il Governo Nazionale verrà sfiduciato anche per le elezioni Nazionali, che il popolo siciliano riesca a svincolarsi dagli schemi ottocenteschi di destra e sinistra, di buoni e cattivi per posizioni ideologiche preconcette, ed incominci a ragionare e votare quei politici che veramente vogliono battersi per la vera autonomia della Sicilia e per la sua crescita economica e sociale.

Diffusi di fati dell’Asp sull’andamento epidemiologico nell’agrigentino.
I numeri parlano di una risalita dei nuovi contagi che sono 143. 
14 i guariti, ma anche un ricovero e un nuovo decesso proprio ad Agrigento, che porta ad 11 il numero delle vittime dall’inizio della pandemia.
I tamponi eseguiti sono stati 258 (di cui ben 143 positivi) che portano il totale dei test processati da inizio pandemia a oltre 43 mila.

AL momento sono 25 i pazienti ricoverati negli ospedali della provincia: 15 si trovano ad Agrigento , 8 a Sciacca e 2 fuori provincia. Due i pazienti che si trovano in strutture lowcare: 1 all’ex Ipab di Canicattì e un altro in una struttura fuori provincia. Cinque persone, invece, si trovano attualmente ricoverate in terapia intensiva: quattro al San Giovanni di Dio di Agrigento e una a Sciacca.

I nuovi positivi suddivisi per comuni: 

Agrigento: 102; Alessandria della Rocca 5; Aragona 6; Bivona 2; Burgio 1; Calamonaci 0; Caltabellotta 1; Camastra 2; Cammarata 4; Campobello di Licata 14; Canicattì 66; Casteltermini 7; Castrofilippo 3; Cattolica Eraclea 0; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 47; Grotte 13; Joppolo 9; Licata 46; Lucca Sicula 0; Menfi 75; Montallegro 10; Montevago 17; Naro 2; Palma di Montechiaro 13; Porto Empedocle 11; Racalmuto 1; Raffadali 34; Ravanusa 100; Realmonte 15; Ribera 23; Sambuca 20; San Biagio Platani 11; San Giovanni Gemini 2; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 4; Santa Margherita Belice 30; Santo Stefano di Quisquina 0; Sciacca 27; Siculiana 0; Villafranca 0.

Intervista in esclusiva mondiale al Tg5 di Papa Francesco, in onda domenica 10 gennaio, alle ore 20.40 su Canale 5.

Nel colloquio con il nostro direttore editoriale Fabio Marchese Ragona, avvenuto nella residenza Santa Marta in Vaticano, il Pontefice argentino ha affrontato vari temi, tra cui: la pandemia, il vaccino, i disordini negli Stati Uniti, l’aborto, la politica e com’è cambiata la sua vita a causa del virus.

A proposito dell’assalto a Capitol Hill, Bergoglio ha detto di “essere rimasto stupito. Anche nella realtà più matura sempre c’è qualcosa che non va, di gente che prende una strada contro la comunità, contro la democrazia, contro il bene comune. Grazie a Dio questo è scoppiato e si è potuto vedere bene perché così si può mettere il rimedio. Sì, questo va condannato, questo movimento così, prescindendo dalle persone“.

La violenza sempre è così, no? – ha detto il Papa nell’intervista – Nessun popolo può vantarsi di non avere un giorno un caso di violenza, succede nella Storia, ma dobbiamo capire bene per non ripetere, imparare dalla Storia”.

Nella serata, dedicata interamente a Papa Francesco, dopo l’intervista seguirà la proiezione del film Mediaset “Chiamatemi Francesco – il Papa della gente”, che racconta la storia personale e spirituale di Jorge Mario Bergoglio, nato da immigrati italiani in Argentina. Il percorso racconta della sua gioventù, della vocazione e la formazione, fino a giungere alla nomina a Papa nel 2013. Al termine del film, un commento speciale curato dal Tg5, sulle parole del Pontefice condotto da Cesara Buonamici con in studio ospiti ed esperti di prestigio.

 

 

 

 

E’ pronta l’ordinanza del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci che stabilisce che Messina, come anche Ramacca e Castel di Iudica, da lunedì saranno “zona rossa”.
Le misure restrittive resteranno in vigore fino a domenica 31 gennaio.

Una misura particolare riguarderà Messina: dato il ruolo strategico nei collegamenti, sarà sempre consentito il transito attraverso il territorio comunale a quanti dovranno raggiungere altre località all’interno o fuori dalla Sicilia. Nella zona degli imbarcaderi, inoltre, restano operativi i drive-in di controllo per poter effettuare i tamponi rapidi su chi farà ingresso nella Città dello Stretto e, più in generale, nell’Isola

Il provvedimento, preso d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, mirato a salvaguardare la salute pubblica e ad ostacolare la diffusione del virus covid-19, è stato preso in base alle relazioni delle Asp di Messina e Catania e sentiti i sindaci dei luoghi destinatari dell’ordinanza.

 

Ormai noto alle forze dell’ordine per i vari episodi di disordine pubblico degli ultimi giorni, è stato arrestato un tunisino di 35 anni per aver sfondato la porta di casa dell’ex convivente, a seguito di una lite.
Aperte per lui le porte del carcere.
Lo stesso soggetto, si era reso protagonista qualche sera fa in via Pirandello, di una rissa e dell‘atto vandalico ai danni dell’auto della Polizia, che aveva preso a calci.

22enne di Ribera,  con precedenti di reato contro il patrimonio, è stato arrestato dai carabinieri perché deteneva in casa, all’interno di un thermos, 289 grammi di hashish suddiviso in panetti.
Disposta per lui dalla procura di Sciacca la musica cautelare degli arresti domiciliari, mentre i militari sono all’imposta per capire quale sia la rete di spaccio di clienti del giovane.
Al giovane i carabinieri sono arrivati grazie al continuo controllo del territorio, che da tempo risulta essere piazza per ogni genere di spaccio di sostanze stupefacenti.
Proprio a Ribera, nello scorso novembre c’è stato più di un decesso proprio per overdose, tra cui un giovane di soli 21 anni.

Per accelerare la campagna vaccinale anti-Covid e arrivare alla piena copertura della popolazione il prima possibile raggiungendo la cosiddetta “immunità di gregge”, occorre, come fatto in Israele e in altri Paesi, che la vaccinazione avvenga non solo presso i presìdi pubblici, ma anche in qualsiasi altro luogo idoneo. Per questo motivo la legge di Bilancio 2021 riconosce in tal senso il ruolo fondamentale della farmacia e dei farmacisti, quali operatori sanitari da subito in prima linea rischiando la vita per affrontare l’emergenza a servizio dei cittadini. La legge stabilisce che i vaccini potranno essere inoculati anche presso le farmacie, con la supervisione di medici, assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato.

I farmacisti, in linea con il loro costante impegno contro la pandemia, si sono preparati per tempo attraverso la frequenza di corsi professionalizzanti per la somministrazione dei vaccini e sono pronti, se autorizzati dal ministro della Salute, all’inoculazione dei vaccini contribuendo pienamente ad incrementare la campagna vaccinale anti-Covid grazie alla rete delle 19mila farmacie presenti in Italia.

Ma è necessario, ovviamente, che loro stessi siano vaccinati in via prioritaria in questa prima fase, alla stessa stregua degli altri operatori sanitari. Purtroppo in alcune Regioni ciò non è stato previsto, discriminando i farmacisti rispetto ad altre categorie di operatori sanitari. Un disallineamento che sta comportando disagi e rischi a tanti farmacisti quotidianamente esposti al contatto con i pazienti, al pari degli altri colleghi che vengono invece vaccinati.

Ad esempio, in Sicilia i farmacisti non sono stati ricompresi fra gli operatori sanitari da vaccinare nella prima fase, mentre lo sono i medici, gli odontoiatri e il personale amministrativo delle Asp. Ma, paradossalmente, in alcune province i farmacisti vengono chiamati a vaccinarsi e, addirittura, all’interno della stessa Asp di Palermo, il distretto 35 lo ha già fatto e gli altri no.

Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma e presidente di Federfarma Palermo, auspica “un urgente intervento della Regione affinché anche in Sicilia tutti i farmacisti possano essere vaccinati e le farmacie possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi della campagna vaccinale. Serve un criterio unico che consenta anche di razionalizzare ancora di più la distribuzione dei vaccini e di agevolare le prenotazioni. Ci auguriamo che le autorità competenti dettino criteri univoci per accelerare i tempi. Solo così, quando a breve saranno distribuite anche le dosi del vaccino Moderna, sarà possibile intensificare al massimo la campagna vaccinale nell’Isola”.