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La Giunta regionale ha approvato la bozza di accordo finanziario con il Governo centrale per il ripiano del disavanzo, accertato nel 2018 dalla Corte dei conti in un miliardo e 740 milioni di euro. L’accordo è propedeutico all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri delle norme di attuazione determinate ieri dalla Commissione paritetica.
”Si tratta di una intesa articolata e radicale – commenta il presidente della Regione Nello Musumeci – che pone riparo a decenni di allegra gestione delle finanze regionali. Ne paghiamo adesso le conseguenze ma, finalmente, mettiamo in ordine i conti della Regione”.

L’ufficio speciale Immigrazione cerca 38 esperti per migliorare e rafforzare il sistema dei servizi di accoglienza e integrazione. «Si tratta di conferimenti di incarichi a tempo determinato previsti dal progetto Supreme – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Antonio Scavone – con una dotazione finanziaria di circa 6 milioni di euro. L’obiettivo è il rafforzamento del sistema dei servizi di accoglienza e integrazione nelle aree agricole e ad alta intensità di popolazione straniera dove si manifestano fenomeni di grave sfruttamento lavorativo e inadeguate condizioni di vita».

Trentotto le figure professionali a bando, tra questi un esperto di flussi migratori e nove referenti provinciali per la gestione di attività di affiancamento e supporto all’innovazione della governance delle pubbliche amministrazioni locali e delle prefetture. La presentazione della domanda di partecipazione alla selezione dovrà essere trasmessa al seguente indirizzo: ufficiospecialeimmigrazione@certmail.regione.sicilia.it.

«Gli esperti – aggiunge l’esponente del governo Musumeci – affiancheranno l’Ufficio Immigrazione, guidato da qualche giorno dalla dottoressa Michela Bongiorno, in un lavoro particolarmente delicato soprattutto sul tema dell’integrazione sociale dei minori stranieri non accompagnati per i quali a oggi, grazie a un ulteriore finanziamento di 5 milioni del Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami), siamo riusciti a fare partire progetti come Prisma che prevede tra l’altro la promozione della partecipazione attiva dei migranti al sistema scolastico».

Il relativo bando, pubblicato integralmente sul sito istituzionale e per estratto sulla Gurs – serie concorsi – del 24 dicembre scorso, consente la presentazione delle domande fino al 22 gennaio.

A Palermo, in Corte d’Assise d’Appello, il sostituto procuratore generale, Sergio Barbiera, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo a carico di Orazio Rosario Cavallaro, 61 anni, di Ravanusa, arrestato il 2 ottobre del 2018 perché ritenuto il responsabile dell’omicidio di Angelo Carità, 61 anni, di Licata, ucciso sei mesi prima, il giorno di Pasquetta 2 aprile, del 2018. Angelo Carità, a sua volta, nel febbraio del 2017 è stato condannato dalla Corte d’Assise d’Agrigento all’ergastolo per l’omicidio di Giovanni Brunetto, 60 anni, di Licata, e poi è stato libero per decorrenza dei termini. La sentenza è attesa l’11 febbraio.

In Calabria davvero siamo alla barzelletta.
Nella situazione già tremendamente drammatica a livello nazionale, mentre chi governa non sa più che pesci prendere, che non ha uno straccio di piano pandemico, né uno vaccinale, mentre si dice tutto e il contrario di tutto, mentre si danno i numeri e pure i colori, così ormai a caso, in Calabria nelle ultime ore si è andati avanti a botta e risposta tra la Regione che predisponeva chiusure e il Tar che annullava le ordinanze regionali circa la chiusura delle scuole e così lunedì, a seguito della delibera del Tar, i ragazzi delle scuole elementari e medie sono tornati in aula.
Ma la normalità è durata appena che 48 ore perché stamane, nel comune di Montalto Uffugo ci siamo svegliati con una ordinanza circolata nella notte e firmata dal vicesindaco con la quale si disponeva nuovamente la chiusura delle scuole per altri 4 giorni a causa di un caso di positività riguardante un collaboratore scolastico.

Ma fateci capire, esiste un protocollo serio o si agisce così alla carlona, tanto chi se ne frega della salute mentale ed emotiva dei ragazzi? A cosa servono 4 giorni di chiusura quando bastano 4 ore per sanificare una scuola? E ci dicessero dal comune, la scuola resta aperta solo se nessuno si contagia?  E sarebbe normale secondo loro che in tempo di pandemia non ci fosse nessun caso di contagio nelle scuole? E allora ogni volta che ci sarà un caso di positività, le scuole resteranno chiuse per 4 giorni?

Roba davvero da far cadere le braccia anche ai più pazienti.

In molte zone di Italia si va a scuola, si bonificano i locali, si interviene nei casi di positività bonificando in serata e la mattina si torna in classe. A cosa servono 4 giorni di chiusura? A cosa?

Per non parlare della completa assenza di controlli sul territorio.
E non solo davanti alle scuole, ma su tutto il territorio comunale.

E si continuano a fare gli happy hours, in alcuni bar, si continuano a somministrare caffè e bibite senza nessun rispetto delle norme previste per i bar in zona arancione. E mi domando come si faccia a non accorgersene quando si abita proprio su determinati bar e gli schiamazzi sono udibili in tutto il vicinato.

Non esiste un controllo, mai visto sul territorio in questo periodo.
E a farne le spese sono le poche attività che si attengono scrupolosamente al rispetto delle norme, perdendo anche clientela davanti ad un “no, ci scusi, non è possibile avere il caffè nella tazzina, non è possibile entrare senza mascherina”.

La gestione della situazione sul territorio è completamente fuori controllo.

Prudenza, buonsenso, rispetto delle regole, ma anche la salvaguardia del diritto allo studio e alla salute mentale ed emotiva dei ragazzi

Maxi sequestro di sigarette di contrabbando nella rotta tra l’Africa e la Sicilia. Nove persone sono state arrestate in un’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Palermo e dal gruppo aeronavale delle Fiamme gialle. Nei pressi delle coste trapanesi, i finanzieri, a bordo delle motovedette e degli elicotteri, hanno notato un peschereccio di 20 metri diretto da Lampedusa verso Mazara del Vallo. Tale “nave madre” è stata affiancata al limite delle acque territoriali da un veloce motoscafo di nove metri che ha caricato oltre 2 tonnellate di sigarette. Dopo il trasbordo il peschereccio si è diretto verso le coste africane mentre il motoscafo verso la Sicilia. In tale frangente hanno agito i militari della Guardia di Finanza. A bordo del motoscafo sono stati sorpresi tre palermitani, sul peschereccio sei tra tunisini, libici ed egiziani e 60 mila euro in contanti nascosti dietro un pannello nella sala macchine. Le due imbarcazioni sono state sequestrate e condotte nel porto di Mazara del Vallo. Le oltre 2 tonnellate di sigarette sequestrate, destinate a rifornire i mercati siciliani e in particolare la piazza di Palermo, avrebbero fruttato all’organizzazione circa 300mila euro. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere a Trapani e Palermo a disposizione della Procura di Marsala competente per territorio.

“L’operazione antimafia, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, in un contesto particolarmente critico per chi gestisce attività imprenditoriali. rappresenta un segnale importante per mettere in sicurezza un territorio provato dalla crisi economica, dalla pervasiva presenza della malavita organizzata ed ora dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria”. Così il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina commenta gli esiti dell’operazione denominata “Oro Bianco”.

“Un plauso incondizionato va al lavoro dell’Arma dei carabinieri – continua Vittorio Messina – che ha permesso, ancora una volta, di confermare che sugli interessi illeciti della criminalità organizzata non bisogna mai abbassare la guardia. Una brillante operazione che conferma come la presenza dello Stato e delle Forze dell’ordine sia tanto più determinante quanto più i territori sono svantaggiati sul fronte economico ed occupazionale per impedire che si crei terreno fertile ai traffici illeciti sui quali la mafia da sempre incentra i propri interessi, da quello degli stupefacenti, alle estorsioni, al controllo di ogni attività. Il plauso – conclude il presidente di Confesercenti – va quindi ad una attività investigativa che ha stroncato un tentativo, già in atto, di infiltrazione mafiosa sul territorio provinciale di Agrigento, anche in collegamento con settori della cosiddetta area grigia”.

In vista del difficile nuovo anno, F.I.P.E. Agrigento, rappresentata dal presidente Gabriella Cucchiara e dal presidente giovani Calogero Cacciatore,  ha scritto una lettera ai Comuni della provincia di Agrigento, all’attenzione dei Sindaci, degli assessori al commercio e degli assessori ai tributi, per segnalare lo stato di crisi in cui, ormai da diversi mesi, si trova il settore dei pubblici esercizi.

Un settore, si legge nella nota, che «rappresenta non soltanto un fiore all’occhiello dell’offerta turistica della nostra provincia (basti pensare alle eccellenze in campo gastronomico che Agrigento può vantare), ma anche un fondamentale motore economico per l’intero territorio».

Vengono poi elencati i dati maggiormente rappresentativi del comparto della somministrazione di alimenti e bevande a livello nazionale: “In Italia nel 2020 oltre 300mila imprese hanno chiuso, di queste più di 50mila appartengono al settore della ristorazione.  Ciò ha comportato, solo nel terzo trimestre dell’anno appena concluso, una contrazione del fatturato pari a -16,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Con riferimento ai primi nove mesi del 2020 mancano all’appello ben -23,4 miliardi di euro (fonte centro studi FIPE)”

La crisi, che ha colpito più di altri il mondo dei pubblici esercizi, sta avendo effetti catastrofici sulle imprese e sui posti di lavoro, così riassunti nel documento della F.I.P.E.: «La sola contrazione del 25% di tale volume di spesa (dato purtroppo facilmente superabile, stanti le ultime disposizioni di legge), secondo la nostra ConFederazione nazionale, comporterebbe una diminuzione di attività notevole, che corrisponderebbe, in termini numerici posti di lavoro persi».

La lettera, dopo queste premesse, si concentra sulle (legittime e giustificate) richieste della categoria, chiedendo «iniziative straordinarie e temporanee» così riassunte:

➡ azzeramento per tutto il 2021 del canone di occupazione di suolo pubblico (il Governo ha disposto l’esenzione fino al 31 marzo);

➡ rimodulazione, per l’intera annualità 2021, delle tariffe di asporto rifiuti, diminuendo in modo significativo l’impatto delle stesse sulle imprese;

➡ azzeramento dell’imposta di pubblicità annuale;

➡ semplificazione per l’organizzazione (quando sarà consentito) di eventi, manifestazioni e concertini da parte dei pubblici esercizi;

➡ sospensione, almeno per la prima metà dell’anno, di tutti gli eventi che comportano attività di somministrazione (quali ad esempio: sagre, eventi, manifestazioni), in modo da non generare una sorta di attività parallela a quella regolarmente svolta dai pubblici esercizi.

Così concludono Cacciatore e Cucchiara.

Si amplia notevolmente la capacità di erogare credito diretto a medio e lungo termine alle imprese di ConfeserFidi, confidi 106 siciliano vigilato da Bankitalia che ha oggi ricevuto da Crif ratings l’ambito riconoscimento della “Classe di rischio 2” (rischio basso).

Appena dopo tre mesi dalla firma della convenzione tra Cassa depositi e prestiti e Assoconfidi nazionale, ConfeserFidi è oggi uno dei primi confidi 106 italiani a ricevere una tranche del nuovo plafond di liquidità da 500 milioni di euro che Cdp ha stanziato a supporto dell’accesso al credito delle Pmi italiane per soddisfare esigenze di cassa o per sostenere investimenti.

ConfeserFidi, grazie a questa nuova piattaforma di provvista dedicata, può concedere nuovi finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia Pmi gestito da Mediocredito centrale. La misura si contraddistingue per l’estrema rapidità, con richiesta online e risposta in pochi giorni, grazie a Cdp che utilizza una contrattualistica uniforme e a ConfeserFidi che ha dematerializzato il processo di istruzione delle pratiche.

I finanziamenti diretti Cdp-ConfeserFidi prevedono un chirografario concesso a micro, piccole e medie imprese italiane per investimenti in corso o da realizzare, per coprire esigenze di capitale circolante, o per ristrutturazione di debiti pregressi e anche per anticipo spese di cantiere ad imprese per interventi edilizi col Superbonus 110%.

“Con questa iniziativa – spiega Bartolo Mililli, A.d. di ConfeserFidi – contribuiamo concretamente allo sviluppo economico del Paese in questa terribile emergenza economica provocata dalla pandemia da Covid-19. Ciò è favorito dalla nostra capacità di raggiungere direttamente e rapidamente le micro e piccole imprese attraverso la nostra rete commerciale capillarmente presente sul territorio nazionale, e dalle intense relazioni con le associazioni imprenditoriali. ConfeserFidi dimostra oggi, con i due importanti traguardi del plafond Cdp e del rating di Crif, l’elevata qualità raggiunta nel supporto finanziario e nel sostegno ai segmenti di mercato che rappresentano l’ossatura del sistema economico siciliano e nazionale. Offriamo, cioè, una valida alternativa alle restrizioni del credito tradizionale indotte dalla congiuntura sfavorevole. Crif Ratings, in proposito, ci ha riconosciuto ‘flessibilità del business model, ampia diversificazione dell’offerta commerciale, profondo presidio del territorio, multicanalità della rete distributiva, buona qualità del portafoglio garanzie, solida struttura patrimoniale e assenza di tensioni di liquidità’”.

In merito alle notizie diffuse su scala nazionale concernenti la distribuzione di saturimetri presso le farmacie, il Presidente di A.Ti.Far. Federfarma Agrigento, il Dott. Pietro Amorelli, precisa quanto segue: “l’iniziativa comunicata riguarda uno studio pilota condotto da Federfarma Nazionale e dalla SIP (Società Italiana Pneumologia). Questo studio pilota coinvolge soltanto 1.200 farmacie selezionate dalla S.I.P. sul territorio nazionale in base a precisi parametri che, in questa fase, non hanno consentito di coinvolgere le farmacie del nostro territorio. La notizia incautamente diffusa si riferisce solo ed esclusivamente alle farmacie inserite nello studio.
Se e quando il progetto verrà esteso a tutto il territorio nazionale le farmacie agrigentine saranno ben felici di aderirvi dandone ampia comunicazione ai cittadini nella consapevolezza dell’importanza di tali iniziative”.

La Sicilia è maglia nera in Italia per la perdita di acqua potabile. Secondo l’Istat in media nell’isola si disperde il 50% delle immissioni nelle reti idriche, con punte del 54,60% a Palermo. Eppure, nonostante questi disservizi, le tariffe dei consumi continuano a rimanere fra le più alte d’Italia. “Siamo di fronte a una fotografia impietosa – afferma Franco Parisi, segretario generale della Femca Cisl Sicilia – che noi denunciamo da tempo, frutto di una gestione meramente politica e mai industriale delle società che erogano il servizio. Siamo stati i primi a chiedere una riforma del settore e adesso che il governo Musumeci ha annunciato un Ddl specifico, chiediamo con forza di essere coinvolti nell’iter legislativo”. La Femca Cisl da anni pone l’accento sulla necessità di riorganizzare il servizio idrico integrato nella regione, “dove ancora – sottolinea Parisi – vigono leggi e comportamenti in contrasto con le norme nazionali e comunitarie ”.

 “ Il risultato – aggiunge Parisi – è una disomogeneità normativa che rende possibile la coesistenza di molteplici soggetti gestori in un generale quadro di confusione che impedisce il corretto utilizzo dei fondi Ue. È indispensabile un’autorità unica regionale”.

Secondo Femca Cisl “una delle principali cause delle carenze del settore idrico in Sicilia, è l’aver privilegiato le scelte politiche invece che il criterio delle capacità gestionali. “Alla guida delle Spa pubbliche – chiosa Parisi – sono stati indicati manager selezionati per appartenenza e non per competenza. Questa gestione politica più che industriale ha determinato una situazione di estrema criticità e la perdita di innumerevoli occasioni di rilancio”. La Femca Cisl cita quale esempio di opportunità perdute, i fondi sulla depurazione che non stati impiegati. “Negli anni si è accumulato un incredibile ritardo in questo ambito – prosegue Parisi – con il risultato che da un lato c’è stato il disimpegno delle risorse e dall’altro pesantissime infrazioni da parte dell’Unione Europea che ha comminato all’Italia multe salatissime”. Per la Femca Cisl Sicilia, “è ora di voltare pagina e se si vuole farlo seriamente, con una riforma efficace e compiuta, è indispensabile coinvolgere le forze sociali che hanno più volte avanzato proposte concrete. Il governo Musumeci ci convochi e si faccia promotore della nostra partecipazione all’iter parlamentare sul Ddl del settore idrico”.