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“Shoah & Song 2020”

 
di Mario Gaziano.
Vanno così, su un prato immaginifico di note dolci e struggenti, sublimi e delicate, le immagini lontane, emozionanti e commoventi, mai dimenticate: immagini tristi ,sfocate, a colori o in bianco e nero.
Immagini di muti dolori, di sguardi smarriti, di corpi disfatti:
Auschiwitz, Buchenwald, Birkenau, Dakau, Mauthausen.
Memorie mantenute e sostenute da poeti, scrittori, saggisti.
Ma ancor più da una cinematografia cosciente e consapevole.
Proprio così. Immagini dolorose, sublimate da note di rara dolcezza e di coinvolgente emotività.
Così nel bellissimo “Il Pianista” di Roman Polaski, ricavato cinematograficamente dal romanzo autobiografico di Wladyslaw Szpilman. Pianista, concertista di fama mondiale.
La cui dolorosissima vicenda è raccontata anche attraverso le dolci musiche di Chopin, note che salvano il giovane artista per la sensibilità musicale di un umano capitano tedesco.
Note dolci, fluenti, spirito proprio del popolo polacco che subì sofferenze e distruzioni più di ogni altro. Le note dell’anima di Fryderyk Chopin.
Ma ancora più struggente la nenia triste e dolorosa (quasi una tragica e sofferta ninna nanna) di John Williams per il bellissimo film “Schindler list” di Spielberg, che racconta la strabiliante storia di un ingegnere tedesco – Oskar Schindler-che riesce a salvare centinaia e centinaia di ebrei da morte sicura: da crematoi, camere a gas e fucillazioni di massa in fosse comuni.
Dolori, commozioni , tragedie punteggiati dalle lacrimose note del violino protagonista.
Anche questo ricavato da un romanzo autobiografico, ”La lista di Schindler”, appunto.
Più fiabesche le note di Nicola Piovani per “La vita è bella”, sceneggiato dal romanziere Vincenzo Cerami, che Benigni tratta con il tocco della favola fantastica e inverosimile, seppure intrecciata ( quasi complementarmente) dalle violenze di una tirannia ingiusta e malvagia.
La tirannia nazista. La selvaggia brutalità dei nazisti e delle violentissime SS.
E’ la musica ,dunque, con le sue diverse anime, con le molteplici intenzioni narrative a raccontarci la “Storia”. A modo proprio.
A comunicarcela con penetrante, insinuante emotività.
Con la dolcezza delle differenti espressioni musicali, che provano a rendere meno amare e dure le parole e le immagini che non vorremo mai più vedere e sentire.
1COMMENTO
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    Ignazio 25 Gennaio 2021

    Immenso e profondo il dolore da parte di tutte le genti umane del mondo per la feroce persecuzione nazista e fascista degli ebrei.
    Condivisibili e commoventi i ricordi di registi e musicisti e scrittori e di quant’altri per la triste e diabolica realtà hitleriana e mussoliniana e monarchica italiana. Sì, avremmo voluto che una tal ferocia non si fosse mai ripresentata, e vorremmo ancora e sempre che non abbia mai a ripetersi, ma il nostro pensiero va pure comunque alle non lontanissime e tante, troppe scelleratezze e malefiche cattiverie che si son ripetute in molte zone di Stati sudamericani dominate da forme crudeli di nazifascismo; e tra queste, certamente, primeggia, in altra parte del nostro Pianeta, il riconoscere che gli stessi ebrei-israeliani hanno troppo presto dimenticato il destino loro toccato e si siano “rivoltati” con rabbia contro un popolo di Palestina, derubato per volere dei Potenti del Mondo del loro territorio, e massacrato nei loro corpi difesi soltanto da pietre lanciate con fionde, fino ad esser difesi da popoli amici, trasformando la rabbia, ahinoi, in vera e propria guerra!
    L’uomo nasce buono, ebbe a scrivere un grande filosofo, ma false forme di “Civiltà” o, meglio di Inciviltà scorticano l’uomo di ogni bontà di natura!

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