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”Fabbrica” falsi invalidi nell’Agrigentino, confiscati beni per 2 mln a raffadalase

 

Daniele Rampello, 52 anni, di Raffadali, nell’agrigentino, pensionato da oltre un decennio, ritenuto uno dei personaggi chiave dell’inchiesta che ha sgominato la “fabbrica” di falsi invalidi messa in piedi per truffare lo Stato, sarebbe, invece, riuscito ad acquisire un patrimonio di oltre 2 milioni di euro, intestandolo anche a moglie, fratello e cognata. La Corte di appello – sezione misure di prevenzione – ha confermato il decreto di confisca dei beni del cinquantenne, ritenuto uno degli uomini di punta dell’organizzazione sgominata il 22 settembre del 2014, che avrebbe truffato lo Stato. Il raffadalese, che in passato ha gestito un patronato e ha rimediato una condanna per usura, secondo quanto ipotizza l’accusa, avrebbe fatto da intermediario e procacciatore di affari per la presunta organizzazione che, attraverso il pagamento di tangenti a medici compiacenti, avrebbe ottenuto il riconoscimento di false invalidita’. Il patrimonio di cui e’ stata decisa, anche in appello, la confisca e’ composto da immobili, vetture, rapporti finanziari e impianti di produzione di energia rinnovabile di proprieta’ o ritenuti nella disponibilita’ di Rampello. Fra i beni sequestrati anche una villa di Raffadali, dotata di una piscina coperta, con muri di sostegno ricoperti di pietra e mosaici; una villa a Giallonardo con vista sul mare e un appartamento a Sa’ Marinedda ad Olbia, in Sardegna. Sigilli anche a sei conti correnti, quattro polizze assicurative e due fondi di investimento.

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