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Nessuna normalità ci attende, dopo le feste ancora lockdown soft. Ecco il calendario di tutti i divieti fino al 15 gennaio

 

Via libera al nuovo decreto legge.
Non si contano più ormai le disposizioni che vengono inflitte ogni 15 giorni da svariati mesi ormai.
Il nuovo decreto legge è pronto e reca in sé nuove restrizioni che andranno dal 7 al 15 gennaio prossimo.
Sono nuovi anche i parametri che portano le regioni ad essere in zona gialla, arancione e rossa.
Partiamo dal fine settimana del 9 e 10 gennaio quando tutta Italia sarà arancione, mentre negli altri giorni sarà per tutti “zona gialla rinforzata” e NON si potrà spostarsi tra regioni.
Queste disposizioni varranno solo per pochi giorni perché arriverà per metà mese di gennaio, il nuovo decreto legge o dpcm, vedremo. C’è chi scommette che la stretta varrà fino a fine mese.

La bozza del decreto legge datato 4 gennaio, che stabilisce dunque:

Divieto di spostarti  tra regioni o province autonome diverse su tutto il territorio nazionale tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di estrema urgenza e necessità o motivi di salute NEL PERIODO TRA IL 7 E IL 14 GENNAIO  mai si può fare RIENTRO ALLA PROPRIA RESIDENZA, DOMICILIO, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma;

ZONA ARANCIONE, nei giorni 9 e 10 gennaio ma saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Il testo conferma sino al 15 gennaio, nei territori inseriti nella cosiddetta “zona rossa”, la possibilità, già prevista dal decreto legge 18 dicembre 2020, n. 172, di spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata della propria regione RISPETTANDO IL COPRIFUOCO DALLE 22 ALLE 5

Alla persona o alle due persone che si spostano potranno accompagnarsi i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono. Resta ferma, per tutto il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021, l’applicazione delle altre misure previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 e dalle successive ordinanze.

COSA SI PUO’ FARE DUNQUE DAL 7 AL 15 GENNAIO?

il 7 e l’8 gennaio è prevista la zona gialla rafforzata in tutta Italia: spostamenti liberi ma soltanto nei confini della propria regione, la mascherina rimane obbligatoria così come il distanziamento. I bar e i ristoranti saranno aperti fino alle 18. Dopo quell’orario si potranno solo acquistare cibo e bevande da asporto – con il divieto di consumarli nelle adiacenze del locale – oppure chiedere la consegna a domicilio. Sono aperti anche i negozi e i centri commerciali. Gli spostamenti saranno liberi fino alle 22, quando entrerà in vigore il coprifuoco, fino alle 5 del mattino;

il 9 e il 10 gennaio tutta Italia sarà in zona arancione: gli spostamenti sono permessi dalle 5 alle 22 ma con autocertificazione; sarà vietato uscire dal proprio comune. I bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno, aperti invece i negozi, i parrucchieri e i centri estetici;

dall’11 al 15 gennaio dovrebbe tornare la zona gialla rafforzata ma per quella data – in cui è prevista anche riapertura delle scuole suoeriori al 50% in tutta Italia – alcune regioni si troveranno in zona arancione e quindi in quei territori saranno in vigore le restrizioni del 9 e del 10 gennaio.

Sembrerebbe che gli spostamenti saranno comunque vietati fino al 31 gennaio, che la stretta verrà introdotta a tappe: fino al 15 gennaio, e poi fino al 31 con il nuovo decreto che avrà data proprio 15 gennaio.  Il secondo verrà approvato lo stesso giorno di scadenza del “decreto ponte” appena varato e prorogherà le restrizioni al 31 gennaio.

E nel frattempo si continua con le vaccinazioni.

Alle 21 di ieri, secondo il sito del Commissario straordinario, erano state somministrate 150.245 dosi, pari al 31,3 per cento delle 479.700 distribuite alle Regioni. Il Lazio è al 61,4 per cento, la Toscana al 56 e il Veneto al 55,5, mentre la Lombardia arranca al 7,9 per cento e Calabria, Molise, Valle d’Aosta e Sardegna vanno ancora peggio. Ma per il momento sono limitate agli operatori sanitari e alle Residenze per anziani.

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