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La Corte Costituzionale ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 3, della legge della Regione Siciliana 6 agosto 2019, n. 15 (Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di autonomie locali), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato l’8-14 ottobre 2019, depositato in cancelleria il 16 ottobre 2019 ed iscritto al n. 110 del registro ricorsi 2019 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 48, prima serie speciale, dell’anno 2019. La Corte Costituzionale dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 3, della legge della Regione Siciliana 6 agosto 2019, n. 15 (Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di autonomie locali), promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, ed alle «competenze attribuite alla regione Sicilia dallo Statuto speciale», con il ricorso indicato in epigrafe.

Alla luce di questa importante sentenza  SGB chiede che si avvii, al più presto, un ragionamento con l’Assessorato alla Funzione Pubblica, alle Autonomie Locali e con i Sindaci della Sicilia in modo da pianificare un percorso condiviso finalizzato a raggiungere gli obiettivi della stabilizzazione.

È Giovanni Di Caro il nuovo capogruppo del M5S all’Ars. Secondo la consueta turnazione interna al gruppo, scatta l’avvicendamento alla guida della pattuglia di deputati 5stelle a Palazzo dei Normanni. A partire dal primo gennaio del prossimo anno a coordinare i deputati all’Ars sarà  il deputato favarese, con la collaborazione di Gianina Ciancio, eletta vicecapogruppo. Di Caro subentra a Giorgio Pasqua.

46 anni da poco compiuti, ingegnere informatico, sposato, due figli, il nuovo capogruppo è stato eletto nel collegio di Agrigento ed è al suo primo mandato. È vice presidente della commissione Cultura, Lavoro e Formazione dell’Ars.

“Ringrazio Il collega Giorgio Pasqua – afferma Di Caro – per come ha portato avanti il delicato compito in un periodo non certo tranquillo per il nostro gruppo e per la nazione intera. Siamo la prima forza politica di questo palazzo e, pertanto, sentiamo enormemente il dovere di portare dentro alle istituzioni le istanze dei cittadini che ci hanno chiamati a rappresentarli e spero di dare il mio contributo affinché questo possa continuare ad accadere sempre più spesso e sempre meglio”.

“Ringrazio di cuore – dice Pasqua –  i miei 14 colleghi che, in questo anno difficile, hanno collaborato nel migliore dei modi, mostrando unità di intenti ed attaccamento al Movimento 5 Stelle. Giovanni è la persona giusta per condurre il gruppo parlamentare con nuovo slancio della iniziativa politica ed a lui va il mio in bocca al lupo, oltre alla collaborazione che non gli farò mancare”.

In relazione ad una notizia pubblicata da un sito di informazione online sulle sanzioni per l’abbandono di rifiuti, il Libero Consorzio Comunale di Agrigento intende fare chiarezza su diverse imprecisioni che possono deviare la corretta informazione. Non risponde al vero la notizia che i trasgressori non pagheranno la sanzione in quanto il relativo verbale di accertamento  non sarebbe mai stato notificato loro. La Provincia, oggi Libero Consorzio Comunale, ha in materia di sanzioni ambientali  una funzione di secondo livello a tutela dell’uniformità di trattamento ed emette per ciascuna sanzione un’ordinanza che,  previa verifica della correttezza dell’operato dell’Ente sanzionatore, ne rende esecutivo il verbale con espresso obbligo di pagamento per il trasgressore.

Gli Enti sanzionatori sono molteplici: Comuni, corpi di polizia, organi della Regione ecc. Questi redigono i verbali sanzionatori e li notificano ai trasgressori. Entro i 5 anni successivi l’Ente provinciale consolida o archivia il verbale con la notifica dell’ordinanza. In questi ultimi anni le sanzioni ambientali, specialmente in materia di abbandono dei rifiuti, si sono decuplicate e con la carenza di personale specializzato l’enorme numero di pratiche che si sono sommate negli anni precedenti ha fatto sì che nel 2020 siano state chiuse quelle relative al biennio 2015-2016.

Pertanto le ordinanze vengono notificate, nei limiti di scadenza di legge, a distanza di diversi anni rimanendo il trasgressore obbligato e tenutario di diritto alla difesa nel frattempo. Il Libero Consorzio avvierà delle iniziative per il recupero dell’eccezionale arretrato al fine di rendere concreto il regime sanzionatorio, ma necessiteranno tempo e risorse umane.

Le somme relative a queste sanzioni, infine, non vengono incamerate dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento bensì dalla Regione Siciliana, che dovrà utilizzarle per finalità di tutela ambientale.

Via libera da parte della commissione Salute dell’Ars all’emendamento che prevede l’incremento delle ore di incarico a tempo indeterminato ai medici veterinari specialisti ambulatoriali interni incaricati presso le Aziende provinciali e l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.

Lo fa sapere in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo a margine dell’esame per il parere degli emendamenti aggiuntivi presentati in commissione Bilancio al disegno di legge n. 893 recante “Disposizioni  finanziari e per il sostegno ai processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale”.

I sindacati e il presidente Ati Francesca Valenti hanno sottoscritto un accordo che impegna l’Ati a modificare l’attuale bozza di piano d’ambito nelle parti in cui si espone la situazione del personale.

uno nel quale il numero del personale da trasferire è da considerarsi “a regime dopo gli investimenti previsti dal piano” e il secondo passaggio nel quale si garantirà il passaggio del personale al servizio idrico integrato (ex Girgenti Acque e ex Hydortecne).

Nella pagina 239 del Piano d’Ambito prima di “personale da trasferire” il numero di personale è da intendersi “a regime dopo gli investimenti del Piano”. Nel primo capoverso “personale da trasferire”, inoltre, cassare “per il primo anno di gestione” e cassare “dalla gestione commissariale G.A.” e inserire “al servizio idrico integrato”.

Si tratta di modifiche che assicurano il passaggio alla società consortile che prenderà vita dello stesso numero di lavoratori, con riduzione che verrà fatta negli anni non appena diventeranno realtà gli investimenti che miglioreranno lo stato delle condotte idriche in provincia”. Il Piano così modificato in questo momento è all’esame dell’assemblea dei sindaci.

Sindacati soddisfatti per il successo ottenuto a garanzie dei lavoratori, ma sostengono che altre battaglie si dovranno fare per la definizione dei contratti.

Semaforo vedere da parte della Corte Costituzionale al percorso di stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione in Sicilia. Si tratta di circa 10mila persone, tra Asu ed ex Lsu. Con la sentenza 279 del 2020 depositata lo scorso 23 dicembre, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale di alcune parti della legge regionale del 6 agosto 2019 in materia di autonomie locali promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri. La sentenza della Consulta supera dunque il blocco alle stabilizzazioni scattato all’indomani della decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la norma regionale. La Regione, dunque, può procedere con le stabilizzazioni.

Ad Agrigento a Porta di Ponte i Carabinieri hanno colto due immigrati in atteggiamento sospetto. Nel corso della perquisizione personale e domiciliare sono stati sorpresi in possesso di due panetti di hashish da 100 grammi ciascuno. Un tunisino di 34 anni ed un algerino di 51 anni sono stati arrestati ai domiciliari in attesa del giudizio per direttissima. Oltre la droga sono stati sequestrati anche un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Rispondono di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio.

E’ stato un 2020 positivo per numero e valore degli appalti pubblici in Sicilia. L’apprezzamento dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili siciliani

Nonostante i “lockdown” e gli altri limiti alle attività imposti dall’emergenza sanitaria, il 2020 è stato un anno positivo per il mercato delle opere pubbliche in Sicilia. Secondo l’Osservatorio delle Costruzioni di Ance Sicilia, ovvero l’Associazione dei costruttori edili siciliani, riferito al periodo gennaio-agosto, gli interventi posti in gara sono stati 1.093 in numero per 1 miliardo e 95 milioni di euro in valore, con una crescita rispettivamente del +26,36% e del +16,49% rispetto allo stesso periodo del 2019. Inoltre il numero di imprese con regolare certificazione edilizia è aumentato da 1.750 a 1.827 nei primi nove mesi di quest’anno, segno di una ritrovata fiducia da parte degli imprenditori. Secondo le prime rilevazioni sommarie che saranno elaborate e perfezionate nel prossimo Osservatorio, il trend positivo delle gare d’appalto sarebbe confermato anche nell’ultimo scorcio del 2020. Ed il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone, commenta: “Malgrado il vento contrario della burocrazia, e una politica nazionale che tarda a porre il Sud al centro della propria agenda, quest’anno in Sicilia la curva di caduta degli appalti si è finalmente interrotta dopo una crisi che durava ininterrottamente dal 2007. La tendenza si è invertita nel senso della crescita e diamo atto che il merito è soprattutto del governatore Nello Musumeci e di tutti gli assessori regionali competenti, in testa l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, che si sono quotidianamente spesi per favorire in Sicilia la ripresa del settore edile sbloccando opere ferme da anni e finanziando tutto ciò che si poteva. Formuliamo loro l’augurio – conclude Cutrone – di riuscire nel 2021 a consolidare e a migliorare il ritmo di crescita del mercato delle infrastrutture, l’unica leva che in Sicilia può favorire la necessaria ripresa dell’economia e dell’occupazione per recuperare le perdite provocate dall’emergenza Covid. Ma solo un’adeguata spinta dalle risorse del ‘Recovery Plan’, del ‘Piano per il Sud 2030’ e dell’Intesa Stato-Regione sulla rimodulazione dei fondi europei può davvero portare la Sicilia agli stessi standard del resto del Paese. Per questo auguriamo anche che si instauri finalmente un responsabile rapporto di collaborazione fra Roma e Palermo che sia finalizzato, per buon senso, unicamente al bene dei siciliani”.

L’Ispra pubblica il report della differenziata in Sicilia nel 2020. La media regionale è al 38,5%. I dati relativi alle nove province dell’Isola.

L’Ispra, ovvero l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha pubblicato il report sui rifiuti urbani per l’anno 2020, un documento di oltre 600 pagine che interessa tutte le regioni d’Italia. Per quanto riguarda la Sicilia, rispetto all’anno di misurazione precedente, si registra un leggero miglioramento sotto il profilo della raccolta urbana. In Sicilia sono prodotte 2 milioni e 200mila tonnellate di rifiuti. Un milione e 350mila tonnellate sono prodotto indifferenziato: 257mila tonnellate in meno rispetto al 2019. Le restanti circa 860mila tonnellate sono invece destinate alla filiera green, ossia trattasi di raccolta differenziata: 104 mila tonnellate di prodotto differenziato in più rispetto allo scorso anno. La media 2020 di raccolta differenziata in Sicilia è del 38,5%, con un aumento del 9% rispetto al 2019. Di tale 38,5% il 45% è di rifiuti organici pari a 389mila tonnellate, il 21% è di carta e cartone, 182mila tonnellate, il 12% è vetro, 106mila tonnellate, e l’8% è plastica, pari a 72mila tonnellate. Fra le province siciliane, Ragusa è la più virtuosa, con il 57,8% di rifiuti differenziati. A seguire, al secondo posto, vi è Trapani, con il 56,7%. Ed il rapporto Ispra sottolinea che il territorio trapanese in 5 anni ha raddoppiato il quantitativo differenziato, fino a 100mila tonnellate all’anno. In classifica seguono, con percentuali di poco sotto il 50%, Enna, Agrigento e Caltanissetta, tutte e tre al 49,7%. Poi Siracusa al 36,4%, Catania al 35,4% e Messina al 32,8%. La provincia di Palermo è il fanalino di coda, ultima, con il 29,%. Ancora secondo l’Ispra, la stessa provincia di Palermo produce all’anno 603mila tonnellate di rifiuti, circa mezza tonnellata per ogni abitante. Delle 603mila tonnellate di rifiuti, solo 173mila sono destinate alla raccolta differenziata, e 414mila tonnellate sono prodotto indifferenziato. A Palermo città la media di raccolta differenziata si riduce addirittura al 17,9%. Ed il capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle al Comune di Palermo, Antonino Randazzo, commenta: “Pur apprezzando lo sforzo di Rap (l’azienda che gestisce il servizio della nettezza urbana) ritengo che siamo ancora distanti dalle medie nazionali e dagli obblighi di legge, e che tantissime ancora sono le disfunzioni in merito alla raccolta differenziata ed al servizio di gestione rifiuti a Palermo. Chiediamo pertanto di proseguire nella direzione dell’estensione del ‘porta a porta’, prevedendo una copertura di almeno il 50% della popolazione con il sistema di raccolta domiciliare e continuando a potenziare i centri comunali di raccolta con l’obiettivo di arrivare ad almeno 20 punti in città, attivando gli incentivi per i cittadini virtuosi che differenziano nelle isole ecologiche”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sta per giungere a termine questo 2020 e gli uomini delle forse dell’ordine sono già a lavoro da diverse settimane per setacciare i negozi della città per scovare eventuali botti illegali.

Le forze dell’ordine stanno cercando di tracciare le possibili “strade” e i “canali” dell’ illegalità.

Botti questi, che potrebbero trasformarsi, e non soltanto a Capodanno ma durante tutto l’arco delle festività, in autentiche trappole considerato che non sarà il lockdown o il coprifuoco ad impedire e l’acquisto e l’utilizzo di botti.