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La sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, presidente dell’Ati, l’Assemblea territoriale agrigentina, a nome del Consiglio Direttivo, ha ipotizzato l’uso improprio della denominazione aggiuntiva Ati Ag9 alla gestione commissariale in atto del servizio idrico integrato nell’Agrigentino. I commissari prefettizi, Gervasio Venuti e Giuseppe Dell’Aira, replicano così:

“Stupisce il singolare contenuto della nota a margine, con la quale la S.V., in nome e per conto
dell’intero Consiglio Direttivo, ipotizza l’uso improprio della “denominazione aggiuntiva” ATI AG9,
atta invero a specificare la categoria concettuale di “Servizio Idrico Integrato”, cui è esclusivamente
rivolta l’attività imposta ai Commissari dal provvedimento di incarico adottato da S.E. il Prefetto di
Agrigento.
Tanto rilevato sul piano meramente “ nominalistico ”, è opportuno però ricordare che con quel
provvedimento amministrativo, mai contestato da ATIAG9 e tanto meno contestabile nelle
pertinenti sedi perché adottato a tutela di suoi interessi primari, la gestione de qua,
pubblicisticamente e per la prima volta così connotata sull’intero territorio provinciale di
competenza, è stata imposta da circostanze sopravvenute e dall’ancora attuale inesistenza di un
gestore ritualmente designato in conformità alla legge.
Appare conseguentemente errato anche il richiamo alle norme “ costitutive ” di ATI come riscontro
alla presunta “ improprietà ” dell’utilizzo di quella formulazione, dato che, piuttosto, proprio quelle
norme impongono l’affidamento a “terzi”, in house o per convenzione concessoria, dei compiti
gestionali, per legge funzionalmente intestato ad ATI, affidamento obbligatorio oggi “ sostituito ” dal
provvedimento autoritativo del Prefetto, perfettamente noto sia per natura che per effetti al
Consiglio Direttivo.
Ne segue l’intuitiva considerazione che tutti gli effetti della corrente Gestione Commissariale,
organo prefettizio sostituente, sono imputabili, secondo i principi generali anche in tema di
“sostituzione ex lege” ad ATI, titolare esclusivo della funzione gestoria unitaria e concretamente,
proprio in questa ottica, beneficiaria dell’attività tutta posta in essere dai Commissari con l’utilizzo,
ancora una volta perché così imposto dalla legge e dagli incontestati provvedimenti prefettizi,
dell’azienda già della Girgenti Acque s.p.a.
Conseguentemente, al di là di irrilevanti questioni “nominali”, non solo l’uso di una denominazione
dell’Ente, sulla quale è da escludere qualsivoglia “diritto di esclusiva”, è motivata – soprattutto a
garanzia del diritto di informazione dell’utenza e della necessità di promuovere una nuova
immagine pubblicistica dell’azienda – oltre che imposta dalla legge e dagli atti amministrativi
presupposti, ancora pienamente efficaci, ma è anche espressiva di natura e consistenza dei reali​
rapporti intersoggettivi, connotati, appunto, dall’affidamento qualificato di quei compiti gestori,
totalmente e attribuibili, come motivo “ genetico ”, proprio ad ATI-AG9.
Detto questo, e ribadito che non si rinvengono motivazioni valide e pertinenti al presunto utilizzo
improprio di quella dizione, implicitamente smentito proprio dall’essere la denominazione
“espressiva dell’esercizio delle funzioni connesse al SII riconosciuta da norma di legge come ente
pubblico dotato di propria personalità giuridica” , si ribadisce l’inderogabile essenzialità della
indicazione delle funzioni esercitate dai Commissari, come d’altronde viene riscontrato dal mensile
pagamento di consistenti somme a titolo di anticipo su utili d’impresa, derivanti, anche in via
presuntiva, dalla Gestione commissariale e spettanti al soggetto originariamente titolare della
funzione, in applicazione delle previsioni del comma 7 dell’art.32 D.lgs. 90/2014 e delle linee guida
ministeriali.
Quanto rappresentato emerge, in modo non secondario, anche dal ruolo vincolante, ancora di
recente e sia pure parzialmente esercitato dall’ATI AG9, in tema di adeguamento e
rideterminazione delle tariffe applicabili all’utenza. Nè, e lo si rileva ipotizzando un non esplicitato
riferimento alla divergenza tra numero di Comuni consorziati ed obbligati alla gestione unitaria, e
numero dei Comuni effettivamente e legittimamente serviti dall’attuale gestione commissariale,
può ritenersi dirimente tale anomala situazione, conseguente alla limitata consegna delle fonti, reti
e impianti, ad oggi tollerata da codesta ATI.
Resta infine da evidenziare che la singolare “motivazione” della richiesta, legata a “fini di tutela
della denominazione Assemblea Territoriale Idrica di Agrigento – ATI AG9”, oltre che
oggettivamente “inopportuna”, sembra forse ispirata dalla volontà di distinguere l’immagine
dell’Assemblea Territoriale Idrica da quella della Gestione Commissariale, nonostante quest’ultima
abbia sinora garantito adeguato funzionamento al soggetto pubblico obbligato a fornire il servizio
essenziale; tutto ciò in condizioni di enormi e ben note difficoltà emerse nel corso delle attività, ad
oggi mai contestata.
E se ci sono motivi di “doglianza” da parte di codesto organo dotato di poteri di controllo, questa
Gestione sarà pronta ad intervenire a beneficio degli interessi dell’utenza e della stessa A.T.I..
Né appare quindi oggi conducente modificare ulteriormente la denominazione del servizio, fatto
che assume connotazione puramente formale e priva di qualunque conseguenza sul piano
sostanziale, sia oggi che nella prospettiva del futuro passaggio di consegne al nuovo Gestore.
Una tale modificazione potrebbe ingenerare, invero, solo confusione e incertezze negli utenti, a
danno del Servizio e della stessa ATI AG9.
Tanto si doveva”.

I Commissari prefettizi per la straordinaria Gestione del S.I.I. ATI-AG9

E’ stata archiviata l’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione e “mancato rispetto dell’ordine di una nave militare” a carico di Luca Casarini e Pietro Marrone, rispettivamente capo missione e comandante della nave Mare Jonio della ong Mediterranea Saving Humans. Così ha disposto il gip del tribunale di Agrigento dopo la richiesta di archiviazione, escludendo reati a loro carico, del procuratore aggiunto Salvatore Vella e della pubblico ministro Cecilia Baravelli. Marrone non aveva obbedito all’alt intimato dalla Guardia di finanza durante la traversata con a bordo 49 persone approdate, il 19 marzo 2019, a Lampedusa.

E’ stata celebrata dai Vigili del fuoco del Comando provinciale di Villaseta Agrigento la patrona Santa Barbara. Quest’anno, a causa delle restrizioni connesse alla pandemia covid-19, la ricorrenza è stata celebrata in forma estremamente ridotta e senza festeggiamenti. In presenza del comandante Giuseppe Merendino, dei funzionari tecnici e del personale operativo in turno di servizio, si è proceduto prima all’alzabandiera e successivamente è stata deposta un omaggio floreale in onore e ricordo dei caduti, sulla lapide posta nel giardino della caserma. A seguire è stata celebrata una Santa Messa dal Vescovo Alessandro Damiano, nella Chiesa Concattedrale “Santa Croce” di Villaseta, partecipata dal personale e dai rappresentanti dell’Associazione nazionale Vigili del fuoco in quiescenza.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise presieduta da Alfonso Malato, la pubblico ministero, Chiara Bisso, 24 anni di reclusione a carico di Vincenzo Galiano, 80 anni, di Favara, che il 2 luglio del 2019, a Favara, in contrada Caltafaraci, in via Felice da Sambuca, nei pressi del collegio di Maria, al culmine di un litigio, ha ucciso sparandogli dei colpi di pistola calibro 38 un uomo di 73 anni, Baldassare Contrino. La Procura ha contestato a Galiano la premeditazione, e gli ha concesso uno sconto di pena in ragione dell’attenuante dell’età, delle condizioni di salute e del corretto comportamento processuale.

A Riposto, in provincia di Catania, un incendio, che gli investigatori ritengono di natura dolosa, è stato appiccato la notte scorsa alla sede della comunità di recupero per tossicodipendenti ‘Tenda di San Camillo’, sulla strada statale 116. Tra le fiamme è morto il responsabile della struttura, padre Leonardo Grasso, di 78 anni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento il rogo. Indagano i carabinieri della compagnia di Giarre e della Sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale dell’Arma.

Un pericoloso cartello di ‘facilitatori’ del traffico internazionale di migranti, collegato con gruppi criminali in Turchia e Grecia, è stato smantellato dalla Polizia che ha eseguito il fermo di 19 indagati emesso dalla Procura distrettuale di Catania. Il provvedimento, che ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stato eseguito a Bari, Milano, Torino e Ventimiglia. La complessa indagine ha svelato “un necessario anello di congiunzione” in Italia con “gruppi criminali attivi in Grecia e Turchia, che avrebbero agevolato i migranti nel percorso verso la meta privilegiata, Francia e Nord Europa, attraverso la ‘rotta orientale’ che attraversa Afghanistan, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e Italia”.

L’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, ha contratto il covid. Lo stesso Cuffaro ha scritto sul suo profilo facebook: “Cari amici, mi duole comunicarvi che attualmente mi ritrovo costretto in casa, a causa del temuto Covid che ha colpito anche me e mia moglie. Le mie condizioni sono pressoché buone e volevo tranquillizzare tutti gli amici che quotidianamente mi contattano per chiedermi come stia. Il Covid è un male che si insinua in maniera silente, quindi, vi prego di fare attenzione ed evitare di trascurare le regole di precauzione imposte. Purtroppo, nel mio caso, me lo sono ritrovato in casa, quindi, a nulla sono valse le precauzioni adottate all’esterno. Per questo motivo, ci tenevo ad avvertirvi rispetto il reale pericolo e a sensibilizzarvi su questo tema. Mettete la mascherina, igienizzatevi il più possibile e mantenete la distanza di sicurezza. Poche semplici regole possono garantire la salute vostra e dei vostri cari. Adottatele”.

Natale è solidarietà e per contribuire a rendere meno aspre le festività di numerose famiglie, dal Comune di Agrigento hanno lanciato  l’iniziativa “Regalo sospeso”. La campagna solidale è rivolta a tutti quei bambini che quest’anno sotto l’albero rischiano di non trovare il regalo da scartare a Natale.

Grazie alla collaborazione di diverse associazioni di volontariato, che hanno accolto l’invito lanciato dagli assessorati comunali alla Solidarietà e alle Attività Produttive, i cittadini potranno acquistare, nei centri vendita aderenti, dei doni da lasciare in negozio e che poi, verranno consegnati alle famiglie che versano in condizioni di disagio.

L’iniziativa “Regalo sospeso”, vuole offrire anche delle opportunità di lavoro per le piccole attività commerciali della città che stanno particolarmente soffrendo le conseguenze economiche dell’emergenza Covid.

1.365 nuovi casi in Sicilia, mentre gli attuali positivi  si attestano a 39.350: 1.431 ricoverati con sintomi, 216 in terapia intensiva (-5, 15 nella giornata di oggi), 37.703 in isolamento domiciliari.

I deceduti sono 39, ed in totale arrivano a  1.689

Ammontano a 69.227 i casi totali, 28.188 i dimessi.

I guariti sono 1.756  con un incremento dei tamponi effettuati pari a 10.026.

Ad oggi in Sicilia, l’indice di contagio basso, con un Rt pari a 0.79

I nuovi contagi per provincia:

Palermo: 291,

Catania 551,

Messina 274,

Ragusa 39,

Trapani 7,

Siracusa 38,

Agrigento 38,

Caltanissetta 87,

Enna 40.

“Purtroppo il Covid non guarda in faccia nessuno e fa la prima vittima a Montevago portandosi via a 56 anni un uomo stimatissimo come Bernardo Triolo, già sindaco nel 1993-94. Verrà allestita la camera ardente nella sala consiliare del Comune da oggi pomeriggio fino alle 15 di domani quando verranno celebrati i funerali. Sarà proclamato il lutto cittadino”.

Lo scrive in una nota il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo, che aggiunge: “Tutto il Belice perde un figlio giovane, un professionista stimato, un grande lavoratore. La notizia della morte del nostro concittadino ha sconvolto tutti. Seguivamo il suo ricovero in terapia intensiva giornalmente, abbiamo sofferto e sperato. Vogliamo ringraziare tutto il personale medico e sanitario che ogni giorno con abnegazione, senso del dovere e grande sacrificio si prodigano senza sosta per contrastare il Covid e garantire l’assistenza sanitaria a tutti i pazienti. Sappiamo che i medici dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca hanno fatto tutto il possibile per salvare il nostro concittadino ma purtroppo il virus non gli ha lasciato scampo. Esprimo la vicinanza dell’amministrazione comunale e della città al dolore della famiglia”.