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Vento e pioggia si sono abbattuti nelle scorse ore nell’agrigentino causando ingenti danni anche ad Aragona. I vigili del fuoco e la polizia locale sono ancora impegnati a mettere un sicurezza i luoghi e a rimuovere i pericoli sulle strade dovuti al maltempo.

Parliamo di tetti divelti e alberi e pali della luce caduti . La protezione civile all’opera per ripristinare la viabilità colpita da detriti e fango.

I consiglieri di minoranza al Comune di Agrigento, Firetto, Bongiovì, Hamel, Bruccoleri, Vitellaro, Amato, Fontana e Spataro, intervengono nel merito della composizione delle Commissioni consiliari, e affermano: “La vicenda della composizione delle commissioni consiliari al Comune di Agrigento è la chiara dimostrazione della volontà della maggioranza di volere inaugurare un metodo di gestione dell’amministrazione della città con sistemi di prevaricazione e secondo criteri di esclusione e disprezzo per il ruolo e della rappresentanza democratica delle minoranze. La scelta della distribuzione dei consiglieri nelle varie commissioni, approvata dalla sola maggioranza, è illegittima e viola le norme dello Statuto Comunale (art.25 comma 2,3 e 4) tanto da poter essere impugnata in sede giudiziale e presso il dipartimento delle autonomie locali. Questa scelta è stata giustamente contestata dalla minoranza, anche con l’allontanamento dall’aula, in quanto giudicata inaccettabile e frutto di trattative privatistiche tra gli esponenti della maggioranza. Sono stati ignorati i passaggi formali della convocazione della conferenza dei capi gruppo e di questo è prova l’assenza di verbali comprovanti ogni qualsiasi contraddittorio tra i gruppi consiliari sulle scelte dei consiglieri da inserire in ciascuna commissione. Dopo 75 anni di democrazia, ad Agrigento si torna indietro e si confonde la gestione amministrativa con la gestione del “potere”, smentendo in maniera clamorosa ogni dichiarazione del sindaco che all’indomani della sua elezione affermava di voler essere il Sindaco di tutti e di voler governare nell’interesse di tutta la comunità indipendentemente dal colore e dalle collocazione politica, a meno che “cambiare rotta” non significava solo tornare indietro”.

La Procura Generale della Cassazione, tramite una memoria depositata, ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso della Procura Generale di Palermo, presentato il 27 febbraio scorso, contro l’assoluzione dell’ex ministro Calogero Mannino, nello stralcio del processo sulla trattativa tra Stato e mafia. La Cassazione deciderà il prossimo 11 dicembre. Mannino è rappresentato anche in Cassazione dall’avvocato Grazia Volo. Calogero Mannino è stato assolto sia in primo grado che in appello. Adesso si attende il verdetto della Suprema Corte in attesa del quale Mannino, interpellato dall’AdnKronos, ritiene opportuno osservare il silenzio non commentando alcunché.

Sullo strano ritrovamento di un borsone pieno di beni archeologici, abbandonato nei giorni scorsi nei pressi dei locali del Parco archeologico faranno chiarezza le forze dell’ordine. Tuttavia la vicenda, che è verosimilmente connessa all’azione condotta da un collezionista “pentito” o – molto più probabilmente – da qualcuno che si è trovato ad “ereditare” questi beni (che erano certamente custoditi in un’abitazione privata) e ha scelto di liberarsene senza distruggerli (meritoriamente), porta con sé una riflessione più ampia su un fenomeno difuso ma abbastanza taciuto in provincia, quello del mercato di beni archeologici.

Sì, le forze dell’ordine ci hanno abituato a periodiche individuazioni di “tombaroli” di più o meno rilevante spessore sorpresi con i ferri del mestiere (attrezzi da scavo, metal detector) e magari qualche reperto ritrovato sotto terra, ma in realtà ogni persona fermata ce ne sono almeno un altro paio che continuano a derubarci di piccoli e preziosi frammenti del nostro passato.

Sono tanti i siti in provincia dove è usuale trovare le tracce del passaggio di questi ladri di antichità. Alcuni presentano un paesaggio veramente post bellico: un esempio é l’area del “Castiddrazzo” a Palma di Montechiaro. Sulla sommità della collina che conserva tracce di un piccolo castello (in una località dove fu ritrovata forse la più antica triscele mai rinvenuta) è possibile infatti trovare decine e decine di buche quadrate tutte uguali, segno di un’attività di estrazione sistematica e soprattutto incontrollata.“


Se sempre tra Agrigento e la città del Gattopardo ci sono altri siti (uno è quello di Cignana), i tombaroli non si fanno problemi a spingersi anche nei pressi di siti archeologici teoricamente sorvegliati e “istituzionali” come quello di Minoa o ancora come Monte Adranone. Proprio nel primo caso si sta correndo ai ripari da parte del Parco Archeologico con il posizionamento di telecamere a circuito chiuso (così come sta avvenendo nell’area di Vulcano) per provare ad arginare il fenomeno.“

 

Una rapina, l’ennesima, ai danni di un distributore di carburante lungo la statale 557, in territorio di Ravanusa.

A Ravanusa, lungo la statale 557, sono entrati in azione due criminali: volto travisato e apparentemente non armati. I due sono arrivati al distributore di carburante utilizzando un’autovettura. Hanno minacciato chi, in quell’esatto momento, si trovava alla distribuzione e si sono fatti consegnare tutti i soldi che aveva in tasca. Il bottino è stato magro: 200 euro circa.

 

 

Tentata rapina a Canicattì, la vittima prescelta dai delinquenti è rimasta ferita.

A Canicattì, alle ore 22 circa di sabato, due uomini – con il volto coperto e armati di coltello – hanno preso di mira un sessantunenne. L’uomo è stato avvicinato e minacciato. I due delinquenti volevano il portafogli, ma il sessantunenne ha reagito ed è nata una colluttazione. I balordi sono stati, di fatto, messi in fuga.

L’uomo è rimasto invece ferito al palmo della mano destra ed ha fatto ricorso alle cure dei medici del “Barone Lombardo”. Della tentata rapina si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Canicattì. Fitto il riserbo da parte degli investigatori che, ieri, non lasciavano trapelare alcuna indiscrezione.

Il rimpasto o le poche modifiche alla giunta di governo capeggiata da Nello Musumeci. I nomi in ballo tra assessori uscenti ed entranti.

Alla Regione Siciliana si attende l’annunciato “rimpasto” della giunta di governo. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, conferma ancora una volta e però ribadisce: “Non chiamatelo rimpasto. Saranno solo delle modifiche”. In ballo vi sono solo i due assessori di Forza Italia, Edy Bandiera all’Agricoltura e Bernardette Grasso alla Funzione pubblica, oppure si procederà oltre Forza Italia? A tale interrogativo al momento mancano risposte certe. Ciò che è invece certo è che il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, ha incontrato il presidente della Regione, Nello Musumeci. Si è discusso dell’argomento, e, secondo i bene informati, Miccichè, accompagnato da Riccardo Savona, si sarebbe rivolto così a Musumeci: “Nello, io ti chiederei pure l’assessorato alla Salute, ma non lo faccio perché non è il caso. Eppure, un gruppo con 14 deputati, con la prospettiva di diventare il più numeroso dell’Assemblea regionale, ha tutto il diritto di riequilibrare la rappresentanza territoriale”. Dunque Forza Italia, forte dei 14 deputati, ritiene di essere legittimata a rivendicare tre assessorati anziché due, ma Gianfranco Miccichè, almeno per il momento, ritiene, ripetendo le sue parole, “che non sia il caso”. Ordunque, quali saranno i nuovi assessori designati che sostituiranno Bandiera e Grasso? Ancora secondo i bene informati, Miccichè ha un nome certo: Toni Scilla, ex deputato regionale di Mazara, con il rischio, calcolato, della reazione negativa del deputato di Marsala Stefano Pellegrino, che, nel frattempo, sarebbe corteggiato da Fratelli d’Italia. Il secondo assessorato invece spetta ad Agrigento, dove il deputato di riferimento è Riccardo Gallo, vice coordinatore regionale di Forza Italia. Sempre i bene informati riferiscono che Gallo, anziché sulla sua persona, potrebbe puntare sull’attuale coordinatore provinciale di Forza Italia di Agrigento, Vincenzo Giambrone. Un altro nome caldeggiato per il secondo assessorato è il deputato regionale di Caltanissetta, Michele Mancuso, che rappresenterebbe entrambe le province, Caltanissetta e Agrigento. Tuttavia, il presidente Musumeci porrebbe la questione delle quote rosa, ovvero se esce una donna, Bernardette Grasso, entra una donna. E se donna dovesse essere, le più accreditate, ancora secondo i bene informati, sarebbero Margherita La Rocca Ruvolo da Montevago, ex Udc e adesso Forza Italia, presidente della Commissione Sanità, e Maria Antonietta Testone, già assessore a Sciacca e adesso coordinatrice regionale di “Azzurro Donna” di Forza Italia. Entrambe, La Rocca Ruvolo e Testone, sarebbero gradite a Riccardo Gallo qualora dovesse essere applicato il principio delle quote rosa.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Chiuso un tratto della circolazione stradate della statale 189, nel tratto che collega Agrigento ad Aragona, a causa di uno scontro frontale tra una Fiat Idea e una Suzuki. A causa del violento impatto, una della auto è finita sul guardrail.

Sul posto le squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Agrigento, che hanno provveduto a liberare uno degli automobilisti dall’abitacolo.

I tre i feriti, due in codice rosso ed uno in codice giallo, sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “san Giovanni di Dio”.

Sono 1.022 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 8.132 tamponi effettuati. I decessi sono 36, che portano il totale a 1.759. Salgono così a a 39.746 gli attuali positivi. Di questi 1.580 sono i ricoverati: 1.367 pazienti in regime ordinario (-33) e 213 (-2) in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 38.166 persone. I guariti sono 780.

Questi i dati nei Comuni capoluoghi:  Palermo 289 nuovi positivi, Catania 413, Messina 82, Ragusa 40, Trapani 34, Siracusa 55, Agrigento 24, Caltanissetta 29, Enna 56.

Via libera dall’assessorato regionale alla Salute ad alcune significative misure rivolte al personale medico e sanitario, tra cui i lavoratori della Seus 118, per le prestazioni nell’ambito dell’emergenza Coronavirus. In particolare è stata avviata la ripartizione dei fondi contrattuali, per circa 31 milioni di euro, nei confronti delle aziende del Sistema sanitario regionale che poi provvederanno, già dalla metà del mese di dicembre, all’erogazione ai lavoratori secondo precisi criteri di assegnazione che assessorato e organizzazioni sindacali (che hanno aderito al percorso di confronto istituzionale) individueranno in questi giorni. Tre le categorie destinatarie del provvedimento, suddivise in altrettante fasce.

Fascia A – Alta intensità: personale afferente a Pronto soccorso, Terapia intensiva e Semi-intensiva, Malattie infettive, Pneumologia, Reparti Covid di varie specialità, ai Laboratori di analisi, microbiologia e radiologia, Usca e dipartimento di Igiene e prevenzione;
Fascia B – Media intensità: personale afferente a Reparti non Covid di varie specialità, in servizi non impegnati in attività Covid (Anatomia patologica, Medicina nucleare, Banca del sangue, ecc.) e area della dirigenza sanitaria non ricompresa nella fascia A;
Fascia C – Bassa intensità: il restante personale dirigenziale e di comparto non direttamente riconducibile alle fasce A e B.

Le risorse in questione sono state individuate in una nota a firma dell’assessore Ruggero Razza e del dirigente generale del dipartimento della Pianificazione strategia dell’assessorato alla Salute, Mario La Rocca. Si tratta di una quota residua della prima tranche già distribuita (complessivamente circa 36 milioni di euro), ma soprattutto è l’ultimo passaggio per la totale ripartizione delle somme a titolo di fondi contrattuali per le particolari condizioni di lavoro durante l’emergenza, una misura fondamentale frutto anche della sinergia con le parti sociali che hanno partecipato alle fasi di trattativa e confronto sindacale.
Di particolare rilevo anche il provvedimento assunto nelle more del rinnovo del contratto di servizio che regolamenta i rapporti tra la Regione e la Società dell’emergenza. L’assessorato ha infatti autorizzato la Seus a provvedere all’adeguamento Aiop, sottoscritto lo scorso 8 ottobre, disponendo l’immediata liquidazione dell’incremento contrattuale per mille euro, a titolo di ristoro, per ciascun dipendente Seus avente diritto. La misura interesserà complessivamente circa 3.200 impiegati (dagli operatori Cur 112, autisti soccorritori, servizi secondari e fino al personale amministrativo).

L’atto di addendum del contratto di servizio, inoltre, dovrà prevede su precisa iniziativa del Governo regionale anche le somme riconosciute ai lavoratori dalla legge regionale sul cosiddetto bonus Covid-19, un tema condiviso con le organizzazioni sindacali che in questa fase hanno stabilmente partecipato ai tavoli istituzionali.
In esecuzione agli impegni assunti, l’assessorato della Salute e l’Asp di Palermo stanno anche definendo le nuove dotazioni organiche aziendali per completare l’iter di stabilizzazione del residuo personale ex lsu ancora precario. Di particolare rilievo, infine, l’attivazione di tutti i centri di sanificazione dei mezzi della Seus presso i siti delle aziende del Sistema sanitario regionale disposta dall’assessorato alla Salute già partire dalle prossime settimane.