Home / 2020 / Dicembre (Pagina 38)

Abbiamo più volte cercato di metterci in contatto telefonico, per potere avere un incontro chiarificatore, con il Sindaco di Sciacca, che oltre essere componente di diritto all’ATI idrico e anche Presidente di questo consesso, circa il ricalcolo delle tariffe idriche riguardanti gli anni, 2018/2019/2020.

Siamo stati pazienti, infatti abbiamo aspettato parecchi giorni, per avere solo un riscontro telefonico con tale Presidente, anche se ci siamo fatti annunciare telefonicamente parecchie volte come Cittadinanzattiva Associazione di Consumatori e di Cittadini, purtroppo costei, bontà sua, ha ritenuto opportuno non rispondere a telefono, pensando che fosse inopportuno sentire le nostre rimostranze, anche se telefonicamente, neanche fuori dai suoi impegni istituzionali.

Riteniamo, a questo punto, chiedere ufficialmente al Presidente dell’ATI un incontro con la nostra Associazione, per potere discutere, dipanare e chiarire gli aspetti di questi adeguamenti sopra citati, che tra l’altro cadono, in un periodo molto buio economicamente, come quello che stiamo vivendo tutti, a causa del covid, con persone che hanno chiuso le loro attività, con persone che hanno subito licenziamenti, con cittadini disperati perché non sanno più mettere assieme il pranzo con la cena, con amministratori di vari condomini, che ci dichiarano di non potere affrontare tali spese, perché i condomini non sono in grado di pagare tali adeguamenti.

Crediamo che tale disposizione, da qualunque parte venga e qualunque sia il provvedimento, è sicuramente in questo periodo inappropriato e scellerato, pone gli abitanti di questa provincia in uno stato di sconforto e di disperazione, che potrebbe sfociare anche in un problema di ordine pubblico.

Riteniamo che, una difficoltà così grave vada discussa e confrontata, per trovare soluzioni adeguate al territorio e al momento che viviamo, con il Presidente dell’ATI

Speriamo che tale Presidente, ci contatti al più presto, per potere avere un incontro con noi e con un rappresentante degli amministratori di condomini, in modo che i cittadini di cui siamo i rappresentanti possano avere risposte esaustive e tranquillizzanti, circa questi ultimi adeguamenti di canoni retrattivi.

Il Kiwanis club di Agrigento, in occasione del periodo di Avvento, promuove una nuova iniziativa rivolta, come sempre, ai bambini.

Il club service, al fine di regalare momenti di svago ai giovanissimi, ha donato diversi giochi da tavolo alla Fondazione Mondoaltro, braccio operativo di Caritas Diocesana Agrigento, che nonostante le limitazioni a causa della pandemia e con le dovute precauzioni, ha continuato a prestare i propri servizi.

La Fondazione provvederà ad utilizzare i giochi, ricevuti in omaggio, nell’ambito delle attività interculturali che prevedono laboratori e sostegno scolastico in favore dei minori del progetto “Alveare”.

La consegna dei regali è avvenuta alla presenza del Direttore Valerio Landri e della referente del progetto “Alveare” Giusy Santino per la Fondazione, mentre, per il club Kiwanis di Agrigento una delegazione guidata dal Presidente Francesco Zicari con i soci Sara Incardona e Roberto Campagna.

Oggi il comitato di presidenza della sezione Agrigentina di Italia Nostra, la presidente Adele Falcetta, la vice presidente Eva Di Betta e la segretaria Marilisa Della Monica, ha incontrato il sindaco della città di Agrigento Francesco Micciché.

Nell’incontro la presidente Adele Falcetta ha presentato al sindaco l’Associazione presente nel territorio cittadino da diversi decenni che con le sue attività ha contribuito a diffondere in città e in provincia la “cultura della conservazione” del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, del carattere ambientale delle città.

«I “beni culturali” – ha spiegato la presidente Falcetta – , l’evoluzione naturale e storica, i centri storici, la pianificazione urbanistica e territoriale, i parchi nazionali, l’ambiente, la questione energetica, il modello di sviluppo del Paese, la viabilità e i trasporti, l’agricoltura, il mare, le coste, le isole, i musei, le biblioteche, gli archivi storici: questi sono alcuni dei capitoli più importanti dell’attività capillare di Italia Nostra, spesso sostenuta da una ricerca approfondita e documentata da una vasta pubblicistica che oggi costituisce patrimonio unico e insostituibile a disposizione del Paese».

Durante l’incontro la vice presidente Eva Di Betta ha rimarcato il ruolo non indifferente della sinergia tra il mondo dell’associazionismo e gli enti pubblici, in questo caso il comune di Agrigento, per la conservazione, valorizzazione e recupero del paesaggio, dei beni monumentali e culturali.

Il sindaco Franco Miccichè, nel corso dell’incontro ha voluto ringraziare la presidente per avere acceso i riflettori sulla chiesetta del Cristo delle Forche, di proprietà comunale, immobile sul quale il Parco della Valle dei templi aveva manifestato interesse per il recupero, manifestando la volontà dell’amministrazione di adoperarsi per un lavoro di squadra.

Il sindaco ha anche anticipato che, nel corso dell’odierno consiglio del Parco, al quale prenderà parte per la prima volta, anche se non inserito all’ordine del giorno, tratterà della chiesetta del Cristo delle Forche per conoscere le intenzioni del Parco in merito al progetto di recupero.

Oltre mille centrini colorati in lana intrecciata, centinaia di ore di lavoro all’uncinetto e un’altezza di circa 7 metri, sono questi solo alcuni dei numeri dell’artistico albero di Natale che, dalla piazza Cavour, accompagnerà le festività della comunità di Favara.

L’iniziativa denominata “Il filo che unisce” è stata curata dalle donne di diverse associazioni che operano sul territorio. Un maxi lavoro di gruppo che ha visto lavorare insieme, le abili mani delle sarte favaresi con quelle degli artigiani locali. Dai commercianti che hanno donato i filati agli esercenti che hanno materialmente finanziato l’opera, a Favara si è lavorato sodo per donare alla città, l’atmosfera natalizia.

“Il filo che unisce – dice dai microfoni di AgrigentoNotizie il sindaco di Favara, Anna Alba – è un segnale in un momento difficile con il Covid che ci ha allontanati. Questo filo dunque, ha voluto unire non solo  le donne ma tutta la nostra comunità . E’ un albero che appartiene a tutta Favara ma soprattutto a quelle persone – aggiunge il primo cittadino – che a causa del Coronavirus non possono ritornare a casa”

“La Sicilia e la Puglia hanno ancora un numero di casi relativamente elevato”. A sottolinearlo è stato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel corso della conferenza stampa di ieri sull’analisi della situazione epidemiologica Covid-19.

Nell’Isola nelle ultime 24 ore sono stati accertati 1.148 nuovi casi a fronte di 9.966 tamponi effettuati (tasso di positività 11,5%) con 15 nuovi ingressi in terapia intensiva e 36 morti (dati forniti ieri dal ministero della Salute ndr). In tutta Italia invece nelle ultime 24 ore sono stati 14.842 i positivi al test sul Coronavirus, “con un rapporto di poco al di sotto del 10%Coronavirus, Rezza avverte: 

Da Rezza un invito alla prudenza, soprattutto in vista del Natale, che riguarda però tutto il territorio nazionale. Anche se alcune regioni hanno registrato miglioramenti più evidenti rispetto all’Isola, questo  non può tradursi in un “liberi tutti”.

Gli “ingressi in terapia intensiva mostrano una certa stabilità. Sostanzialmente – ha spiegato Rezza – alla diminuzione dell’Rt ha fatto seguito una diminuzione di nuovi casi e di ospedalizzazioni, ma restano ancora elevati gli ingressi in terapia intensiva e decessi. Quindi bisogna lavorare ancora molto perchè basta poco a invertire il trend. C’è una tendenza a una lieve diminuzione ma non particolarmente veloce o accentuata. Ma rimane elevato il numero dei decessi. Il numero di positivi che ci sono ancora ogni giorno ci dice che dobbiamo continuare e implementare le misure prese perchè appena si allentano le misure la curva risale: è successo dopo l’estate con la riapertura di molte attività e c’è voluto un pò di tempo per frenare la corsa del virus; se allentassimo le misure in questo momento, con un’incidenza ancora molto elevata, decisamente faremmo un errore”.

E nell’isola si attende una nuova ordinanza dal governatore Musumeci he darà, fra le altre cose, maggiore potere ai sindaci anche in relazione alla modifica degli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali e all’adozione di altri provvedimenti per evitare assembramenti. “Continuano a registrarsi contagi e decessi, sale la preoccupazione per il diffondersi della pandemia. In accordo con Regione e Prefetto – spiega il sindaco Leoluca Orlando – siamo alla ricerca di soluzioni per arginare la ripresa del fenomeno. Bisogna conciliare certamente le esigenze della vita durante le Feste con la garanzia del diritto alla salute”.

 

5 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 11 arresti domiciliari eseguite dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina nei confronti di 16 persone che farebbero parte di una organizzazione criminale, con base a Messina, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’accusa sarebbe di aver agevolato l’ingresso e la permanenza irregolare in Italia di cittadini extracomunitari irregolari. Le indagini, condotte dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sono state coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia guidata da Maurizio de Lucia e riguardano cittadini che risiedono a Torino, Messina, Bergamo, Catania e Francoforte sul Meno in Germania.

L’illecito sarebbe finalizzato all’organizzazione di matrimoni finti tra cittadini italiani e stranieri (marocchini, algerini e tunisini), con lo scopo di far ottenere la carta di soggiorno per motivi di famiglia, essenziale per l’ingresso e la permanenza nel territorio dello Stato italiano, o per sanare la posizione di migranti già espulsi.

Il tribunale di Agrigento ha rigettato la richiesta di risarcimento danni ed ha condannato il cittadino, che aveva citato in giudizio l’Asp e un medico, alla refusione delle spese. Ma il paziente, per ottenere l’integrale riforma della sentenza di primo grado con la conseguente richiesta di condanna per l’Asp e il medico, ha fatto ricorso in appello. Era il dicembre del 2012 quando l’uomo si ricoverò all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì e subì un intervento chirurgico per “escissione di una neoformazione”.

Ma l’uomo ha ritenuto “errate le cure praticate dai sanitari dell’unità operativa di Chirurgia del presidio ospedaliero di Canicattì”. Nel maggio del 2013, l’avvocato Giovanni Salvaggio ha inoltrato istanza finalizzata ad ottenere, per il proprio assistito, risarcimento del danno subito. L’azienda sanitaria provinciale di Agrigento e un medico vennero dunque citati a comparire in giudizio, dinanzi al palazzo di giustizia di Agrigento. Il cittadino-paziente chiedeva l’accertamento e la dichiarazione “di responsabilità per imprudenza o negligenza o imperizia e la condanna al risarcimento del danno provocato quantificato in complessivi 180 mila euro, ovvero nella maggiore o minore somma da quantificarsi nel corso del giudizio”.

Il giudizio di primo grado è stato definito, dal tribunale di Agrigento, lo scorso mese di agosto. Il giudice “accertata l’insussistenza della prova di un rapporto causa-effetto tra le conseguenze lesive documentate dall’attore e la condotta dei sanitari della struttura ospedaliera – viene ricostruito nella documentazione dell’Asp – ha rigettato la domanda di risarcimento danni”. Ma il cittadino ha, appunto, fatto ricorso in appello per chiedere l’integrale riforma della sentenza. L’Asp di Agrigento ha, naturalmente, deciso di costituirsi in giudizio e della difesa si occuperà la Am Trust Europe che ha designato l’avvocato Pietro Recupero. L’azienda sanitaria provinciale – nell’udienza fissata al 15 febbraio – chiederà il rigetto delle pretese risarcitorie anche davanti la Corte d’appello di Palermo.

“Le spese da sostenere – ha previsto l’Asp – saranno a carico della compagnia d’assicurazione”. Si tratta dell’ennesima causa – con richiesta di risarcimento danni – giunta all’azienda sanitaria provinciale della città dei Templi e ad un medico. Richieste che, tanto per l’Asp quanto per esempio per i vari Comuni, sembrano aumentare con il passare delle settimane. I cittadini, sistematicamente, fanno ricorso ai giudici chiedendo risarcimenti – talvolta anche molto importanti – di danni subiti. Agli enti non tocca fare altro che difendersi ed evitare di soccombere in pagamenti non previsti.

Resi noti gli esiti degli screening massivi per la rilevazione del Covid-19, eseguiti nel corso dello scorso fine settimana, sulla popolazione scolastica della provincia di Agrigento.

Un vero e proprio forcing, nonostante le condizioni meteo avverse, quello messo in campo dai sanitari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento con quasi quattromila tamponi eseguiti appannaggio degli studenti, delle loro famiglie e del personale docente e non docente degli istituti scolastici.

Tutti negativi i test eseguiti a Campobello di Licata (740), Realmonte (353), Cammarata (690), Naro (550), Burgio (63) e Caltabellotta (48).

Contenuto il numero di casi positivi riscontrato in altri comuni: a Camastra sono 13 i tamponi risultati positivi su 480 test, a San Giovanni Gemini 22 su 389, a Sant’Elisabetta 3 su 93, a Raffadali 8 su 510.

Una collaborazione tra Parrocchia, Movimento Mani Libere e amministrazione comunale di Agrigento ha permesso quest’annoagli abitanti del quartiere di avere un simbolo del Natale ma anche dell’attenzione comunale verso il quartiere. Nei giorni scorsi c’era stata la donazione di tre Palme e la sistemazione di un’aiuola. Ora è stato collocato e illuminato l’albero di Natale ed è stato ripulita, ridipinta e rimessa in funzione la fontanella antistante lo stadio Esseneto.

L’ex Girgenti Acque si adegua alle nuove tariffe deliberate dall’Ati e invia bollette a conguaglio a decorrere dal gennaio 2018. Le reazioni.

Batosta sulle bollette idriche appena inviate ai cittadini agrigentini dall’ex Girgenti Acque adesso gestita da commissari straordinari. L’Ati, l’Assemblea territoriale idrica, composta da tutti i sindaci agrigentini, e presieduta dalla sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, ha deliberato, con la delibera numero 3 del 2020, le nuove tariffe del servizio idrico. Ebbene, in ragione di ciò l’ex Girgenti Acque ha ritenuto di inviare delle bollette idriche a conguaglio, a decorrere retroattivamente dal primo gennaio 2018 ad oggi. Le bollette inviate sono maggiorate a seguito di tale adeguamento alle nuove tariffe che sarebbero state deliberate dall’Ati. E l’ex Girgenti Acque nelle stesse bollette spiega il contenuto della delibera 3 del 2020 dell’Ati e prospetta nuovi aumenti con le prossime bollette. L’associazione a difesa dei consumatori, Cittadinanza attiva, ha tentato un contatto con la presidente Valenti ma lei – come sottolinea il coordinatore Pippo Spataro – non ha mai risposto. Ecco perché adesso Spataro ha chiesto un incontro ufficiale con l’Assemblea territoriale idrica “al fine – spiega – di dipanare e chiarire gli aspetti di questi adeguamenti, che tra l’altro cadono in un periodo molto buio economicamente, come quello che stiamo vivendo tutti a causa della pandemia covid, con commercianti e imprenditori che hanno chiuso le loro attività, con lavoratori che hanno subito licenziamenti, con cittadini disperati perché non sanno più mettere assieme il pranzo con la cena, e con amministratori di vari condomini che ci dichiarano di non potere affrontare tali spese, perché i condomini non sono in grado di pagare gli adeguamenti a conguaglio” – conclude Pippo Spataro. Sono tanti, nel frattempo, i cittadini che hanno contestato tali bollette negli uffici dell’ex Girgenti Acque, e altrettante sono le associazioni dei consumatori che prospettano la possibilità di impugnare in massa le bollette ritenendole illegittime. Oggettivamente sarebbe opportuno che la presidente dell’Assemblea dei sindaci agrigentini, Francesca Valenti, spiegasse attraverso un intervento ufficiale il contenuto della delibera 3 del 2020 citata dall’ex Girgenti Acque, ed il perché dell’applicazione delle nuove tariffe retroattivamente, a decorrere dal primo gennaio 2018.