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L’avvocato della Famiglia Milana, Antonino Catania, si è opposto per la terza volta alla richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Gloria Andreoli nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Salvatore Milana, disabile deceduto il giorno di capodanno 2014 in seguito ad una caduta all’interno della struttura “Pegaso” di Naro.

Ieri mattina nuova udienza preliminare davanti il Gup del Tribunale di Agrigento a carico di due medici dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì e degli operatori della struttura di Naro. Per la stessa vicenda è stato già condannato a due anni e mezzo di reclusione il 34enne Ali Yusuf per maltrattamenti: avrebbe colpito diverse volte Milana mentre si trovava in cura nella struttura.

Per tutti l’ipotesi di reato è omicidio colposo. Per l’accusa, che ha svolto ulteriori indagini disposte dal gip, non ci sarebbero elementi che provano responsabilità degli indagati ma la morte del Milana sarebbe avvenuta per patologie genetiche pregresse.

Il Tribunale di Torino ha rinviato a giudizio l’ex patron della Blutec di Termini Imerese, Roberto Ginatta, l’imprenditore Matteo Orlando, e la segretaria aziendale Giovanna Desiderato. Bancarotta, riciclaggio, autoriciclaggio e malversazione sono reati ipotizzati. Secondo la Procura, Ginatta avrebbe utilizzato 16 milioni di euro di contribuiti statati per la trasformazione dell’ex impianto Fiat di Termini Imerese, in “investimenti di stretto interesse della famiglia Ginatta”. Inoltre avrebbe investito del denaro, parte dei proventi illeciti, in altre divisioni del gruppo. Il riciclaggio sarebbe avvenuto tramite la Due G Holding Srl del figlio. Ginatta, 73 anni, è stato arrestato il 18 giugno. L’ex amministratore delegato Cosimo Di Cursi ha già patteggiato una condanna a 3 anni e 6 mesi. Durante l’udienza preliminare si sono costituite parte civile le società Invitalia e la Blutec. Una settimana addietro è stata sequestrata la villa di Sestriere dell’imprenditore. Prima udienza il 24 febbraio.

Un medico di Gela di 66 anni è stato denunciato dalla Guardia di Finanza per “essersi impossessato illecitamente di beni culturali appartenenti allo Stato e per ricettazione”. All’interno della sua abitazione, esposti in teche di cristallo, i militari hanno scoperto 64 reperti archeologici datati dal settimo al primo secolo avanti Cristo, ad eccezione di un boccaletto risalente all’età del bronzo. Sono stati sequestrati vasi, brocche e piccole anfore, una statuetta, un timbro tondo con funzioni decorative, un piccolo vaso con corpo globulare, una coppa profonda per bevande, una piccola scultura con raffigurazione divina, un poppatoio, una lucerna con invetriatura di età islamica ed un’altra di età romana, diverse anfore di derivazione sia orientali che greche, alcune ampolle di stampo ellenistico e ancora delle coppe da vino a vernice nera risalenti a differenti periodi storici, nonché moltissime monete di età greca, romana e medievale. A confermarne l’autenticità è stato un archeologo, specialista di beni ed utensili antichi, che ha sottolineato il valore e l’interesse storico dei beni sottoposti a sequestro. I reperti sono stati affidati, in attesa dell’assegnazione definitiva, alla Soprintendenza di Caltanissetta.

Il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Agrigento, Simone Gramaglia, il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Civiltà, ed il consigliere Carmelo Cantone, ritengono opportuno che l’amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Miccichè, provveda al cambio dirigenziale, motivando così gli stessi dirigenti e garantendo  maggiore dinamicità alla macchina amministrativa. Gli stessi consiglieri aggiungono: “Si tratta di mantenere le promesse durante la campagna elettorale e all’atto di insediamento da parte di Miccichè, ovvero l’impegno a riorganizzare dall’interno l’assetto comunale tramite il cambio dirigenziale. Peraltro – concludono i consiglieri – l’opportunità della rotazione dei dirigenti è ravvisata anche dalla normativa anti-corruzione, a tutela della legalità e della trasparenza”.

Dopo la giunta regionale ed il Comitato tecnico scientifico, anche la Commissione regionale all’Ambiente ha approvato il Piano regionale dei rifiuti redatto dall’assessore Alberto Pierobon. In proposito interviene la presidente della Commissione Ambiente, Giusi Savarino, che afferma: “L’approvazione del Piano Regionale dei Rifiuti dà uno strumento attraverso il quale conoscere e monitorare i flussi dei rifiuti, così da poter progettare e realizzare l’impiantistica necessaria a chiudere la filiera con lo smaltimento, in modo trasparente ed efficace, privilegiando il riutilizzo dei materiali recuperati. Abbiamo, inoltre, approvato una riscrittura del Governo sul disegno di legge Rifiuti, che adesso tornerà in Aula, sciogliendo giuridicamente tutte le perplessità segnalate. Sono molto soddisfatta del nostro lavoro in Commissione, abbiamo lavorato in maniera certosina, con pazienza e coinvolgendo ed ascoltando veramente tutti, dentro e fuori il Palazzo. Sono orgogliosa di dire che già a metà mandato abbiamo toccato temi importanti e fondamentali per i siciliani tra cui rifiuti, urbanistica, edilizia, plastic – free, e depurazione delle acque.”

La reazione dei Giovani di Italia Viva di Agrigento agli insulti e le invettive nei commenti alla notizia sui social di Totò Cuffaro contagiato dal coronavirus.

La notizia dell’infezione da covid 19 che ha colto l’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, e la moglie, pubblicata sui social, ha scatenato una raffica di commenti tra insulti e invettive oggettivamente indecenti. In proposito intervengono i Giovani di Italia Viva di Agrigento, coordinati da Giorgio Bongiorno, che affermano: “I benpensanti di una certa sinistra forcaiola, che adotta sempre due pesi e due misure, diventano la fonte dell’odio contro un uomo in difficoltà che certamente, tra tanti colpevoli, è l’unico che ha pagato per le tante sue superficialità nell’amministrare la cosa pubblica, le sue tante clientele nella ricerca del consenso, l’elevazione a sistema di pratiche distorsive del pubblico interesse. Ma siamo convinti che una superficialità, per quanto deprecabile, non trasforma un uomo delle istituzioni in un mafioso. Badate bene, non vogliamo commentare alcuna sentenza passata in giudicato, né tanto meno tornare a una condanna, per altro già scontata. Da giovani queste cose non le abbiamo vissute, ce le hanno raccontate, ma un’idea ce la siamo fatta. La nostra idea, largamente condivisa dalla gente comune, è che Cuffaro abbia pagato le sue colpe, che certamente ha, ma tutto è tranne un mafioso. La nostra opinione non è assolutoria, tutt’altro, ma qualunque sia stata la sua colpa l’ha scontata interamente. Non dimentichiamoci che contro il cosiddetto “cuffarismo”, ovunque si annidasse, essendo stata una pratica diffusa, hanno agito personaggi che della retorica antimafia ne hanno fatto una bandiera, un punto di forza, un sistema di potere, e infine, un intreccio criminale. Il sistema “Montante”, il sistema “Saguto”, un certo sistema confindustriale Siciliano, ci sembrano molto più affini alla mafia di quanto non lo sia stato Totò Cuffaro con la sua superficialità. Oggi, di fronte ad una sua difficoltà personale, assistiamo a espressioni violente, di profondo odio personale da parte di un giustizialismo a fasi alterne, ma assistiamo anche ad esorbitanti attestati di affetto e solidarietà da parte di un intero popolo, che ci offrono di Cuffaro una rappresentazione plastica della sua popolarità e una fiducia nella persona, ma anche nell’uomo politico, che oggi stava provando a ricostruire la sua piccola area politica. La verità è che in questo paese abbiamo smarrito l’umanità, quella stessa umanità di cui Cuffaro, è un intero popolo a dirlo, è stato un grande campione”.

Fabio Damiani avrebbe ammesso di avere intascato tangenti per amicizia con Manganaro. Le prospettive processuali, tra confessione e collaborazione.

Fabio Damiani, 55 anni, già responsabile della Centrale unica di committenza per gli appalti sanitari e direttore dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, detenuto nell’ambito dell’inchiesta “Sorella Sanità” dal 22 maggio scorso, adesso è stato scarcerato ed è ristretto ai domiciliari. Perché? Perché, in estrema sintesi, ha confessato di avere intascato tangenti per pilotare gli appalti della sanità pubblica. In due interrogatori, del 20 e 26 novembre scorsi, Damiani avrebbe ammesso tutte le contestazioni di reato che gli sono mosse. Sarebbe stato Fabio Damiani a scegliere i vincitori delle gare, e ciò solo tra imprenditori disposti a pagare le tangenti. E secondo la Procura di Palermo, le mazzette ruotate intorno a Damiani ammontano a circa 1 milione e 200mila euro. E l’ex manager avrebbe spiegato di avere intascato le tangenti per “il rapporto di amicizia che aveva con Manganaro”, l’imprenditore e faccendiere di Canicattì, riferimento di Damiani, che da tre mesi collabora con la Giustizia, ha proposto il patteggiamento della condanna a 4 anni e 2 mesi, e la restituzione di tangenti per 240mila euro. A differenza di Manganaro, la collaborazione di Damiani al momento si sarebbe limitata solo alla confessione delle ipotesi di reato che gli sono contestate. Nel frattempo, i magistrati titolari dell’inchiesta, probabilmente per incoraggiarlo alla collaborazione “piena”, gli hanno concesso i domiciliari. E ciò non solo in ragione delle ammissioni di responsabilità, ma anche perché le esigenze cautelari si sono affievolite allorchè Damiani è stato sospeso dal servizio. Adesso si attende con trepidazione se i due verbali del 20 e 26 novembre saranno depositati al processo in abbreviato a cui è stato ammesso l’ex manager. Ciò non è scontato. Infatti, il giudizio abbreviato si basa solo sugli atti depositati al momento in cui si chiede di essere ammessi al rito alternativo. Ebbene, i due verbali del 20 e del 26 novembre sono successivi e dunque, probabilmente, non saranno depositati. Però l’imputato in abbreviato ha facoltà di rendere dichiarazioni, e quindi Damiani, altrettanto probabilmente, potrebbe ripetere le stesse dichiarazioni comprese nei due verbali esclusi dal processo. Se ciò sarà, le ammissioni di Damiani gli consentirebbero di ottenere un ulteriore sconto della pena, oltre lo sconto di un terzo già previsto per i giudicati in abbreviato.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

9526 tamponi effettuati scoprono nuovi 1.059 positivi registrati in Sicilia.I decessi sono 32.

Salgono così a 36.969 gli attuali positivi; di questi 1.539 sono i ricoverati: 1.342 pazienti in regime ordinario (-32) e 197 (-1) in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 35.430 persone. I guariti sono 2.705.

Ed ecco la distribuzione dei casi nelle province siciliane: Palermo 209, Catania 424, Messina 143, Ragusa 62, Trapani 99, Siracusa 35, Agrigento 52, Caltanissetta 25, Enna 35.

Opere di pittura e  disegni, sono in mostra al Centro San Gaetano fimo all’11 Aprile 2021. Tra le opere i ritratti “Il postino Raulin”, “Il signor Giinoux”, “L’Arlesiana”.

 Il pittore olandese Vincent van Gogh è nato nel 1853  a Goot  Zunder,  un piccolo paese del Brabande,  ebbe una vita intensa e piena di vicissitudini, carico com’era  di un grande e sofferto talento artistico

Diede alla storia dell’arte un’originale e complessa  figurazione, un’immagine forte e pregnante di energiche soluzioni segniche e cromatiche.

Ebbe, anche, tanto fervore negli studi di teologia, fino alla vocazione di voler essere un predicatore.  Solo nel 1880, dopo un’esistenza difficile e un  profondo esame di coscienza, decise di dedicarsi definitivamente alla pittura, e con essa parlare al mondo.

Ha sempre vicino il fratello Teo, che lo sostiene nelle sue vicende e scelte sociali e artistiche, aiutandolo anche economicamente.

La pittura che esprime van Gogh non  è una riproduzione del reale, di ciò che vede nella natura e nelle sue molteplici forme. Dal reale cerca di evadere, e da visionario cerca la sua immagine, che appare come lui la sente, sofferta, sfuggente, inquietante, al punto da turbare la sua serenità.

Il sole in cielo è un cerchio infuocato, gira come una ruota di carro, , gli ulivi come braccia contorte, attorte, i cipressi sono fiamme appuntite verso il cielo, le stelle  grandi e roteanti. Dopo anni di studi e incertezze e con sentimenti contrapposi giunge ai migliori risultati, e con sofferenza esistenziale scopre il valore del suo lavoro.

Il disegno e la pittura, sono gli elementi del suo messaggio rivolto alla natura e alla fratellanza umana. Testimonia il lavoro e la fatica di vivere, sente il conforto della  preghiera. La sua immagine esemplare e quella di Millet.

Un mondo di immagini si susseguono con rapidità: luoghi, volti,  fiori, barche arenate, campi di grano, architetture di case e di chiese.

Fantastico e inquietante un  generico “Caffe di notte”; si attardano gli avventori, la strada già quasi deserta riflette un cielo carico di stelle, grandi e lontane, fulgide e roteanti, fissate nel cielo della  notte silente.

Ora un’opera molto significativa, il luogo intimo dove raccoglie le sue poche cose e i suoi  molteplici pensieri, la “Camera da letto ad Arles”.

Un letto che identifica pienamente il luogo, un letto come un trono, duro e massiccio, pochi vestiti, parecchi quadri, due sedie forti, impagliate, anch’esse dure, come tagliate con l’accetta. In tutto l’arredo nessuna eleganza, niente di superfluo, inutile, gli elementi dell’arredo si dichiarano subito per quelli che sono; la luce è forte ed è per tutto ciò che appare, nessuna penombra per esaltare il rilievo. La stanza praticamente appare vuota, ma è piena della sua presenza spirituale,  dei suoi fiati disperati, dal baluginio dei suoi riflessi rossi, dei suoi pensieri, della sua anima che vuole essere tragica, e che tragica sarà, Vincent.

Continua il maltempo sulla nostra provincia. Il Dipartimento regionale della Protezione Civile anche oggi ha diramato l’AVVISO DI RISCHIO METEO-IDROGEOLOGICO E IDRAULICO n. 20345 del 10/12/2020, relativo alla zona “E”, valevole dalle 16 di oggi 10/12/2020 e fino alle ore 24 di domani  11/12/2020; attiva un livello di allerta METEO-IDROGEOLOGICO E IDRAULICO  “GIALLO” e fase operativa di “ATTENZIONE” con rovesci o temporali dalle ore 16:00 alle ore 24:00 del 10/12/2020, e per le successive 24 ore il livello è “GIALLO” e fase operativa di “ATTENZIONE” con rovesci o temporali.