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Pietro Chiarenza, 64 anni, di Grotte, reo confesso dell’omicidio del fratello Roberto, 56 anni, ucciso l’8 aprile scorso a Grotte, è caduto nel bagno in una comunità ed è morto. Pietro Chiarenza, giudicato nel corso di un incidente probatorio del tutto incapace di intendere e di volere, e socialmente pericoloso, è stato detenuto in una comunità della provincia di Agrigento dopo un periodo di carcerazione. Alcuni giorni addietro lo stesso Chiarenza ha riportato un trauma cranico e la frattura della mandibola e del setto nasale. Il terzo fratello, tramite il suo legale, l’avvocato Loretta Severfino, ha presentato denuncia ai Carabinieri per accertare la dinamica di quanto accaduto e se i soccorsi siano stati tempestivi.

La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha ratificato la proposta di patteggiamento della condanna a due anni di reclusione a carico di un medico di Canicattì, di 74 anni, colpevole di violenza sessuale e violenza privata. L’uomo, chiudendo la stanza del proprio studio medico, avrebbe abusato della sua segretaria, peraltro ancora non 18enne, baciandola e toccandole glutei, seno e cosce. La pena è stata sospesa, ed è stato disposto un risarcimento di 4mila euro.

La Polizia ha arrestato 13 persone ritenute contigue al latitante Matteo Messina Denaro. I reati contestati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo sono, a vario titolo, associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Gli indagati sono complessivamente 20. Tra gli arrestati vi è Nicolò Pidone, 57 anni, ex operaio stagionale della Forestale, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Calatafimi. E tra gli indagati vi è anche il sindaco di Calatafimi, Antonino Accardo, insegnante in pensione di 72 anni, eletto un anno e mezzo addietro. Dopo quelli di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, e di Paceco, Giuseppe Scarcella, Accardo è il terzo sindaco trapanese coinvolto in indagini legate a Cosa Nostra negli ultimi mesi. Accardo ha ricevuto una convocazione e sarà interrogato nelle prossime ore dalla Procura di Palermo. Si ipotizza che abbia comprato un pacchetto di voti dai boss – 50 euro a preferenza – per essere rieletto e spuntarla contro un avversario di rango e politico navigato come Nicola Cristaldi. Ancora tra gli indagati vi è un agente della Polizia penitenziaria, in servizio al carcere Pagliarelli di Palermo, a cui il presunto capomafia, Nicolò Pidone, avrebbe chiesto informazioni su quanto accadeva in carcere. Ed ancora, fra gli indagati, vi è un imprenditore che avrebbe aiutato i mafiosi simulando contratti di lavoro nella sua azienda. La posizione più delicata è quella di Salvatore Barone, fino a poco tempo addietro presidente dell’Atm, l’azienda che gestisce i trasporti pubblici a Trapani, ed alla direzione di una nota cantina. E’ stato ristretto in carcere per mafia.

Slitta al 29 gennaio il giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto 2019. Il governo regionale proporrà all’Assemblea l’esercizio provvisorio per due mesi.

Il Partito Democratico ha protestato per il ritardo: “ancora nessuna Finanziaria all’Assemblea Regionale da parte della Giunta Musumeci”. In verità il governo regionale non ha colpe perché ancora non ha ricevuto il necessario giudizio di parifica sul rendiconto 2019 da parte della Corte dei Conti. E adesso, peggio ancora, i giudici contabili hanno fissato la relativa udienza per il 29 gennaio prossimo. Pensate che l’anno scorso il giudizio di parifica giunse il 13 dicembre. Tale dilatazione dei tempi del giudizio di parifica sarebbe determinata dalla pandemia covid in corso e dall’impedimento di alcuni giudici. Nel frattempo, la Procura della Corte dei Conti ha presentato dei rilievi alla prima bozza di rendiconto, che la Ragioneria generale della Regione ha subito accolto, promettendo di correggere le contestazioni e riportare alcune tabelle in giunta per una nuova approvazione. Dunque, se il giudizio di parifica del rendiconto 2019 è atteso per il 29 gennaio, non prima sarà possibile approvare Bilancio e Finanziaria. Ecco perché il governo Musumeci si appresta a proporre all’Assemblea Regionale due mesi di esercizio provvisorio, gennaio e febbraio. L’anno scorso sono stati quattro, il massimo consentito, i mesi di esercizio provvisorio, durante i quali sarà possibile spendere in dodicesimi. Ciò nonostante, le ultime due settimane del 2020 potrebbero trasformarsi in un tour de force: a Sala d’Ercole, infatti, prima di Capodanno dovrà essere approvato l’esercizio provvisorio per scongiurare il blocco totale della spesa, e poi sono in lista d’attesa anche alcuni disegni di legge, come quello di riforma dell’Edilizia, oltre variazioni e assestamenti di Bilancio. Ancora nel frattempo, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha annunciato che la tesoreria di palazzo d’Orleans sarà eccezionalmente in funzione fino al 28 dicembre per garantire i mandati di pagamento degli ultimi bandi emanati e frutto dell’ultima manovra contabile approvata al tempo del covid, la cosiddetta “Finanziaria di guerra”. Poi giacciono e rischiano di infuocarsi come tizzoni ardenti anche alcuni debiti fuori bilancio, ovvero buchi da ripianare, come nel caso del debito nei confronti dell’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sono 914 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. I decessi sono 32, che portano il totale a quasi 2000. Dunque sono 122 positivi i casi in più rispetto a ieri. 1237 dei quali in regime ordinario; 189 in terapia intensiva. I guariti sono 760.

Questi i dati aggiornati nei Comuni capoluoghi: Catania 373, Palermo 214, Messina 201, Ragusa 14, Trapani 1, Siracusa 71, Agrigento 0, Caltanissetta 27, Enna 13.

Detto dell’avvicendamento della direzione sanitaria del San Giovanni di Dio tra Antonello Seminerio ed Ercole Marchica, il primo a Sciacca il secondo ad Agrigento, ecco adesso i nuovi incarichi con i relativi responsabili.

Affari Generali: Loredana Di Salvo prende il posto dell’uscente Cinzia Schinelli;

Provveditorato: Oreste Falco prende il posto di Carmelo Pullara;

Servizio Economico e Finanziario: Beatrice Salvago prende il posto Anna Capizzi;

Territorio: Salvatore Iacolino prende il posto di Calogero Muscarnera;

Presidio Ospedaliero Amministrativo Agrigento: Cinzia Schinelli prende il posto di Salvatore Iacolino;

Presidio Ospedaliero Sciacca: rimane Rosanna Dubolino;

Presidio Ospedaliero Amministrativo Canicattì-Licata: Carmelo Pullara prende il posto di Loredana Di Salvo;

Ufficio Tecnico: Anna Capizzi prende il posto di Oreste Falco;

Distretto Sanitario di Base Agrigento: Ercole Marchica prende il posto di Giuseppe Amico;

D.S.B. di Bivona: Giuseppe Lo Scalzo prende il posto di Salvatore Sanzeri;

D.S.B. di Canicattì: Gaetano Mancuso prende il posto di Ercole Marchica;

D.S.B di Casteltermini: Marianna Barraco prende il posto di Gaetano Mancuso;

D.S.B di Ribera: Giuseppe Amico prende ilposto di Marianna Barraco;

D.S.B. di Sciacca: Salvatore Sanzeri prende il posto di Giuseppe Lo Scalzo.

A breve saranno pubblicati i decreti di finanziamento per l’attivazione dei corsi di formazione professionale relativi all’Avviso 8: ne dà comunicazione l’Assessorato regionale all’istruzione e alla formazione professionale.

Già durante lo scorso mese di agosto, secondo quanto disposto dalla sentenza del CGA Sicilia ed in esito al lungo contenzioso nato nel 2016 durante il precedente governo, era stata pubblicata dal Dipartimento dell’Assessorato la graduatoria finale, sulla base dei criteri fissati dal Giudice amministrativo di appello. Oggi, a seguito dell’ordinanza emessa dal TAR che rigetta il ricorso presentato da un ente di formazione che metteva in discussione il metodo, utilizzato dall’amministrazione regionale per l’attribuzione dei punteggi ai fini della riformulazione della graduatoria, si potrà procedere con la pubblicazione dei decreti di finanziamento. L’attribuzione dei punteggi, infatti, risulta adeguatamente motivata e non contrasta con il principio di progressività enunciato dalla sentenza del CGA. 

«Come confermato dall’ordinanza del TAR, l’amministrazione regionale ha lavorato con trasparenza e coerentemente con quanto stabilito dal CGA. Attestata, quindi, la validità dei criteri adottati per la formulazione della graduatoria, finalmente, potranno essere sbloccati 136 milioni di euro in stallo da quattro anni– spiega l’assessore regionale Roberto Lagalla –  e saranno utilizzati per dare risposta positiva alle numerose attese sociali maturate a riguardo, soprattutto in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19. Prevediamo che i corsi di formazione professionale attivati grazie all’Avviso 8 potranno rivolgersi ad una potenziale platea di circa diecimila giovani e disoccupati siciliani e permetteranno di riassorbire una ulteriore quota di lavoratori non ancora impegnati nel sistema. Inoltre, l’Avviso rappresenta una valida opportunità per coloro che al momento non sono impegnati in percorsi professionali o formativi, i cosiddetti NEET, che in Sicilia ancora oggi rappresentano una considerevole percentuale, oltre il 30%. Infine, l’impiego di 136 milioni di euro contribuirà positivamente al raggiungimento del target di spesa comunitaria previsto per il 2020 per la Regione Siciliana».

Ancora una volta dobbiamo assistere a scene di ordinaria guerriglia fra i migranti che ospitiamo e le Forze dell’Ordine che li controllano.

Poco fa l’ennesima rivolta al centro di Villa Sikania, uno dei tanti che da ospitalità in tutta la provincia di Agrigento ai “poveretti che fuggono dalla guerra”.

Hanno protestato per motivi ancora poco noti (forse perché il risotto che gli paghiamo per rifocillarli è poco cotto…) e hanno inscenato le loro lagnanze sopra il tetto dell’ex struttura alberghiera.

Le Forze dell’Ordine hanno fatto fin dove hanno potuto, poi un gruppetto dei “poveretti fuggiti dalla guerra”, forse una ventina, è riuscito a fuggire nei campi adiacenti facendo perdere le loro tracce.

Ovviamente né la ministra Lamorgese né la prefettura di Agrigento sono a conoscenza di che fine e soprattutto dove andranno a scoppare i migranti fuggiti dal centro di accoglienza.

E nella adiacente Siculiana è scoppiata nuovamente la protesta dei cittadini (giustissima) ormai costretti a vedere scene di questo genere quasi all’Ordine del giorno.

 

“È fondamentale prorogare almeno fino al 2023 il Superbonus 110% , un provvedimento che nasce dall’impegno pluriennale del Movimento 5 Stelle, chi si oppone fa male ad economia e ambiente. In provincia di Agrigento sono già nate 1549 nuove imprese come accertano i dati delle Camere dei Commercio-UnionCamere e secondo una ricerca condotta per Ance se avrà modo di esplicare i suoi effetti per almeno tre anni, il Superbonus porterà a un incremento occupazionale di 100 mila addetti già dal primo anno. L’impatto sul Pil sarà di 3 punti percentuali, con una crescita stimata di 63 miliardi di euro” lo dichiarano in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle di Agrigento.

“Il superbonus 110%, oltre a tutelare l’ambiente e la salute umana attraverso la promozione di risparmio energetico e le fonti rinnovabili, come confermato da UnionCamera InfoCamere ‘spinge l’edilizia di qualità e stimola la nascita di imprese edili e questo consente al sistema imprenditoriale italiano di tenere le posizioni’. Non prorogare questa misura come richiesto con forza dal Movimento 5 stelle fa male all’economia e l’ambiente” continuano gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Agrigento.

“Sempre dall’analisi a livello nazionale emerge che per i tre quarti delle imprese questa crescita si deve alle piccole realtà individuali, agli specialisti nelle attività di impiantistica e di finitura degli edifici e ai posatori di infissi. Segno che la piccola e media impresa potrà trarre grande giovamento dalla riconversione ecologica dell’economia e da un’edilizia che garantisce efficienza, sicurezza e risparmio alle famiglie” spiegano i rappresentanti pentastellati.

 “E’ veramente fondamentale prorogare questo SuperBonus 110% fino al 2023 lo chiedono le imprese, lo chiedono i cittadini, lo chiedono le associazioni ambientaliste. Chi si oppone va contro il futuro. Sempre l’analisi nazionale di UnionCamere conferma che le ‘risorse per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare sembrano avere inciso sulla vitalità di un settore cruciale come quello delle costruzioni che, tra luglio-settembre a livello nazionale si segnala per un incremento dello 0,6% su base trimestrale, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2019’. Un dato importante che conferma l’importanza dell’agevolazione fiscale introdotta grazie al lavoro del MoVimento 5 Stelle” concludono i pentastellati.

All’Asp di Agrigento  nelle ultime ore, recependo una direttiva dell’Anac – autorità nazionale anticorruzione – sono state disposte le rotazioni di tutti i manager sul territorio provinciale e nei rispettivi distretti. Alla base del provvedimento, dunque, la direttiva Anac che risponde a criteri quale trasparenza ed efficienza.

“Una delle misure fondamentali per garantire l’efficienza e l’efficacia dell’Azienda – si legge nella nota – è la corretta allocazione del personale dipendente. Già dalla data di insediamento lo stesso ha potuto verificare oltre che uno squilibrio all’interno dei servizi amministrativi dell’azienda, in ordine alla corretta distribuzione del personale dipendente, anche una sorta di appiattimento sulle competenze già acquisite che limitano la crescita professionale del dipendente stesso”.