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“Il terremoto registrato dalla rete sismica dell’Ingv alle 21 e 27 di ieri, 22 dicembre 2020, ha fatto sussultare mezza Sicilia, spingendo molti a passare la notte in macchina. L’epicentro, il tratto di crosta terrestre posto sopra il punto in cui ha avuto origine il movimento sotterraneo, è stato localizzato tra le provincie di Ragusa e Caltanissetta, al largo della costa. Le località più vicine sono, in ordine, Vittoria, Acate, Santa Croce Camerina e Gela. L’ipocentro, la zona in cui è “nato” il terremoto, si trova ad una profondità di circa 30 chilometri sotto la crosta terrestre.

La scossa è stata avvertita anche a Favara, ad Agrigento (tanto in centro quanto nei quartieri periferici), a Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Porto Empedocle, Sciacca e a Licata. Ad avvertirla, a quanto pare, non sono però stati tutti i cittadini. Ma molti l’hanno percepita e qualcuno s’è anche allarmato, scendendo – al Villaggio Mosè e a Licata – in strada.

L’Etna non ha influenzato il terremoto

“Questo ha fatto in modo – spiega il vulcanologo dell’Ingv Boris Bhenke – che la scossa sia stata avvertita in un territorio piuttosto vasto. Non c’è alcun collegamento fra questo terremoto e l’attività dell’Etna. È stato un terremoto ibleo molto tipico, di modesta magnitudo: 4.6 non è da ritenersi intensità particolarmente preoccupante. Però le rocce calcaree trasmettono bene le onde sismiche”.

Lo scenario attuale

 
 

Il dott. A.M. è un dirigente regionale di 62 anni, alle dipendenze della Regione siciliana sin dal 1989.

In epoca antecedente alla sua immissione in servizio, il dott. A.M. svolgeva, tra il 1976 e il 1981, i propri studi universitari, conseguendo la laurea in Scienze geologiche e, successivamente, tra il 1982 e il 1983, espletava il servizio militare di leva.

In data 11.10.1990, il Dott. A.M., presentava, dunque, all’Amministrazione regionale competente (allora, la “Direzione Servizi di Quiescenza” della Presidenza regionale) rituale richiesta di riscatto, ai fini pensionistici, del periodo legale di studi universitari, del servizio militare di leva e del servizio “pre-ruolo” prestato, come detto, sin dal 1989.

La detta richiesta, nel corso degli anni, rimaneva – con riguardo al servizio militare e la laurea – del tutto inevasa, sennonché, nel 2015, il dott. A.M. diffidava il Fondo Pensioni Sicilia (nel tempo divenuto competente) a definire la pratica di riscatto, mediante l’individuazione delle modalità di pagamento e dell’importo, da calcolarsi con riferimento alla prima richiesta del ’90.

Peraltro, la definizione della detta pratica di riscatto, risultava propedeutica al collocamento in quiescenza, con i criteri “pre-Fornero”, del Dott. A.M, che presentava apposita domanda calcolando l’anzianità contributiva alla luce dei periodi (di laurea e di servizio di leva) di cui al riscatto in itinere.

Ciononostante, malgrado il Fondo pensioni avesse acquisito tutti i documenti necessari, la richiesta di riscatto del Dott. Miceli continuava a non essere riscontrata.

Ed allora il Dott. A.M., rappresentato e difeso dagli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Gatto, nel luglio di quest’anno, presentava ricorso davanti alla Corte dei Conti – Giudice Unico delle Pensioni, evidenziando l’illegittimità dell’inerzia serbata dell’Ente previdenziale e chiedendo al giudice contabile di riconoscergli il diritto ad ottenere il riscatto calcolato con riferimento alla richiesta del ‘90.

Il Fondo Pensioni Sicilia, costituitosi in giudizio, affermava che l’istanza presentata dal Dott. A.M. nel 1990 non configurasse un’idonea istanza di riscatto del periodo di laurea, in quanto lo stesso, all’epoca, non avrebbe chiesto il riscatto dei detti periodi ma soltanto il “riconoscimento/ricongiunzione” degli stessi, segnalando inoltre che il decreto di riscatto dovesse calcolarsi con riferimento all’anno 2015, ai tempi in cui il Dott. A.M. sollecitava la definizione della pratica.

Gli avvocati Rubino e Gatto, in replica alla difesa dell’Amministrazione, evidenziavano che la volontà di ottenere il riscatto dei servizi ai fini pensionistici non dovesse desumersi dalla formulazione letterale della domanda, bensì dall’intero complesso dell’istanza in commento e della documentazione a questa allegata, precisando che la condotta del Fondo Pensioni risultasse, in ogni caso, contraddittoria, in quanto l’Ente provvedeva a comunicare l’inidoneità della richiesta soltanto in sede giudiziale, a distanza di 30 anni dalla sua presentazione e dopo averla positivamente istruita.

La Corte dei Conti, Giudice Unico delle Pensioni, condividendo le tesi degli Avvocati Rubino e Gatto, con sentenza pronunciata in esito alla camera di consiglio del 22.12.2020, ha accolto il ricorso del Dott. A.M., dichiarando il diritto del dirigente regionale ad ottenere il riscatto del servizio militare e del periodo corrispondente alla durata legale del corso di laurea, calcolato con riferimento all’istanza presentata da oltre 30 anni e condannando il Fondo Pensioni e l’Assessorato regionale della Funzione Pubblica al pagamento delle spese di lite.

Anche quest’anno, ad Agrigento, nella Chiesa di Sant’Alfonso, oggi, mercoledì 23 dicembre, alle ore 12, l’Ensamble strumentale PercusSuoni offrirà alla cittadinanza il tradizionale Concerto di Natale, trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina facebook Ensamble strumentale PercusSuoni. Per l’occasione i giovani musicisti agrigentini, diretti dal Maestro Alessandro Bruccoleri, eseguiranno famose pagine musicali di Bach, Rutter e Pachelbel.

Un fascio luminoso del Rotaract Club illumina una parete dell’ospedale di Agrigento, come vicinanza e gratitudine al personale sanitario anti-covid. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste al presidente del Rotaract Club di Agrigento, professor Giuseppe Seminerio, ed al direttore sanitario dell’ospedale, Gaetano Migliazzo.

Ad Agrigento, in contrada Kaos, ignoti vandali hanno deturpato l’ingresso della casa natale di Luigi Pirandello imbrattando i muri accanto al cancello d’ingresso, una parte di marciapiede e una targa che indica il luogo. Con della vernice spray hanno scritto delle parole apparentemente senza alcun significato. I custodi hanno allarmato i poliziotti della Squadra Volanti della Questura giunti sul posto. Si confida nelle immagini degli impianti di video – sorveglianza. Indagini in corso.

Nell’ambito dei servizi mirati al contrasto all’immigrazione clandestina, i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno arrestato 7 migranti per “re-ingresso illegale sul territorio nazionale”. Gli stranieri sono stati già riconosciuti dalle autorità consolari competenti e rimpatriati nel paese di provenienza attraverso un volo aereo partito da Palermo.

Ad Agrigento oggi mercoledì 23 dicembre è il giorno della chiusura del tanto polemizzato, e oggetto di disordini, fughe e proteste, Centro d’accoglienza al Villaggio Mosè, lungo Viale Cannatello. Dal Centro “La mano di Francesco” sono stati trasferiti gli ultimi migranti ospiti. E’ stato il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ad annunciare nei giorni scorsi l’intesa con la Prefettura per la chiusura del Centro d’accoglienza. La Prefettura conferma lo sgombero della struttura.

Come la Regione ha finora gestito l’emergenza sanitaria. E quali prospettive a rimedio dell’emergenza economica. L’intervento di Musumeci.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, traccia un bilancio a consuntivo della gestione dell’emergenza covid 19 in Sicilia da parte della Regione. E afferma: “Sono convinto che nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla capacità del Sistema sanitario siciliano di potere affrontare e reggere un urto così forte. Invece ce l’abbiamo fatta, perché il sistema sanitario si è rivelato fatto essenzialmente da persone capaci e animate da buona volontà: il personale sanitario e parasanitario, gli infermieri, i volontari e, se mi consentite, una classe dirigente regionale che ha avviato subito un programma sano, concreto, serio e costruttivo. Attraverso la consulenza con il Comitato tecnico-scientifico, e attraverso il lavoro di decine e decine di notti insonni, non solo del presidente ma anche dell’assessore alla Salute Ruggero Razza e di altri responsabili, siamo riusciti ad evitare il peggio. Certo, nessuna regione d’Italia è rimasta immune da difetti. E come si poteva, di fronte a un’esperienza tragica, drammatica, dai contenuti assolutamente imprevedibili?”. Poi, il risvolto della medaglia, ovvero l’emergenza economica legata all’emergenza sanitaria: Nello Musumeci interviene nel merito dei ristori agli operatori economici e spiega: “Nessuno sa quanto durerà questa emergenza dell’epidemia. I provvedimenti di sostegno arrivano dall’Europa o da Roma. Da Palermo possono arrivare le briciole perché abbiamo risorse assolutamente limitate. Io ricordo che dopo un mese abbiamo dato 100 milioni di euro a disposizione dei Comuni per le famiglie. Roma deve fare la parte che deve fare lo Stato, non ci sono chiaramente paragoni rispetto alla Regione. La nostra macchina burocratica non era neanche oleata per l’ordinario, immaginiamoci per lo straordinario. Questa è la Regione che voi conoscete, dal ’91 qui non si fa un concorso. E comunque stiamo lavorando, devo dire che c’è anche una parte della burocrazia regionale che lavora con impegno, qualità e passione, e di questo devo darne atto. Sapete che sono ipercritico da questo punto di vista, ma per fortuna la fascia dei dipendenti che lavorano sta crescendo, vuol dire che siamo riusciti a motivarli”. Poi in conclusione: “Se vogliamo che il Covid finisca presto dobbiamo evitare che la gente si muova, perché il virus cammina con le persone. Se uno Stato chiede a un negozio o a un’attività commerciale di chiudere per evitare che il virus si muova, ha anche il dovere di consentire agli imprenditori e ai dipendenti di potere continuare a mettere un pezzo di pane a tavola”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Una forte scossa di terremoto è stata registrata pochi minuti fa in Sicilia.

La scossa, di magnitudo tra 4.9 e 5.4, è stata localizzata nella zona di Ragusa alle 21.27 di oggi, martedì 22 dicembre.

Stando alle prime segnalazioni apparse sui social, il sisma è stato avvertito in gran parte dell’isola. “Mi trovo sulla Costa tirrenica in provincia di Messina e abbiamo avvertito anche qui la scossa in maniera lieve”, scrive un utente su Twitter. “Percepito a Catania, ondulatorio”, commenta un altro.
La scossa di terremoto è stata avvertita in maniera nitida anche ad Agrigento, dove molte famiglie si sono riversate per strada ed altre si sono allontanate in auto per mettersi al sicuro.

“Sentita ad Avola, Siracusa, gran botta”, si legge tra le varie segnalazioni giunte in questi minuti.


Notizia in aggiornamento

Ancora non è noto se ci sono stati danni a cose o persone.

la scossa, alle 21.28, ha fatto tremare il suolo in tutta l’isola e potrebbe essere legata all’attività vulcanica dell’Etna, particolarmente intensa in queste ore.

Forte boato è stato avvertito a Licata.

L’epicentro è stato localizzato a 15 chilometri da Acate, in provincia di Ragusa, ad una profondità di 16 chilometri. Al momento, il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ha affermato che non sono stati segnalati danni. Trema la terra anche ai piedi dell’Etna dove in molti sui social hanno segnalato una forte scossa di terremoto avvertita a Catania città e in diversi comuni dell’Hinterland tra cui Misterbianco, Acireale e Sant’Agata Li Battiati.

 

 

 

Il Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, l’On. Decio Terrana, commenta positivamente la proposta di collaborazione tra i vari gruppi Centristi all’Ars: l’Udc Italia, Italia Viva ed i Popolari. Invita prima di tutto ad una coesione di idee, come espresso dalla bozza di documento firmata da tutti, ma evidenzia come si debba trovare un’unione di intenti ed evitare di mettere assieme solo diverse Sigle Politiche.

“L’Udc Italia rappresenta oggi il Partito Politico più forte dell’Area Centrista Siciliana – trasmette l’On.Terrana – E’ stato da sempre catalizzatore di tutti quei gruppi moderati e del mondo cattolico che hanno sempre visto nello Scudo Crociato un vero e proprio punto di riferimento. Il nostro elettorato da tempo si auspica una forza politica di centro che si rifaccia alla dottrina sociale, che metta al centro l’uomo, la salvaguardia della famiglia, la ricerca, la tutela e la dignità del lavoro e dei lavoratori, la funzione sociale del capitale, la promozione dello studio e la ricerca scientifica come servizio all’umanità e l’armonia tra le diverse classi sociali. Il nostro Segretario Nazionale Lorenzo Cesa ha fin ora portato avanti con grande determinazione il progetto di coesione tra tutte le forze moderate e le associazioni del mondo cattolico, con i grandi risultati degli ultimi mesi e come già fatto a Roma il 18 Gennaio con la partecipazione di 36 associazioni cattoliche e di volontariato. La bozza di documento che abbiamo firmato è sicuramente un ottimo inizio di un percorso comune e di collaborazione tra le diverse aree centriste all’Ars; dobbiamo però essere attenti a non trasformare questo percorso in un mettere assieme diverse sigle politiche che finiscono poi per non trovare coesione. E’ importante essere uniti, è importante scegliere un percorso comune, è importante fondare la nostra collaborazione su basi solide così come da sempre ha fatto l’Udc con lo Scudo Crociato, simbolo di un’Italia che ha primeggiato nel mondo. Ma non per guardare al passato, non per rivivere vecchie nostalgie. Ormai c’è una Classe Politica che ha fatto il suo corso, dobbiamo formare i più Giovani e credere nelle loro possibilità, dobbiamo credere in una nuova Classe Dirigente Politica che sia pronta e preparata per far tornare grande il nostro Paese”.