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Per Calogero Bellavia che vendicò con un commando l’omicidio del padre, deciderà la Cassazione il prossimo 18 febbraio

Il 31enne di Favara Calogero Bellavia, fu arrestato il 15 settembre nell’amabito dell’operazione Mosaico, che ha portato alla luce una lunga scia di omicidi e di tentati omicidi. Il Bellavia, su richiesta dei suoi legali torna a chiedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare già confermata dal tribunale del riesame di Palermo.

Su questa richiesta si esprimerà il prossimo 18 febbraio la Cassazione.

Il Bellavia, fu arrestatpo e condannato con l’accusa di essere l’ultimo fiancheggiatore del boss Gerlandino Messina, e secondo le ipotesi racchiuse nell’inchiesta, avrebbe cercato di vendicare in due circostanze, insieme a un commando, l’omicidio del padre Carmelo, avvenuto il 26 gennaio del 2015.

La vittima predestinata sarebbe stato il 40enne Maurizio Distefano, autore dell’omicidio. Lo stesso, soprannominato “Furia”, scampa all’agguato in Belgio il 14 settembre del 2016, ma non a quello del 23 maggio del 2017, sera in cui resta ferito anche Carmelo Nicotra dato che l’agguato si consuma nel suo garage.

L’inchiesta “Mosaico” ha fatto luce sulla faida che, dal 2015 al 2018, è scoppiata tra Favara e Liegi, in Belgio, con cinque omicidi e altrettanti tentati omicidi, alcuni dei quali mai denunciati.

La faida sarebbe stata determinata da contrasti all’interno di un clan mafioso sulla gestione di traffici illegali tra i quali quelli di droga. Le tensioni all’interno dell’organizzazione avrebbero portato a una scissione in due bande e a una vera e propria faida.

Gli arrestati – 4 finirono in manette in Sicilia, altri 3 a Liegi –  sono accusati di tentato omicidio, traffico di droga, estorsione e detenzione di armi. In carcere, per effetto della decisione del riesame, sono rimasti Antonio Bellavia, Calogero Bellavia, Calogero Ferraro, Carmelo Nicotra, Gerlando Russotto e Carmelo Vardaro.

L’unico indagato a tornare in libertà è il sessantaquattrenne Vincenzo Vitello, titolare di un noto camping, accusato della ricettazione dell’auto con cui la vittima sarebbe stata trasportata. Per gli altri, pur cadendo singole accuse legate a detenzione illegale di armi o di droga, è stata confermata la custodia in carcere.

 
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