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Forza Italia, nomina Zambuto assessore, Giambrone: “Miccichè non un uomo ma un masculiddu. Gallo? Mi fido solo di me stesso… Zambuto? Uno che cambia più partiti che mutande

 

Non poteva non avere ripercussioni drammatiche la vicenda relativa alla nomina dell’ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto, ad assessore regionale in quota Forza Italia.

Una nomina che lascia tutti (o quasi) di stucco; non tanto per Marco Zambuto, persona perbene e seria, assai discutibile dal punto di vista politico.

L’on. Vincenzo Giambrone non aveva bisogno neanche della prima fila per ottenere il giusto premio che merita una persona che da oltre un quarto di secolo è stata al servizio del partito fondato da Berlusconi e che spesse volte ha tolto castagne molto infuocate da situazioni che da solo è riuscito ad arginare.

Lo abbiamo sentito; non è incazzato come qualcuno potrebbe immaginare; è molto, molto amareggiato, deluso ma ancora pronto a dare battaglie in un futuro ancora incerto e tutto da decifrare.

“Voglio conto e ragione – inizia Giambrone – da Miccichè prima e Gallo poi per comprendere il perché di questa scelta scellerata. Marco Zambuto, persona che stimo personalmente, non ha mai avuto nulla a che spartire con Forza Italia; mai una campagna elettorale, né locale, né regionale, né nazionale. Anzi, è stato un politico di sinistra nella qualità di presidente regionale del PD. Ditemi cosa c’entra con Forza Italia? Aggiungo che ancora sono il commissario di Forza Italia e in quanto tale non riconosco la figura di Marco Zambuto”.

Con flemma, ma anche con molta decisione, Vincenzo Giambrone continua: “Gianfranco Miccichè, meno di un anno fa, mi aveva assicurato che sarei stato io l’assessore al primo rimpasto. Ricordo che eravamo nella sua stanza e mentre mi prometteva (una falsa promessa) sul suo onore l’incarico di assessore, batteva il dito sul tavolo!”

Onorevole si è sentito tradito?

“Tradito solo? Umiliato, amareggiato; non posso credere che esistano situazioni così misere all’interno di partito. Ad Agrigento, con Miccichè e Gallo, si perde anche la dignità politica!  Sono 25 anni che servo il partito e questo è il risultato. Avrei preferito come assessore un uomo di partito, non un uomo che nel corso della sua vita politica ha cambiato più partiti che mutande. Questo è davvero scellerato!”

Miccichè, Gallo. La responsabilità su questa decisione?

“Miccichè, come dicevo prima, politicamente non sa cosa significhi la parola onore. Non è un uomo ma soltanto un masculiddu. Non nascondo che in questo anno ho cominciato a sentire un po’ di puzza di letame e i fatti, oggi…

Con Gallo mi legava una amicizia di famiglia; di lui mi sono fidato ciecamente, poi man mano che è passato il tempo ho imparato che nella vita fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio ancora. Oggi mi fido solo di me stesso. Dispiace che l’on. Gallo accetti supinamente le decisioni palermitane senza accennare un briciolo di contesa per una giusta causa. Questo è orribile. Vorrei capire a chi ho dato la mia fiducia personale”.

L’entourage dell’on. Gallo in tutta questa vicenda?

“Quale entourage? Ho ragionevoli certezze che sono stato tradito da tutti. Da alcuni con il silenzio, da altri con molte chiacchiere. Altri amici storici dell’on. Gallo sono scappati via a gambe levate”.

E adesso cosa farà?

“Ci sono anche i miei amici che ho in tutta la provincia che sono delusi e amareggiati per questa triste vicenda. Dovrò incontrare loro, sentirli tutti e poi prendere decisioni sul da fare. Troppe stanze politiche all’interno di Forza Italia agrigentina; inammissibile e inaccettabile. Oggi all’interno di Forza Italia provinciale viene a mancare quella dignità politica che il nostro presidente Berlusconi ha sempre preteso. C’è una vera e propria diseducazione per i valori politici”.

Cosa vuol dire stanze politiche?

“Preferisco la domanda successiva…”

La domanda successiva non l’aspetta, Giambrone riparte da solo. Dice: “Gesù Cristo è stato tradito; Giulio Cesare è stato tradito. Chi ha da intendere intenda…”

Augurare buon anno all’on. Vincenzo Giambrone ci è sembrato il minimo che potessimo fare…

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